Giornata Missionaria Mondiale 2007 - 21 ottobre 2007
“Tutte le Chiese per tutto il mondo “

Canto: CANTIAMO A TE
Cantiamo te, Signore della vita:
il nome tuo è grande sulla terra
tutto parla di te e canta la tua gloria.
grande tu sei e compi meraviglie:
tu sei Dio.
Cantiamo te, Signore Gesù Cristo:
Figlio di Dio venuto sulla terra,
fatto uomo per noi
nel grembo di Maria.
Dolce Gesù risorto dalla morte
sei con noi.
Cantiamo te, amore senza fine:
tu che sei Dio lo Spirito del Padre
vivi dentro di noi e guida i nostri passi.
Accendi in noi il fuoco
dell'eterna carità.
Segno di croce +
Richiamo e conferma del nostro battesimo, come inizio di qualsiasi momento di riconciliazione.
Atto penitenziale:
I
Messaggio in occasione della Giornata Missionaria Mondiale 2007 - 21 ottobre 2007
Tutte le Chiese per tutto il mondo
Cari fratelli e sorelle,
in occasione della prossima Giornata Missionaria Mondiale vorrei invitare l’intero Popolo di Dio – Pastori, sacerdoti, religiosi, religiose e laici – ad una comune riflessione sull’urgenza e sull’importanza che riveste, anche in questo nostro tempo, l’azione missionaria della Chiesa. Non cessano infatti di risuonare, come universale richiamo e accorato appello, le parole con le quali Gesù Cristo, crocifisso e risorto, prima di ascendere al Cielo, affidò agli Apostoli il mandato missionario: “Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato”. Ed aggiunse: “Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,19–20). Nell’impegnativa opera di evangelizzazione ci sostiene e ci accompagna la certezza che Egli, il padrone della messe, è con noi e guida senza sosta il suo popolo. E’ Cristo la fonte inesauribile della missione della Chiesa. Quest’anno, inoltre, un ulteriore motivo ci spinge a un rinnovato impegno missionario: ricorre infatti il 50° anniversario dell’Enciclica del Servo di Dio Pio XII Fidei donum, con la quale venne promossa e incoraggiata la cooperazione tra le Chiese per la missione ad gentes.
“Tutte le Chiese per tutto il mondo”: questo è il tema scelto per la prossima Giornata Missionaria Mondiale. Esso invita le Chiese locali di ogni Continente a una condivisa consapevolezza circa l’urgente necessità di rilanciare l’azione missionaria di fronte alle molteplici e gravi sfide del nostro tempo. Sono certo mutate le condizioni in cui vive l’umanità, e in questi decenni un grande sforzo è stato compiuto per la diffusione del Vangelo, specialmente a partire dal Concilio Vaticano II. Resta tuttavia ancora molto da fare per rispondere all’appello missionario che il Signore non si stanca di rivolgere ad ogni battezzato. Egli continua a chiamare, in primo luogo, le Chiese cosiddette di antica tradizione, che in passato hanno fornito alle missioni, oltre che mezzi materiali, anche un numero consistente di sacerdoti, religiosi, religiose e laici, dando vita a un’efficace cooperazione fra comunità cristiane. Da questa cooperazione sono scaturiti abbondanti frutti apostolici sia per le giovani Chiese in terra di missione, che per le realtà ecclesiali da cui provenivano i missionari. Dinanzi all’avanzata della cultura secolarizzata, che talora sembra penetrare sempre più nelle società occidentali, considerando inoltre la crisi della famiglia, la diminuzione delle vocazioni e il progressivo invecchiamento del clero, queste Chiese corrono il rischio di rinchiudersi in se stesse, di guardare con ridotta speranza al futuro e di rallentare il loro sforzo missionario. Ma è proprio questo il momento di aprirsi con fiducia alla Provvidenza di Dio, che mai abbandona il suo popolo e che, con la potenza dello Spirito Santo, lo guida verso il compimento del suo eterno disegno di salvezza.
A dedicarsi generosamente alla missio ad gentes il Buon Pastore invita pure le Chiese di recente evangelizzazione. Pur incontrando non poche difficoltà ed ostacoli nel loro sviluppo, queste comunità sono in crescita costante. Alcune abbondano fortunatamente di sacerdoti e di persone consacrate, non pochi dei quali, pur essendo tante le necessità in loco, vengono tuttavia inviati a svolgere il loro ministero pastorale e il loro servizio apostolico altrove, anche nelle terre di antica evangelizzazione. Si assiste in tal modo ad un provvidenziale “scambio di doni”, che ridonda a beneficio dell’intero Corpo mistico di Cristo. Auspico vivamente che la cooperazione missionaria si intensifichi, valorizzando le potenzialità e i carismi di ciascuno. Auspico, inoltre, che la Giornata Missionaria Mondiale contribuisca a rendere sempre più consapevoli tutte le comunità cristiane e ogni battezzato che è universale la chiamata di Cristo a propagare il suo Regno sino agli estremi angoli del pianeta. “La Chiesa è missionaria per natura – scrive Giovanni Paolo II nell’Enciclica Redemptoris missio –, poiché il mandato di Cristo non è qualcosa di contingente e di esteriore, ma raggiunge il cuore stesso della Chiesa. Ne deriva che tutta la Chiesa e ciascuna Chiesa è inviata alle genti. Le stesse Chiese più giovani debbono partecipare quanto prima e di fatto alla missione universale della Chiesa, inviando anch’esse dei missionari a predicare dappertutto nel mondo l’evangelo, anche se soffrono di scarsezza di clero” (n. 61).
A cinquant’anni dallo storico appello del mio predecessore Pio XII con l’Enciclica Fidei donum per una cooperazione tra le Chiese a servizio della missione, vorrei ribadire che l’annuncio del Vangelo continua a rivestire i caratteri dell’attualità e dell’urgenza. Nella citata Enciclica Redemptoris missio, il Papa Giovanni Paolo II, da parte sua, riconosceva che “la missione della Chiesa è più vasta della «comunione tra le Chiese»; questa deve essere orientata anche e soprattutto nel senso della missionarietà specifica” (n. 65). L’impegno missionario resta pertanto, come più volte ribadito, il primo servizio che la Chiesa deve all’umanità di oggi, per orientare ed evangelizzare le trasformazioni culturali, sociali ed etiche; per offrire la salvezza di Cristo all’uomo del nostro tempo, in tante parti del mondo umiliato e oppresso a causa di povertà endemiche, di violenza, di negazione sistematica di diritti umani.
A questa missione universale la Chiesa non può sottrarsi; essa riveste per essa una forza obbligante. Avendo Cristo affidato in primo luogo a Pietro e agli Apostoli il mandato missionario, esso oggi compete anzitutto al Successore di Pietro, che la Provvidenza divina ha scelto come fondamento visibile dell’unità della Chiesa, ed ai Vescovi direttamente responsabili dell’evangelizzazione sia come membri del Collegio episcopale, che come Pastori delle Chiese particolari (cfr Redemptoris missio, 63). Mi rivolgo, pertanto, ai Pastori di tutte le Chiese posti dal Signore a guida dell’unico suo gregge, perché condividano l’assillo dell’annuncio e della diffusione del Vangelo. Fu proprio questa preoccupazione a spingere, cinquant’anni fa, il Servo di Dio Pio XII a rendere la cooperazione missionaria più rispondente alle esigenze dei tempi. Specialmente dinanzi alle prospettive dell’evangelizzazione egli chiese alle comunità di antica evangelizzazione di inviare sacerdoti a sostegno delle Chiese di recente fondazione. Dette vita così a un nuovo “soggetto missionario” che, dalle prime parole dell’Enciclica, trasse appunto il nome di “Fidei donum”. Scrisse in proposito: “Considerando da un lato le schiere innumerevoli di nostri figli che, soprattutto nei Paesi di antica tradizione cristiana, sono partecipi del bene della fede, e dall’altro la massa ancor più numerosa di coloro che tuttora attendono il messaggio della salvezza, sentiamo l’ardente desiderio di esortarvi, Venerabili Fratelli, a sostenere con il vostro zelo la causa santa della espansione della Chiesa nel mondo”. Ed aggiunse: “Voglia Iddio che in seguito al nostro appello lo spirito missionario penetri più a fondo nel cuore di tutti i sacerdoti e, attraverso il loro ministero, infiammi tutti i fedeli” (AAS XLIX 1957, 226).
Rendiamo grazie al Signore per i frutti abbondanti ottenuti da questa cooperazione missionaria in Africa e in altre regioni della terra. Schiere di sacerdoti, dopo aver lasciato le comunità d’origine, hanno posto le loro energie apostoliche al servizio di comunità talora appena nate, in zone di povertà e in via di sviluppo. Tra loro ci sono non pochi martiri che, alla testimonianza della parola e alla dedizione apostolica, hanno unito il sacrificio della vita. Né possiamo dimenticare i molti religiosi, religiose e laici volontari che, insieme ai presbiteri, si sono prodigati per diffondere il Vangelo sino agli estremi confini del mondo. La Giornata Missionaria Mondiale sia occasione per ricordare nella preghiera questi nostri fratelli e sorelle nella fede e quanti continuano a prodigarsi nel vasto campo missionario. Domandiamo a Dio che il loro esempio susciti ovunque nuove vocazioni e una rinnovata consapevolezza missionaria nel popolo cristiano. In effetti, ogni comunità cristiana nasce missionaria, ed è proprio sulla base del coraggio di evangelizzare che si misura l’amore dei credenti verso il loro Signore. Potremmo così dire che, per i singoli fedeli, non si tratta più semplicemente di collaborare all’attività di evangelizzazione, ma di sentirsi essi stessi protagonisti e corresponsabili della missione della Chiesa. Questa corresponsabilità comporta che cresca la comunione tra le comunità e si incrementi l’aiuto reciproco per quanto concerne sia il personale (sacerdoti, religiosi, religiose e laici volontari) che l’utilizzo dei mezzi oggi necessari per evangelizzare.
Cari fratelli e sorelle, il mandato missionario affidato da Cristo agli Apostoli ci coinvolge veramente tutti. La Giornata Missionaria Mondiale sia pertanto occasione propizia per prenderne più profonda coscienza e per elaborare insieme appropriati itinerari spirituali e formativi che favoriscano la cooperazione fra le Chiese e la preparazione di nuovi missionari per la diffusione del Vangelo in questo nostro tempo. Non si dimentichi tuttavia che il primo e prioritario contributo, che siamo chiamati ad offrire all’azione missionaria della Chiesa, è la preghiera. “La messe è molta, ma gli operai sono pochi – dice il Signore –. Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai nella sua messe” (Lc 10,2). “In primo luogo – scriveva cinquant’anni or sono il Papa Pio XII di venerata memoria – pregate dunque, Venerabili Fratelli, pregate di più. Ricordatevi degli immensi bisogni spirituali di tanti popoli ancora così lontani dalla vera fede oppure così privi di soccorsi per perseverarvi” (AAS, cit., pag. 240). Ed esortava a moltiplicare le Messe celebrate per le Missioni, osservando che “ciò risponde ai desideri del Signore, che ama la sua Chiesa e la vuole estesa e fiorente in ogni angolo della terra” (ibid., pag. 239).
Cari fratelli e sorelle, rinnovo anch’io questo invito quanto mai attuale. Si estenda in ogni comunità la corale invocazione al “Padre nostro che è nei cieli”, perché venga il suo regno sulla terra. Faccio appello particolarmente ai bambini e ai giovani, sempre pronti a generosi slanci missionari. Mi rivolgo agli ammalati e ai sofferenti, ricordando il valore della loro misteriosa e indispensabile collaborazione all’opera della salvezza. Chiedo alle persone consacrate e specialmente ai monasteri di clausura di intensificare la loro preghiera per le missioni. Grazie all’impegno di ogni credente, si allarghi in tutta la Chiesa la rete spirituale della preghiera a sostegno dell’evangelizzazione. La Vergine Maria, che ha accompagnato con materna sollecitudine il cammino della Chiesa nascente, guidi i nostri passi anche in questa nostra epoca e ci ottenga una nuova Pentecoste di amore. Ci renda, in particolare, consapevoli tutti di essere missionari, inviati cioè dal Signore ad essere suoi testimoni in ogni momento della nostra esistenza. Ai sacerdoti “Fidei donum”, ai religiosi, alle religiose, ai laici volontari impegnati sulle frontiere dell’evangelizzazione, come pure a quanti in vario modo si dedicano all’annuncio del Vangelo assicuro un ricordo quotidiano nella mia preghiera, mentre imparto con affetto a tutti la Benedizione Apostolica.
Canto: Santa Maria del Cammino
Mentre trascorre la vita
solo tu non sei mai;
Santa Maria del cammino
sempre sarà con te.
Vieni, o Madre, in mezzo a noi, vieni Maria quaggiù.
Cammineremo insieme a te verso la libertà.
Quando qualcuno ti dice:
"Nulla mai cambierà",
lotta per un mondo nuovo,
lotta per la verità!
Lungo la strada la gente
chiusa in se stessa va;
offri per primo la mano
a chi è vicino a te.
Quando ti senti ormai stanco
e sembra inutile andar,
tu vai tracciando un cammino:
un altro ti seguirà.
DUE CHIACCHIERE CON GESU’
Signore, ho guai d’ogni genere,
ma grazie a Dio mi accorgo
che una piccola chiacchierata con Gesù aggiusta tutto.
Fratello, me lo ricordo bene:
quand’era un peccatore perduto
gridai: “Gesù, abbi pietà!”
ma l’anima mia rimase tutta quanta sottosopra
finché udii il mio Signore Gesù che mi diceva:
“Vieni qui, io sono la via”.
Sì, una piccola chiacchierata con Gesù aggiusta tutto.
A volte il fulmine biforcuto e il tuono rombante
dei dolori e delle tentazioni
rendon la vita difficile a me e anche a voi,
ma Gesù è il nostro amico
e ci sosterrà sino alla fine.
Sì, una piccola chiacchierata con Gesù aggiusta tutto.
Signore, ho guai d’ogni genere,
ma grazie a Dio mi accorgo
che una piccola chiacchierata con Gesù aggiusta tutto.
( L.ROSADONI - a cura di -, Due chiacchiere con Gesù aggiustano tutto, pp. 47s., Torino 1971
Testimonianza:
RICORDATEVI DI DIO
Ricordatevi di Dio, perché in ogni istante egli si ricordi di voi. Se si ricorda di voi, vi darà la salvezza. Non dimenticatelo lasciandovi sedurre da distrazioni vane. Volete forse che vi dimentichi nei momenti delle vostre distrazioni?
Rimanetegli vicini e obbedienti nei giorni della prosperità. Potrete contare sulla sua parola nei giorni difficili, poiché la preghiera vi renderà sicuri della sua presenza costante. Rimanete incessantemente dinanzi al suo volto, pensatelo, ricordatelo nel vostro cuore. Altrimenti, se lo incontrate appena di tanto in tanto, rischiate di perdere la vostra intimità con lui.
La familiarità tra gli uomini avviene mediante la presenza fisica. La familiarità con Dio consiste nella meditazione e nell’abbandono in lui durante la preghiera.
Chi vuol vedere il Signore, purifichi il suo cuore col ricordo continuo di Dio. Arriverà a contemplarlo ogni istante e dentro di sé sarà tutto luce.
( Isacco di Ninive , La filocalia in Th. SPIDLIK, Breviario patristico, p. 365, Torino 1971 )
Canto: Eccomi, eccomi!
Signore io vengo.
Eccomi, eccomi!
Si compia in me la tua volontà.
VOCAZIONE ALL’AMORE
Signore Gesù, ci hai chiamato alla vita
per proporci l’amore,
dando ad ognuno una vocazione specifica
per vivere l’amore.
A che vale la vita se non la si dona?
Che senso ha se non è una risposta gioiosa
ad un progetto d’amore,
ad una chiamata?
Tu ci ricordi che ogni vocazione richiede radicalità,
non mezze misure;
esige povertà di spirito, donazione,
disponibilità a rendere l’altro felice,
ad attuare la tua volontà.
Il mare è fatto di tante gocce,
il deserto di tanti granelli di sabbia,
così è di chi vuol seguirti, Signore,
tanti passi dietro di te,
anche se non tutto si riesce subito a comprendere.
Donaci, Signore, la forza di cominciare.
Amen.
( M. G. FRANCO )
IL SOLE COME
Vi saluto in uno scoppio di primavera che da alcuni giorni ci ha invaso. Ci godiamo il sole che ci mancava da almeno un mese. O meglio il sole c'era, ma dietro le spesse e nere nuvole di Trabzon. È come la vita. Il sole c'è sempre, anche quando Dio lo nasconde o il nostro peccato lo appanna. Non so se in questo momento siete in pieno sole o col cielo grigio. Non so come e perché Dio distribuisca luce e tenebre. So solo che Lui sa. Questo mi basta. Ma a volte non mi toglie un velo di tristezza e un sentimento di stizza. Mi convinco alla fine che non si hanno due vie: c'è solo quella di Gesù, che porta alla luce passando per il buio, che porta alla vita facendo assaporare l'amaro della morte. Si diventa capaci di salvezza solo "offrendo la propria carne". Il male del mondo va portato e il dolore altrui va condiviso. Qualche settimana fa contemplando le tre icone di Roberta e Vito portate dall'Italia mi dicevo: Gesù si è calato nel dolore di tutti. Il dolore e il peccato sono un abisso visitato dal suo amore e riscattato dalla sua presenza. Nessuno è solo nel suo peccato e nella sua sofferenza. Guardiamo questa presenza di Cristo accanto a noi e raccogliamo il suo invito a scendere con Lui accanto agli altri, anche quando ci sentiamo feriti o sporcati.
( tratto da DON ANDREA SANTORO, Lettere dalla Turchia, pp 207-208, Città Nuova, Roma 2006 )
Canto: Eccomi, eccomi!
Signore io vengo.
Eccomi, eccomi!
Si compia in me la tua volontà.
LA VOCAZIONE ALLA GENTILEZZA
O Signore
la terra risplende
come un simbolo della tua presenza;
tutte le cose sono soffuse
della tua luce e della tua vita.
Fa', o Signore, che ogni
aspetto di bellezza
evochi nel mio cuore
un senso di gentilezza e di amore:
onuno è riflesso del tuo eterno
splendore, ognuno uno specchio
che con poco diventa opaco
se non lo contempli
con gentilezza.
Fa', o Signore, che
la consapevolezza della tua presenza
insegni gentilezza alla mia anima.
Gentilezza anche verso me stesso,
specchio incrinato del tuo amore.
Fammi consapevole, o Signore:
della tua presenza che perdona,
della fragilità della mia esistenza.
( Fr. A. FIORINI, Missionario Comboniano )
IL NOSTRO “SI” PER GLI ALTRI
Esattamente 25 anni fa un Padre saveriano attraversava la nostra esistenza, comunicandoci il fascino della missione. Poco prima di partire per l'Africa ci aveva lasciato queste parole, che custodiamo come perle: "Ricordate: la vostra vita è dono di Dio, agli altri. I vostri "sì" saranno vita per altri; i vostri "no" potrebbero esserne la rovina". Cercare di essere "dono" è ciò che ci ha spinto a pronunciare spesso quella piccola parola: "sì". Sì al Signore, fidandoci di Lui e affidandoci a Lui; sì anche ai suoi figli che abitano il mondo. Piccoli e grandi "sì", che ci hanno portato per vie non sempre facili, per sentieri che sembravano senza sbocco.
( dagli Archivi Saveriani, Testimonianza dei coniugi Paciello )
Canto: Eccomi, eccomi!
Signore io vengo.
Eccomi, eccomi!
Si compia in me la tua volontà.
IL SAMARITANO
Il samaritano, colui che si assume una responsabilità tutta particolare.
Ebbene io, Signore, non so essere il samaritano.
Mi sentirò risuonare ogni momento, a rimprovero, il tuo comando,
ma lasciami ascoltare, lasciami vedere,
anche se la tua luce mi crea maggiore responsabilità.
Per non morire, ho bisogno di evadere da questo brutto mondo cementato nell’egoismo.
Mi arrampico all’unica finestra aperta: il tuo vangelo, Cristo.
E mi lascio inebriare dalla tua sconfinata carità, che pur rinnego ogni momento.
Voglio assoggettarmi alla pena di vedere il mio dovere d’uomo,
agonia dell’occhio cristiano.
Voglio disporre contro di me la parola eterna del tuo amore,
perché sia fatta anche senza di me e contro di me.
Parla, Signore.
Non badare se per la tua parola il mio povero cuore si spezza,
se mi ribello, mi dispero, ti rinnego.
La tua parola rimanga contro di me, mi condanni, mi laceri
perché attraverso queste lacerazioni passerà la tua agonia
che non ha ancora trovato un po’ di pietà.
Signore, parla Tu in quest’ora di divoratori,
su questa strada divenuta peggiore di quella di Gerico.
Signore parli chi crede in Te.
Non lasciare che altri ripetano le grandi parole rubate al tuo vangelo.
Staccate dal tuo cuore seminano strage anche se pretendono giustizia e pace.
( Preghiera rielaborata da: P. MAZZOLARI, Il samaritano, Bologna 19772 )
IL DIO DEI BARACCATI
Sono sceso qui in baraccopoli come il segno che il Dio di Gesù Cristo è il Dio dei poveri. E’ il Dio dei baraccati: è il Dio che sta dalla loro parte perché è il Dio che sta dalla parte del crocifisso, di tutti i crocifissi della storia. Sono convinto che chi vuole annunciare credibilmente ai fratelli il Dio dell’esodo, il Dio di Gesù Cristo, crocifisso dalle forze religiose e politiche del suo tempo, non ha altra scelta che quella di “scendere”, di solidarizzare con gli ultimi, con gli emarginati del sistema (…). Sì, questo mio essere qui con i poveri rende visibile il volto paterno e materno del papà.
Papà soprattutto dei poveri e degli oppressi. Significa proclamare che il Dio degli schiavi combatte contro tutte le strutture di peccato, contro l’imperialismo del denaro, contro il “terrorismo internazionale del soldo” che crea queste cloache di miseria. Dentro di me nascono allora interrogativi. Saprà
( A. ZANOTELLI, Da Korogocho con passione. Lettere dai sotterranei della vita e della storia, pp. 18-19, Editrice Missionaria Italiana, Bologna 2006 )
Canto: Eccomi, eccomi!
Signore io vengo.
Eccomi, eccomi!
Si compia in me la tua volontà.
NOSTRA SIGNORA DELLE MISSIONI
Santa Maria che meglio di ogni altra persona
sai che ogni missione è la continuazione dell’Incarnazione Redentrice di tuo Figlio,
dà a noi, missionari del nostro povero tempo, il senso autentico di questa Redenzione.
Concedici di penetrare fino al più profondo di questo mondo,
per condurvi
Concedici di comprendere che perseguire questa incarnazione
non significa conformare la grazia alla figura di questo mondo,
ma porre in esso una vita così potente e così nuova
che riceva vita nuovamente e ne sia ringiovanito.
Concedici di non ridurre il Cristo alla dimensione di questo mondo,
ma di esaudire il mondo alla dimensione di Gesù Cristo.
Concedici di comprendere che il secondo tempo dell’Incarnazione
è il ritorno a Dio di un mondo al quale Dio è venuto.
“Dio si è fatto uomo, perché l’uomo sia fatto Dio”.
Insegnaci a “stabilire tutto in Cristo”
e insegnaci che questo Cristo è un crocifisso,
tu in cui ha preso inizio l’Incarnazione,
poiché tu fosti la prima creatura e totalmente redenta.
Insegnaci a non credere a ricette di felicità altre da quelle delle beatitudini,
a non voler condurre ai nostri pagani
un messia che il Cristo non ha voluto essere, il messia opulento e adulato.
Tu che hai tenuto nelle tue braccia il Bimbo di Betlemme
e Colui che morì al Calvario,
preservaci da ogni illusione che ci farebbe arrossire della Sua povertà e della Sua Croce.
Ma sei soprattutto, Santa Maria, Madre di Dio,
la nostra capacità di grazia,
il silenzio in cui
prendere possesso di noi,
la docilità in cui lo Spirito Santo modellerà il missionario che noi dobbiamo essere.
( M. DELBREL )
La missione di Cristo si è compiuta nell’amore. Egli ha acceso nel mondo il fuoco della carità di Dio (cfr Lc 12,49). È l’Amore che dà la vita: per questo
Voi credete in Dio Amore: questa è la vostra forza, che vince il mondo, la gioia che nulla e nessuno potrà togliervi, la pace che Cristo vi ha conquistato con
( BENEDETTO XVI, Omelia alla V Conferenza generale dell’Episcopato latino americano e dei Carabi, 13 maggio 2007 )
Canto: CHI CI SEPARERÀ
Chi ci separerà dal suo amore,
la tribolazione, forse la spada?
Né morte o vita ci separerà
dall'amore in Cristo Signore.
Chi ci separerà dalla sua pace,
la persecuzione, forse il dolore?
Nessun potere ci separerà
da Colui che è morto per noi.
Chi ci separerà dalla sua gioia,
chi potrà strapparci il suo perdono?
Nessuno al mondo ci allontanerà
dalla vita in Cristo Signore.
Sal 143, 1.4-5.8-18.21
O Dio, mio re, voglio esaltarti
e benedire il tuo nome
in eterno e per sempre.
Una generazione narra all’altra le tue opere,
annunzia le tue meraviglie.
Proclamano lo splendore della tua gloria
e raccontano i tuoi prodigi.
Paziente e misericordioso è il Signore,
lento all’ira e ricco di grazia.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature.
Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza,
per manifestare agli uomini i tuoi prodigi
e la splendida gloria del tuo regno.
Il tuo regno è regno di tutti i secoli,
il tuo dominio si estende ad ogni generazione.
Il Signore sostiene quelli che vacillano
e rialza chiunque è caduto.
Gli occhi di tutti sono rivolti a te in attesa
e tu provvedi loro il cibo a suo tempo.
Tu apri la tua mano
e sazi la fame di ogni vivente.
Giusto è il Signore in tutte le sue vie,
santo in tutte le sue opere.
Il Signore è vicino a quanti lo invocano,
a quanti lo cercano con cuore sincero.
Canti la mia bocca la lode del Signore
e ogni vivente benedica il suo nome santo,
in eterno e sempre.
I
Dal Vangelo secondo Marco 12, 41-44
[41]E sedutosi di fronte al tesoro, osservava come la folla gettava monete nel tesoro. E tanti ricchi ne gettavano molte. [42]Ma venuta una povera vedova vi gettò due spiccioli, cioè un quattrino. [43]Allora, chiamati a sé i discepoli, disse loro: «In verità vi dico: questa vedova ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. [44]Poiché tutti hanno dato del loro superfluo, essa invece, nella sua povertà, vi ha messo tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».
I
Mons. Vincenzo Paglia
È l'ultimo episodio nel tempio. Marco lo pone a conclusione della vita pubblica di Gesù e del suo insegnamento. Il giovane profeta di Nazareth ha appena tracciato un ritratto impietoso degli scribi, i quali "divorano le case delle vedove". Mentre sta parlando vede avvicinarsi una povera vedova verso la cassetta ove si gettano le elemosine. Nessuno fa caso al piccolo gesto che ella compie. Del resto, in un mondo fatto di calcolo e di misure, di mercanteggio e di dare e avere, cosa poteva valere quello spicciolo gettato furtivamente nella cassetta del tempio? Eppure Gesù, che guarda nel profondo, la osserva e la propone ad esempio per tutti, facendo emergere la sua grandezza di cuore e la sua generosità: "ha gettato tutto ciò che aveva, non ha trattenuto nulla per sé". Per Gesù, quella donna povera e indifesa è modello di vita per i discepoli di ogni tempo. Ecco perché nessuno è tanto povero da non poter aiutare altri più poveri di lui. Quel che conta è il cuore. E il cuore toccato da Dio sa compiere miracoli.
Intercessioni
Fratelli e sorelle carissimi, riuniti dallo Spirito di Cristo risorto, eleviamo al Signore le nostre Preghere er tutta la Chiesa e per tutto il mondo.
mandatomissionario che Gesù rivolge ai discepoli e possano ovunque
far sorgere, educare, inviare nel mondo sempre più vocazioni Missionarie.
le vocazioni missionarie: siano sempre docili allo Spirito Santo perché
possano offrire, fino agli estremi confini del mondo, la testimonianza viva
di una Chiesa capace di raccogliere in unità i figli di Dio dispersi.
causa della loro fede in Cristo: il Signore, associandoli al suo sacrificio
sulla croce, li aiuti a sostenere le difficoltà senza cedere alla tentazione
della rivalsa; metta loro accanto donne e uomini solidali e tocchi i cuori
dei loro persecutori.
loro dolore e i loro sacrifici come offerta viva del suo corpo mistico; doni
loro la fede necessaria per saper accogliere anche il male, nella
consapevolezza di essere partecipi della sua Passione.
lascino interrogare dalla realtà del trascendente, accolgano i semi del
Verbo di Dio e possano trovare testimoni capaci di render ragione della
loro fede.
finanziamenti, anche quando ingenti e necessari; le Chiese di più
antica e ricca tradizione sappiano dare alle più giovani tutto l’apporto
necessario in un dono totale che esprima davvero la responsabilità
comune per l’avvento del Regno.
mondo e dell’Oriente: non si scoraggino e possano trovare in noi non solo
distanti benefattori, ma amici disposti all’ascolto, a far tesoro dei diversi
carismi, della sensibilità liturgica, della loro storia e fede.
Maria, stella dell’evangelizzazione
O Maria, al mattino della Pentecoste, tu hai sostenuto
con la preghiera l'inizio dell'evangelizzazione,
intrapresa dagli Apostoli sotto l'azione dello Spirito Santo.
Con la tua costante protezione continua a guidare
anche oggi, in questi tempi di apprensione e di speranza,
i passi della Chiesa che, docile al mandato del Signore,
si spinge con la "lieta notizia" della salvezza verso i popoli
e le nazioni di ogni angolo della terra.
Orienta le nostre scelte di vita, confortaci nell'ora
della prova, affinché, fedeli a Dio e all'uomo,
affrontiamo con umile audacia i sentieri misteriosi
della missione, per recare alla mente e al cuore
di ogni persona l'annuncio gioioso
di Cristo Redentore dell'uomo.
O Maria, Stella dell'evangelizzazione, cammina con noi! Amen.
( Giovanni Paolo II )
SALVE REGINA ( MISSIONARIA )
da uno scritto di Tonino Bello
Salve Regina, donna missionaria,
tonifica la nostra vita cristiana con quell'ardore
che spinse te, portatrice di luce, sulle strade della Palestina.
Anche se la vita ci lega ai meridiani e ai paralleli dove siamo nati,
fa' che sentiamo egualmente sul collo
il fiato delle moltitudini che ancora non conoscono Gesù.
Spalancaci gli occhi perché sappiamo scorgere le afflizioni del mondo.
Non impedire che il clamore dei poveri ci tolga la quiete.
E liberaci dalla rassegnazione di fronte alle tante sofferenze del mondo.
O clemente, o pia, o dolce Vergine, Maria.
PADRE NOSTRO
CONCLUSIONE
Ti ringraziamo, Signore, perché nel silenzio della contemplazione avvertiamo maggiormente la responsabilità della vocazione missionaria ad annunciare la tua Parola nella carità. Per la gloriosa intercessione di Maria, tua e nostra madre, salvaci dai mali che ci rattristano e guidaci alla gioia senza fine.
Per Cristo nostro Signore. Amen
Canto. TI SEGUIRÒ TI SEGUIRÒ , TI SEGUIRÒ, O SIGNORE,
E NELLA TUA STRADA CAMMINERÒ.
Ti seguirò nella via dell’amore
e donerò al mondo la vita.
Ti seguirò nella via del dolore
e la tua croce ci salverà.
Ti seguirò nella via della gioia
e la tua luce ci guiderà.
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