EPIFANIA DEL SIGNORE

Canto: Popoli tutti acclamate
Mio Dio, Signore, nulla è pari a Te.
ora e per sempre, voglio lodare
il Tuo grande amor per me.
Mia roccia Tu sei,
pace e conforto mi dai.
Con tutto il cuore e le mie forze,
sempre io Ti adorerò.
POPOLI TUTTI ACCLAMATE AL SIGNORE
GLORIA E POTENZA CANTIAMO AL RE,
MARI E MONTI SI PROSTINO A TE,
AL TUO NOME, O SIGNORE.
CANTO DI GIOIA PER QUELLO CHE FAI,
PER SEMPRE SIGNORE CON TE RESTERO',
NON C'E' PROMESSA, NON C'E' FEDELTA' CHE IN TE.
Mio Dio, Creatore,
tutto parla di Te,
ora e per sempre voglio cantare
Mia forza, Tu sei,
scudo e difesa mi dai,
con tutto me stesso
e la mia vita,
sempre io Ti amerò!
Rit.
+Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen.
Arrivarono solo in tre
(Bruno Ferrero)
Forse non tutti sanno che un tempo, quando non esistevano i computer, tutto il sapere del mondo era concentrato nella mente di sette persone sparse nel mondo: i famosi Sette Savi, i sette sapienti che conoscevano i come, i quando, i perché, i dove di ogni cosa che accadeva. Erano talmente importanti che erano considerati dalla gente dei re, anche se non lo erano; per questo erano chiamati Re Magi.
Nell'anno O, studiando le loro pergamene segrete, tutti e sette i Magi giunsero ad una strabiliante conclusione: proprio in una notte di quell'anno sarebbe apparsa una straordinaria stella che li avrebbe guidati alla culla dei Re dei re.
Da quel momento passarono ogni notte a scrutare il cielo e a fare preparativi, finché davvero una notte nel cielo apparve una stella luminosissima; i Sette Savi partirono dai sette angoli del mondo dove si vivevano e si misero a seguire la stella che indicava loro la strada. Tutto quello che dovevano fare era non perderla mai di vista. Ognuno dei sette Magi, tenendo gli occhi fissi sulla stella, che poteva vedere giorno e notte, cavalcava per raggiungere il Monte delle Vittorie, dove era stabilito che i sette savi dovevano incontrarsi per formare una sola carovana.
Olaf, re Mago della Terra dei Fiordi, attraversò le catene dei monti di ghiaccio e arrivò presto in una valle verde, dove gli alberi erano carichi di frutti squisiti e il clima dolce e riposante; il mago vi si trovò così bene che decise di costruirsi un castello. Così, ben presto, si scordò della stella. Igor, re Mago del Paese dei Fiumi, era un giovane forte e coraggioso, abile con la spada e molto generoso. Attraversando il regno del re Rosso, un sovrano crudele e malvagio, decise di riportare la pace e la giustizia per quel popolo maltrattato; così divenne il difensore dei poveri e degli oppressi, perse di vista la stella e non la cercò più. Yen Hui era il re Mago del Celeste Impero, era uno scienziato e un filosofo, appassionato di scacchi.
Un giorno arrivò in una splendida città dove uno studioso teneva una conferenza sulle origini delll'universo; Yen Hui non riuscì a resistere, lo sfidò ad un dibattito pubblico, si confrontarono su tutti i campi del sapere e per ultimo iniziarono una memorabile partita a scacchi che durò una settimana. Quando si ricordò della stella era troppo tardi: non riuscì più a trovarla. Lionel era un re Mago poeta e musicista, che veniva dalle terre dell'Ovest e viaggiava solo con strumenti musicali. Una sera fu ospitato per la notte da un ricco signore di un pacifico villaggio.
Durante il banchetto in suo onore, la figlia del signore danzò e cantò per gli invitati e Lionel se ne innamorò perdutamente; così finì per pensare solo a lei e nel suo cielo la stella miracolosa scomparve piano piano. Solo Melchior, re dei Persiani, Balthasar, re degli Arabi e Gaspar, re degli Indi, abituati alla fatica e ai sacrifici, non diedero mai riposo ai loro occhi, per non rischiare di perdere di vista la stella che segnava il cammino, certi che essa li avrebbe guidati alla culla del Bambino, venuto sulla terra a portare pace e amore.
Così ognuno di loro arrivò puntuale all'appuntamento al Monte delle Vittorie, si unì ai compagni e insieme ripresero la loro marcia verso Betlemme, guidati dalla stella cometa, più luminosa che mai. Soltanto i Magi che hanno davvero vigilato non hanno perso l'appuntamento più importante della loro vita. Ogni cristiano, come una sentinella, deve stare all'erta e non lasciarsi prendere dalla pigrizia o dal torpore, perché il Signore ci aspetta alla Sua culla.
CANTICO Cfr. 1 Tm 3,16
Popoli tutti, lodate il Signore.
Egli si manifestò nella carne, *
fu giustificato nello spirito.
Apparve agli Angeli *
fu annunziato ai pagani.
Fu creduto nel mondo, *
fu assunto nella gloria.
R. Popoli tutti, lodate il Signore.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.
Canto: Osanna, Osanna, Osanna al Re dei Re! (2 volte)
OMELIA DI PAOLO VI
SOLENNITÀ DELL'EPIFANIA Venerdì, 6 gennaio 1967
E proprio in questo giorno, Figli carissimi; in questa festa della Epifania, cioè della manifestazione di Cristo all’umanità. Quanta luce contiene questo fatto, questo mistero! Il Nostro discorso non avrebbe fine, se Noi lasciassimo
Rit.: Donaci speranza, Signore.
Per tutti i ministri della santa Chiesa: accompagnali sempre nella via del servizio e nell’ascolto della tua volontà,
ti preghiamo
Ogni bambino possa crescere accompagnato dall’amore dei genitori e anche chi non ha famiglia possa trovare amore da chi si cura della loro vita e educazione,
ti preghiamo
Accogli le invocazione di chi soffre, Signore. Ascolta il loro grido di aiuto e sostieni tutti coloro che operano per offrire soccorso e speranza,
ti preghiamo
Per tutti i missionari, perché siano sostenuti dalla condivisione e dalla preghiera di ogni cristiano,
ti preghiamo
PADRE NOSTRO
Dio di luce, L'umanità intera è condotta al presepio dove, in un fragile neonato nascosto sotto i fuscelli di paglia, contempla il tuo splendido volto rivelato alla faccia della terra! Nel giorno di epifania ecco la nostra preghiera! Fissa delle stelle risplendenti o timide al firmamento dell'umanità così avviluppata di nebbie. Poni dei segni nello srotolarsi, talvolta caotico dei suoi giorni, affinché l’umanità possa scegliere la strada da prendere per progredire su giusti cammini e possa, un giorno, riconoscere la tua presenza, discreta e umile, come quella del bambino trovato dai Magi sul pavimento di una stalla e dato in dono agli abitanti della terra!
Marana tha, vieni Signore Gesù!
Canto: DAVANTI AL RE
Davanti al Re, c’inchiniam insieme per adorarlo con tutto il cuor.
Verso di lui eleviamo insiem canti di gloria al nostro Re dei re.
Re Magi dimenticati
(Bruno Ferrero)
I ragazzi dell'Oratorio di Santa Maria avevano preparato una recita sul mistero del Natale. Avevano scritto le battute degli angeli, dei pastori, di Maria e di Giuseppe. C'era persino una particina per il bue e l'asino. Ma quando suor Renata vide le prove dello spettacolo sbottò: "Avete dimenticato i Re Magi!". Enzo il regista si mise le mani nei capelli, mancava un solo giorno alla rappresentazione. Dove trovare i tre Re Magi così sui due piedi? Fu Don Pasquale a trovare la soluzione. "Cerchiamo tre persone della parrocchia! - disse - Spieghiamo loro che devono fare i Re Magi moderni, vengono con i loro abiti di tutti i giorni e portano un dono a Gesù Bambino.
Un dono a loro scelta. Tutto quello che devono fare è spiegare con franchezza il motivo che li ha spinti a scegliere proprio quel particolare dono". La squadra dei ragazzi si mise in moto e nel giro di due ore erano stati trovati i Re Magi sostituti. La sera di Natale, il teatrino parrocchiale era affollato. I ragazzi ce la misero tutta e lo spettacolo filò via liscio e applaudito. Senza che nessuno lo potesse prevedere il momento più commovente divenne l'entrata dei Re Magi.
Il primo era un uomo di cinquant'anni, padre di cinque figli: portava una stampella. La posò accanto alla culla e disse: "Tre anni fa ho avuto un brutto incidente d'auto. Uno scontro frontale. Fui ricoverato all'ospedale con parecchie fratture. Nessuno azzardava un pronostico. I medici erano pessimisti sul mio recupero. Da quel momento cominciai ad essere felice per ogni più piccolo progresso: poter muovere la testa o un dito, alzarmi seduto da solo e così via. Quei mesi in ospedale mi cambiarono. Sono diventato umile scopritore di quanto possiedo. Sono riconoscente per le cose piccole e quotidiane. Porto a Gesù Bambino questa stampella in segno di riconoscenza". Il secondo Re era in verità una regina, madre di due figli.
Portava un catechismo. Lo posò accanto alla culla e disse: "Finché i miei bambini erano piccoli e avevano bisogno di me, mi sentivo realizzata. Poi sono cresciuti e ho cominciato a sentirmi inutile. Ma ho capito che era inutile commiserarmi. Ho chiesto al parroco di fare catechismo ai bambini. Così ritrovai un senso alla mia vita. Mi sento come un apostolo, un profeta: aprire ai nostri bambini le frontiere dello spirito è un'attività che mi appassiona. Sento di nuovo di essere importante". Il terzo Re era un giovane. Portava un foglio bianco.
Lo pose accanto alla culla del Bambino e disse: "Mi chiedevo se era il caso di accettare questa parte. Non sapevo proprio cosa dire, né cosa portare. Le mie mani sono vuote. Il mio cuore è colmo di desideri, di felicità e di significato per la vita. Dentro di me si ammucchiano domande, inquietudini, attese, errori, dubbi. Non ho niente da presentare. Il mio futuro mi sembra così vago. Ti offro questo foglio bianco, Bambin Gesù. Io so che sei venuto per portare speranze nuove. Vedi, io sono interiormente vuoto, ma il mio cuore è aperto e pronto ad accogliere le parole che vuoi scrivere sul foglio bianco della mia vita. Ora che ci sei Tu tutto cambierà...".
SALMO 118
Lampada per i miei passi
è la tua parola, *
luce sul mio cammino.
Ho giurato, e lo confermo, *
di custodire i tuoi precetti di giustizia.
Sono stanco di soffrire, Signore, *
dammi vita secondo la tua parola.
Signore, gradisci le offerte
delle mie labbra, *
insegnami i tuoi giudizi.
La mia vita è sempre in pericolo, *
ma non dimentico la tua legge.
Gli empi mi hanno teso i loro lacci, *
ma non ho deviato dai tuoi precetti.
Mia eredità per sempre
sono i tuoi insegnamenti, *
sono essi la gioia del mio cuore.
Ho piegato il mio cuore
ai tuoi comandamenti, *
in essi è la mia ricompensa per sempre.
Canto: Osanna, Osanna, Osanna al Re dei Re! (2 volte)
OMELIA DEL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II
SOLENNITÀ DELL’EPIFANIA Lunedì, 6 Gennaio 2003
"Alzati, rivestiti di luce" (Is 60,1).
Il profeta Isaia si rivolge così alla città di Gerusalemme. La invita a lasciarsi illuminare dal suo Signore, luce infinita che fa risplendere la sua gloria sopra Israele. Il popolo di Dio è chiamato a diventare esso stesso luce, per orientare il cammino delle nazioni, sulle quali gravano ‘tenebre’ e ‘nebbia’ Questo oracolo risuona con pienezza di significato nell'odierna solennità dell'Epifania del Signore. I Magi, che giungono dall'Oriente a Gerusalemme, sono guidati da un astro celeste e rappresentano le primizie dei popoli attirati dalla luce di Cristo. Essi riconoscono in Gesù il Messia, e in anticipo dimostrano che si sta realizzando il ‘mistero’ di cui parla san Paolo nella seconda Lettura:
"che i Gentili cioè sono chiamati, in Cristo Gesù ... ad essere partecipi della promessa per mezzo del vangelo" . Di questo mistero, carissimi Fratelli eletti all'Episcopato, voi oggi diventate a pieno titolo ministri, ricevendo il Sacramento che fa di voi dei successori degli Apostoli. I vostri nomi e i vostri volti parlano della Chiesa universale:
Ricevete la pienezza del dono; vi viene chiesta al tempo stesso la pienezza dell'impegno.
4. "Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri".
Cari e venerati Pastori, il divino Maestro vi domanda di vivere e testimoniare il suo amore. E' l'annuncio dell'amore salvifico di Dio, infatti, la sintesi della missione che quest'oggi, Solennità dell'Epifania del Signore,
Fate risplendere la bellezza del Vangelo, compendio di divina carità, agli occhi del gregge a voi affidato. Offrite all'intero popolo cristiano una chiara testimonianza di santità. Siate sempre epifania di Cristo e del suo amore misericordioso, e nulla vi impedisca di portare a compimento questa missione.
Maria Santissima, maestra di perfetta conformazione al suo Figlio divino, vi sostenga e vi protegga nei diversi compiti che siete chiamati a svolgere.
Come esorta l'Apostolo, preoccupatevi di riflettere "come in uno specchio la gloria del Signore" e sarete trasformati "in quella medesima immagine, di gloria in gloria" Che ciò si compia in ciascuno di voi, per la gloria di Dio e il bene delle anime. Amen!
Noi ti adoriamo, Signore
Ti adoriamo o Cristo, Figlio di Dio fatto uomo per renderci figli di Dio, nostro fratello e salvatore per innalzarci al cielo
Ti adoriamo Unigenito del Padre che ti unisci ai tuoi fratelli per farci scoprire il vero volto di Dio
Ti adoriamo figlio di Maria, vero uomo, nostro fratello e modello; tu hai condiviso in tutto la nostra condizione umana
Ti adoriamo Parola eterna di Dio: nella pienezza dei tempi hai preso la nostra condizione umana e sei nato come uomo
Ti adoriamo Luce che splende nelle tenebre; sei via, verità e vita per chi si lascia guidare dai tuoi segni di salvezza
Ti adoriamo uomo dei dolori, di cui la mirra annuncia la morte in croce e la sepoltura
Ti adoriamo Re dei popoli, significato nell’oro dei Magi; tu apri per tutti il Regno di giustizia e pace, amore e perdono
Ti adoriamo Signore, Dio Altissimo, significato nell’incenso che porta fa salire al cielo le preghiere e le lode dell’umanità
Ti adoriamo gloria di Israele e Capo della Chiesa, comunità debitrici al mondo dell’annuncio della salvezza per ogni creatura
Ti adoriamo e ti chiediamo di renderci disponibili alla ricerca e alla scoperta del grande dono che sei tu, Dio amore.
PADRE NOSTRO
O perfetti adoratori del neonato Messia, o santi Magi,
veri modelli di cristiano coraggio,
perché prontamente seguiste
le divine ispirazioni all’apparire della stella
e nulla vi sgomentò nel pericoloso viaggio,
ottenete a noi tutti la grazia di imitare il vostro esempio
e di andare,prontamente, verso Gesù,
adorandoLo con viva fede
e offrendogli l’Oro della carità,
l’incenso della vocazione, la mirra della penitenza,
senza mai lasciare la strada della santità
che Gesù ci ha insegnato con il proprio esempio.
Marana tha, vieni Signore Gesù!
Canto: MAESTA'
Maestà, gloriosa Maestà,
a Gesù sia la lode, la gloria e l'onor!
Maestà, divina autorità,
vien dal suo tron, gloria al Signor,
vien dal suo amor!
Su lodiam ed esaltiam Gesù Signore!
Adoriam, glorifichiam
Il nostro Re!
Maestà, divina autorità,
Gesù morì, nel ciel salì
qual re dei re!
Il Cammino dei Magi
(Kociss Fava)
"Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme...".
Oro, incenso. Mirra anche. Furono tra le prime cose che vide, venendo alla luce. Non che gli importasse granché delle ricchezze: in seguito l'ebbe a dimostrare. Doveva comunque essere uno spettacolo da perderci gli occhi. Il luccichio dei doni traboccanti dalle consunte bisacce da viaggio, contrapposto all'estrema frugalità del ricovero ove era nato.
Gli effluvi stordenti delle resine aromatiche, spandendosi, andavano a mescolarsi con l'odore secco e pronunciato dello stallatico. Non di meno l'omaggio più gradito e inatteso fu certo la devozione che quegli uomini ricchi e distinti dimostrarono per il Neonato. Chissà lo sgomento provato da Maria e Giuseppe. Abituati com'erano all'unica compagnia dei pastori, si trovarono quei signori sontuosamente vestiti, chini in adorazione del Bambino.
Si dice fossero sapienti venuti da oriente: stranieri dunque. Scrutando il cielo, o forse dentro se stessi, videro una stella che tracciò loro la via. A noi, che sperimentiamo tempi di soluzioni facili e di frastuoni diffusi, piace pensare fosse una stella grande. Enorme, con la coda pure. Dimentichi che il rapporto autentico con Dio può instaurarsi e maturare solo nel silenzio di un cuore disposto a sentirne il potente sussurro.
Nel deserto, luogo privo di inutili echi, radunò il Signore il popolo eletto per manifestare
OMELIA DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI
Basilica Vaticana
Sabato, 6 gennaio 2007
Cari fratelli e sorelle,
celebriamo con gioia la solennità dell’Epifania, "manifestazione" di Cristo alle genti, che sono rappresentate dai Magi, misteriosi personaggi venuti dall’Oriente. Celebriamo Cristo, meta del pellegrinaggio dei popoli in cerca della salvezza. Nella prima Lettura abbiamo ascoltato il profeta, ispirato da Dio, contemplare Gerusalemme come un faro di luce, che, in mezzo alle tenebre e alle nebbie della terra, orienta il cammino di tutti i popoli. La gloria del Signore risplende sulla Città santa e attira innanzitutto i suoi figli deportati e dispersi, ma insieme anche le nazioni pagane, che da ogni parte vengono a Sion come ad una patria comune, arricchendola con i loro beni .
Nella seconda Lettura ci è stato riproposto quanto l’apostolo Paolo scriveva agli Efesini, che cioè proprio il convergere di Giudei e Gentili, per iniziativa amorevole di Dio, nell’unica Chiesa di Cristo era "il mistero" manifestato nella pienezza del tempo, la "grazia" di cui Dio lo aveva fatto ministro . Tra poco nel Prefazio canteremo: "Oggi in Cristo luce del mondo / Tu hai rivelato ai popoli il mistero della salvezza".
Sono trascorsi venti secoli da quando tale mistero è stato rivelato e realizzato in Cristo, ma esso non è ancora giunto al suo compimento. L’amato Predecessore Giovanni Paolo II, aprendo la sua Enciclica sulla missione della Chiesa, ha scritto che "al termine del secondo millennio uno sguardo d’insieme all’umanità dimostra che tale missione è ancora agli inizi" (Redemptoris missio, 1). Sorgono allora spontanee alcune domande: in che senso, oggi, Cristo è ancora lumen gentium, luce delle genti? A che punto sta – se così si può dire – questo itinerario universale dei popoli verso di Lui? E’ in una fase di progresso o di regresso? E ancora: chi sono oggi i Magi? Come possiamo interpretare, pensando al mondo attuale, queste misteriose figure evangeliche? Per rispondere a tali interrogativi, vorrei tornare a quanto i Padri del Concilio Vaticano II ebbero a dire al riguardo. E mi piace aggiungere che, subito dopo il Concilio, il Servo di Dio Paolo VI, proprio quarant’anni or sono, precisamente il 26 marzo 1967, dedicò allo sviluppo dei popoli l’Enciclica Populorum progressio.
In verità, tutto il Concilio Vaticano II fu mosso dall’anelito di annunciare all’umanità contemporanea Cristo, luce del mondo. Nel cuore della Chiesa, a partire dal vertice della sua gerarchia, emerse impellente, suscitato dallo Spirito Santo, il desiderio di una nuova epifania di Cristo al mondo, un mondo che l’epoca moderna aveva profondamente trasformato e che per la prima volta nella storia si trovava di fronte alla sfida di una civiltà globale, dove il centro non poteva più essere l’Europa e nemmeno quelli che chiamiamo l’Occidente e il Nord del mondo. Emergeva l’esigenza di elaborare un nuovo ordine mondiale politico ed economico, ma al tempo stesso e soprattutto spirituale e culturale, cioè un rinnovato umanesimo.
Con crescente evidenza si imponeva questa constatazione. un nuovo ordine mondiale economico e politico non funziona se non c’è un rinnovamento spirituale, se non possiamo avvicinarci di nuovo a Dio e trovare Dio in mezzo a noi. Già prima del Concilio Vaticano II, coscienze illuminate di pensatori cristiani avevano intuito ed affrontato questa sfida epocale. Ebbene, all’inizio del terzo millennio ci troviamo nel vivo di questa fase della storia umana, che è stata ormai tematizzata intorno alla parola "globalizzazione".
D’altra parte, oggi ci accorgiamo di quanto sia facile perdere di vista i termini di questa stessa sfida, proprio perché si è coinvolti in essa: un rischio fortemente rafforzato dall’immensa espansione dei mass-media, i quali, se da una parte moltiplicano indefinitamente le informazioni, dall’altra sembrano indebolire le nostre capacità di una sintesi critica.
La solennità odierna può offrirci questa prospettiva, a partire dalla manifestazione di un Dio che si è rivelato nella storia come luce del mondo, per guidare e introdurre finalmente l’umanità nella terra promessa, dove regnano libertà, giustizia e pace. E vediamo sempre più che che non possiamo da noi soli promuovere la giustizia e la pace, se non ci si manifesta la luce di un Dio che ci mostra il suo volto, che ci appare nella mangiatoia di Betlemme, che ci appare sulla Croce.
Chi sono dunque i "Magi" di oggi, e a che punto sta il loro "viaggio" e il nostro "viaggio"? Torniamo, cari fratelli e sorelle, a quel momento di speciale grazia che fu la conclusione del Concilio Vaticano II, l’8 dicembre 1965, quando i Padri conciliari indirizzarono all’umanità intera alcuni "Messaggi". Il primo era rivolto "Ai Governanti", il secondo "Agli uomini di pensiero e di scienza". Sono due categorie di persone che in qualche modo possiamo veder raffigurate nelle figure evangeliche dei Magi.
Ne vorrei poi aggiungere una terza, alla quale il Concilio non indirizzò un messaggio, ma che fu ben presente alla sua attenzione nella Dichiarazione conciliare Nostra aetate. Mi riferisco alle guide spirituali delle grandi religioni non cristiane. A distanza di duemila anni, possiamo dunque riconoscere nelle figure dei Magi una sorta di prefigurazione di queste tre dimensioni costitutive dell’umanesimo moderno: la dimensione politica, quella scientifica e quella religiosa.
L’Epifania ce lo mostra in stato di "pellegrinaggio", cioè in un movimento di ricerca, spesso un po’ confusa, che, in definitiva, ha il suo punto d’arrivo in Cristo, anche se qualche volta la stella si nasconde. Al tempo stesso ci mostra Dio che a sua volta è in pellegrinaggio verso l’uomo. Non c’è solo il pellegrinaggio dell’uomo verso Dio; Dio stesso si è messo in cammino verso di noi: chi è infatti Gesù, se non Dio uscito, per così dire, da se stesso per venire incontro all’umanità? Per amore Egli si è fatto storia nella nostra storia; per amore è venuto a recarci il germe della vita nuova e a seminarla nei solchi della nostra terra, affinché germogli, fiorisca e porti frutto.
Vorrei oggi fare miei quei Messaggi conciliari, che nulla hanno perso della loro attualità. Come per esempio là dove, nel Messaggio rivolto ai Governanti, si legge: "Tocca a voi di essere sulla terra i promotori dell’ordine e della pace tra gli uomini. Ma non dimenticate: è Dio, il Dio vivo e vero, che è il Padre degli uomini. Ed è il Cristo, suo Figlio eterno, che è venuto per dirci e farci comprendere che siamo tutti fratelli. E’ Lui, il grande artefice dell’ordine e della pace sulla terra, perché è Lui che conduce la storia umana e che, solo, può indurre i cuori a rinunciare alle passioni perverse che generano la guerra e il dolore".
Come non riconoscere in queste parole dei Padri conciliari la traccia luminosa di un cammino che, solo, può trasformare la storia delle Nazioni e del mondo? E ancora, nel "Messaggio agli uomini di pensiero e di scienza", leggiamo: "Continuate a cercare, senza mai rinunciare, senza mai disperare della verità" – è questo infatti il grande pericolo: perdere interesse alla verità e cercare solo il fare, l’efficienza, il pragmatismo! – "Ricordate, continuano i Padri conciliari, le parole di un vostro grande amico, sant’Agostino: «Cerchiamo con il desiderio di trovare, e troviamo con il desiderio di cercare ancora». Felici sono coloro che, possedendo la verità, la continuano a cercare, per rinnovarla, per approfondirla, per donarla agli altri. Felici sono coloro che, non avendola trovata, marciano verso di essa con cuore sincero: che essi cerchino la luce futura con i lumi di oggi, fino alla pienezza della luce!".
Questo era detto nei due Messaggi conciliari. Ai capi dei popoli, ai ricercatori e agli scienziati, oggi più che mai, è necessario affiancare i rappresentanti delle grandi tradizioni religiose non cristiane, invitandoli a confrontarsi con la luce di Cristo, che è venuto non ad abolire, ma a portare a compimento quanto la mano di Dio ha scritto nella storia religiosa delle civiltà, specialmente nelle "grandi anime", che hanno contribuito a edificare l’umanità con la loro sapienza e i loro esempi di virtù. Cristo è luce, e la luce non può oscurare, ma solo illuminare, rischiarare, rivelare. Nessuno pertanto abbia paura di Cristo e del suo messaggio!
E se nel corso della storia i cristiani, essendo uomini limitati e peccatori, hanno talora potuto tradirlo con i loro comportamenti, questo fa risaltare ancor di più che la luce è Cristo e che
Come è stato possibile? Che cosa ha convinto i Magi che quel bambino era "il re dei Giudei" e il re dei popoli? Li ha certamente persuasi il segno della stella, che essi avevano visto "nel suo sorgere" e che si era fermata proprio sopra il luogo dove si trovava il Bambino . Ma anche la stella non sarebbe bastata, se i Magi non fossero stati persone intimamente aperte alla verità. A differenza del re Erode, preso dai suoi interessi di potere e di ricchezza, i Magi erano protesi verso la meta della loro ricerca, e quando la trovarono, benché fossero uomini colti, si comportarono come i pastori di Betlemme: riconobbero il segno e adorarono il Bambino, offrendogli i doni preziosi e simbolici che avevano portato con sé.
Cari fratelli e sorelle, sostiamo idealmente anche noi dinanzi all’icona dell’adorazione dei Magi. Essa contiene un messaggio esigente e sempre attuale. Esigente e sempre attuale anzitutto per
Ci aiuti
Camminare
(Fonte non specificata)
Nel silenzio della notte,
addormentato sul suo nido di paglia,
il bambino sogna.
I primi sono già in cammino!
Al di là dei loro dubbi e delle difficoltà
hanno creduto alla luce che,
anche se piccola, fora la notte.
pionieri di speranza, infaticabili, camminano.
la stella li guida.
E poi, altri si alzano,
come se, infine,
le tenebre facessero posto alla fiducia!
Eccoli fuori, presi dall'amore,
pronti a danzare la vita attorno alla terra tutta,
in gioiosa farandola acclamano alle stelle.
All'arrivo dei magi, il bambino sorride:
l'umanità si è risvregliata!
venite, vorrebbe dire,
il mio sogno è proprio cominciato...
Rit: Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra.
Davanti a te presente in questo Pane di vita, noi ci ricordiamo di ogni battezzato: perché scopra la vita come una risposta al tuo amore e alla tua chiamata. È il dono prezioso che ci hai fatto fin dal primo momento della nostra vita, chiamata alla condivisione della tua vita divina.
Davanti a te presente nel memoriale della Pasqua noi ci ricordiamo del Papa, dei vescovi, e quanti si mettono a servizio della comunità nella varietà dei ministeri. Rendi le comunità veramente aperte alla missione, così che
Davanti a te presente e vivo in mezzo al tuo popolo, noi ci ricordiamo di tutti i giovani che si aprono alla vita e all’amore; dona loro la forza della fede e la gioia di ascoltare e vivere le tue proposte anche quando vanno controcorrente. Dona loro la fedeltà al tuo dono, così che gustino la tua bellezza.
Davanti a te presente nel Pane di immortalità, noi ci ricordiamo di chi si sente fallito: per i coniugi divisi, per i consacrati che sono venuti meno alla loro donazione; per chi vive senza entusiasmo la sua vita, per chi si sente gravato dal peso delle proprie colpe, e non cerca la tua misericordia senza limiti.
Davanti a te farmaco di salvezza, noi ci ricordiamo di noi stessi, di te, Pane vivo disceso dal Cielo. Siamo chiamati per primi a convertirci a te, per accogliere la tua chiamata alla vita vera, al servizio generoso, alla preghiera intensa, alla speranza forte, alla carità autentica. Rendici annunciatori di buone notizie, del Vangelo del tuo Figlio, luce di giustizia e alba della salvezza per tutti gli uomini.
I Magi, Signore, ti hanno cercato faticosamente
ed hanno confidato in te.
Ti hanno offerto: la mirra
per preservarti dalla corruzione,
l’incenso per riconoscerti restauratore del mondo,
l’oro per donare la loro esistenza.
Fa’ vedere anche a noi una stella che ci apra il cuore verso una ricerca di vita più profonda
e ci lasci sorprendere da una verità superiore.
La nostra fede brilli sempre come astro splendente per guidarci sulle tue vie.
Donaci di passare, o Signore,
dalle parole ad una vita donata per amore,
perché donandosi ci si ritrova
e morendo per gli altri si rinasce.
Marana tha, vieni Signore Gesù!
Canto: GRANDE SEI O MIO SIGNOR.
Grande sei o mio Signor, Re in eterno resterai.
L'anima mia riposa solo in te, che mi perdoni e mi consoli.
Con te voglio abitare o Re, con te che siedi su nel ciel,
con te che hai, tutto ai piedi tuoi, tu sei l'Amore, tu sei Gesù, il Re!
Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.
R. Amen.
Alcune preghiere e testi sono stati presi da:
http://www.maranatha.it/index.htme e da:
http://www.qumran2.net/s/; il resto dono di Gesù bambino.
Gaetano






