SANTI ARCANGELI
MICHELE, GABRIELE E RAFFAELE

LODATE DIO SCHIERE BEATE
Lodate Dio, schiere beate del cielo.
Lodate Dio, genti di tutta la terra.
Cantate a lui, che l'universo creò,
somma sapienza e splendore.
Lodate Dio, Padre che dona ogni bene.
Lodate Dio, ricco di grazia e perdono.
Cantate a lui, che tanto gli uomini amò
da dare l'unico Figlio.
Lodate Dio, uno e trino Signore.
Lodate Dio, meta e premio dei buoni.
Cantate a lui, sorgente d'ogni bontà,
per tutti i secoli. Amen.
Segno di croce +
Richiamo e conferma del nostro battesimo, come inizio di qualsiasi momento di riconciliazione.
Atto penitenziale:
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SALMO 50 Pietà di me, o Signore
Pietà di me, o Dio,
secondo la tua misericordia; *
nel tuo grande amore
cancella il mio peccato.
Lavami da tutte le mie colpe, *
mondami dal mio peccato.
Riconosco la mia colpa, *
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
Contro di te, contro te solo ho peccato, *
quello che è male ai tuoi occhi, io l'ho fatto;
perciò sei giusto quando parli, *
retto nel tuo giudizio.
Ecco, nella colpa sono stato generato, *
nel peccato mi ha concepito mia madre.
Ma tu vuoi la sincerità del cuore *
e nell'intimo m'insegni la sapienza.
Purificami con issopo e sarò mondato; *
lavami e sarò più bianco della neve.
Fammi sentire gioia e letizia, *
esulteranno le ossa che hai spezzato.
Distogli lo sguardo dai miei peccati, *
cancella tutte le mie colpe.
Crea in me, o Dio, un cuore puro, *
rinnova in me uno spirito saldo.
Non respingermi dalla tua presenza *
e non privarmi del tuo santo spirito.
Rendimi la gioia di essere salvato, *
sostieni in me un animo generoso.
Insegnerò agli erranti le tue vie *
e i peccatori a te ritorneranno.
Liberami dal sangue, Dio, Dio mia salvezza, *
la mia lingua esalterà la tua giustizia.
Signore, apri le mie labbra *
e la mia bocca proclami la tua lode;
poiché non gradisci il sacrificio *
e, se offro olocausti, non li accetti.
Uno spirito contrito *
è sacrificio a Dio,
un cuore affranto e umiliato, *
tu, o Dio, non disprezzi.
Nel tuo amore
fa grazia a Sion, *
rialza le mura
di Gerusalemme.
Allora gradirai i sacrifici prescritti, *
l'olocausto e l'intera oblazione,
allora immoleranno vittime *
sopra il tuo altare.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.
Michele, nome ebraico che vuol dire « Chi è come Dio? » viene ricordato nel libro di Daniele del popolo eletto (Dan 10,13 e 12,1). La lettera di san Giuda (v. 9) lo presenta in lotta contro Satana per il corpo di Mosè. Anche l’Apocalisse (12,7) ricorda il combattimento di Michele e dei suoi angeli contro il drago. La liturgia dei defunti lo vuole accompagnatore delle anime. Molto venerato dagli Ebrei divenne presto assai popolare nel culto cristiano. Il 29-IX cade l’anniversario della dedicazione di una chiesa in suo onore sulla via Salaria (sec. V).
Gabriele «forza di Dio», si presentò a Zaccaria come «colui che sta al cospetto di Dio» (Lc 1,19). Portare l’annuncio di Dio è il compito che gli riconosce Daniele (8,16; 9,21): annunziò infatti la nascita del Battista e di Gesù Cristo (Lc 1,5-22.26-38).
Raffaele, «Dio ha curato», compare nel libro di Tobia come accompagnatore nel viaggio del giovane Tobia e come portatore di salvezza al vecchio padre cieco.
San Luca mostra sovente l’intervento degli angeli nelle origini della Chiesa perché con la venuta di Cristo l’umanità è entrata nell’èra definitiva in cui Dio è vicino all’uomo e il cielo è unito alla terra. Essi vengono da Dio «inviati in servizio, a vantaggio di coloro che devono essere salvati» (Ebr 1,14). La nostra «azione di grazie», l’ Eucaristia, è una «concelebrazione» (cf LG 50) in cui ci uniamo agli Angeli nel triplice canto: «Santo, Santo, Santo il Signore Dio dell’universo».
CANTO: Laudate omnes gentes,
laudate Dominum (2 v.)
L'appellativo «angelo» designa l'ufficio, non la natura
Dalle «Omelie sui vangeli» di san Gregorio Magno, papa
(Om. 34, 8-9; PL 76, 1250-1251)
E' da sapere che il termine «angelo» denota l'ufficio, non la natura. Infatti quei santi spiriti della patria celeste sono sempre spiriti, ma non si possono chiamare sempre angeli, poiché solo allora sono angeli, quando per mezzo loro viene dato un annunzio. Quelli che recano annunzi ordinari sono detti angeli, quelli invece che annunziano i più grandi eventi son chiamati arcangeli.
Per questo alla Vergine Maria non viene inviato un angelo qualsiasi, ma l'arcangelo Gabriele. Era ben giusto, infatti, che per questa missione fosse inviato un angelo tra i maggiori, per recare il più grande degli annunzi.
A essi vengono attribuiti nomi particolari, perché anche dal modo di chiamarli appaia quale tipo di ministero è loro affidato. Nella santa città del cielo, resa perfetta dalla piena conoscenza che scaturisce dalla visione di Dio onnipotente, gli angeli non hanno nomi particolari, che contraddistinguano le loro persone. Ma quando vengono a noi per qualche missione, prendono anche il nome dall'ufficio che esercitano.
Così Michele significa: Chi è come Dio?, Gabriele: Fortezza di Dio, e Raffaele: Medicina di Dio.
Quando deve compiersi qualcosa che richiede grande coraggio e forza, si dice che è mandato Michele, perché si possa comprendere, dall'azione e dal nome, che nessuno può agire come Dio. L'antico avversario che bramò, nella sua superbia, di essere simile a Dio, dicendo: Salirò in cielo (cfr. Is 14, 13-14), sulle stelle di Dio innalzerò il trono, mi farò uguale all'Altissimo, alla fine del mondo sarà abbandonato a se stesso e condannato all'estremo supplizio. Orbene egli viene presentato in atto di combattere con l'arcangelo Michele, come è detto da Giovanni: «Scoppiò una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago» (Ap 12, 7).
A Maria è mandato Gabriele, che è chiamato Fortezza di Dio; egli veniva ad annunziare colui che si degnò di apparire nell'umiltà per debellare le potenze maligne dell'aria. Doveva dunque essere annunziato da «Fortezza di Dio» colui che veniva quale Signore degli eserciti e forte guerriero.
Raffaele, come abbiamo detto, significa Medicina di Dio. Egli infatti toccò gli occhi di Tobia, quasi in atto di medicarli, e dissipò le tenebre della sua cecità. Fu giusto dunque che venisse chiamato «Medicina di Dio» colui che venne inviato a operare guarigioni.
I

Salmo Responsoriale Dal Salmo 137
A te cantiamo, Signore, davanti ai tuoi angeli.
Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:
hai ascoltato le parole della mia bocca.
A te voglio cantare davanti agli angeli,
mi prostro verso il tuo tempio santo.
Rendo grazie al tuo nome
per la tua fedeltà e la tua misericordia.
Nel giorno in cui t'ho invocato, mi hai risposto,
hai accresciuto in me la forza.
Ti loderanno, Signore, tutti i re della terra
quando udranno le parole della tua bocca.
Canteranno le vie del Signore,
perché grande è la gloria del Signore.
I
In quel tempo, Gesù, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c'è falsità». Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto il fico». Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d'Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto il fico, credi? Vedrai cose maggiori di queste!». Poi gli disse: «In verità, in verità vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell'uomo».
sperimentale manca, molto spesso, quello sguardo di stupore che
contraddistingue invece le persone semplici e i bambini. Così
questo nostro tempo seleziona le verità della fede col criterio
del "politicamente corretto" e del "credibile", buttando nella
pattumiera tutto ciò che –a parer nostro, dominatori dell'universo
– stride con il buon senso. Bene amici, se togliete gli angeli
dalla Bibbia dovrete strappare qualche centinaio di pagine tra
le più belle... Io credo agli angeli, questi amici di Dio che
vegliano su di noi e lottano per la salvezza, mi scoccia solo
– e sia detto tra noi: so che scoccia molto anche a loro
– quando diventano protagonisti di improbabili trasmissioni
televisive che raschiano il fondo del barile mettendo insieme
paranormale e angeli! Parlare di angeli significa parlare di Dio,
aprirsi alla fede nell'altrove, nel di più significa credere
che non tutta la realtà si esaurisce sotto le nostre dita.
Tra questi amici di Dio tre angeli rivestono un luogo fondamentale:
Michele Raffaele e Gabriele, annunciatori, validi combattenti,
discreti compagni di strada. Scomodiamoli nella preghiera amici,
riscoprite il cuore di bambino sotto la scorza di uomo
disincantato delventunesimo secolo. Vuoi sapere cosa pensa Dio di te?
Chiama in soccorso Gabriele, mille volte meglio della posta celere.
Ti senti depresso e non trovi cura al tuo malumore? E' lì per te Raffaele
– medicina di Dio – che ti guida come ha fatto discretamente con Tobia.
Ti senti travolto dalla negatività e dalla parte oscura della vita?
Michele è lì per te: carattere impetuoso e combattivo non vede l'ora
di fare a botte. Ci sono amici, ci sono, provate a chiamarli, vedrete
che vengono gente di poca fede!
che varca le soglie del visibile; rendi il nostro cuore puro e umile
per accogliere questa straordinaria verità di fede, Signore.
la vita di chi si avvicina a lui. Semmai apre gli occhi e il
cuore. Insomma, fa uscire dal provincialismo e dalle grettezze
che ci avvolgono per inserirci in un orizzonte infinitamente più
grande di noi. Inizia qui la storia della singolare fraternità che
si è creata attorno a Gesù e che ancora oggi continua nel mondo.
Andrea, uno dei due che avevano incontrato Gesù, incontra suo
fratello Simone e lo conduce dal nuovo maestro. È poi la volta
di Filippo, il quale, a sua volta, racconta a Natanaele la bellezza
dell'incontro fatto. L'onestà di Natanaele, lodata anche da Gesù,
non basta a salvarlo. Solo l'incontro con il profeta di Nazareth
(anche se si pensa che da Nazareth non possa venire nulla di buono)
illumina il cuore di quel giusto che si sente conosciuto così profondamente.
Gesù gli promette che vedrà cose ben maggiori di quelle che ha appena viste.
E' la sua ambizione su quel piccolo gruppo di seguaci.
Forse loro neppure se ne rendono conto. Ma il Signore affida a loro
la sua stessa missione. Per questo, più avanti, dirà a Pietro e a tutti
discepoli che lo seguono che riceveranno cento volte tanto rispetto
a quello che ha lasciato.
Magnificat, magnificat, magnificat anima mea Dominum.
Magnificat, magnificat, magnificat anima mea.
Glorifichiamo il Signore, adorato da infinite schiere di angeli e alla loro voce uniamo la nostra acclamando:
Con gli angeli e gli arcangeli ti benediciamo, Signore.
O Dio, che hai ordinato agli angeli di custodirci nel nostro cammino,
- salvaci dalle insidie e dai pericoli.
Tu che riveli agli angeli la gloria del tuo volto,
- fa' che viviamo sempre alla luce della tua presenza.
Tu che un giorno renderai i tuoi figli simili agli angeli,
- donaci la castità del corpo e del cuore.
O Dio, fa' che il glorioso principe san Michele venga in aiuto al tuo popolo,
- e lo difenda contro Satana e i suoi alleati.
Padre nostro, che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.
Orazione
O Dio, che chiami gli angeli e gli uomini a cooperare al tuo disegno di salvezza, concedi a noi, pellegrini sulla terra, la protezione degli spiriti beati, che in cielo stanno davanti a te per servirti e contemplano la gloria del tuo volto. Per il nostro Signore.
Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.
R. Amen.
LA CREAZIONE GIUBILI
La creazione giubili insieme agli angeli.
Ti lodi, ti glorifichi, o Dio Altissimo.
Gradisci il coro unanime di tutte le tue opere.
Beata sei tu o Trinità, per tutti i secoli.
Sei Padre, Figlio e Spirito, e Dio unico.
Mistero imperscrutabile, inaccessabile.
Ma con amore provvido raggiungi tutti gli uomini:
Beata sei tu nei secoli gloriosa Trinità.
In questo tempio amabile ci chiami e convochi,
per fare un solo popolo di figli docili.
Ci sveli e ci comunichi la vita tua ineffabile:
Beata sei tu nei secoli gloriosa Trinità.






