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sabato, 03 novembre 2007

Io non muoio, entro nella Vita!

Canto: IL SIGNORE E’ IL MIO PASTORE
 
Il Signore è il mio Pastore,
nulla manca ad ogni attesa.
In verdissimi prati mi pasce,
mi disseta a placide acque.
 
E’ il ristoro dell’anima mia.
 In sentieri diritti mi guida,
per amore del santo suo Nome.
Dietro Lui mi sento sicuro.
 
Pur se andassi per valle oscura,
non avrò a temere alcun male.
Perché sempre mi sei vicino,
mi sostieni col Tuo vincastro.
 
Quale mensa per me Tu prepari,
sotto gli occhi dei miei vicini.
E di olio cospargi il capo,
il mio calice è colmo di ebbrezza.
 
Bontà e grazia mi sono compagne,
quanto dura il mio cammino.
Io starò nella casa di Dio
lungo tutto il migrare dei giorni.

Segno di croce +
Richiamo e conferma del nostro battesimo, come inizio di qualsiasi momento di riconciliazione.
Scegliamo la parola di Sant’Ambrogio: nei suoi scritti, egli richiama spesso i motivi che spingono a invocare da Dio il perdono.
 
«Abbiamo un Signore buono che vuole perdonare a tutti», egli ricorda nel trattato su La penitenza, e aggiunge: «Se vuoi essere giustificato, confessa il tuo misfatto: un’umile confessione dei peccati scioglie l’intrico delle colpe... Tu vedi con quale speranza di perdono ti spinge a confessare» (2,6,40-41: SAEMO, XVII, Milano-Roma 1982, p. 253).
 
Antifona
Santa Maria Vergine. nessuna donna al mondo simile a te, figlia e schiava dell‘altissimo Re e Padre celeste, madre del santissimo Signore nostro Gesiù Cristo, sposa dello Spirito Santo; prega per noi, con San Michele Arcangelo e tutte le virtù dei cieli e tutti i santi, il tuo santissimo e diletto Figlio, ii Signore e Maestro nostro.
 
Salmo
Pietà di me, o Dio, perchè l‘uomo mi ha conculcato, *
tutto il giorno mi assale, tormentandomi.
I miei nemici mi hanno calpestato tutto il giorno; *
perchè sono molti quelli che combattono
contro di me.
 
Tutti i miei avversari tramavano mali contro di me; *
mi hanno ordito contro un disegno iniquo.
Quelli che difendevano la mia anima, *
hanno fatto consiglio fra loro.
 
Uscivano fuori*
e parlavano fra di loro.
Vedendomi, mi derisero tutti; *
bisbigliavano e scuotevano la testa.
 
Io, ormai, sono un verme, non un uomo; *
ludibrio della umanità e abiezione della plebe.
A tutti i miei nemici sono diventato un orrore; *
una cosa spregevole ai miei vicini;
terrore ai miei nemici.
 
Padre santo, non allontanare la tua potenza da me, *
veglia in mia difesa.
Affrettati in mio aiuto,
Signore Dio della mia salvezza.
 
Ho innalzato il mio grido al Signore; *
con la mia voce ho supplicato ii Signore.
Effondo innanzi a lui la mia preghiera *
e a lui racconto la mia angoscia.
 
Quando viene meno in me il mio spirito; *
tu conosci la mia strada.
Sulla strada che io percorrevo, *
hanno nascosto un laccio.
 
Guardo a destra e osservo, *
e non c‘era nessuno che mi conoscesse.
Non c‘era piü scampo per me; *
e nessuno che si prendesse cura della mia anima.
 
Per tuo amore ho sopportato l‘oltraggio *
e la vergogna ha ricoperto il mio volto.
Sono diventatö un estraneo ai miei fratelli *
e un forestiero per i figli di mia madre.
 
Padre santo, lo zelo per la tua casa mi ha divorato, *
e l‘oltraggio di chi ti insulta ricaduto su me.
Contro di me si sono rallegrati e riuniti; *
su di me sono caduti i flagelli,
senza saperne la ragione.
 
Più numerosi dai capelli del mio capo *
sono quelli che mi perseguitano ingiustamente.
Hanno preso ardire quei miei nemici
che mi hanno perseguito ingiustamente *
ciò che non ho mai preso, ho dovuto restituire.
 
Malvagi testimoni, alzandosi, *
mi hanno interrogato su fatti a me ignoti.
Mi hanno ricompensato con il male
per iI bene fatto e mi hanno calunniato *
perchè ho seguito l‘onestà.

Tu sei il santissimo Padre mio, *
mio Re e Dio mio.
Affrettti in mio aiuto *
Signore Dio della mia salvezza.
 
Antifona
Santa Maria Vergine, nessuna donna nata al mondo simile a te, flglia e schiava dell‘altissimo Re e Padre celeste, madre del santissimo Signore nostro Gesù Cristo, sposa dello Spirito Santo; prega per noi, con San Michele Arcangelo e tutte le virtù dei cieli e tutti i santi, il tuo santissimo e diletto Figlio, il Signore e Maestro nostro.
 
Salmo - Capitolo 130 
De profundis
 
[1]Dal profondo a te grido, o Signore;
[2]Signore, ascolta la mia voce.
Siano i tuoi orecchi attenti
alla voce della mia preghiera.
 
[3]Se consideri le colpe, Signore,
Signore, chi potrà sussistere?
[4]Ma presso di te è il perdono:
e avremo il tuo timore.
[5]Io spero nel Signore,
l'anima mia spera nella sua parola.
 
[6]L'anima mia attende il Signore
più che le sentinelle l'aurora.
[7]Israele attenda il Signore,
perché presso il Signore è la misericordia
e grande presso di lui la redenzione.
[8]Egli redimerà Israele
da tutte le sue colpe. 

Io non so né il giorno, né l'ora, né il modo
(Philippe Warnier)
 
Io non so né il giorno,
né l'ora, né il modo,
ma ho la fede nella tua promessa.
Morti al peccato
grazie al dono della tua vita,
noi risusciteremo dai morti,
rivedremo coloro che abbiamo amato,
con loro vivremo della tua vita divina.
Oggi siamo già riuniti
nella comunione dei Santi.
Signore, ti preghiamo per i morti:
accoglili nel tuo amore.
Ti preghiamo per i viventi:
fa' che camminino verso la tua luce.
 
Umanamente la morte è una tragedia: segna la fine di una vita, il distacco da tutti coloro che si sono amati. Ma il Signore ci dice che la vita va oltre la morte, e che la morte è una nascita: la nascita alla vita piena, eterna, vissuta in comunione con Dio e ci invita a non fermarci al vuoto che hanno lasciato le persone care tornate a lui, ma a lasciarci pervadere da quel chiarore di eternità che solo può illuminare i nostri passi verso il Regno. Non è la morte che verrà a cercarmi, ma è il buon Dio." No! Io non muoio, entro nella vita". (Santa Teresa di Lisieux)

Portiamo al Signore tutti i nostri cari, amici e benefattori defunti e preghiamo per coloro dei quali nessuno si ricorda. La preghiera che accompagna con il nostro amore il cammino interiore dei nostri defunti nel superare le proprie rigidezze, ci renda vicini alle persone che abbiamo amato e che un giorno riabbracceremo nella gioia che non avrà fine.
 
Gesù, il primogenito Figlio. Il primo risorto dai morti. E Lui che, essendo passato vittorioso nel mondo, e aver pagato il prezzo della vittoria,  si rivolge a noi dicendoci: «Non temete. Io ho vinto il mondo» (Gv 16, 33).
 
Ciò che è capitato nelle notte della Risurrezione d'ora innanzi ci riguarda personalmente.
E stato il vero «passaggio» di tutta l'umanità nel Cristo,  capo del Corpo che è la Chiesa e principio di tutti i salvati.
 
Ciò significa che Dio è Dio, che la vita continua, e che c'è una spiegazione a tutte le cose,
anche le più incomprensibili o apparentemente scandalose.
 
Significa che l'uomo è eterno e che la morte che gli ha fatto prima tanta paura, dominando dolorosamente la sua esistenza, ora è lì, spiegata, compresa, capita, vinta.
 
Adesso posso ridere, ridere anche della mia paura di prima.
Ora che ho visto il Cristo risorto posso affrontare la mia morte con sicurezza.
Anch'io risorgerò. «Io sono il tuo Dio» dice il Signore.
 
Ed essere Dio il mio Dio significa che mi è padre, che è la radice del mio essere,
che è Signore del cielo e della terra, che è l'Assoluto, che è il Salvatore, che è il mio fine, il mio Tutto. Se Dio è il mio Dio non ho più paura di nulla. Mi affido a Lui. Mi lascio fare da Lui.
(C. Carretto)
 
Tutti
Padre mio mi abbandono a te.
Fa’ di me ciò che ti piace. Qualunque cosa tu faccia di me ti ringrazio.
Sono pronto a tutto, accetto tutto purché la tua volontà si compia in me e in tutte le tue creature.
Non desidero niente altro, mio Dio. Rimetto la mia anima nelle tue mani,
te la dono mio Dio, con tutto l’amore del mio cuore. Perché ti amo.
Ed è per me un’esigenza d’amore il donarmi,
il rimettermi nelle tue mani senza misura  con una confidenza infinita, poiché tu sei il Padre mio.
(p. Charles de Focauld)
 
Canto: IO CREDO: RISORGERO', QUESTO MIO CORPO VEDRA' IL SALVATOR!
 
Dal Vangelo di Giovanni (Gv 6,37-40)

In quel tempo, Gesù disse:
«Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me; colui che viene a me, non lo respingerò,
 perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. E questa è la volontà di colui che mi ha mandato, che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma lo risusciti nell’ultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio,
 che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; io lo risusciterò nell’ultimo giorno».
 
Padre Ermes Ronchi
 
La preghiera più bella in
questo giorno: «Ammettili
a godere la luce del tuo
volto». I verbi della fede
cedono il passo a un'azione
umanissima. La ragione alla
gioia, intima essenza di Dio

La liturgia non ha pianti, perché ciò di cui essa fa memoria non è la morte, ma la speranza della risurrezione. La liturgia non ha lacrime, se non asciugate dalla mano di Dio, perché essa non è memoria della lacerazione, ma profezia di futuro, di nuova comunione. «Se tu fossi stato qui mio fratello non sarebbe morto». La fede generosa di Marta, sopraffatta dell'emozione, si sbaglia. È quello che pensiamo anche noi: in questo mio dolore, dov'è Dio? Se Dio esiste, perché tanti morti innocenti? Se Tu sei qui, i miei cari non moriranno...

E invece Dio è qui, sempre, ma non come esenzione dalla morte. Gesù mai ha promesso che i suoi non sarebbero morti. Per lui il bene più grande non è una vita lunghissima, un infinito sopravvivere. Per Gesù l'essenziale non è il non morire, ma il vivere. E il vivere una vita risorta (Pozzoli). L'eternità è già entrata in noi, entra in noi molto prima che accada, entra con la vita di fede, con i gesti del quotidiano amore. Il Signore ci insegna ad avere più paura di una vita sbagliata che non della morte. A temere di più una vita vuota e inutile che non l'ultima frontiera che oltrepasseremo aggrappandoci forte al cuore che non ci lascerà cadere.

La vita eterna è la cosa più seria e più forte che Gesù ha preparato per noi. Chi ci separerò dall'amore di Cristo? Né angeli né demoni, né vita né morte, nulla ci potrà mai separare dall'amore di Dio (Rom 8,35-37). Questa certezza mi basta. Se Dio è amore, mi vendicherà della mia morte. La sua vendetta è la risurrezione, un amore mai più separato. Dio salva, è il suo nome. Salvare significa conservare. E nulla andrà perduto, non un affetto, non un bicchiere d'acqua fresca, neanche il più piccolo filo d'erba.

Una preghiera per i defunti, forse la più bella, invoca: ammettili a godere la luce del tuo volto. I verbi della fede (adorare, lodare...) cedono ad un verbo umile e forte, inerme ed umanissimo: godere. La ragione cede alla gioia. La stessa fede cede al godimento. L'eternità fiorisce nei verbi della gioia, non nell'ansia del ragionamento. Perché Dio, nella sua più intima essenza, non risponde al nostro bisogno di spiegazioni, ma al nostro bisogno di felicità.

Per lo spirito, ma anche per gli affetti, per il cuore, per gli occhi, per tutto il mio essere. L'esperienza dell'uomo dice che tutto va dalla vita verso la morte. La fede cristiana dichiara invece che dalla morte alla vita si svolge resistenza dell'uomo. Dal santuario di Dio che la terra e dove nessun uomo può restare a vivere, le porte della morte conducono verso l'esterno Ma su che cosa si aprono i battenti di questa porta? Non lo sai? Sulla vita!
 
Tutti
Coloro che hanno creduto in te non l’hanno fatto invano.
Lassù t'incontrano e possono constatare che hanno avuto ragione di credere in te, Signore.
Sulla terra tu avevi detto, a quelli che ti pregavano, che la loro fede li salvava; è quanto tu ripeti,
a coloro che sono partiti da questo mondo per venire a Te. Essi avevano fiducia nel tuo potere divino, nel tuo amore salvifico; tu mostri loro un volto in cui l'onnipotenza si unisce alla bontà.
Tu che hai proclamato beati coloro che hanno creduto anche senza aver visto, offri la felicità di scoprire nell'aldilà  tutta la verità della fede. Fa che coloro che hanno già la gioia di vederti spronino la nostra fede, perché essendo più ardente diventi un giorno visione più inebriante!
 
Canto: Quando busserò
 
Quando busserò alla Tua Porta,
avrò amato tanta gente
avrò amici da ritrovare
e nemici per cui pregare…
Avrò amato tanta gente,
avrò amici da ritrovare
e nemici per cui pregare,
o mio Signore!
 
La grande preoccupazione di Dio, il suo desiderio più intimo, è che nessuno di noi si perda, che tutti possiamo giungere alla felicità perfetta. E se questo è il segreto desiderio di Dio, possiamo essere sicuri che si compirà. Queste certezze ci spingono ben oltre le nostre debolezze e la stessa morte.
 
Pensavamo a Dio soltanto come a un esattore dell’ordine morale, dei suoi comandamenti e del culto a lui dovuto. Ora invece constatiamo che il Messaggio ci rivela il segreto anelito del Padre: che nessuno si perda, che tutti giungano alla pienezza della vita.
 
E' bello e profondo questo modo di intendere la fede. Rallegriamoci, questo consolante Messaggio offre alla nostra vita un tono di sollievo e di speranza.
 
Favoriamo in noi la profonda fiducia che siamo chiamati a una vera pienezza, che mai Dio ci respingerà.  Fa crescere, Signore, la nostra speranza.

Tutti
Di fronte alla morte che passa e strappa ai nostri cuori i parenti più cari, amici, conoscienti e benefattori, sviluppa la speranza che hai posto in noi, Signore, e che si estende fino all'aldilà.
Nello strazio così profondo, così crudele, che potrebbe diventare un'oscura  disperazione,
 rianima la speranza donando la certezza che ci si ritroverà. Di fronte alla grande incognita della morte ed all'oscurità che per noi è l'aldilà, rafforza la speranza in una vita futura, migliore, più felice. Quando ci sentiamo improvvisamente sradicati, privati del grande sostegno di una presenza amante, fa crescere la speranza nella tua presenza che non manca mai.
Dalla profonda angoscia in cui ci immerge il lutto, fa risalire la nostra anima in uno slancio più vigoroso, scaturito dalla speranza audace, assoluta, che tu ci hai donato.
 
Se mi ami non piangere
(S. Agostino)

Se mi ami non piangere! Se tu conoscessi il mistero immenso del cielo dove ora vivo, se tu potessi vedere e sentire quello che io vedo e sento in questi orizzonti senza fine, e in questa luce che tutto investe e penetra, tu non piangeresti se mi ami.
Qui si è ormai assorbiti dall'incanto di Dio, dalle sue espressioni di infinità bontà e dai riflessi della sua sconfinata bellezza. Le cose di un tempo sono così piccole e fuggevoli al confronto.
Mi è rimasto l'affetto per te: una tenerezza che non ho mai conosciuto.
Sono felice di averti incontrato nel tempo, anche se tutto era allora così fugace e limitato. Ora l'amore che mi stringe profondamente a te, è gioia pura e senza tramonto.
Mentre io vivo nella serena ed esaltante attesa del tuo arrivo tra noi, tu pensami così!
Nelle tue battaglie, nei tuoi momenti di sconforto e di solitudine, pensa a questa meravigliosa casa, dove non esiste la morte, dove ci disseteremo insieme, nel trasporto più intenso alla fonte inesauribile dell'amore e della felicità.
Non piangere più, se veramente mi ami!
 
“Nella  casa del Padre mio c’è molto posto. Altrimenti ve lo avrei detto.
Io vado a prepararvi un posto”
(Gv 14,2)
 
Tutti
Padre, apri loro la porta,
la porta del tuo cielo, la porta del tuo cuore;
a tutti i tuoi figli saliti da te apri la porta della felicità.
Se non possono bussare alla tua porta e se devono attendere,
bussiamo noi per loro, con la nostra preghiera.
 
“Allora il re dirà ai giusti: Venite, voi che siete benedetti dal Padre mio;
entrate nel regno che è stato preparato per voi fin dalla creazione del mondo”
(Mt 25,34)
 
Tutti
Padre, apri loro la porta,
poiché a chi bussa con perseveranza hai promesso d'aprire;
e chiunque domanda è sicuro di ricevere.
 
“Uniti a Gesù Cristo,
Dio ci ha risuscitati e ci ha portati nel suo regno per farci regnare con Lui” (Ef, 2, 4-6)
 
Tutti
Padre, apri loro la tua casa,
tu che vuoi riempirla di tutti quelli che ami e far loro gustare
la gioia di vivere insieme nella tua intimità.
Ammettili al banchetto che per loro hai preparato fin dall'eternità,
perché possano festeggiare le nozze di tuo Figlio con l'umanità.
 
“Ancora una volta il Signore manderà il suo Spirito. La terra deserta diventerà un giardino, e il giardino una foresta, e in essi regneranno la giustizia e il diritto”
(Is 32, 15-16)
 
Tutti
Padre, accoglili nella tua casa,
lo Spirito che ha abitato nel loro corpo corruttibile li rivesta di immortalità.
 
“Dopo vidi ancora una grande folla di persone di ogni nazione, popolo, tribù e lingua,
 che nessuno riusciva a contare. Stavano di fronte al trono  e all’Agnello, vestite di tuniche bianche,  e tenendo rami di palma in mano”
(Ap 7,9)
 
Tutti
Padre accoglili nella tu casa
e con Maria e i Santi possiamo un giorno incontrarli in Paradiso.


 
Intercessioni

Il Cristo Signore trasfigurerà il nostro misero corpo a immagine del suo corpo glorioso. A lui rivolgiamo la nostra lode.
 
Tu sei la vita e la risurrezione nostra, Signore.
 
Cristo, Figlio del Dio vivente, che hai risuscitato dai morti il tuo amico Lazzaro,
- risuscita alla vita e alla gloria eterna i defunti, che hai redento a prezzo del tuo sangue.
 
Cristo, che hai consolato le sorelle di Lazzaro e i familiari del ragazzo e della fanciulla morta,
- conforta coloro che piangono per la morte dei loro cari.
 
Cristo Salvatore, libera il nostro corpo mortale dal dominio del peccato,
- donaci il premio della vita eterna.
 
Cristo redentore, guarda con bontà coloro che vivono senza speranza, perché non ti conoscono,
- dona loro la fede nella risurrezione e nella vita futura.
 
Tu, che aprendo gli occhi al cieco, ti sei rivelato allo stupore del suo sguardo,
- rivela il tuo volto ai defunti, che sono ancora privi della tua visione gloriosa.
 
O Signore, quando sarà disfatta la nostra tenda in questo mondo,
- preparaci una casa eterna non costruita da mani d'uomo, nella pace della santa Gerusalemme.
 
Padre nostro.

Padre nostro, che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.
 
Orazione
Ascolta, o Dio, la preghiera che la comunità dei credenti innalza a te nella fede del Signore risorto, e conferma in noi la beata speranza che insieme al nostro fratello N. i nostri cari, amici e benefattori, risorgeranno in Cristo a vita nuova. Per il nostro Signore. Amen
 
Canto: PRENDI LA MIA VITA
 
Prendila mia vita prendila Signor
e la tua fiamma bruci nel mio cuor
tutto l'esser mio vibri per te,
sii mio Signore e divino Re.
       
FONTE DI VITA DI PACE E AMOR
ATE IO GRIDO LA NOTTE E ILDI’
SII MIO SOSTEGNO, GUIDAMI TU
DAMMI LA VITA TU IL MIO SOLO BEN.

Dall'infido male guardami Signor
vieni mia gioia e compitor di fe'.
Se la natte nera vela gli occhi miei
sii la mia stella, splendi innanzi a me.


Ecco l'aurora del nuovo dì
il cielo splende di un più bel sol
Cristo s’avvicina, perché soffrir
alziamo il capo, il Signore è qui.


Quando Signore giunto sarò
nella tua gloria risplenderò
insieme ai santi, puri di cuor
per non lasciarti, eterno amor.

postato da: simonedicirene alle ore 19:42 | Permalink | commenti
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