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martedì, 18 dicembre 2007

In cammino

verso il Natale

 

I

E’ tempo di riflettere

 

Parrocchia S.Rita da Cascia & Villaricca. Il resto dono dell’Angelo Custode.

Canto: INNALZATE NEI CIELI

 

Innalzate nei cieli lo sguardo:

la salvezza di Dio è vicina.

Risvegliate nel cuore l'attesa

per accogliere il re della gloria.

 

Rit. Vieni Gesù! Vieni Gesù!

Discendi dal cielo, discendi dal cielo.

 

Sorgerà dalla casa di David

il Messia da tutti invocato:

prenderà da una vergine il corpo

per potenza di Spirito Santo.

 

Rit. Vieni Gesù! Vieni Gesù!

Discendi dal cielo, discendi dal cielo.

 

+ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Amen.

 

Salmo (3)

 

Antifona
Santa Maria Vergine, nessuna donna nata al mondo

simile a te, figlia e schiava dell‘altissimo Re e Padre celeste,

madre del santissimo Signore nostro Gesü Cristo, sposa dello

Spirito Santo; prega per noi, con San Michele Arcangelo e

tutte le virtù dei cieli e tutti i santi, il tuo santissimo e diletto

Figlio, ii Signore e Maestro nostro.

O voi tutti passate per la strada*
guardate, vedete se c‘è un dolore come il mio!
Mi ha circondato una muta di cani, *
una torma di malvagi mi ha assediato.

Mi hanno considerato e scrutato; *
hanno diviso fra di sè le mie vesti
e messa a sorte la mia tunica.
Hanno forato le mie mani e i miei piedi; *
hanno contato tutte le mie ossa.

Hanno spalancato su di me la loro bocca; *
come un leone che sbrana e che rugge.
Mi sono disciolto come acqua *
e le mie ossa si sono slogate.

Il mio cuore cera che si liquefa *
dentro il mio petto.
La mia forza si seccata come un coccio; *
e la lingua mi si attaccata al palato.

Mi hanno dato fiele in cibo; *
e per la mia sete mi hanno dato aceto.
E mi hanno portato nella polvere dei morti *
e hanno aggiunto dolore al dolore delle mie ferite.

Mi sono addormentato e sono risorto *
il Padre mio santissimo mi ha accolto nella gloria.
Padre santo, mi hai tenuto per la mano destra; *
mi hai condotto a tuo piacere
e mi hai assunto in gloria.

Infatti che cosa possiedo in cielo?
E da te che ho voluto sulla terra?
Guardate, guardate, perchè io sono Dio,
dice il Signore; *
sarà esaltato fra le genti,
sarò esaltato su tutta la terra.

Benedetto il Signore Dio d‘Israele,
che ha redento le anime dei suoi servi
con il proprio sangue Santissimo,*
e non abbandona coloro che sperano in lui.
Lo sappiamo che viene! *
che viene a giudicare con giustizia.

Battete le mani, popoli tutti;*
esaltate il Signore con voce esultante!
Poichè il Signore l‘altissimo e il terribile; *
il grande re di tutta la terra.

Perchè il santissimo Padre del cielo, il re nostro,
prima dei secoli ha mandato
il suo Figlio diletto dall‘alto *
e ha operato la salvezza in mezzo alla terra.
Si allietino i cieli ed esulti la terra,
si commuova il mare e gli esseri che contiene; *
gioiranno i campi e tutto ciò che in loro.

Cantategli un cantico nuovo; *
canti al Signore tutta la terra.
Perchè grande iI Signore e molto degno di lode; *
piü terribile di tutti gli dei.

Offrite al Signore, popoli delle genti,
offrite al Signore gloria e onore; *
offrite al Signore la gloria del suo nome.
Offrite i vostri corpi e portate la sua santa croce; *
seguite fino alla fine i suoi santissirni precetti.

Tremi tutta la terra davanti al suo volto; *
dite fra le nazioni che il Signore regna.
Sappiamo che egli viene, *
perchè verrà a giudicare con giustizia.

Antifona
Santa Maria Vergine, nessuna donna nata al mondo

simile a te, figlia e schiava dell‘altissimo Re e Padre celeste,

madre del santissimo Signore nostro Gesü Cristo, sposa dello

Spirito Santo; prega per noi, con San Michele Arcangelo e

tutte le virtù dei cieli e tutti i santi, il tuo santissimo e diletto

Figlio, ii Signore e Maestro nostro.

 

 

Domenica - 23 dicembre - IV  Domenica di Avvento

 

Erede

 

Figlio dell'umanità erede della nostra storia, nato dalla carne delle nostre paure e dei nostri desideri, Figlio dell'impossibile, figlio del cielo, figlio della terra, erede unico del Soffio di Dio e del soffio dell'uomo, Messia di Dio che unisci, di Dio, la potenza e dell'uomo, la debolezza, Amore di Dio dato in modo visibile attraverso l'umana benevolenza, Promessa di Dio bellezza umana futura, Gesù, fratello nostro, Gesù, Dio nostro, a te la nostra fede e la speranza della nostra vita! Marana thà, vieni Signore Gesù!

 

PROFESSIONE DI FEDE

 

Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

 

 Padre Nostro, 3 Ave Maria (per la fede, la speranza, la carità), Gloria al Padre.

 

Lodato sempre sia. Il Santissimo nome di Gesù Giuseppe e Maria.

 

Gesù mio perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno,

porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della

Tua misericordia

 

4° mistero della gloria
L'assunzione di Maria

PADRE NOSTRO

 

Dalla Costituzione Apostolica «Munificentissimus Deus» di Pio XII, papa

I santi padri e i grandi dottori nelle omelie e nei discorsi, rivolti al popolo in occasione della festa odierna, parlavano dell'Assunzione della Madre di Dio come di una dottrina già viva nella coscienza dei fedeli e da essi già professata; ne spiegavano ampiamente il significato, ne precisavano e ne apprendevano il contenuto, ne mostravano le grandi ragioni teologiche. AVE MARIA     Essi mettevano particolarmente in evidenza che oggetto della festa non era unicamente il fatto che le spoglie mortali della beata Vergine Maria fossero state preservate dalla corruzione, ma anche il suo trionfo sulla morte e la sua celeste glorificazione, perché la Madre ricopiasse il modello, imitasse cioè il suo Figlio unico, Cristo Gesù. AVE MARIA   San Giovanni Damasceno, che si distingue fra tutti come teste esimio di questa tradizione, considerando l'Assunzione corporea della grande Madre di Dio nella luce degli altri suoi privilegi AVE MARIA  , esclama con vigorosa eloquenza: «Colei che nel parto aveva conservato illesa la sua verginità doveva anche conservare senza alcuna corruzione il suo corpo dopo la morte. AVE MARIA     Colei che aveva portato nel suo seno il Creatore, fatto bambino, doveva abitare nei tabernacoli divini AVE MARIA . Colei, che fu data in sposa dal Padre, non poteva che trovar dimora nelle sedi celesti. AVE MARIA     Doveva contemplare il suo Figlio nella gloria alla destra del Padre, lei che lo aveva visto sulla croce, lei che, preservata dal dolore, quando lo diede alla luce, fu trapassata dalla spada del dolore quando lo vide morire. AVE MARIA     Era giusto che la Madre di Dio possedesse ciò che appartiene al Figlio, e che fosse onorata da tutte le creature come Madre ed ancella di Dio». AVE MARIA  San Germano di Costantinopoli pensava che l'incorruzione e l'assunzione al cielo del corpo della Vergine Madre di Dio non solo convenivano alla sua divina maternità, ma anche alla speciale santità del suo corpo verginale: «Tu, come fu scritto, sei tutta splendore (cfr. Sal 44, 14); e il tuo corpo verginale è tutto santo, tutto casto, tutto tempio di Dio. AVE MARIA     Per questo non poteva conoscere il disfacimento del sepolcro, ma, pur conservando le sue fattezze naturali, doveva trasfigurarsi in luce di incorruttibilità, entrare in una esistenza nuova e gloriosa, godere della piena liberazione e della vita perfetta». AVE MARIA

 

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era in principio ed ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

 

Lodato sempre sia. Il Santissimo nome di Gesù Giuseppe e Maria.

 

Gesù mio perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della Tua misericordia

 

Canone

Vieni, vieni, Spirito d’amore,
ad insegnar le cose di Dio,
vieni, vieni, Spirito di pace
a suggerir le cose che Lui ha detto a noi. 

 

 

Dal van gelo secondo Matteo (Mt 1,18-24)

 

Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: 23 Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi. Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa, la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio, che egli chiamò Gesù.

 

Canto: Tu, quando verrai

 

Tu, quando verrai, Signore Gesù,

quel giorno sarai un sole per noi.

Un libero canto da noi nascerà

e come una danza il cielo sarà

 

Tu, quando verrai, Signore Gesù,

insieme vorrai far festa con noi.

E senza tramonto la festa sarà,

perchè finalmente saremo con te.

 

Tu, quando verrai, Signore Gesù

per sempre dirai: Gioite con me!.

noi ora sappiamo che il Regno verrà:

nel breve passaggio viviamo di te. 

 

 

Medita

(d. Paolo Curtaz)

 

Come Giuseppe, giusti e sognatori

Ultimo atto del nostro mini-cammino di conversione: dopo esserci chiesti se Dio sia già nato nei nostri cuori, dopo avere indagato su dove ci stia portando il nostro cammino ed eventualmente corretto la rotta, abbiamo incontrato la grande figura di Giovanni che - malgrado l'apparenza fallimentare e nascosta del Messia - viene invitato a guardare ai segni di salvezza che il Signore dissemina nella nostra vita.


Ed oggi, a poche ore dalla grande notte, la Parola di presenta un secondo straordinario personaggio che vive l'attesa: Giuseppe di Nazareth. Povero Giuseppe, quante gliene sono successe nella vita! Dapprima Dio che gli ruba la ragazza, poi la fatica - lui falegname abituato a pialla e chiodi - di dover capire un bambino così straordinariamente ordinario ed una moglie (amatissima) tutta avvolta dal Mistero. Infine ci siamo messi anche noi cristiani a riempire i buchi che il vangelo lascia ampiamente scoperti, come se non bastasse ciò che oggi Matteo ci racconta di Giuseppe, inventandoci un'improbabile figura del silenzioso falegname di Nazareth per soddisfare la nostra curiosità. Di lui - oggi - ci vengono dette tre cose.

 

 Anzitutto Matteo inizia il suo Vangelo con una sterminata genealogia (che probabilmente il vostro "don" ha tagliato per non allungare i tempi della messa!) con tutta una serie di nomi che ai bazzicatori di Scrittura dicono molto: da Abramo fino a Davide, fino a Giuseppe. In mezzo troviamo nomi di santi e peccatori, grandi personaggi ed illustri sconosciuti, come a dire che Giuseppe è uno della promessa, uno che viene raggiunto dall'ostinata volontà di Dio di salvare il mondo attraverso l'esperienza povera e travolgente di Israele. Di più: Giuseppe è uno dei nostri, di radici nobili - annovera il re Davide fra gli avi - ma semplice e povero come i più. Nella logica di Dio non servono masters e premi nobel per essere collaboratori della salvezza.

 

Dio viene nel mondo, dunque, stanco di essere frainteso, convinto di potersi dire più chiaramente a questa ottusa umanità che continuamente abbraccia gli idoli della propria adolescenziale emotività. E gli serve aiuto: Maria, Giuseppe, gente semplice, gente vera e disponibile. Tra Maria e Giuseppe c'è amore, Matteo solo pudicamente, come Luca, ci dice del loro rapporto. Sono "promessi sposi", cioè più che fidanzati nella cultura di Israele. Per un anno - fidanzati - potevano vivere coniugalmente senza però coabitare.

 

Perciò l'unico che sapeva che quel figlio non era suo era proprio lui, Giuseppe. Osiamo immaginarci la notte insonne di Giuseppe che viene a sapere della gravidanza di Maria? Cos'avrà pensato di lei? Quanta sofferenza e dolore nel suo cuore... dunque si era sbagliato a stimare questa ragazza di Nazareth? La legge chiedeva che Maria venisse denunciata e - di conseguenza - condannata a lapidazione. Giuseppe la ama, vuole salvarla, trova un escamotage: dirà che è stufo di lei, la ripudierà dicendo che non la vuole più in moglie, salvandole la vita e l'onore.

 

Matteo - da buon ebreo - descrive questo atteggiamento come "giusto". Giuseppe è "giusto", cioè irreprensibile, autentico, onesto, di alto profilo; non giudica secondo le apparenze, pur ferito a morte, sa superare il suo orgoglio e usa misericordia verso la donna che ama. "Giusto" come i giusti dell'antico testamento, come i pii davanti a Dio, come i retti di cuore che tanto la Scrittura loda. E - durante la notte - il sogno, l'invito a fidarsi, a dare una improbabile chiave di lettura a questi eventi che significa abbracciare l'inaudito di Dio.

 

E - leggete, ve ne prego! - Giuseppe si sveglia e dà retta all'angelo e prende con sé la follia di Dio. Grande, immenso Giuseppe. Quante cose ci dici, oggi, quanti suggerimenti ci dai tu, uomo abituato alle poche parole e a stare defilato e che pure sei stato scelto come tutore e custode di Dio. Giuseppe ci insegna anzitutto che Dio - lui sí - è fedele, che mantiene le promesse di salvezza, anche se queste promesse, alle volte, devono attraversare i cuori e storie di molte generazioni prima di potersi realizzare. Giuseppe ci insegna ad essere giusti, retti, a non giudicare secondo le apparenze, a lasciar perdere questa mania dell'apparire e dello stupire a tutti i costi, ad avere più tenerezza che giustizia, a saper intravedere il mistero anche dietro le vicende all'apparenza più evidenti.

 

Giuseppe c'insegna ad avere il coraggio del sogno, in questo mondo disincantato e cinico; lui, grande sognatore, vive l'interezza della sua vita dietro ad un sogno, piega la sua volontà e il suo destino alla volontà sorniona ed impudente di Dio che gli chiede di mettersi da parte per lasciare spazio al suo inaudito progetto di incarnazione.

 

PADRE NOSTRO

 

 

Prega

 

Non permettere mai, Signore, che non ci accorgiamo dei segni preziosi  della tua presenza.  Sei tu stesso che ce li dai, non permettere che li rifiutiamo, per timore di  impegnarci sulla vita della fede. Rafforza e custodisci in noi, invece, la fede obbediente del giusto Giuseppe. Marana thà, vieni Signore Gesù!

 

LA MIA ANIMA CANTA

La mia anima canta
la grandezza del Signore
il mio spirito esulta nel mio Salvatore
Nella mia povertà
l'Infinito mi ha guardata
in eterno ogni creatura mi chiamerà beata.

La mia gioia è nel Sgnore
che ha compiuto grandi cose in me
La mia lode al Dio fedele
che ha soccorso il suo popolo
e non ha dimenticato le sue promesse d'amore.

Rit.

Ha disperso i superbi
nei pensieri inconfessabili
Ha deposto i potenti
ha risollevato gli umili
Ha saziato gli affamati
ed ha aperto ai ricchi le mani

Rit.

 

 

 

 

 

 

postato da: simonedicirene alle ore 19:54 | Permalink | commenti
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