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domenica, 02 dicembre 2007

 

In cammino

verso il Natale

 

I

E’ tempo di riflettere

 

Parrocchia S.Rita da Cascia & Villaricca. Il resto dono dell’Angelo Custode.

Canto: INNALZATE NEI CIELI

 

Innalzate nei cieli lo sguardo:

la salvezza di Dio è vicina.

Risvegliate nel cuore l'attesa

per accogliere il re della gloria.

 

Rit. Vieni Gesù! Vieni Gesù!

Discendi dal cielo, discendi dal cielo.

 

Sorgerà dalla casa di David

il Messia da tutti invocato:

prenderà da una vergine il corpo

per potenza di Spirito Santo.

 

Rit. Vieni Gesù! Vieni Gesù!

Discendi dal cielo, discendi dal cielo.

 

+ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Amen.

 

 

Salmo (4)

 

Antifona
Santa Maria Vergine, nessuna donna nata al mondo

simile a te, figlia e schiava dell‘altissimo Re e Padre

celeste, madre del santissimo Signore nostro Gesü

Cristo, sposa dello Spirito Santo; prega per noi, con

San Michele Arcangelo e tutte le virtù dei cieli e tutti

i santi, il tuo santissimo e diletto Figlio, il Signore e

Maestro nostro.

Dio, ti ho narrato la mia vita;*
E tu hai posto le mie lacrime al tuo cospetto.
Tutti i miei nemici contro di me
Pensavano di farmi del male;*
E si accordarono insieme.

E mi hanno ricambiato male per bene;*
E odio in cambio del mio amore.
Per questo invece di amarmi mi calunniavano;
mentre io pregavo.

O mio Padre santo, re del cielo e della terra,
non ti allontanare da me;*
perché la tribolazione è vicina,
e non c’è nessuno che mi aiuti.
Fuggiranno indietro i miei nemici;*
nel giorno in cui ti avrò invocato;
ecco, so che sei il mio Dio.

I miei amici e i miei parenti mi si avvicinarono
E mi stettero contro;*
I miei vicini si fermarono lontano.
Hai allontanato da me i miei amici
Che mi hanno tenuto in abominio;*
Sono stato tradito e non fuggivo.

Padre santo, non allontanare il tuo aiuto da me;*
Dio mio, pensa al mio soccorso.
Vieni in mio aiuto,*
Signore, Dio della salvezza.

Antifona
Santa Maria Vergine, nessuna donna nata al mondo

simile a te, figlia e schiava dell‘altissimo Re e Padre

celeste, madre del santissimo Signore nostro Gesü

Cristo, sposa dello Spirito Santo; prega per noi, con

San Michele Arcangelo e tutte le virtù dei cieli e tutti i

santi, il tuo santissimo e diletto Figlio, ii Signore e

Maestro nostro.

 

16 dicembre 2007 - III Domenica di Avvento

 

Credere

 

Credere è fiducia, perché metto la mia vita in continuo movimento verso la pura luce intravista presso di te. Credere è amore, perché fa bruciare in me il continuo desiderio di gustare la tua presenza e lasciare che la musica del nostro incontro danzi nei miei progetti, risuoni sulle mie labbra e fruttifichi nelle mie mani. Credere è gioia, perché si leva in me un soffio divino che respira nella mia esistenza tanto inquieta ed esultante. Credere è dubbio, poiché, staccato da ogni sicurezza, mi affretto a camminare sempre per toccare le sembianze del tuo volto e la verità della tua Parola! Marana thà, vieni Signore Gesù!

 

PROFESSIONE DI FEDE

 

Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

 

 Padre Nostro, 3 Ave Maria (per la fede, la speranza, la carità), Gloria al Padre.

 

Lodato sempre sia. Il Santissimo nome di Gesù Giuseppe e Maria.

 

Gesù mio perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno,

porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della

Tua misericordia

 

3° mistero della gloria
La Pentecoste

PADRE NOSTRO

 

Dagli Atti degli Apostoli

Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. venne all'improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. AVE MARIA  Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d'esprimersi. Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei osservanti di ogni nazione che è sotto il cielo. AVE MARIA  Venuto quel fragore, la folla si radunò e rimase sbigottita perché ciascuno li sentiva parlare la propria lingua. AVE MARIA    Erano stupefatti e fuori di sé per lo stupore dicevano: «Costoro che parlano non sono forse tutti Galilei? E com'è che li sentiamo ciascuno parlare la nostra lingua nativa? AVE MARIA  Siamo Parti, Medi, Elamìti e abitanti della Mesopotamia, della Giudea, della Cappadòcia, del Ponto e dell'Asia, della Frigia e della Panfilia, dell'Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirène, stranieri di Roma, Ebrei e prosèliti, Cretesi e Arabi e li udiamo annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio» AVE MARIA     . Tutti erano stupiti e perplessi, chiedendosi l'un l'altro: «Che significa questo?». AVE MARIA   Altri invece li deridevano e dicevano: «Si sono ubriacati di mosto». AVE MARIA   Allora Pietro, levatosi in piedi con gli altri Undici, parlò a voce alta così: «Uomini di Giudea, e voi tutti che vi trovate a Gerusalemme, vi sia ben noto questo e fate attenzione alle mie parole: AVE MARIA   Questi uomini non sono ubriachi come voi sospettate, essendo appena le nove del mattino. Accade invece quello che predisse il profeta Gioele: AVE MARIA Negli ultimi giorni, dice il Signore, Io effonderò il mio Spirito sopra ogni persona;i vostri figli e le vostre figlie profeteranno, i vostri giovani avranno visioni
e i vostri anziani faranno dei sogni. E anche sui miei servi e sulle mie serve in quei giorni effonderò il mio Spirito ed essi profeteranno. Farò prodigi in alto nel cielo e segni in basso sulla terra, sangue, fuoco e nuvole di fumo. Il sole si muterà in tenebra e la luna in sangue, prima che giunga il giorno del Signore, giorno grande e splendido. Allora chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato. AVE MARIA
    

 

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era in principio ed ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

 

Lodato sempre sia. Il Santissimo nome di Gesù Giuseppe e Maria.

 

Gesù mio perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della Tua misericordia

 

Vieni, vieni, Spirito d’amore,
ad insegnar le cose di Dio,
vieni, vieni, Spirito di pace
a suggerir le cose che Lui ha detto a noi. 

 

ASCOLTO DELLA PAROLA

 

Dal vangelo secondo Matteo (Mt 11,2-11)

 

Giovanni intanto, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, mandò a dirgli per mezzo dei suoi discepoli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo attenderne un altro?». Gesù rispose: «Andate e riferite a Giovanni ciò che voi udite e vedete:  I ciechi ricuperano la vista, gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti, i sordi riacquistano l'udito, i morti risuscitano, ai poveri è predicata la buona novella,  e beato colui che non si scandalizza di me».  Mentre questi se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento?  Che cosa dunque siete andati a vedere? Un uomo avvolto in morbide vesti? Coloro che portano morbide vesti stanno nei palazzi dei re! E allora, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, vi dico, anche più di un profeta. Egli è colui, del quale sta scritto:Ecco, io mando davanti a te il mio messaggero che preparerà la tua via davanti a te. In verità vi dico: tra i nati di donna non è sorto uno più grande di Giovanni il Battista; tuttavia il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui.

 

 

Canto: Tu, quando verrai

 

Tu, quando verrai, Signore Gesù,

quel giorno sarai un sole per noi.

Un libero canto da noi nascerà

e come una danza il cielo sarà

 

Tu, quando verrai, Signore Gesù,

insieme vorrai far festa con noi.

E senza tramonto la festa sarà,

perchè finalmente saremo con te.

 

Tu, quando verrai, Signore Gesù

per sempre dirai: Gioite con me!.

noi ora sappiamo che il Regno verrà:

nel breve passaggio viviamo di te.

 

 

Medita

(d. Paolo Curtaz)

 

"Sei tu colui che deve venire o dobbiamo attenderne un altro?" Me lo vedo, Giovanni Battista, nella buia e umida prigione di Erode, mentre aspetta la morte e gli portano le notizie di suo cugino Rabbì Gesù. Lo abbiamo incontrato, domenica, che minacciava punizioni divine, vendette esemplari, ed ora è lui stesso attonito: talmente diverso questo Messia, talmente strampalato questo Dio che il più grande dei profeti non si capacita, pensa, infine di avere preso un granchio. Ci siete, amici? Vi ritrovate?

 

Ci siamo detti che avvento è tempo in cui far ordine, tempo per chiedersi: Dio è qualcuno di vivo per me? Tempo di conversione, di appurare se la strada che stiamo percorrendo sia o meno la strada che ci porta verso la pienezza. Siamo ormai a metà percorso: oggi e domenica prossima ci vengono proposti due modi di vivere l'avvento, due stili di discepolato, di attesa secondo il cuore di Dio. Il primo ci viene nuovamente dal Battista. Il Giovanni che incontriamo oggi è ben diverso da quello di domenica scorsa; è masticato dalla vita, spazzato via dall'arroganza del potere non grida più, solo aspetta la morte e si interroga: avrò visto giusto? Avrò fatto bene?  Alzi la mano chi non l'ha mai pensato. Non mi sarò preso un abbaglio? Non mi sarò sbagliato?

 

Siamo sinceri, discepoli del Maestro Gesù: ci vuole una sana dose d'incoscienza per credere, un bel po' di fegato per dire che il mondo e la vita hanno senso e che Dio regna; si ha davvero la percezione, nel nostro ambiente di essere dei pii idioti, dei sognatori anacronistici e illusi. Se qualcuno tra voi ha davvero orientato i suoi passi alla luce del Vangelo non può non attraversare momenti profondi di crisi: la malattia, la sofferenza, l'ostilità dei non credenti, il peso della propria fragilità e del proprio peccato scuotono nel profondo la nostra fede... ci sono momenti in cui sinceramente, col cuore pieno, vogliamo dire: "mi sono sbagliato, devo aspettare un altro Salvatore".

 

Che dire? E' esperienza comune, del Battista, di Giacomo nella seconda lettura, di Isaia. La risposta è banale e inquietante, fragile ed eroica: pazienta, pazienta, pazienta. Guarda l'agricoltore, scruta la Storia e la vita, cogli i segni della presenza del Signore, vivi da salvato. Pazienta, non disperare. Quanto avrei voluto una risposta più chiara, più eclatante! Quanto un Dio più evidente e interventista! No, mi è chiesta la pazienza, lo scrutare con sguardo interiore le cose che accadono. La risposta che Gesù dà a Giovanni è sconcertante e fantastica: "Guarda, Giovanni, guarda quello che accade".

 

Gesù non rassicura Giovanni, lo aiuta a guardare in maniera diversa, a darsi una risposta da solo: i ciechi vedono, i muti parlano, i lebbrosi sono guariti... Guarda, Giovanni, guarda i segni della vittoria silenziosa della venuta del Messia. Anch'io li ho visti, quei segni. Anch'io - credetemi - ho visto la forza dirompente del Vangelo, persone cambiare, guarire, vedere. Anch'io ho visto nelle pieghe del nostro mondo corrotto e inquieto gesti di totale gratuità, vite consumate nel dono e nella speranza, squarci di fraternità in inferni di solitudine ed egoismo. Ho visto amici, i tanti segni del Regno. Che sia questo il problema principale? Una miopia interiore che ci impedisce di godere della nascosta e sottile presenza di Dio? Chissà... Proponevo ai miei parrocchiani un piccolo cammino di avvento e, in questa terza settimana, un atteggiamento da riscoprire: quello della gratitudine.

 

Non dare nulla per scontato, gioire del caldo del mio alloggio, della bontà fragrante del cibo, dei piccoli segni di amicizia che mi giungono. Ricordo un aneddoto simpatico: un giorno Giulia ricevette un fresco mazzo di fiori in ufficio. Stupita, visto che non ricorreva nessun anniversario in quel giorno, cominciò a chiedersi chi gliel'avesse mandato... ripercorse mentalmente tutte le persone che le volevano bene, o a cui aveva fatto un favore. Nulla. Tutto il giorno scrutò volto per volto, senza trovare una ragione sufficiente per un gesto del genere. A sera, a casa, squillò il telefono. Era Carla, sua amica d'infanzia. Disse "I fiori te li ho mandati io, dopo averti visto così depressa ieri. Senza biglietto, così che tu passassi la giornata a pensare a quante persone ti vogliono bene e avrebbero potuto mandarteli": carino, no?

 

PADRE NOSTRO

 

Preghiamo

 

Signore, fa che accogliamo con riconoscenza il tuo vangelo di gioia,  la buona notizia per i poveri e insegnandoci la  pazienza, edifica in noi una fede forte.  Donaci la beatitudine di essere tuoi discepoli, la tua stessa gioia, la gioia del Padre nel fare del bene, anche quando ci toccasse apparire perdenti. Ravviva in noi la memoria dei benefici ricevuti,  perché possiamo deciderci ancora oggi per il tuo vangelo e  perché, anche quando non riconosciamo le tue vie, continuiamo come il Battista ad esserti fedeli. Marana thà, vieni Signore Gesù!

 

LA MIA ANIMA CANTA

La mia anima canta
la grandezza del Signore
il mio spirito esulta nel mio Salvatore
Nella mia povertà
l'Infinito mi ha guardata
in eterno ogni creatura mi chiamerà beata.

La mia gioia è nel Sgnore
che ha compiuto grandi cose in me
La mia lode al Dio fedele
che ha soccorso il suo popolo
e non ha dimenticato le sue promesse d'amore.

Rit.

Ha disperso i superbi
nei pensieri inconfessabili
Ha deposto i potenti
ha risollevato gli umili
Ha saziato gli affamati
ed ha aperto ai ricchi le mani

Rit.

 

 

 

 

 

 

 

postato da: simonedicirene alle ore 17:28 | Permalink | commenti
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