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lunedì, 26 novembre 2007

 IL  DOGMA  DI  MARIA  IMMACOLATA

 

Di P. Gian Franco Scarpitta. Il resto dono dell’Immacolata.

 

Canto:

IMMACOLATA, VERGINE BELLA

 

Immacolata, Vergine bella,

di nostra vita Tu sei la stella.

Tra le tempeste, deh guida il core

di chi T'invoca Madre d'amore.

 

Siam peccatori, ma figli Tuoi,

Immacolata, prega per noi.  - 2 volte

 

Tu che nel cielo siedi regina,

a noi pietosa lo sguardo inchina.

Pel divin Figlio che stringi al petto,

deh, non privarci del Tuo affetto.

 

Siam peccatori, ma figli Tuoi,

Immacolata, prega per noi.

I

+ Nel nome del padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Amen

 

 

Tutti:

Spirito Paraclito , Uno con il Padre e il Figlio, che realizzi la comunione d’amore all’interno del medesimo Dio realizzaci nella concordia e nell’unità; il tuo rinnovato discendere su di noi come comunità sia l’unica e sufficiente motivazione di armonia e di pace.

 

Aiutaci a realizzare la comunione di vita e di intenti attorno al successore di Pietro e ai Vescovi; il dono dell’intelletto e del discernimento ci orientino alla sequela della sua dottrina quale garanzia di verità per la salvezza e la vita eterna; il tuo agire misterioso e incombente sugli Apostoli riuniti nel cenacolo si rinnovi nelle nostre comunità ecclesiali, affinché nell’unione  con il Sommo Pontefice e con i Vescovi, forti di un vincolo di comunione scaturente dall’Amore Sommo possiamo testimoniare a tutti il volto radioso del Cristo risorto, apportatore di luce e di speranza.

 

Spirito Santo, aiutaci a cogliere l’importanza del dono del Dogma Come la certezza che Tu, Dio con il Padre e il Figlio, ci assisti continuamente attraverso mezzi umani e tangibili nella scoperta e nella fruizione della verità; aiutaci a non opporre resistenza a quanto Tu nel Dogma ci offri come dono del tutto gratuito. Perché noi nel vero possiamo esultare, gioire e lodare sempre il Padre; perché il vero noi lo possiamo ammirare, di fronte ad esso stupire e in virtù del vero noi possiamo sempre agire.

 

Spirito Santo, tu che hai reso Maria feconda con la potenza della tua Ombra e l’hai mostrata a tutti quale modello di santità e di Perfezione evangelica, discendi sui nostri cuori, plasma i nostri Sentimenti, orientaci verso il bene vero, allontana il male, l’effimero, l’illusorio, l’incerto… Perché sull’esempio della Santissima Vergine Maria Immacolata possiamo anche noi aspirare alla purezza e alla Santità per realizzare nella felicità noi stessi e gli altri.

 

I  Meditazione:

(Deve intendersi per Dogma) una Verità divinamente rivelata, proclamata come tale dal magistero autorevole e infallibile della Chiesa, e perciò con forza vincolante, da allora e per sempre per tutti i fedeli. Nonostante la loro grande importanza, i dogmi non sono la norma suprema. La Scrittura rimane per sempre la regola suprema della fede della Chiesa, e questa viene celebrata nel culto. Così si esprime il concilio Vaticano I: "Perciò per fede divina e cattolica si devono credere tutte quelle cose, che sono contenute nella parola di Dio scritta o tramandata, e che vengono proposte a credere nella Chiesa o con solenne definizione o con ordinario e universale magistero come verità rivelate da Dio".

 

Nel proporre delle verità come dogmi di fede il Magistero dipende dalla rivelazione divina, così come essa è stata consegnata alla Chiesa nel deposito della fede. Il magistero interviene con una definizione dogmatica allo scopo di salvaguardare il deposito della fede da devianze ed errori.  Le verità di fede definite dal magistero devono essere interpretate, poichè vanno collocate nel contesto storico in cui sono state pronunziate e nel contesto più ampio della rivelazione. (www.iubilatedeo.it)

 

Canone: Ave maria, Ave Maria, Ave Maria

 

II Meditazione

Lett: L'Immacolata Concezione di Maria è stata proclamata nel 1854, dal Papa Pio IX. Ma la storia della devozione per Maria Immacolata è molto più antica. Precede di secoli, anzi di millenni, la proclamazione del dogma che come sempre non ha introdotto una novità, ma ha semplicemente coronato una lunghissima tradizione. Già i Padri della Chiesa d'Oriente, nell'esaltare la Madre di Dio, avevano avuto espressioni che la ponevano al di sopra del peccato originale.

 

L'avevano chiamata: " Intemerata, incolpata, bellezza dell'innocenza, più pura degli Angioli, giglio purissimo, germe non- avvelenato, nube più splendida del sole, immacolata ". In Occidente, però, la teoria dell'immacolatezza trovò una forte resistenza, non per avversione alla Madonna, che restava la più sublime delle creature, ma per mantenere salda la dottrina della Redenzione, operata soltanto in virtù del sacrificio di Gesù.

I

Se Maria fosse stata immacolata, se cioè fosse stata concepita da Dio al di fuori della legge dei peccato originale, comune a tutti i figli di Eva, ella non avrebbe avuto bisogno della Redenzione, e questa dunque non si poteva più dire universale. L'eccezione, in questo caso, non confermava la regola, ma la distruggeva. Il francescano Giovanni Duns, detto Scoto perché nativo della Scozia, e chiamato il " Dottor Sottile ", riuscì a superare questo scoglio dottrinale con una sottile ma convincente distinzione. Anche la Madonna era stata redenta da Gesù, ma con una Redenzione preventiva, prima e fuori del tempo. Ella fu preservata dal peccato originale in previsione dei meriti del suo figlio divino. Ciò conveniva, era possibile, e dunque fu fatto.

 

Giovanni Duns Scoto morì sui primi del '300. Dopo di lui, la dottrina dell'Immacolata fece grandi progressi, e la sua devozione si diffuse sempre di più. Dal 1476, la festa della Concezione di Maria venne introdotta nel Calendario romano. Sulle piazze d'Italia, predicatori celebri tessevano le lodi della Vergine immacolata: tra questi, San Leonardo da Porto Maurizio e San Bernardino da Siena, che con la sua voce arguta e commossa diceva ai Senesi: " Or mi di’ : che diremo noi del conoscimento di Maria essendo ripiena di Spirito Santo, essendo nata senza alcun peccato, e così sempre  mantenendosi netta e pura, servendo sempre a Dio? ".

 

Nel 1830, la Vergine apparve a Santa Caterina Labouré, la quale diffuse poi una " medaglia miracolosa " con l'immagine dell'Immacolata, cioè della " concepita senza peccato ". Questa medaglia suscitò un'intensa devozione, e molti Vescovi chiesero a Roma la definizione di quel dogma che ormai era nel cuore di quasi tutti i cristiani. Così, l'8 dicembre 1854, Pio IX proclamava la " donna vestita di sole " esente dal peccato originale, tutta pura, cioè Immacolata.

 

Fu un atto di grande fede e di estremo coraggio, che suscitò gioia tra i fedeli della Madonna, e indignazione tra i nemici del Cristianesimo, perché il dogma dell'Immacolata era una diretta smentita dei naturalisti e dei materialisti. Ma quattro anni dopo, le apparizioni di Lourdes apparvero una prodigiosa conferma del dogma che aveva proclamato la Vergine " tutta bella ", " piena di grazia " e priva di ogni macchia del peccato originale. Una conferma che sembrò un ringraziamento, per l'abbondanza di grazie che dal cuore dell'Immacolata piovvero sull'umanità.

 

Canto:

Bella Tu sei qual sole,

bianca più della luna,

e le stelle più belle

non son belle al par di Te.

 

 

III Meditazione

L’Immacolata Concezione, come possibilità di santità cristiana (Angelo Amato, SDB)

Il dogma dell’Immacolata Concezione, proclamato dal beato Pio IX l’8 dicembre del 1854, propone come verità di fede divina rivelata “la dottrina che sostiene che la beatissima Vergine Maria nel primo istante della sua concezione, per singolare grazia e privilegio di Dio onnipotente, in vista dei meriti di Gesù Cristo, salvatore del genere umano, è stata preservata immune da ogni macchia di peccato originale”.

 

Il peccato, retaggio di ogni nato da donna, si arresta davanti a Maria. Se Gesù Cristo è il tutto santo perché la sua umanità viene interamente santificata dalla sua persona divina, Maria è la tutta santa in virtù della grazia proveniente dal Padre, dalla carità dello Spirito e dai meriti del suo divin Figlio. Se Gesù è il redentore, Maria è la sua prima redenta. La redenzione di Maria non fu per liberazione dal peccato, ma per preservazione. Essa cioè non fu per nulla segnata dal peccato, ma ne fu preservata, per singolare privilegio divino.

 

In Maria non ci fu liberazione, ma preservazione. Secondo la geniale intuizione del dottore dell’Immacolata, il beato Duns Scoto, Gesù Cristo ha esercitato in lei l’atto di mediazione più eccelso, preservandola dal peccato originale. Diceva il Santo Padre Giovanni Paolo II in una sua catechesi mariana: “A Maria, prima redenta da Cristo, che ha avuto il privilegio di non essere sottoposta neppure per un istante al potere del male e del peccato, guardano i cristiani, come al perfetto modello ed all’icona di quella santità, che sono chiamati a raggiungere, con l’aiuto della grazia del Signore, nella loro vita”. Maria Immacolata ricorda a tutti i battezzati la perfezione della santità. La tutta santa è stata e continua a essere nella Chiesa la guida sicura che conduce alle alte vette della perfezione evangelica.

 

Tutti:

Ti ringraziamo Padre onnipotente per il dono della tua Madre Immacolata. tu non hai voluto che conoscesse corruzione il ventre di Colei che doveva ospitare nella carne l’autore di tutte le Perfezioni e ci hai donato in esso di essere anche noi perfetti. Sull’esempio di Maria Immacolata guidaci verso la santità perché possiamo un giorno contemplare il tuo volto Che avremo riconosciuto ora nella fede.

 

Canto al Vangelo

 

Alleluia, alleluia.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te:

tu sei benedetta tra tutte le donne.

Alleluia.

 

 

Dal Vangelo secondo Luca (1, 26 – 38)

 

In quel tempo, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».

 

Allora Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio».

Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l'angelo partì da lei.

 

 

Omelia di Mons. Antonio Riboldi  

 

 

Non posso trattenermi dall'offrire ai miei cari amici un pensiero, anche semplice, in occasione della solennità della Immacolata Concezione di Maria, meravigliosa donna, che Dio ha voluto fosse preservata dal peccato di Eva e così, immacolata, venisse tra noi, come Suo Figlio Gesù, che era la ragione di tanto dono. Una donna, senza peccato, vissuta tra di noi, in un mondo che non era diverso dal nostro, ma che non è mai stata toccata dal male. E deve averne visto tanto. Basta pensarla sotto la croce, sul Calvario. Era la bellezza del Paradiso, con suo Figlio crocifisso, .che sembrava opporsi all'inferno. L'umiltà alla superbia. L'innocenza alla brutalità. L'amore alla violenza cieca. La povertà totale allo stupido egoismo umano.


Se è sempre bello incontrare persone tra di noi .che hanno i segni della santità addosso, cosa deve mai essere stato vivere accanto a Maria! Non vi sono parole per descrivere... Il mondo ha solo occhi per se stesso. "Vogliamo possedere il mondo in modo illimitato e la nostra stessa vita in modo illimitato. Dio ci è d'intralcio. O si fa di Lui una semplice frase devota o Egli viene negato del tutto, bandito dalla vita pubblica, così da perdere ogni significato.

 

La tolleranza che ammette, per così dire, Dio come opinione privata, non è tolleranza ma è ipocrisia" (dal discorso di Benedetto XVI all'inizio del Sinodo). Ma noi siamo e vogliamo essere "figli carissimi dell'Immacolata". È la nostra Mamma e a Lei vogliamo riferirci e non al mondo. Ci sentiamo spesso inzaccherati dal fango di questa vita, ma amiamo ricorrere a Lei perché ci rende immacolati con il Suo amore. Alla ipocrisia del mondo, Lei risponde con il Cantico di lode che spesso preghiamo: "L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva, d'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

 

Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e Santo è il suo Nome. Di generazione in generazione la Sua Misericordia si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del Suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore. Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili. Ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della Sua Misericordia. Come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza per sempre".


Ben diversa la gioia del canto di Maria, dalla boria del "canto delle ipocrisie" del mondo.
Difficile dare sfogo ai sentimenti del proprio cuore al sapere che Maria, l'Immacolata, è nostra Mamma. Una Mamma che, essendo tutta santità e purezza di cuore, non può che invitarci ogni giorno a prendere le distanze dal male, dal peccato. Quando saremo in Cielo, conosceremo non solo la Bellezza dell'Immacolata, ma la bellezza della nostra immacolatezza, costruitaci addosso da Dio con il dono della santità.


Facciamo tutti festa, carissimi, per questo amore di Dio che ha voluto che su questa terra abitasse Chi non ha conosciuto peccato, perché ne seguissimo l'esempio.
E ringraziamo di cuore Gesù che dalla croce, in un atto di amore irripetibile, ce l'ha donata come Mamma: una Mamma che ci segue nei difficili passi della vita. Lasciamoci guidare dalla sua dolcezza materna. Lei sa. Lei può.


E vorrei con la nostra amata Madre Teresa di Calcutta, pregare Maria, la Madre di Gesù e nostra: "Maria, madre di Gesù, veniamo a te con l'atteggiamento dei bambini che si rivolgono alla loro mamma. Non siamo più bambini, ma adulti che desiderano con tutto il cuore di essere figli di Dio. La nostra condizione umana è debole, perciò veniamo a chiedere il tuo aiuto per poter superare la nostra debolezza. Prega per noi, affinché possiamo, a nostra volta, diventare persone capaci di pregare. Invochiamo la tua protezione, affinché possiamo restare liberi da ogni peccato.

 

Invochiamo il tuo amore, affinché possa diventare sovrano e ci renda capaci di compassione e perdono. Chiediamo la tua benedizione, affinché possiamo essere a immagine del tuo amato Figlio Gesù Cristo, nostro Signore e Salvatore. Maria, madre di Gesù, sii madre per ciascuno di noi, in maniera che anche noi possiamo, come te, essere puri di cuore per amare il tuo Figlio, come lo hai amato tu.


Maria, madre di Gesù, sii madre per ciascuno di noi, affinché come te amiamo Gesù e ci poniamo al servizio dei più poveri, noi tutti che siamo dei poveri di Dio. Maria, madre di Gesù, dammi il tuo Cuore così bello, così puro, così immacolato, così pieno d'amore e umiltà: rendimi capace di ricevere Gesù nel Pane della Vita, amarlo come lo amasti e servirlo sotto le povere spoglie del più povero tra i poveri. Amen".

 

MADRE FIDUCIA NOSTRA

 

Madre, fiducia nostra, Madre della speranza,

tu sei nostro sostegno, tu sei la guida,

tu sei conforto, in te noi confidiamo,

tu sei Madre nostra.

 

In te piena di grazia si compie il mistero,

in te Vergine pura il Verbo eterno s'è fatto carne,

in te l'uomo rinasce per la vita eterna.

 

Nella tua fiducia noi cammineremo

per donare al mondo la vita.

Portatori di Cristo, salvatori dei fratelli.

 

Madre del Redentore, proteggi i tuoi figli,

a te noi affidiamo la nostra vita, il nostro cuore,

conservaci fedeli al divino Amore.

 

Intenzioni di preghiera:

 

Fratelli carissimi, confidiamoci a Maria le nostre attese, le ansie e le preghiere. Lei, Prima Redenta nostra Madre e Avvocata, non mancherà di affidare al padre onnipotente le nostre grazie e di intercedere per tutti noi, affinché presso il Signore  le nostre precarietà si trasformino in gloria.

I

Ad ogni invocazione cantiamo il ritornello:

 

Madre di tutte le genti, insegnami a dire con te “amen”

 

O Maria, orientaci verso la guida del Magistero della Chiesa perché per tua intercessione si possa nutrire fiducia incondizionata verso il Romano Pontefice nella sua funzione di Vicario di Cristo e guida spirituale.

 

O Maria, aiutaci a vedere Te quale modello reale di perfezione cristiana dopo Gesù Cristo: fa’ che nella lettura dei Vangeli possiamo emulare le tue virtù di costanza, intraprendenza e fortezza d’animo.

 

O Maria, tu che hai schiacciato la testa al serpente divenendo la Nuova Eva, ottienici da Dio il perdono di tutti i nostri peccati e la grazia di resistere all’umana fragilità che conduce al peccato.

 

O Maria, che hai detto a Cana di Galilea: “Fate quello che vi dirà”, ottienici da Dio la grazia di poter accrescere in noi la fede in Gesù Cristo nostro Signore

 

O Maria, che hai pazientemente cresciuto e protetto il Verbo di Dio nostro  Signore fra le intemperie a cui fosti costretta, intercedi per le nostre famiglie e accresci in esse l’amore al dialogo e alla comprensione reciproca

 

O Maria, che hai pianto di fronte alla croce alla scena straziante dello spirare di Gesù, aiutaci nei momenti del dolore e della difficoltà, specialmente nei momenti di sofferenza e privazione fisica. 

 

PADRE NOSTRO

 

 

OMAGGIO DEL SANTO PADRE
ALL’IMMACOLATA A PIAZZA DI SPAGNA

PREGHIERA DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI

Giovedì, 8 dicembre 2005

 

Sì, vogliamo ringraziarti, Vergine Madre di Dio e Madre nostra amatissima, per la tua intercessione in favore della Chiesa. Tu, che abbracciando senza riserve la volontà divina, ti sei consacrata con ogni tua energia alla persona e all’opera del Figlio tuo, insegnaci a serbare nel cuore e a meditare in silenzio, come hai fatto Tu, i misteri della vita di Cristo.

 

Tu, che avanzasti sino al Calvario, sempre profondamente unita al Figlio tuo, che sulla croce ti donò come madre al discepolo Giovanni, fa’ che ti sentiamo sempre anche noi vicina in ogni istante dell’esistenza, soprattutto nei momenti di oscurità e di prova.

 

Tu, che nella Pentecoste, insieme con gli Apostoli in preghiera, implorasti il dono dello Spirito Santo per la Chiesa nascente, aiutaci a perseverare nella fedele sequela di Cristo. A Te volgiamo fiduciosi lo sguardo, come a "segno di sicura speranza e di consolazione, fino a quando non verrà il giorno del Signore" (n. 68).

 

Te, Maria, invocano con preghiera insistente i fedeli di ogni parte del mondo perché, esaltata in cielo fra gli angeli e i santi, interceda per noi presso il Figlio tuo "fin tanto che tutte le famiglie dei popoli, sia quelle insignite del nome cristiano, sia quelle che ancora ignorano il loro Salvatore, in pace e concordia siano felicemente riunite in un solo popolo di Dio, a gloria della santissima e indivisibile Trinità" (n. 69). Amen! 

 

 

LA MIA ANIMA CANTA

 

La mia anima canta
la grandezza del Signore
il mio spirito esulta nel mio Salvatore
Nella mia povertà
l'Infinito mi ha guardata
in eterno ogni creatura mi chiamerà beata.

La mia gioia è nel Sgnore
che ha compiuto grandi cose in me
La mia lode al Dio fedele
che ha soccorso il suo popolo
e non ha dimenticato le sue promesse d'amore.

Rit.

Ha disperso i superbi
nei pensieri inconfessabili
Ha deposto i potenti
ha risollevato gli umili
Ha saziato gli affamati
ed ha aperto ai ricchi le mani

Rit.

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

 

 

 

 

 

 

 

postato da: simonedicirene alle ore 19:39 | Permalink | commenti
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