NetCrIM - Risorse Cristiane on line Ascolterò la tua voce
sabato, 01 settembre 2007

 

 

 http://pregaconme.splinder.com/

 
 

"Ascolterò la Tua Voce".

Caro Amico/a, è nato il gruppo di preghiera in audio in internet!

"Ascolterò la Tua Voce".

Si tratta di amici, più altri saltuari, che si riuniscono ogni sera, attualmente in Skype. Skype è gratuito. E’ importante avere una cuffia con il microfono.  Il nostro obbiettivo è: tutto il mondo può pregare assieme in internet in audio gratis. In questo Gruppo si recita il Rosario meditato, o la Coroncina di Gesù Misericordioso o il Rosario francescano o altre preghiere. Si prega anche, con preghiere appropriate scegliendo sempre a turno, sia per i malati che per i giovani, i Sacerdoti, la pace nel mondo o i problemi pressanti, tipo il referendum per l'aborto in Portogallo, ecc... si meditano brani di Vangelo o basi della nostra fede. Abbiamo già meditato le Beatitudini, le tre Virtù teologali, i sette Sacramenti ed abbiamo in programma altro ancora. Il giovedi facciamo l'Adorazione al Santissimo  dedicandola alternativamente o per i Sacerdoti, gli ammalati, i giovani, la pace, ecc.... il venerdi la Via Crucis attualmente usando quelle del sito Vaticano del Venerdi Santo. Preghiamo  intercalando con vari canti. Preghiamo usando la stessa base che si trova nel sito.  Iniziamo la sera , verso le 21 e proseguiamo fino al termine della preghiera, poi si resta un poco a parlare tra noi... un vero Cenacolo e desideriamo che in questa tanto varia comunità virtuale ci sia un posto dove la Preghiera in audio regni sovrana ed ottenga da Dio che anche questo mezzo sia un campo di lode e di apostolato per Lui. 

Speriamo di essere presto in tanti e si potrà poi pregare anche in vari gruppi collegati tra loro ed usando le stesse basi. Se avete domande saremo lieti, sia io, Graziella, Teresa e Pietro, a darvi risposte esaurienti.

Pace e ogni bene.

Gaetano,Teresa e Pietro

Chi desidera parteciparvi prenda contatto con:


Gaetano: lazzaro2004@hotmail.it contatto in Skype: lazzaro00000

Teresa: teresafantasia@yahoo.it contatto in Skype: teresa.fantasia

Pietro: flcptr@alice.it  contatto in Skype: ptrflc

CON MARIA, IN DIALOGO CON GESÙ

 

Maria, Madre del sì, tu hai ascoltato Gesù e conosci il timbro della sua voce e il battito del suo cuore. Stella del mattino, parlaci di Lui e raccontaci il tuo cammino per seguirlo nella via della fede.

 

Maria, che a Nazareth hai abitato con Gesù, imprimi nella nostra vita i tuoi sentimenti, la tua docilità, il tuo silenzio che ascolta e fa fiorire la Parola in scelte di vera libertà.

 

Maria, parlaci di Gesù, perchè la freschezza della nostra fede brilli nei nostri occhi e scaldi il cuore di chi ci incontra, come Tu hai fatto visitando Elisabetta che nella sua vecchiaia ha gioito con te per il dono della vita.

 

Maria, Vergine del Magnificat, aiutaci a portare la gioia nel mondo e, come a Cana, spingi ogni giovane, impegnato nel servizio ai fratelli, a fare solo quello che Gesù dirà.

 

Maria, poni il tuo sguardo sull’Agorà dei giovani, perché sia il terreno fecondo della Chiesa italiana. Prega perchè Gesù, morto e risorto, rinasca in noi e ci trasformi in una notte piena di luce, piena di Lui.

 

Maria, Madonna di Loreto, porta del cielo, aiutaci a levare in alto lo sguardo. Vogliamo vedere Gesù. Parlare con Lui. Annunciare a tutti il Suo amore. Benedetto XVI

 

 

 

8 dicembre 2007 - 8 dicembre 2008

150° anniversario delle Apparizioni - Giubileo
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postato da: simonedicirene alle ore 23:54 | Permalink | commenti (57)
Commenti
#1    05 Settembre 2007 - 17:31
 
Madre Teresa di Calcutta a dieci anni dalla morte:

La peggiore malattia oggi
e’ il non sentirsi desiderati
ne’ amati, il sentirsi abbandonati.
Vi sono molte persone al mondo
che muoiono di fame,
ma un numero ancora maggiore
muore per mancanza d’amore.
Ognuno ha bisogno di amore.
Ognuno deve sapere
di essere desiderato, di essere amato,
e di essere importante per Dio.
Vi e’ fame d’amore,
e vi e’ fame di Dio.
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#2    01 Ottobre 2007 - 08:41
 
A volte rammento certi particolari che sono per la mia anima come una brezza primaverile.
Eccone uno che si presenta alla mia memoria. Una sera d'inverno svolgevo come al solito il mio piccolo ufficio. C'era freddo e faceva notte...; all'improvviso udii da lontano il suono armonioso di uno strumento musicale, allora immaginai un salone ben illuminato, tutto splendente di dorature, ragazze vestite in modo elegante che si scambiavano complimenti e gentilezze mondane; poi il mio sguardo si diresse sulla povera malata che sostenevo. Invece di una melodia sentivo di tanto in tanto i suoi gemiti lamentosi, invece delle dorature vedevo i mattoni del nostro chiostro austero, appena illuminato da una debole luce. Non so esprimere quello che accadde nella mia anima, quello che so è che il Signore la illuminò con i raggi della verità, che superarono il bagliore tenebroso delle feste terrene a tal punto che non potevo credere alla mia felicità...Ah! non avrei dato i dieci minuti impiegati per svolgere il mio umile ufficio di carità per godere mille anni di feste mondane...
Se già nella sofferenza, nei combattimenti, si può godere un attimo di felicità che supera tutta la felicità della terra, considerando che il buon Dio ci ha ritirate dal mondo, cosa sarà in Cielo quando, immerse nella gioia e nel riposo eterno, vedremo la grazia incomparabile che il Signore ci ha fatto scegliendoci per abitare nella Sua casa, vero atrio del Cielo?..."

Tratto da: "Storia di un'anima", di Santa Teresa di Lisieux


Allora ho cercato nei libri santi l'indicazione dell'ascensore oggetto del mio desiderio e ho letto queste parole uscite dalla bocca della Sapienza Eterna: "Se qualcuno è piccolo venga a me" (cfr. Prv 9,4). Allora io sono giunta alla conclusione che avevo trovato quello che cercavo e, volendo sapere, o mio Dio! cosa farete al piccolo che risponderà alla vostra chiamata, ho continuato le mie ricerche; ed ecco che cosa ho trovato: "Come una madre accarezza suo figlio, così vi consolerò, vi porterò sul mio seno e vi cullerò sulle mie ginocchia!". (cfr. Is 66,13.12)
Ah! mai parole più tenere, più melodiose, sono venute a rallegrare la mia anima. L'ascensore che deve portarmi fino al Cielo sono le vostre braccia, o Gesù! Per questo non ho bisogno di crescere; al contrario, devo restare piccola e diventarlo sempre di più".

Tratto da: "Storia di un'anima", di Santa Teresa di Lisieux

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#3    10 Ottobre 2007 - 16:40
 
San Silvano (1886-1938), monaco ortodosso
Scritti

« Insegnaci a pregare »

Se cerchi di pregare con la mente unita al cuore e non ci riesci, allora
pronuncia la preghiera con la bocca e tieni ferma la mente sulle parole
della preghiera, come insegna la "Scala di perfezione" [di san Giovanni
Climaco]. Col tempo il Signore ti darà anche la "preghiera del cuore",
senza pensieri; e allora pregherai liberamente, senza sforzo. Alcuni hanno
fatto del male al loro cuore perché troppo presto hanno voluto pregare con
la mente unita al cuore e hanno finito col non riuscire più a dire la
preghiera neppure con la bocca. Ma tu riconosci l'ordine della vita
spirituale: i doni sono concessi all'anima semplice, umile, sottomessa. A
chi è sottomesso e moderato in tutto - nel cibo, nelle parole, nei
movimenti - il Signore stesso dona la preghiera, e questa, per energia
divina, si celebrerà nel profondo del cuore.La preghiera continua proviene
dall'amore e viene a mancare a causa della maldicenza, della negligenza e
dell'intemperanza. Chi ama Dio può pensare a lui giorno e notte, perché
nessuna occupazione impedisce di amare Dio. Gli apostoli amavano il Signore
e il mondo non costituiva un ostacolo a questo amore, e per questo si
ricordavano del mondo e pregavano per esso e predicavano. Ad Arsenio il
Grande fu detto: "Fuggi gli uomini", ma lo Spirito di Dio anche nel deserto
ci insegna a pregare per gli uomini e per il mondo intero.
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#4    11 Ottobre 2007 - 17:36
 
San Macario ( ? - 405), monaco in Egitto
Omelie, 16, 3° collezione ; SC 275, 205

« Quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo. »

Per ottenere il pane per il corpo, il mendicante non prova nessun disagio a
bussare alla porta e a chiedere; e se non riceve nulla, entra oltre e
chiede con più insistenza il pane, il vestito o i sandali per il sollievo
del suo corpo. Finché non abbia ricevuto qualche cosa, non se ne va, anche
se lo si caccia. Noi che cerchiamo di ricevere il vero pane celeste per
corroborare la nostra anima, noi che desideriamo rivestire le vesti celesti
di luce e aspiriamo a calzare i sandali immateriali dello Spirito per il
sollievo dell’anima immortale, quanto più dobbiamo, instancabilmente e
risolutamente, con fede e amore, pazientare sempre, bussare alla porta
spirituale di Dio e chiedere con una perfetta costanza di essere ritenuti
degni della vita eterna. Per questo il Signore “diceva loro una parabola
sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi” (Lc 18,1) poi
aggiungeva queste parole: quanto più il Padre vostro celeste “farà
giustizia a coloro che gridano giorno e notte verso di lui” (v.6). E
ancora, riguardo all’amico della parabola: “Se anche non si alzerà a
darglieli per amicizia, si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono
almeno per la sua insistenza”. Aggiunge allora: “Chiedete e vi sarà dato,
cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chi chiede ottiene,
chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto”. E prosegue: “Se dunque voi,
che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il
Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono”.
Per questo il Signore ci esorta a chiedere sempre, senza stancarci e con
tenacità, a cercare e a bussare continuamente: egli ha promesso infatti di
dare a quanti chiedono, cercano e bussano, non a coloro che non chiedono.
Essendo pregato, supplicato a amato, egli vuole darci la vita eterna.

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#5    12 Ottobre 2007 - 15:09
 
Sant’Ireneo di Lione (circa130-circa 208), vescovo, teologo e martire
Contro le eresie, V,5,2 ; SC 153, 63

« Se io scaccio i demoni con i dito di Dio, è dunque giunto a voi il regno di Dio »

Enoch, per essere stato gradito a Dio, è stato preso in cielo nel suo
corpo, prefigurando l’elevazione dei giusti. Anche Elia è stato rapito tale
quale si trovava nella sostanza della sua carne creata (2 Re 2,11),
profetizzando così il rapimento degli uomini spirituali. Il loro corpo non
ha fatto in nulla ostacolo a tale elevazione, a tale rapimento. Dalle
stesse mani con le quali erano stati plasmati all’origine (Gen 2,7), essi
sono stati elevati e rapiti. Infatti, in Adamo, le mani di Dio si erano
abituate a dirigere, a tenere e a portare l’opera da esse plasmata, a
trasportarla e a collocarla dove volevano. Dove dunque è stato collocato il
primo uomo? Nel paradiso senza alcun dubbio, secondo ciò che dice la
Scrittura: “Poi il Signore piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi
collocò l’uomo che aveva plasmato” (v.8). E da questo luogo egli è stato
scacciato in questo mondo, per aver disobbedito... Qualcuno ritiene forse
impossibile che degli uomini possano vivere tanto tempo quanto i primi
patriarchi?... O crede forse che quando Elia è stato rapito nella sua
carne, la sua carne è stata consumata sul carro di fuoco? Consideri dunque
che Giona, dopo esser stato precipitato nel profondo del mare e inghiottito
nel ventre del pesce, è stato rigettato sano e salvo sull’asciutto per
ordine di Dio (Gn 2,11). Anania, Misaele e Azaria, gettati nella fornace
con il fuoco acceso sette volte più del solito, non hanno provato alcun
male e neppure l’odore del fuoco era penetrato in essi (Dn 3,27). Se la
mano di Dio li ha assistiti e ha adempiuto in loro cose straordinarie e
impossibili alla natura umana, perché stupirti se, in coloro che sono stati
elevati, questa stessa mano abbia anche realizzato una cosa straordinaria,
operando la volontà del Padre? Ora questa mano, è il Figlio di Dio (cfr. Dn 3,25).
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#6    15 Ottobre 2007 - 15:15
 
Sant’Afraate (?-circa 345), monaco e vescovo a Nìnive, nell’Iraq attuale
dimostrazioni, n° 3 Del digiuno ; SC 349, 277

« Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione »

I figli di Nìnive fecero un digiuno puro, quando Giona predicò loro la
conversione. Così è stato scritto infatti: Quando sentirono la predicazione
di Giona, bandirono un digiuno continuo, una supplica ininterrotta seduti
sulla cenere. Tolti i manti delicati, si coprirono di sacco. Rifiutarono ai
bimbi il seno della madre, agli animali, grandi e piccoli il pascolo (Gn
3)... Ed ecco ciò che dice la Scrittura: “Dio vide le loro opere, che cioè
si erano convertiti dalla loro condotta malvagia, e Dio si impietosi
riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece”. Non
dice: “Vide un’astinenza da pane e da acqua, con il sacco e la cenere”,
bensì: “Che si erano convertiti dalla loro condotta malvagia”... Questo è
stato un digiuno puro; e fu accettato, il digiuno che fecero gli abitanti
di Nìnive, quando si convertirono dalla loro condotta malvagia e dalla
rapacità delle loro mani... Infatti, amico mio, quando uno digiuna, è
sempre l’astinenza dalla malvagità ad essere la migliore.E’ meglio
dell’astinenza da pane e da acqua, migliore del piegare come un giunco il
capo, “avere sacco e cenere per letto” come dice Isaia (58,5). Infatti,
quando uno si astiene da pane, da acqua o da qualche cibo, quando si copre
con il sacco e la cenere o si lamenta, questi, sì, è amato, bello e
gradito. Ma è più gradito quando umilia se stesso, “scioglie le catene”
dell’empietà e “toglie i legami” della menzogna. Allora “la sua luce
sorgerà come l’aurora, e davanti a lui camminerà la sua giustizia. Sarà
come un giardino irrigato, come una sorgente le cui acque non inaridiscono”
(Is 58,6s).
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#7    16 Ottobre 2007 - 14:52
 
Santa Teresa d'Avila (1515-1582), carmelitana, dottore della Chiesa
Il cammino di perfezione, cap. 28

« Colui che ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno ? »

Se io avessi capito, come oggi, quale grande Re abitava in quel piccolo
palazzo della mia anima, non l’avrei lasciato da solo così spesso ; sarei
rimasta di tanto in tanto accanto a lui, e avrei fatto il necessario
affinché il palazzo fosse meno sporco. Quanto è mirabile pensare che colui
la cui grandezza potrebbe riempire mille mondi e anche molto di più, si
rinchiude così in una così piccola dimora. È vero che, da una parte,
essendo sovrano Signore, porta con lui la libertà, e dall’altra, essendo
pieno di amore per noi, si fa alla nostra misura.Sapendo bene che un’anima
principiante potrebbe turbarsi al vedere se stessa, così piccola, destinata
a contenere tanta grandezza, egli non si fa conoscere immediatamente; ma,
poco a poco, fa crescere la capacità dell’anima, alla misura dei doni che
egli si propone di collocare in essa. A motivo di questo suo potere di
allargare il palazzo della nostra anima, ho detto che porta con lui la
libertà. Il punto capitale è fargliene un dono assoluto e vuotarsi
completamente, affinché egli possa riempire o svuotare a suo piacimento,
come in una dimora che gli appartiene. A ragione, nostro Signore vuole che
così sia; non rifiutiamoci. Egli non vuole forzare la nostra volontà;
riceve quello che essa gli dà. Ma lui si dà interamente solo quando anche
noi ci diamo interamente.La cosa è certa, e ve la ripeto così spesso perché
è importantissima. Finché l’anima non è interamente sua, sgombrata di
tutto, egli non agisce in essa. Del resto, non so come potrebbe farlo,
colui che ama tanto l’ordine perfetto. Se riempiamo il palazzo con gente
volgare e ogni sorta di ninnoli, come il sovrano, con la sua corte,
potrebbe trovarvi posto? È già molto che si degni di fermarsi qualche
momento in mezzo a tanto ingombro.
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#8    17 Ottobre 2007 - 18:40
 
San [Padre] Pio di Pietrelcina (1887-1968), cappuccino
AP ; CE 47 in Buona giornata, 82

«Guai a voi, farisei, che avete cari i primi posti e i saluti sulle piazze »

La vera umiltà di cuore è più provata e vissuta che esternata. Certo,
bisogna sempre mostrarsi umili in presenza di Dio, ma non con quella finta
umiltà che non conduce a nulla se non allo scoraggiamento, alla
prostrazione e alla disperazione. Dobbiamo avere una cattiva opinione di
noi stessi, non fare passare il nostro interesse prima di quello degli
altri e ritenere noi stessi inferiori al nostro prossimo. Se ci vuole
pazienza per sopportare le miserie altrui, ce ne vuole ancora di più per
imparare a sopportare noi stessi. Di fronte alle tue infedeltà quotidiane,
fai senza sosta degli atti di umiltà. Quando il Signore ti vedrà così
pentito, stenderà la mano verso di te e ti attirerà a lui. In questo mondo
nessuno merita qualcosa ; è il Signore a concederci tutto, per pura
benevolenza e perché, nella sua infinita bontà, ci perdona tutto.
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#9    18 Ottobre 2007 - 19:50
 
Dal vangelo secondo Luca Lc 10, 1-9

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Diceva loro: «La mèsse è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della mèsse perché mandi operai per la sua mèsse. Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né bisaccia, né sandali e non salutate nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché l'operaio è degno della sua mercede. Non passate di casa in casa.
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà messo dinanzi, curate i malati che vi si trovano, e dite loro: E' vicino a voi il regno di Dio».
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#10    19 Ottobre 2007 - 13:03
 
Sant’Ignazio di Loyola (1491-1556), fondatore dei Gesuiti
Lettera del 17/11/1555

« Non temete »

Mi sembra che lei dovrebbe risolversi a fare con calma ciò che può. Non sia
preoccupata del resto, ma abbandoni alla divina Provvidenza ciò che non può
adempiere da sola. Sono gradite a Dio la nostra cura e la nostra
sollecitudine quando sono ragionevoli per condurre a buon fine gli affari
di cui dobbiamo occuparci per dovere. Non piacciono a Dio l’ansia e
l’inquietudine dello spirito: Il Signore vuole che i nostri limiti e le
nostre debolezze si appoggino sulla sua fortezza e sulla sua onnipotenza,
vuole che speriamo che la sua bontà supplirà all’imperfezione dei nostri
mezzi.

Coloro che si incaricano di affari numerosi, pur con un’intenzione retta,
devono risolversi a fare semplicemente ciò che è in loro potere... Se si
devono lasciare da parte alcune cose, occorre armarsi di pazienza, e non
pensare che Dio attenda da noi ciò che non possiamo fare. Egli non vuole
che l’uomo si affligga per i suoi limiti...; non è necessario stancarsi
esageratamente. Anzi, quando ci siamo sforzati di agire del nostro meglio,
possiamo abbandonare tutto il resto a Colui che ha il potere di compiere
tutto quello che vuole.

Voglia la divina bontà comunicarci sempre la luce della sapienza, affinché
possiamo vedere chiaramente e adempiere fermamente quello che comanda, in
noi e negli altri..., affinché accogliamo dalla sua mano ciò che ci manda,
tenendo sempre presente ciò che è più importante: la pazienza, l’umiltà,
l’obbedienza e la carità.
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#11    21 Ottobre 2007 - 15:48
 
San Silvano (1886-1938), monaco ortodosso
Scritti

« Pregare sempre, senza stancarsi »

Ho trascorso la mia vita contemporaneamente nel bene e nel peccato, e
durante questi sessant’anni, ho riconosciuto quale forza abbia l’abitudine.
Anche l’anima e l’intelligenza possono acquisire delle abitudini. E l’uomo
fa quello di cui ha l’abitudine. Se è abituato al peccato, sarà
continuamente attirato dal peccato, e i demoni lo spingeranno al peccato.
Se invece si abitua al bene, Dio lo assisterà della sua grazia. Se prendi
l’abitudine di pregare sempre, di amare il tuo prossimo e di piangere nella
preghiera per il mondo intero, la tua anima verrà attirata verso la
preghiera, le lacrime e l’amore. E se ti abitui a dare delle elemosine, ad
essere obbediente, ad essere aperto al tuo padre spirituale nella
confessione, agirai costantemente in questo modo, e così troverai la pace
in Dio.
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#12    22 Ottobre 2007 - 16:18
 
Sant’Agostino (354-430), vescovo d'Ippona (Africa del Nord) e dottore della Chiesa
Discorso 34 : sul Salmo 149

« Arricchire davanti a Dio »

Fratelli, interrogate voi stessi, esaminate le vostre celle interiori.
Guardate e riflettete su quanto siate ricchi in fatto di carità; e poi
accrescete quel che avete riscontrato. Badate a tale tesoro, perché
possiate essere interiormente ricchi. Anche delle altre cose che hanno un
gran pregio si dice, è vero, che son cose care, e ciò non invano... Che
cosa, miei fratelli, sarà più caro della carità in se stessa? Quale
pensiamo possa essere il suo prezzo ? Dove si trova il suo prezzo? Prezzo
del grano è qualche tua moneta, prezzo d'un campo è l'argento, prezzo di
una pietra preziosa è l'oro; prezzo della carità sei tu stesso. Cerchi
dunque come possedere un campo, una pietra preziosa, un giumento. Cerchi
come comprare un campo e lo cerchi in tasca tua. Se però vuoi possedere la
carità, cerca te stesso, trova te stesso. Forse che stenti a darti per
paura di consumarti? Tutt'altro! Se non ti darai sei perduto. La stessa
carità ti parla per bocca della Sapienza e ti dice qualcosa che t'impedisce
d'avere paura delle parole: “Da' te stesso”. Se infatti qualcuno volesse
venderti un campo ti direbbe: “Dammi del tuo oro”, e se qualche altro
volesse venderti cose simili, “dammi tue monete” - ti direbbe. Ascolta cosa
ti dice la carità per bocca della Sapienza: “Dammi il tuo cuore, o figlio”
(Prov 23,26). Era male quando esso era dalla parte tua, quando era tuo. Ti
lasciavi infatti attrarre da vanità e da amori lascivi e perniciosi.
Toglilo da li! Dove lo trasporterai? dove lo porrai? Dice: “Dammi il tuo
cuore”. Appartenga a me e non perirà per te... “Amerai il Signore tuo Dio
con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente, con tutta la tua anima” (Mt
22,37)... Esige tutto te colui che ti ha creato.
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#13    26 Ottobre 2007 - 14:06
 
Grazie Lilly.

Carissimi, ho trovato questa meditazione tratta dal "Mattutino" di Don Gianfranco Ravasi che mi ha molto colpito e volevo condividerla con voi.


"Non c'è nessuno che comprenda veramente la sofferenza degli altri. Nessuno che ne condivida sinceramente la gioia. Si crede sempre di andare l'uno verso l'altro e invece si cammina soltanto accanto.
Anche per chi non sà molto di musica, se si dice Schubert, il pensiero corre alla celebre Incompiuta, la stupenda sinfonia in si minore, anche se tante altre sono le opere mirabili di questo compositore austriaco ottocentesco vissuto solo 31 anni.
Il suo spirito romantico aleggia anche nelle pagine dei suoi diari dai quali abbiamo tratto questa considerazione amara.
Il filo conduttore di tante esistenze è proprio quello dell'isolamento: soli, in casa, attendono uno squillo di campanello o di telefono, segno di un ricordo, di una presenza.
E, invece, tutto resta muto o, al massimo, c'è un distratto scambiarsi di saluti, senza condivisione di gioia o di dolori.
Mi sembra suggestiva l'immagine che il grande musicista adotta. Se ci si mette in cammino per andare verso un altro, la meta è l'incontro, è lo sguardo, gli occhi negli occhi, è l'abbraccio.
Questa esperienza è, purtroppo rara.
Ciò che domina è, invece, il camminare accanto: si provi a guardare come si procede nelle città, dove al massimo si ha un contatto di corpi, dove ognuno avanza chiuso in sè stesso, dove si ignora persino chi stà accanto a te sullo stesso pianerottolo di casa.
Non è un camminare tenendosi il braccio o parlando da amici, come accade ai discepoli di Emmaus che hanno al loro lato il Cristo.
E' solo una coabitazione nelle stesso terreno, talora nella stessa famiglia, senza che si vada incontro all'altro, fissandolo nel viso per capirsi, parlarsi e volersi bene.
Lilly
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#14    26 Ottobre 2007 - 14:23
 
Lc 12,54-59.

Diceva ancora alle folle: «Quando vedete una nuvola salire da ponente,
subito dite: Viene la pioggia, e così accade.
E quando soffia lo scirocco, dite: Ci sarà caldo, e così accade.
Ipocriti! Sapete giudicare l'aspetto della terra e del cielo, come mai
questo tempo non sapete giudicarlo?
E perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto?
Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada
procura di accordarti con lui, perché non ti trascini davanti al giudice e
il giudice ti consegni all'esecutore e questi ti getti in prigione.
Ti assicuro, non ne uscirai finché non avrai pagato fino all'ultimo
spicciolo».

Giovanni Paolo II
Leggere i segni dei tempi

Nella condizione di più spiccato pluralismo culturale e religioso, quale si
va prospettando nella società del nuovo millennio, il dialogo
interreligioso è importante anche per mettere un sicuro presupposto di pace
e allontanare lo spettro funesto delle guerre di religione che hanno rigato
di sangue tanti periodi nella storia dell'umanità. Il nome dell'unico Dio
deve diventare sempre di più, qual è, un nome di pace e un imperativo di
pace.Ma il dialogo non può essere fondato sull'indifferentismo religioso, e
noi cristiani abbiamo il dovere di svilupparlo offrendo la testimonianza
piena della speranza che è in noi (cfr 1 Pt 3,15)... Il dovere missionario,
d'altra parte, non ci impedisce di andare al dialogo intimamente disposti
all'ascolto. Sappiamo infatti che, di fronte al mistero di grazia
infinitamente ricco di dimensioni e di implicazioni per la vita e la storia
dell'uomo, la Chiesa stessa non finirà mai di indagare, contando sull'aiuto
del Paraclito, lo Spirito di verità (Gv 14,17), al quale appunto compete di
portarla alla « pienezza della verità » (Gv 16,13). Questo principio è
alla base non solo dell'inesauribile approfondimento teologico della verità
cristiana, ma anche del dialogo cristiano con le filosofie, le culture, le
religioni. Non raramente lo Spirito di Dio, che « soffia dove vuole » (Gv
3,8), suscita nell'esperienza umana universale, nonostante le sue
molteplici contraddizioni, segni della sua presenza, che aiutano gli stessi
discepoli di Cristo a comprendere più profondamente il messaggio di cui
sono portatori. Non è stato forse con questa umile e fiduciosa apertura che
il Concilio Vaticano II si è impegnato a leggere i « segni dei tempi »
(Gaudium et spes, §4)? Pur attuando un operoso e vigile discernimento, per
cogliere i « veri segni della presenza o del disegno di Dio » (§11), la
Chiesa riconosce che non ha solo dato, ma anche «ricevuto dalla storia e
dallo sviluppo del genere umano» (§44). Questo atteggiamento di apertura e
insieme di attento discernimento il Concilio lo ha inaugurato anche nei
confronti delle altre religioni.

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#15    15 Novembre 2007 - 12:57
 
Sap 7,22-30.8,1.
In essa c'è uno spirito intelligente, santo, unico, molteplice, sottile,
mobile, penetrante, senza macchia, terso, inoffensivo, amante del bene,
acuto,
libero, benefico, amico dell'uomo, stabile, sicuro, senz'affanni,
onnipotente, onniveggente e che pervade tutti gli spiriti intelligenti,
puri, sottilissimi.
La sapienza è il più agile di tutti i moti; per la sua purezza si diffonde
e penetra in ogni cosa.
È un'emanazione della potenza di Dio, un effluvio genuino della gloria
dell'Onnipotente, per questo nulla di contaminato in essa s'infiltra.
È un riflesso della luce perenne, uno specchio senza macchia dell'attività
di Dio e un'immagine della sua bontà.
Sebbene unica, essa può tutto; pur rimanendo in se stessa, tutto rinnova e
attraverso le età entrando nelle anime sante, forma amici di Dio e profeti.

Nulla infatti Dio ama se non chi vive con la sapienza.
Essa in realtà è più bella del sole e supera ogni costellazione di astri;
paragonata alla luce, risulta superiore;
a questa, infatti, succede la notte, ma contro la sapienza la malvagità non
può prevalere.
Essa si estende da un confine all'altro con forza, governa con bontà
eccellente ogni cosa.


Sal 119,89.90.91.130.135.175.
La tua parola, Signore, è stabile come il cielo.
La tua fedeltà dura per ogni generazione; hai fondato la terra ed essa è
salda.
Per tuo decreto tutto sussiste fino ad oggi, perché ogni cosa è al tuo
servizio.
La tua parola nel rivelarsi illumina, dona saggezza ai semplici.
Fà risplendere il volto sul tuo servo e insegnami i tuoi comandamenti.
Possa io vivere e darti lode, mi aiutino i tuoi giudizi.


Lc 17,20-25.
Interrogato dai farisei: «Quando verrà il regno di Dio?», rispose:
«Il regno di Dio non viene in modo da attirare l'attenzione, e nessuno
dirà: Eccolo qui, o: eccolo là. Perché il regno di Dio è in mezzo a voi!».
Disse ancora ai discepoli: «Verrà un tempo in cui desidererete vedere anche
uno solo dei giorni del Figlio dell'uomo, ma non lo vedrete.
Vi diranno: Eccolo là, o: eccolo qua; non andateci, non seguiteli.
Perché come il lampo, guizzando, brilla da un capo all'altro del cielo,
così sarà il Figlio dell'uomo nel suo giorno.
Ma prima è necessario che egli soffra molto e venga ripudiato da questa
generazione.



Imitazione di Cristo, trattato spirituale del 15o secolo
lib II, cap. 1,2-3

Dimorare nel Regno di Dio

“Il Regno di Dio è dentro di voi” (Lc 17,21), dice il Signore... Via, anima
fedele, prepara il tuo cuore a questo Sposo, cosicché si degni di venire
presso di te e di prendere dimora in te. Egli dice infatti: “Se uno mi ama,
osserverà la mia parola, e verremo a lui e abiteremo presso di lui” (Gv
14,23). Accogli, dunque, Cristo, e non far entrare in te nessun'altra cosa.
Se avrai Cristo sarai ricco, sarai pienamente appagato. Sarà lui a
provvedere e ad agire fedelmente per te. Così non dovrai affidarti agli
uomini. Questi mutano in un momento e vengono meno rapidamente, mentre
Cristo “resta in eterno” (Gv 12, 34) e sta fedelmente accanto a noi, fino
alla fine. Non dobbiamo far molto conto sull'uomo, debole e mortale, anche
se si tratta di persona che ci è preziosa e cara; né dobbiamo troppo
rattristarci se talvolta ci combatte e ci contrasta. Quelli che oggi sono
con te, domani si possono mettere contro di te; spesso si voltano come il
vento. Riponi interamente la fiducia in Dio, e sia lui il tuo timore e il
tuo amore. Risponderà lui per te, e opererà per il bene, nel modo migliore.
"Non hai stabile dimora quaggiù" (Eb 13,14); dovunque tu abbia a trovarti,
sei un forestiero e un pellegrino (Eb 11,13), né mai avrai pace se non
sarai strettamente unito a Cristo.
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#16    01 Dicembre 2007 - 12:45
 
Rm 13,11-14

Fratelli, è ormai tempo di svegliarvi dal sonno, perché la nostra salvezza è più vicina ora di quando diventammo credenti. La notte è avanzata, il giorno è vicino. Gettiamo via perciò le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce. Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno: non in mezzo a gozzoviglie e ubriachezze, non fra impurità e licenze, non in contese e gelosie. Rivestitevi invece del Signore Gesù Cristo e non seguite la carne nei suoi desideri.
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#17    04 Dicembre 2007 - 19:59
 
Accetto, accolgo sempre continuamente la vita
e tutto ciò che la compone, dalle Tue Mani:
attraverso le Mani di Maria.
Non so chiederTi altro che si compia perfettamente in me
e attraverso di me la Tua Volontà.
Accetto e offro continuamente una mistica Messa.
Lì, nel mio cuore, il Tuo Cuore.
Lì. Ti prego per tutti.
Per quelli che Tu mi hai affidato: Tu li sai tutti.
Non dimentichiamo nessuno, Signore.
Salvali, Signore, Ti prego.
Tutti...
Soffro infinitamente, lo sai.
Ora, sono sofferenza pura.
Notte fonda. Buio impenetrabile.
Prove continue.
Fallimento totale.
Fatica. Silenzio. Nascondimento.
Povertà. Umiliazione. Offese.
Tradimenti. Abbandono.
Come pregarTi, altrimenti, ora?
Anche oggi, niente Messa.
Grazie Signore, ugualmente.
Quando Tu permetterai, riceverò il Dono.
..............
Amen.

Silvia
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#18    16 Dicembre 2007 - 19:40
 
Gc 5,7-10

Fratelli, siate pazienti fino alla venuta del Signore. Guardate l’agricoltore: egli aspetta pazientemente il prezioso frutto della terra finché abbia ricevuto le piogge d’autunno e le piogge di primavera. Siate pazienti anche voi, rinfrancate i vostri cuori, perché la venuta del Signore è vicina. Non lamentatevi, fratelli, gli uni degli altri, per non essere giudicati; ecco, il giudice è alle porte. Prendete, o fratelli, a modello di sopportazione e di pazienza i profeti che parlano nel nome del Signore.

Vangelo
Mt 11,2-11

In quel tempo, Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, mandò a dirgli per mezzo dei suoi discepoli: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo attenderne un altro?”. Gesù rispose: “Andate e riferite a Giovanni ciò che voi udite e vedete: I ciechi ricuperano la vista, gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti, i sordi riacquistano l’udito, i morti risuscitano, ai poveri è predicata la buona novella, e beato colui che non si scandalizza di me”. Mentre questi se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: “Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Che cosa dunque siete andati a vedere? Un uomo avvolto in morbide vesti? Coloro che portano morbide vesti stanno nei palazzi dei re! E allora, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, vi dico, anche più di un profeta. Egli è colui, del quale sta scritto: “Ecco, io mando davanti a te il mio messaggero che preparerà la tua via davanti a te”. In verità vi dico: tra i nati di donna non è sorto uno più grande di Giovanni il Battista; tuttavia il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui”.
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#19    19 Dicembre 2007 - 14:58
 
Gdc 13,2-7.24-25.

C'era allora un uomo di Zorea di una famiglia dei Daniti, chiamato Manoach;
sua moglie era sterile e non aveva mai partorito.
L'angelo del Signore apparve a questa donna e le disse: "Ecco, tu sei
sterile e non hai avuto figli, ma concepirai e partorirai un figlio.
Ora guardati dal bere vino o bevanda inebriante e dal mangiare nulla
d'immondo.
Poiché ecco, tu concepirai e partorirai un figlio, sulla cui testa non
passerà rasoio, perché il fanciullo sarà un nazireo consacrato a Dio fin
dal seno materno; egli comincerà a liberare Israele dalle mani dei
Filistei".
La donna andò a dire al marito: "Un uomo di Dio è venuto da me; aveva
l'aspetto di un angelo di Dio, un aspetto terribile. Io non gli ho
domandato da dove veniva ed egli non mi ha rivelato il suo nome,
ma mi ha detto: Ecco tu concepirai e partorirai un figlio; ora non bere
vino né bevanda inebriante e non mangiare nulla d'immondo, perché il
fanciullo sarà un nazireo di Dio dal seno materno fino al giorno della sua
morte".
Poi la donna partorì un figlio che chiamò Sansone. Il bambino crebbe e il
Signore lo benedisse.
Lo spirito del Signore cominciò a investirlo quando era a Macane-Dan, fra
Zorea ed Estaol.
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#20    26 Dicembre 2007 - 23:52
 
Un neonato è un essere che non parla. E tuttavia il bambino che giace nella mangiatoia è la suprema Parola di Dio, con la quale Dio ci dice tutto. Questo bambino che viene sostenuto dagli altri, è lui a portare il mondo. Eleva l’uomo e lo invita a salire in alto per avere parte all’intimità con Dio e regnare sull’universo. Natale, festa dell’infanzia: non ritorno al paradiso innocente, ma gioia di sentirsi dire da Dio: in Gesù Cristo, sarò per te Padre e tu sarai per me figlio (cf Eb 1,5).

Grazie, o Dio, del Tuo Divin Figlio che ci hai donato, aiutaci a vivere secondo i suoi insegnamenti e ad essere Luce nel mondo. Pietro
utente anonimo

#21    28 Dicembre 2007 - 20:01
 
Dio, vedendo il mondo sconvolto dalla paura, interviene sollecitamente per richiamarlo con l’amore, invitarlo con la grazia, trattenerlo con la carità, stringerlo a sé con l’affetto (San Pietro Crisòlogo, dal Discorso 147).

Signore, tutto il mondo ha bisogno di rimanere "stretto" a Te, perchè non esploda! Tienici per mano Signore. Grazie per il tuo Amore.
Pietro
utente anonimo

#22    29 Dicembre 2007 - 00:21
 
Preghiera

Ti lodiamo, Signore Gesù Cristo, Dio che hai salvato gli uomini. Non ti chiediamo di ripetere in noi la tua nascita nel corpo, ma di incorporare in noi la tua invisibile divinità, come allora facesti in modo singolare con Maria e ora fai spiritualmente con la Chiesa.
Fa’ che ancora la nostra fede ti concepisca; che la mente, libera dalla corruzione, ti partorisca; che l’anima, sempre visitata dalla potenza dell’Altissimo, ti contenga.
Non nascere da noi, ma rivelati in noi. Sii veramente per noi l’Emmanuele, Dio con noi. Degnati di restare tra noi e di lottare per noi. Solo così vinceremo. Amen
(dal Sacramentario Mozarabico).

Pietro

utente anonimo

#23    30 Dicembre 2007 - 20:09
 
"Lodate il Signore, popoli tutti, voi tutte, nazioni, dategli gloria".
(Salmo 116)

La sera, da tutto il mondo, o quasi, Lodiamo Te Signore, e Ti ringraziamo per tutto ciò che ci doni!
Grazie. Pietro
utente anonimo

#24    03 Gennaio 2008 - 22:49
 
Sempre in ogni istante abbiate presente che bisogna amare Dio e il prossimo: Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutta la mente; e il prossimo come se stessi (cf Mt 22,37.39). Questo dovete sempre pensare, meditare e ricordare, praticare e attuare. L’amore di Dio è il primo come comandamento, ma l’amore del prossimo è il primo come attuazione pratica. Colui che ti dà il comando dell’amore in questi due precetti, non ti insegna prima l’amore del prossimo, poi quello di Dio, ma viceversa. Siccome però Dio tu non lo vedi ancora, amando il prossimo ti acquisti il merito di vederlo; amando il prossimo purifichi l’occhio per poter vedere Dio, come chiaramente afferma Giovanni: Se non ami il fratello che vedi, come potrai amare Dio che non vedi? (cf 1Gv 4,20)… Tu dunque ama il prossimo e guardando dentro di te donde nasca questo amore, vedrai, per quanto ti è possibile, Dio… Amando il prossimo e prendendoti cura di lui, tu cammini. E dove ti conduce il cammino se non al Signore, a colui che dobbiamo amare con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutta la mente? Al Signore non siamo ancora arrivati, ma il prossimo l’abbiamo sempre con noi. Aiuta dunque il prossimo con il quale cammini, per poter giungere a colui con il quale desideri rimanere (S. Agostino, dai "Trattati su Giovanni", 17).

Signore grazie di tutto, in particolare per l'aiuto che ci dai nell'amare ed aiutare quelli che non ci amano, perchè solo così potremo tasmettere loro il tuo Amore, del quale hanno tanto bisogno.
Confido nel tuo aiuto, Signore, in particolare per quelli che hanno tanta necessità che Tu sia loro vico: Nazzareno, Egisto, Luigi, zia Brigida ed ak
ltri malati che ben conosci. Ciao Pietro
utente anonimo

#25    05 Gennaio 2008 - 12:04
 
Grazie Pietro!

Rit.: Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra.

Dio, da’ al re il tuo giudizio,
al figlio del re la tua giustizia;
regga con giustizia il tuo popolo
e i tuoi poveri con rettitudine.

Nei suoi giorni fiorirà la giustizia
e abbonderà la pace,
finché non si spenga la luna.
E dominerà da mare a mare,
dal fiume sino ai confini della terra.

I re di Tarsis e delle isole porteranno offerte,
i re degli Arabi e di Saba offriranno tributi.
A lui tutti i re si prostreranno,
lo serviranno tutte le nazioni.

Egli libererà il povero che grida
e il misero che non trova aiuto,
avrà pietà del debole e del povero
e salverà la vita dei suoi miseri.
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#26    07 Gennaio 2008 - 19:44
 
La nostra esistenza cristiana assomiglia un po’ alla Galilea dei tempi di Gesù, una specie di crocevia di pagani. I pagani che ci circondano ma anche il pagano che sonnecchia in ognuno di noi. Coloro che negano il Verbo di Dio fatto carne e colui che agisce come se Cristo non fosse venuto. Ascoltiamo Gesù dire dopo Giovanni il precursore: “Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino”. Convertirsi, uscire dalle proprie abitudini, dalle opinioni correnti, per discernere i segni del regno già presente e che viene. Apriamo le finestre del nostro cuore per lasciare entrare la luce di Dio. La grande Epifania è seguita dalle molteplici epifanie della nostra vita, dalle diverse manifestazioni del Signore, che vanno dalla guarigione spirituale al riconoscimento della presenza, in ogni sacramento.

Preghiamo
Ecco il giorno splendido
in cui il Salvatore del mondo si è rivelato;
i profeti lo annunziarono
e gli angeli lo adorarono cantando.
Vedendo la sua stella i Magi furono pieni
di grande gioia e accorsero coi loro doni.

http://www.chiesadimilano.it/Almanacco/34264.html
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#27    13 Gennaio 2008 - 20:05
 
Una volta che abbiamo conosciuto la Parola di Dio (che in Gesù Cristo si è fatta carne) non abbiamo il diritto di non riceverla: una volta che l’abbiamo ricevuta non abbiamo il diritto di non lasciarla incarnare in noi; una volta che si è incarnata in noi non abbiamo il diritto di conservarla per noi: noi apparteniamo, da quel momento, a coloro che l’attendono (M. Delbrêl).

Signore, aiutaci tutti, Ti prego, perchè non si sia pigri nel testimoniarTi, e coloro che ci aspettano per conoscerTi ed amarTi ottengano presto quanto Tu desideri per il loro bene.
Grazie Gesù del Tuo Amore Infinito. Pietro
utente anonimo

#28    16 Febbraio 2008 - 12:54
 
Rm 13,7-14

Fratelli, rendete a ciascuno ciò che gli è dovuto: a chi il tributo, il tributo; a chi le tasse le tasse; a chi il timore il timore; a chi il rispetto il rispetto. Non abbiate alcun debito con nessuno, se non quello di un amore vicendevole; perché chi ama il suo simile ha adempiuto la legge. Infatti il precetto: Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non desiderare e qualsiasi altro comandamento, si riassume in queste parole: Amerai il prossimo tuo come te stesso. L'amore non fa nessun male al prossimo: pieno compimento della legge è l'amore. Questo voi farete, consapevoli del momento: è ormai tempo di svegliarvi dal sonno, perché la nostra salvezza è più vicina ora di quando diventammo credenti. La notte è avanzata, il giorno è vicino. Gettiamo via perciò le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce. Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno: non in mezzo a gozzoviglie e ubriachezze, non fra impurità e licenze, non in contese e gelosie. Rivestitevi invece del Signore Gesù Cristo e non seguite la carne nei suoi desideri.
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#29    20 Febbraio 2008 - 00:12
 
Il bene non si spegnerà mai sulla terra da quando la Parola di Cristo ha seminato nel mondo l’amore, seme che non inaridisce, ma germoglia, cresce e diventa albero maestoso (F. Mauriac).

Aiutami, Signore, ad essere un ramoscello dell'albero piantato da Gesù in questo mondo.
Pietro
utente anonimo

#30    20 Febbraio 2008 - 12:53
 
Il Papa spiega come superare la crisi delle vocazioni religiose

Insistendo sulla fedeltà a Cristo e ai fondatori

CITTA' DEL VATICANO, martedì, 19 febbraio 2008 (ZENIT.org).- Per superare la crisi di vocazioni che sperimentano alcuni Ordini, Congregazioni e realtà religiose, sostiene Benedetto XVI, la chiave è che i loro membri vivano il loro amore per Cristo senza compromessi e riscoprano la fedeltà ai fondatori.
E' il consiglio che il Papa ha lasciato questo lunedì ai membri del Consiglio Esecutivo delle Unioni Internazionali dei Superiori e delle Superiore Generali, riuniti in Vaticano per riflettere su “alcuni aspetti particolarmente attuali e importanti della Vita Consacrata”.

Nel suo discorso, pubblicato questo lunedì dalla Sala Stampa della Santa Sede, il Papa ha sottolineato che “gli uomini d’oggi avvertono un forte richiamo religioso e spirituale, ma sono pronti ad ascoltare e seguire solo chi testimonia con coerenza la propria adesione a Cristo”.

“Ed è interessante notare che sono ricchi di vocazioni proprio quegli Istituti che hanno conservato o hanno scelto un tenore di vita, spesso molto austero, e comunque fedele al Vangelo vissuto 'sine glossa'”, ha affermato.

“Oggi, come in ogni epoca, non mancano anime generose disposte ad abbandonare tutti e tutto per abbracciare Cristo e il suo Vangelo, consacrando al suo servizio la loro esistenza entro comunità segnate da entusiasmo, generosità e gioia”, ha spiegato.

“Quel che contraddistingue queste nuove esperienze di Vita Consacrata è il desiderio comune, condiviso con pronta adesione, di povertà evangelica praticata in modo radicale, di amore fedele alla Chiesa, di generosa dedizione verso il prossimo bisognoso, con speciale attenzione per quelle povertà spirituali che contraddistinguono in maniera marcata l’epoca contemporanea”.

Dopo aver constatato che le nuove realtà ecclesiali oggi hanno molte vocazioni, il Papa ha affrontato la crisi vocazionale che sperimentano alcuni degli Ordini e delle Congregazioni con una lunga tradizione nella Chiesa.

“Accanto però a situazioni difficili, che è bene guardare con coraggio e verità, vanno tuttavia registrati segni di positiva ripresa, specialmente quando le comunità hanno scelto di tornare alle origini per vivere in maniera più consona lo spirito del Fondatore”, ha osservato.

“Riscoprire lo spirito delle origini, approfondire la conoscenza del Fondatore o della Fondatrice, ha aiutato ad imprimere agli Istituti un promettente nuovo impulso ascetico, apostolico e missionario”, ha indicato.

“ Sì! - ha concluso – Anche gli Istituti di Vita Consacrata, se vogliono mantenere o ritrovare la loro vitalità ed efficacia apostolica, devono continuamente 'ripartire da Cristo'. E’ Lui la salda roccia su cui dovete costruire le vostre comunità e ogni vostro progetto di rinnovamento comunitario ed apostolico”.

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#31    03 Marzo 2008 - 11:36
 
#106 03 Marzo 2008 - 11:32

----- Original Message -----
From: Lino Pedron (dehoniani)
To: **gaetano lastilla
Sent: Sunday, February 24, 2008 5:31 PM
Subject: Pensieri 56 - Salmo 73 - Commento al Vangelo quotidiano

Cerca di meditare ogni giorno le parole del tuo creatore. Impara a conoscere il cuore di Dio nelle parole di Dio, perché tu possa desiderare più ardentemente i beni eterni e con maggior desiderio la tua anima si accenda per i beni del cielo (S. Gregorio Magno, papa, +604, Lettera 31,54).
Signore Gesù, aiutaci perché ti amiamo di più, aumenta l’amore, infiammalo, purificalo. Tu non sei l’amore crudele, così da essere solo un oggetto, indifferente se uno ti ami o no. Tu sei il perfetto amore che scaccia il timore (1Gv 4,18). Tu sei quell’amore che ama chi manifestamente ti ama e lo educhi perché ti ami di più (S. Kierkegaard).

La cosa più grande che ha luogo tra Dio e l’anima è amare ed essere amato. Da questo dialogo d’amore nasce l’Adamo perfetto (S. Gregorio di Nissa).



Il sito audio: http://81.88.234.28/ è stato ottimizzato per velocizzare lo "scaricamento" (download) dei files audio anche a coloro che non hanno la linea veloce e sono dotati del solo MODEM. ______________________________________________________________

sito dei testi: http://proposta.dehoniani.it

Segnalo Pensieri e siti Dehoniani che sono davvero interessanti per conoscere ed amare di più Iddio, noi stessi ed il prossimo tutto.
Grazie di tutto Signore per quello che fai per noi tutti.
Pietro
utente anonimo

#32    07 Marzo 2008 - 17:54
 
+ Angelo Comastri

La Madonna, alla quale Gesù direttamente dalla Croce ha affidato una particolare missione nella storia della Chiesa, più volte nel corso dei secoli ha fatto sentire la sua “maternità attiva”: ella ha in qualche modo apposto una controfirma materna all’opera di salvezza del Suo Divin Figlio. E’ un fatto commovente! Ed è nella perfetta linea dello stile e del gusto di Dio, che gioisce quando qualcuno si sintonizza con i Suoi sentimenti e collabora con il Suo progetto di recupero dell’umanità: un progetto che è ancora in pieno svolgimento. Non dimentichiamo l’insistenza con cui Dio chiede a Mosè di aiutarlo (Aiutare Dio? Eppure è così! E’ veramente così) a liberare il popolo dalla schiavitù. Dio dice a Mosè: “Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido a causa dei suoi sorveglianti; conosco infatti le sue sofferenze. Sono sceso per liberarlo…” (Es 3,7-8). Tutti, a questo punto, ci aspetteremmo un intervento clamoroso di Dio dentro la storia del popolo schiavo e invece Dio si rivolge al povero Mosè e gli dice: “Và tu! Io ti mando dal faraone. Fa’ uscire dall’Egitto il mio popolo, gli Israeliti!” (Es 3,10). Mosè, come noi, resta stupito e giustamente esclama: “Chi sono io per andare dal faraone e per far uscire dall’Egitto gli Israeliti!” (Es 3,11). Mosè, nella sua logica, aveva perfettamente ragione, ma Dio ha un altro modo di vedere le cose e conferma la Sua decisione assicurandolo:”Io sarò con te!” (Es 3,12). Però: “Và tu!”. Così fa Dio: non dimentichiamolo!
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#33    12 Marzo 2008 - 00:23
 
Davanti
a Gesù crocifisso diciamo
con don Giustino: Via e per sempre
l’io; solo e per sempre Dio

Oh Signore, fà che anch'io, con il Tuo aiuto, riesca a divenire l'uomo nuovo che Tu desideri.
Pietro
utente anonimo

#34    18 Marzo 2008 - 20:26
 


Preghiera davanti al Crocifisso di San Damiano d'Assisi.

O alto e glorioso Dio,
illumina le tenebre del cuore mio.
Dammi una fede retta, speranza certa, carità perfetta e umiltà profonda.
Dammi, Signore, senno e discernimento per compiere la tua vera e santa volontà. Amen
(San Francesco d'Assisi)

Che pensieri e parole stupende! Grazie Signore d'averlo creato ed avercelo dato come testimone da seguire, amare e fare amare.
Pietro
utente anonimo

#35    21 Marzo 2008 - 18:36
 

In Dio si scoprono nuovi mari quanto più si naviga (Fray Luis de Léon).

Signore donami perseveranza perch'io possa conoscerTi sempre di più!
Pietro
utente anonimo


utente anonimo

#36    30 Marzo 2008 - 14:27
 
La povertà di cuore e di vita, vissuta dal Cristo e da sua madre, è la vera forza dirompente, superiore alle potenze militari ed economiche (G. Ravasi).

Aiutaci tutti, Signore, a conquistare in noi la "povertà" a Te gradita, che ci faccia capaci di trasformare il mondo secondo la tua volontà.
Pietro

utente anonimo

#37    30 Marzo 2008 - 14:56
 
Le estrose scelte di Dio passano attraverso gli umili, i poveri, gli sconfitti per instaurare il Regno dei cieli (G. Ravasi).

Come potrò, Signore, aiutarTi a costruire il Regno dei cieli? Rendimi umile, Ti prego, per poter essere un tuo "servo inutile"!
Grazie per la tua infinita Misericordia, grazie alla quale, Signore, Ti servi di me.
Pietro

utente anonimo

#38    08 Aprile 2008 - 11:09
 
La felicità non sta nell’essere amati: può creare solo soddisfazione e vanità. La felicità è nell’amare (Thomas Mann).

Desidero crescere con Te, Signore, perchè Tu sei Amore.
Pietro
utente anonimo

#39    26 Aprile 2008 - 11:54
 
Le vostre azioni diaboliche sono sulla misura dei vostri nervi fragili e il Satana del vostro strano rituale non è che la vostra stessa immagine deformata, perché il devoto della carne è il Satana di se stesso. Il nemico vi guarda ridendo, ma non ha messo su di voi il suo artiglio. Non è nei vostri libri pieni di sciocchezze, e non è nelle vostre bestemmie e neppure nelle vostre ridicole maledizioni. Non è nei vostri sguardi avidi, nelle vostre mani perfide, nelle vostre orecchie piene di vento. E’ inutile che lo cerchiate nella carne più segreta che il vostro spregevole appetito attraversa senza saziarsi… Ma nella preghiera del solitario, nel suo digiuno e nella sua penitenza, nell’estasi più profonda e nel silenzio del cuore, lì il nemico è presente. Avvelena l’acqua lustrale, arde nel cero sacro, respira nell’alito delle vergini, si nasconde nel flagello e nel cilicio, guasta tutte le vie. Mente sulle labbra che si aprono per dispensare la parola della verità, perseguita il giusto fra i tuoni e i lampi dell’estasi beatifica, lo raggiunge persino tra le braccia di Dio. Perché disputare alla terra tanti uomini che vi brulicano come vermi, aspettando che essa li inghiotta di nuovo domani? Quel gregge cieco va da solo al suo destino. L’odio del Satana è riservato ai santi (G. Bernanos, Sotto il sole di Satana).

Con Te, Signore, saremo sempre vincitori, malgrado le continue cadute delle quali ti chiedo perdono.
Grazie di tutto. Pietro

utente anonimo

#40    13 Maggio 2008 - 18:34
 
permalink 18:32, 13 maggio, 2008

PREGHIERA ALLA MADRE DI DIO

Ti saluto, santa Madre di Dio, Vergine gloriosa e Benedetta!
Ti saluto, Madre della Chiesa e Madre nostra!
Tu apri le braccia per accogliere i tuoi figli! Piccoli e grandi, Tu li ascolti e li consoli;
Tu mostri loro la fonte di ogni pace: Gesù, il frutto del Tuo seno.
Io ti presento al tuo amore di Madre tutti i fratelli e le sorelle che io amo e che Tu ami.
Ti prego per i bambini e i giovani: che essi avanzino nella vita guidati dalla fede e dalla speranza,
che aprano il loro cuore agli inviti del Padrone delle messe.
Ti prego per i malati e gli anziani: affinchè abbiano salute, pace e amore.
Ti prego per le famiglie: affinchè vivano la gioia dell'unità in cui ciascuno dona agli altri il meglio di se stesso.
Ti prego per le persone consacrate: affinchè diano testimonianza per la costruzione di un mondo migliore.
Ti supplico, infine di guidarmi, dopo questo esilio, al possesso del Tuo figlio GESU'.
Amen!

Grazie, Maria, per questa bella preghiera che mi hai fatto arrivare!
Pietro

utente anonimo

#41    13 Giugno 2008 - 22:50
 
Il mondo va male perché ci sono più battaglie che preghiere.
Cerchiamo che ci siano più preghiere e meno battaglie.

Papa Albino Luciani (3 settembre 1978)

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#42    28 Giugno 2008 - 12:47
 
Rit.: Canterò per sempre la tua misericordia.
Canterò senza fine le grazie del Signore,
con la mia bocca annunzierò
la tua fedeltà nei secoli,
perché hai detto:
“La mia grazia rimane per sempre”;
la tua fedeltà è fondata nei secoli.

Beato il popolo che ti sa acclamare
e cammina, o Signore, alla luce del tuo volto:
esulta tutto il giorno nel tuo nome,
nella tua giustizia trova la sua gloria.

Perché tu sei il vanto della sua forza
e con il tuo favore innalzi la nostra potenza.
Perché del Signore è il nostro scudo,
il nostro re, del Santo d’Israele.
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#43    28 Giugno 2008 - 12:48
 
Vangelo
Mt 10,37-42

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: “Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me; chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me. Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà. Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. Chi accoglie un profeta come profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto come giusto, avrà la ricompensa del giusto. E chi avrà dato anche solo un bicchiere di acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è mio discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa”.
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#44    10 Settembre 2008 - 00:27
 
Prima Lettura 1 Cor 6, 1-11
Un fratello viene chiamato in giudizio dal fratello, e per di più davanti a infedeli.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Fratelli, c'è tra voi chi, avendo una questione con un altro, osa farsi giudicare dagli ingiusti anziché dai santi? O non sapete che i santi giudicheranno il mondo? E se è da voi che verrà giudicato il mondo, siete dunque indegni di giudizi di minima importanza? Non sapete che giudicheremo gli angeli? Quanto più le cose di questa vita!
Se dunque avete liti per cose di questo mondo, voi prendete a giudici gente senza autorità nella Chiesa? Lo dico per vostra vergogna! Cosicché non vi sarebbe proprio nessuna persona saggia tra di voi che possa far da arbitro tra fratello e fratello? No, anzi, un fratello viene chiamato in giudizio dal fratello e per di più davanti a infedeli! E dire che è già per voi una sconfitta avere liti vicendevoli! Perché non subire piuttosto l'ingiustizia? Perché non lasciarvi piuttosto privare di ciò che vi appartiene? Siete voi invece che commettete ingiustizia e rubate, e ciò ai fratelli! O non sapete che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non illudetevi: né immorali, né idolàtri, né adùlteri, né effeminàti, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio.
E tali eravate alcuni di voi; ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e nello Spirito del nostro Dio!
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#45    28 Settembre 2008 - 21:47
 
Piu’ del sole

Capelli intrecciati al sole e noia si posano sulla “scorza”
del tuo seno che uno schiaffo divide in ciottoli di pensieri.

Cosi, giaci, gonfia di latte mentre ingoi, alla rinfusa, l’ingenuita’ di emozioni ingannate che non sanno più parlare.
Trovi il cuore nel pozzo e il cielo che abbassa un altro giorno violento.
Nello specchio , scomposta in mille coriandoli, c’è la tua assenza che non è carta unta della notte.
Il buio ti asciuga il dolore ma ti strappi l’anima e la lasci sui marciapiedi dove rotoli mendicante con passo felino senza meta.
La tua voce s’incastra in una parete senza acuti ma sai che esisti e non vuoi diventare di vetro.
La tua forma pare stagnare ma una mano si posa sul tuo apatico fiore e il ritmo piatto dell’inverno
folle si sciogle salpando nella nuova canzone che il tuo riflesso di luce bambina compone accendendo
nell’aria combustioni d’azzurro il domani con fili di perle che si legano al sole.

Commento
Storia vera di una donna lasciata

Scritta da Annalisa
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#46    28 Settembre 2008 - 21:52
 
Piu’ del sole



Capelli intrecciati al sole e noia si posano sulla “scorza”

del tuo seno che uno schiaffo divide in ciottoli di pensieri.



Cosi, giaci, gonfia di latte mentre ingoi, alla rinfusa, l’ingenuita’ di emozioni ingannate che non sanno più parlare.

Trovi il cuore nel pozzo e il cielo che abbassa un altro giorno violento.

Nello specchio , scomposta in mille coriandoli, c’è la tua assenza che non è carta unta della notte.

Il buio ti asciuga il dolore ma ti strappi l’anima e la lasci sui marciapiedi dove rotoli mendicante con passo felino senza meta.

La tua voce s’incastra in una parete senza acuti ma sai che esisti e non vuoi diventare di vetro.

La tua forma pare stagnare ma una mano si posa sul tuo apatico fiore e il ritmo piatto dell’inverno

folle si sciogle salpando nella nuova canzone che il tuo riflesso di luce bambina compone accendendo

nell’aria combustioni d’azzurro il domani con fili di perle che si legano al sole.



Commento

Storia vera di una donna lasciata



Scritta da Annalisa
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#47    04 Ottobre 2008 - 12:54
 
Prima lettura
Is 25,6-10

Il Signore preparerà un banchetto, e asciugherà le lacrime su ogni volto. Dal libro del profeta Isaia Il Signore degli eserciti preparerà su questo monte un banchetto di grasse vivande, per tutti i popoli, un banchetto di vini eccellenti, di cibi succulenti, di vini raffinati. Egli strapperà su questo monte il velo che copriva la faccia di tutti i popoli e la coltre che copriva tutte le genti. Eliminerà la morte per sempre; il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto; farà scomparire da tutto il paese la condizione disonorevole del suo popolo, poiché il Signore ha parlato. E si dirà in quel giorno: “Ecco il nostro Dio; in lui abbiamo sperato perché ci salvasse; questi è il Signore in cui abbiamo sperato; rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza, poiché la mano del Signore si poserà su questo monte”.

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#48    28 Ottobre 2008 - 00:25
 
Dare
-----------------------------
(Fonte non specificata)

Ogni uomo che ti cerca, viene per chiederti qualche cosa;
il ricco annoiato, la dolcezza della tua conversazione;
il povero, il tuo danaro; il triste, un po' di consolazione;
il debole, uno stimolo; colui che lotta, uno stimolo morale;
l'ammalato, un vero sollievo.
Ogni uomo viene per chiederti qualcosa.
E tu, ti permetti di perdere la pazienza!
Tu osi pensare: "Che fastidio!". Che infelice!
La legge nascosta che distribuisce misteriosamente
le cose eccelse si è degnata di donarti
il privilegio dei privilegi, il bene dei beni,
la prerogativa delle prerogative: dare!
Tu puoi dare! Per quante ore ha il giorno tu dai;
benché sia un sorriso, benché sia una stretta di mano,
benché sia una parola di sollievo.
Per quante ore ha il giorno, tu rassomigli a Lui,
che altro non è se non donazione perfetta,
diffusione perfetta e regalo perpetuo.
Dovresti inginocchiarti davanti al Padre e dirgli:
"Grazie perché posso dare, Padre mio!
Mai passerà sul mio volto l'ombra dell'impazienza!".
"In verità vi dico che vale più dare che ricevere!".

E' da tanto tempo che non entravo in questo blog, sono entrato per ringraziare il Signore assieme a voi per tutto ciò che ci dona.
Un saluto fraterno a tutti. Pietro
utente anonimo

#49    22 Novembre 2008 - 13:31
 
Lettura del profeta Isaia 51, 7-12a

Così dice il Signore Dio: / «Ascoltatemi, esperti della giustizia, / popolo che porti nel cuore la mia legge. / Non temete l’insulto degli uomini, / non vi spaventate per i loro scherni; / poiché le tarme li roderanno come una veste / e la tignola li roderà come lana, / ma la mia giustizia durerà per sempre, / la mia salvezza di generazione in generazione. / Svégliati, svégliati, rivèstiti di forza, / o braccio del Signore. / Svégliati come nei giorni antichi, / come tra le generazioni passate. / Non sei tu che hai fatto a pezzi Raab, / che hai trafitto il drago? / Non sei tu che hai prosciugato il mare, / le acque del grande abisso, / e hai fatto delle profondità del mare una strada, / perché vi passassero i redenti? / Ritorneranno i riscattati dal Signore / e verranno in Sion con esultanza; / felicità perenne sarà sul loro capo, / giubilo e felicità li seguiranno, / svaniranno afflizioni e sospiri. / Io, io sono il vostro consolatore».
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#50    03 Gennaio 2009 - 13:21
 

EPISTOLA
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani 8, 3b-9a

Fratelli, Dio, mandando il proprio Figlio in una carne simile a quella del peccato e a motivo del peccato, ha condannato il peccato nella carne, perché la giustizia della Legge fosse compiuta in noi, che camminiamo non secondo la carne ma secondo lo Spirito. Quelli infatti che vivono secondo la carne, tendono verso ciò che è carnale; quelli invece che vivono secondo lo Spirito, tendono verso ciò che è spirituale. Ora, la carne tende alla morte, mentre lo Spirito tende alla vita e alla pace. Ciò a cui tende la carne è contrario a Dio, perché non si sottomette alla legge di Dio, e neanche lo potrebbe. Quelli che si lasciano dominare dalla carne non possono piacere a Dio. Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi.
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#51    10 Gennaio 2009 - 13:08
 
Cristo sposo della Chiesa, ha dato se stesso per lei. (Ef 5)

Continua il tema dell'unione sponsale, dell'amore assoluto di Dio per la Chiesa e per ogni creatura: il suo è un amore che non viene mai meno. Così anche uomini e donne devono cercare di fondare e costruire la loro unione di sposi sul modello di Cristo, perchè l'amore coniugale cristiano imita e testimonia il mistero dell'amore e della comunione che sono in atto nella storia della salvezza dove Gesù è unito come sposo alla chiesa. Prendere a modello l'amore di Cristo vuole dire porsi alla sua sequela, nell'impegno di donarsi all'altro a fino a dare la vita per il bene e la salvezza altrui.
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#52    15 Maggio 2009 - 17:58
 
VANGELO
Lettura del Vangelo secondo Giovanni 12, 44-50

In quel tempo. Il Signore Gesù esclamò: «Chi crede in me, non crede in me ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre. Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo. Chi mi rifiuta e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho detto lo condannerà nell’ultimo giorno. Perché io non ho parlato da me stesso, ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha ordinato lui di che cosa parlare e che cosa devo dire. E io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me».
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#53    20 Giugno 2009 - 23:17
 
PREGHIERA PER L’ANNO SACERDOTALE 19 giugno 2009/2010

Signore Gesù,

Tu hai voluto donare alla Chiesa, attraverso
San Giovanni Maria Vianney, un’immagine viva
di Te, ed una personificazione della Tua carità pastorale.
Aiutaci, in sua compagnia ed assistiti
dal suo esempio, a vivere bene quest’Anno Sacerdotale.

Fa che possiamo imparare dal Santo Curato d’Ars
il modo di trovare la nostra gioia restando a lungo
in adorazione davanti al Santissimo Sacramento;
come la Tua Parola che ci guida sia semplice
e quotidiana;

con quale tenerezza il Tuo Amore
accolga i peccatori pentiti; quanto sia consolante
l’abbandono fiducioso alla Tua Santissima
Madre Immacolata; quanto sia necessario lottare
con vigilanza contro il Maligno.

Fa, o Signore Gesù, che i nostri giovani possano
apprendere dall’esempio del Santo Curato d’Ars,
quanto sia necessario, umile e glorioso il ministero
sacerdotale che Tu vuoi affidare a quelli che
si aprono alla Tua chiamata.

Fa che nelle nostre comunità – come ad Ars a quel tempo
– ugualmente si realizzino quelle meraviglie di grazia
che Tu compi quando un sacerdote sa “mettere
l’amore nella sua parrocchia”.

Fa che le nostre famiglie cristiane si sentano
parte della Chiesa – dove possono sempre ritrovare
i Tuoi ministri – e sappiano rendere le loro case belle
come una chiesa.

Fa che la carità dei nostri Pastori nutra ed infiammi
la carità di tutti i fedeli, affinché tutte le vocazioni
e tutti i carismi donati dal Tuo Santo Spirito possano
essere accolti e valorizzati.

Ma soprattutto, o Signore Gesù, concedici l’ardore
e la verità del cuore perché noi possiamo rivolgerci
al Tuo Padre Celeste, facendo nostre le stesse parole
che San Giovanni Maria Vianney utilizzava quando
si rivolgeva a Lui:

“Vi amo mio Dio, e il mio unico desiderio è di amrVi fin
all’ultimo respiro della mia vita.

Vi amo, o Dio infinitamente amabile, e desidero
ardentemente di morire amandovi, piuttosto
che vivere un solo istante senza amarVi.

Vi amo Signore, e la sola grazia che Vi chiedo
è di amarVi in eterno.

Mio Dio, se la mia lingua non può ripetere sempre
che io Vi amo, desidero che il mio cuore Ve lo ripeta a
d ogni mio respiro.

Vi amo, o mio Divin Salvatore, perché siete s
tato crocifisso per me;
e perché Voi mi tenete crocifisso quaggiù per Voi.
e sentendo che io Vi amo”

AMEN

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#54    25 Luglio 2009 - 12:50
 
Lettura del Vangelo secondo Marco 10, 35-45

In quel tempo. Si avvicinarono al Signore Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedeo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato». Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».


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#55    19 Agosto 2009 - 20:35
 
1 Gv 2, 3-6

Da questo sappiamo d'aver conosciuto il Cristo: se osserviamo i suoi comandamenti. Chi dice: «Lo conosco» e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e la verità non è in lui; ma chi osserva la sua parola, in lui l'amore di Dio è veramente perfetto. Da questo conosciamo di essere in lui. Chi dice di dimorare in Cristo, deve comportarsi come lui si è comportato.
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#56    22 Agosto 2009 - 11:37
 
Lettura del Vangelo secondo Luca 12, 22-26

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Per questo io vi dico: non preoccupatevi per la vita, di quello che mangerete; né per il corpo, di quello che indosserete. La vita infatti vale più del cibo e il corpo più del vestito. Guardate i corvi: non séminano e non mietono, non hanno dispensa né granaio, eppure Dio li nutre. Quanto più degli uccelli valete voi! Chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? Se non potete fare neppure così poco, perché vi preoccupate per il resto?».
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#57    04 Settembre 2009 - 17:13
 
VANGELO
Lettura del Vangelo secondo Luca 16, 19-31

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”. Ma Abramo rispose: “Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”. E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”».




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