BATTESIMO DEL SIGNORE
DISCENDI SANTO SPIRITO
Discendi, santo Spirito,
le nostre menti illumina;
del ciel la grazia accordaci
tu, creator degli uomini.
Chiamato sei Paraclito
e dono dell’Altissimo;
sorgente limpidissima,
d’amore fiamma vivida.
I sette doni mandaci,
onnipotente Spirito;
le nostre labbra trepide
in te sapienza attingano.
I nostri sensi illumina,
fervor nei cuori infondici;
rinvigorisci l’anima
nei nostri corpi deboli.
Dal male tu ci libera,
serena pace affrettaci;
con te vogliamo vincere
i danni che ci incombono.
Il Padre tu rivelaci
e il Figlio, unigenito;
per sempre tutti credano
in te, divino Spirito.
Amen.
+Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen.
Il battesimo di Gesù
Dai «Discorsi» di san Gregorio Nazianzeno, vescovo
(Disc. 39 per il Battesimo del Signore, 14-16. 20; PG 36, 350-351. 354. 358-359)
Cristo nel Battesimo si fa luce, entriamo anche noi nel suo splendore; Cristo riceve il battesimo, inabissiamoci con lui per poter con lui salire alla gloria. Giovanni dà il battesimo, Gesù si accosta a lui, forse per santificare colui dal quale viene battezzato nell'acqua, ma anche di certo per seppellire totalmente nelle acque il vecchio uomo. Santifica il Giordano prima di santificare noi e lo santifica per noi. E poiché era spirito e carne santifica nello Spirito e nell'acqua. Il Battista non accetta la richiesta, ma Gesù insiste. «Sono io che devo ricevere da te il battesimo» (cfr. Mt 3, 14), così dice la lucerna al sole, la voce alla Parola, l'amico allo Sposo, colui che è il più grande tra i nati di donna a colui che è il primogenito di ogni creatura, colui che nel ventre della madre sussultò di gioia a colui che, ancora nascosto nel grembo materno, ricevette la sua adorazione, colui che percorreva e che avrebbe ancora precorso, a colui che era già apparso e sarebbe nuovamente apparso a suo tempo.
«Io devo ricevere il battesimo da te» e, aggiungi pure, «in nome tuo». Sapeva infatti che avrebbe ricevuto il battesimo del martirio o che, come Pietro, sarebbe stato lavato non solo ai piedi.
Gesù sale dalle acque e porta con sé in alto tutto intero il cosmo. Vede scindersi e aprirsi i cieli, quei cieli che Adamo aveva chiuso per sé e per tutta la sua discendenza, quei cieli preclusi e sbarrati come il paradiso lo era per la spada fiammeggiante. E lo Spirito testimonia la divinità del Cristo: si presenta simbolicamente sopra Colui che gli è del tutto uguale. Una voce proviene dalle profondità
dei cieli, da quelle stesse profondità dalle quali proveniva Chi in quel momento riceveva la testimonianza. Lo Spirito appare visibilmente come colomba e, in questo modo, onora anche il corpo divinizzato e quindi Dio. Non va dimenticato che molto tempo prima era stata pure una colomba quella che aveva annunziato la fine del diluvio. Onoriamo dunque in questo giorno il battesimo di Cristo, e celebriamo come è giusto questa festa.
Purificatevi totalmente e progredite in questa purezza. Dio di nessuna cosa tanto si rallegra, come della conversione e della salvezza dell'uomo. Per l'uomo, infatti, sono state pronunziate tutte le parole divine e per lui sono stati compiuti i misteri della rivelazione. Tutto è stato fatto perché voi diveniate come altrettanti soli cioè forza vitale per gli altri uomini. Siate luci perfette dinanzi a quella luce immensa. Sarete inondati del suo splendore soprannaturale. Giungerà a voi, limpidissima e diretta, la luce della Trinità, della quale finora non avete ricevuto che un solo raggio, proveniente dal Dio unico, attraverso Cristo Gesù nostro Signore, al quale vadano gloria e potenza nei secoli dei secoli. Amen.
Salmo Responsoriale Dal Salmo 103
Benedetto il Signore che dona la vita.
Signore, mio Dio, quanto sei grande!
Rivestito di maestà e di splendore,
avvolto di luce come di un manto.
Tu stendi il cielo come una tenda.
Costruisci sulle acque la tua dimora,
fai delle nubi il tuo carro,
cammini sulle ali del vento;
fai dei venti i tuoi messaggeri,
delle fiamme guizzanti i tuoi ministri.
Quanto sono grandi, Signore, le tue opere!
Tutto hai fatto con saggezza,
la terra è piena delle tue creature.
Ecco il mare spazioso e vasto:
lì guizzano senza numero
animali piccoli e grandi.
Tutti da te aspettano
che tu dia loro il cibo in tempo opportuno.
Tu lo provvedi, essi lo raccolgono,
tu apri la mano, si saziano di beni.
Se nascondi il tuo volto, vengono meno,
togli loro il respiro, muoiono
e ritornano nella loro polvere.
Mandi il tuo spirito, sono creati,
e rinnovi la faccia della terra.
Omelia Mons. Germano Zaccheo
Stando al testo evangelico di Luca che abbiamo letto – un testo piuttosto conciso ed essenziale- non abbiamo una descrizione minuziosa di quell’avvenimento che chiamiamo, anche nel titolo festivo di questa domenica, il Battesimo di Gesù. In pochi tratti l’evangelista ci parla di Giovanni che battezza “in acqua” e della folla che era in attesa di Colui che avrebbe battezzato “in Spirito Santo e fuoco”. E l’Atteso viene, anch’egli immerso nel Giordano, ma con ben altro riferimento: il cielo aperto su di lui e su di lui lo Spirito Santo in forma corporea e più ancora la voce dal cielo: “Tu sei il mio figlio prediletto”.
È la manifestazione –l’Epifania- della Trinità, il grande mistero che nel Battesimo di Gesù si manifesta e che nel Battesimo della Chiesa sempre viene svelato: “Io ti battezzo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”. Il percorso simbolico che l’artista del nuovo Battistero appena inaugurato in questa antica cattedrale ( di cui si compiono i 900 anni) ha voluto simboleggiare nei segni dell’arte è il sentiero tracciato dall’evangelista Luca. Quando, un po’ curiosi, anche noi ci accalchiamo nell’atrio battesimale, le onde spumeggianti del vetro fuso sono per noi come il Giordano che avvia il cammino “della rigenerazione e del rinnovamento” come lo chiama Paolo nella lettera a Tito .
E da quelle acque - allora del Giordano, oggi del fonte battesimale - nasce la nuova creatura i cui occhi si aprono alla rivelazione della gloria del Signore, come la chiama il profeta Isaia. “Rivestito di maestà e di splendore, avvolto di luce come di un manto”, il Signore si rivela pienamente agli occhi di chi lo cerca nel cammino di progressiva illuminazione dell’iniziazione cristiana. E attraverso l’acqua e la luce, l’itinerario battesimale approda nel grembo della Trinità, grembo di luce, grembo di grazia, grembo di intimità divina.
È l’amore trinitario che abbraccia la nuova creatura e la rigenera a vita nuova. Come dice il prologo di Giovanni: “A quanti lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio, a quelli che credono nel suo nome, i quali non da sangue, né da volere di carne, nè da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. (Gv 1, ). Figli nel Figlio, anche noi, oggi, attraverso la memoria liturgica del battesimo di Gesù e della rivelazione trinitaria che lo manifesta al Giordano: anche noi, attraverso i segni dell’arte che ci guidano nel cammino battesimale che
Paolo ci traccia così il cammino battesimale che per ogni uomo ripercorre le tappe dell’acqua e della luce. “Quando si sono manifestati (ecco ancora un richiamo epifanico) la bontà di Dio, salvatore nostro e il suo amore per gli uomini egli ci ha salvati non in virtù di opere di giustizia da noi compiute ma per la sua misericordia mediante un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo, effuso su di noi, abbondantemente, per mezzo di Gesù Cristo, salvatore nostro, perché giustificati dalla sua grazia, diventiamo eredi, secondo la speranza della vita eterna”. ( Lettera a Tito).
È rinnovata così, in questa liturgia domenicale,l’antica parola di Giovanni Battista: “Io vi battezzo con acqua, ma viene uno che è più forte di me, al quale io non sono degno di sciogliere neppure il laccio dei sandali. Costui vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco (Vangelo di Luca). Oggi, l’Atteso è venuto, anche tra noi, in Spirito Santo e fuoco, nel lavacro di rigenerazione e nello splendore del suo sorgere.
L’Atteso è qui tra noi come tra il popolo che “era in attesa” sulle rive del Giordano. E su di noi ancora si aprono i cieli e risuona la voce del Padre e scende in apparenza corporea lo Spirito Santo. ’Epifania- manifestazione del Mistero- ha preso le forme dell’arte, dell’arte al servizio della liturgia: questa santa liturgia che oggi ci accoglie nell’antico duomo centenario, dove misteriosamente ancora “è apparsa la grazia di Dio apportatrice di salvezza per tutti gli uomini”.
PADRE NOSTRO
Invocazioni
Invochiamo il nostro Redentore, che ha voluto ricevere il Battesimo da Giovanni nel Giordano:
Signore, pietà.
Cristo, che nella tua gloriosa manifestazione al Giordano hai fatto risplendere su di noi la tua luce,
illumina con la tua presenza coloro che incontreremo in questa giornata.
Tu, che sottomettendoti a Giovanni nel battesimo, ci hai insegnato la via dell'umiltà,
donaci lo spirito di bontà e mitezza verso i nostri fratelli.
Nel battesimo ci hai lavati dalla colpa e ci hai resi figli di Dio,
dona lo spirito di adozione filiale a tutti coloro che ti cercano.
Con il tuo battesimo hai santificato la creazione e hai aperto agli uomini la via del ritorno al Padre,
rendici fedeli ministri del Vangelo nella Chiesa e nel mondo.
Nel tuo battesimo ci hai fatto conoscere la santa Trinità di Dio,
donaci di adorarla con culto perfetto in spirito e verità.
Signore Gesù, tu che ricevendo da Giovanni il segno del battesimo nelle acque del Giordano hai voluto immedesimarti nella nostra condizione umana, aiutaci ad apprezzare il dono della fede che ci è stato fatto con il Battesimo. Fa’ che questo sacramento agisca in noi trasformandoci ogni giorno come fedeli discepoli. Amen
Canto SPIRITO DI DIO
Spirito di Dio scendi su di noi. " ( 2 v.)
Spirito di Dio scendi su di noi.
Fondici, plasmaci, riempici, usaci.
Spirito di Dio scendi su di noi.
Spirito di Dio scendi su di me. (2 v.)
Fondimi, plasmami, riempimi, usami.
Spirito di Dio scendi su di me.
Alla riscoperta del proprio battesimo
Nati e vissuti nella fede della Chiesa, i cristiani hanno bisogno di riscoprire la grandezza e le esigenze della vocazione battesimale. E’ paradossale che il battesimo, il quale fa dell’uomo un membro vivo del Corpo di Cristo, non abbia molto posto nella coscienza esplicita del cristiano e che la maggior parte dei fedeli non sentano l’ingresso nella Chiesa attraverso l’iniziazione battesimale come il momento decisivo della loro vita.
Il battesimo dato a noi nel nome di Cristo è manifestazione del preveniente amore del Padre, partecipazione al mistero pasquale del Figlio, comunicazione di una nuova vita nello Spirito; esso ci pone dunque in comunione con Dio, ci integra nella sua Famiglia; è un passaggio dalla solidarietà nel peccato alla solidarietà nell’amore. Una nuova sensibilità per il battesimo è stata suscitata nella Chiesa dallo Spirito: oggi più che mai, nelle comunità cristiane, si presenta la vita cristiana come «vivere il proprio battesimo»; e maggiormente si manifesta negli adulti il bisogno di ripercorrere le tappe del proprio battesimo attraverso un «cammino catecumenale» fatto di profonda vita di fede vissuta comunitariamente, legata ad una seria conoscenza della Scrittura.
Salmo Responsoriale Dal Salmo 28
Gloria e lode al tuo nome, o Signore.
Date al Signore, figli di Dio,
date al Signore gloria e potenza.
Date al Signore la gloria del suo nome,
prostratevi al Signore in santi ornamenti.
Il Signore tuona sulle acque,
il Signore, sull'immensità delle acque.
Il Signore tuona con forza,
tuona il Signore con potenza.
Il Dio della gloria scatena il tuono.
Nel suo tempio tutti dicono: «Gloria!».
Il Signore è assiso sulla tempesta,
il Signore siede re per sempre.
Omelia Missione San Vincenzo De Paoli
Nel Vangelo vediamo Gesù mescolarsi con la folla, che riceve da Giovanni il battesimo di penitenza, anche se si differenzia dagli altri perché Egli non ha bisogno di convertirsi. Lo fa per manifestare la sua volontà di mettersi al servizio di Dio fino alla morte di croce.
Scendendo nelle acque del Giordano insieme con tutti quelli che si riconoscono peccatori, Gesù accetta fino in fondo la solidarietà col genere umano peccatore; Egli si abbassa per innalzare gli altri. S. Ambrogio commenta : "Uno si è immerso e tutti ha elevato; uno è disceso perché tutti potessimo ascendere. Uno si è caricato del peccato di tutti perché in Lui fossero lavati i peccati di tutti. Per noi si è purificato Colui che non aveva bisogno di purificazione.
Annunciando il Messia che doveva venire, Giovanni Battista aveva dichiarato: "Io vi battezzo soltanto con acqua, Egli invece vi battezzerà con lo Spirito Santo ". Ecco la grande differenza che c'è tra il Battesimo di Giovanni e quello di Gesù. Nel Battesimo di Gesù si riceve quello Spirito, che consacrò Lui nel battesimo e che ci dà la possibilità di rivolgerci a Dio chiamandolo con il nome di Padre. Ciò vuol dire che noi siamo Figli di Dio dal momento che siamo stati battezzati, cioè siamo stati immersi nel mistero di Cristo, resi partecipi della sua morte e risurrezione, siamo rinati nell'acqua per la potenza dello Spirito Santo.
Allora anche per noi si è aperto il cielo e su di noi si è riversato l'amore tenerissimo del Padre che dice " Tu sei mio Figlio che io amo". Cerchiamo allora di capire quale deve essere il nostro atteggiamento pratico come conseguenza del nostro Battesimo. Dovremmo assumere con coscienza e in prima ersona lo stesso impegno di Gesù: vivere cioè il suo Mistero di salvezza spinti dalla energia instancabile del suo amore.
Ricostruttori del mondo insieme a Gesù siamo chiamati a sviluppare la sua storia e il suo progetto di salvezza. E che questo mondo abbia bisogno di riscoprire i valori essenziali della sua esistenza è facile convincercene. Gesù è venuto a ricostruire la verità del mondo; è venuto a ricostruire la giustizia nei rapporti umani e nei rapporti degli uomini con Dio; è venuto a ricostruire la pace; è venuto oprattutto a ricostruire una società basata sui vincoli di amore.
Tutto ciò Egli lo ha iniziato, lasciando a noi battezzati il compito di esprimere nel mondo i valori della verità, della giustizia, dell'amore e della pace per completare la sua opera. Questo può apparirci un compito arduo e quasi impossibile; ma se lo caliamo nel concreto della vita quotidiana ci accorgiamo che le occasioni per realizzarlo non mancano. Quante volte ad esempio in una giornata ci incontriamo col la menzogna, con la falsità delle idee, con la calunnia ed abbiamo quindi la possibilità di riaffermare la verità?
Quante volte costatiamo le ingiustizie nel giudicare, nel compensare il lavoro, nel calpestare i diritti degli altri ed abbiamo quindi la possibilità di affermare e di difendere la giustizia? E nei confronti della pace quanto potremmo fare per contribuire a ristabilirla là dove noi o altri l'abbiamo spezzata e ciò attraverso i rapporti di stima, di solidarietà, di collaborazione, di buona volontà reciproca e di comprensione? E infine quanto ogni giorno potremmo contribuire a ricostruire l'amore, dando alle situazioni quella particolare luce di amicizia, di unione, di fraternità.
Ma per questo si tratta anche di essere disposti ad accettare un Calvario quotidiano perché ristabilire la verità, la giustizia, la pace e l'amore è un lavoro sofferto, del quale non molti ci diranno grazie, ma nel quale certamente il Padre celeste si compiacerà profondamente.
Conclusione
E concludo invitandovi nella contemplazione del Battesimo di Gesù a ricordare il dono che ne è scaturito per ognuno di noi e a invocare con insistente preghiera la grazia di rispondere alla bontà di Dio con la coerenza della nostra vita cristiana.
Intercessioni
Supplichiamo Dio Padre, sorgente di ogni santità, perché con l'esempio e l'aiuto dei santi, ci conceda di vivere in conformità con il nostro battesimo. Diciamo insieme:
Rendici santi, Signore, perché tu sei santo.
Padre santo, tu vuoi che ci chiamiamo e siamo realmente tuoi figli,
fa' che
Padre santo, che ci inviti a camminare in maniera degna della nostra vocazione, per piacere a te in ogni cosa,
fa' che portiamo frutti abbondanti di opere buone.
Padre santo, che ci hai riconciliati in Cristo,
custodisci quanti credono nel tuo nome, perché formino una cosa sola con te.
Padre santo, che ci vuoi commensali al banchetto del cielo,
donaci di crescere nella carità alla mensa del tuo corpo e della tua parola.
Padre santo, ammetti i nostri fratelli defunti alla contemplazione del tuo volto,
rendi anche noi degni della tua gloria.
PADRE NOSTRO
Padre onnipotente ed eterno, che dopo il battesimo nel fiume Giordano proclamasti il Cristo tuo diletto Figlio, mentre discendeva su di lui lo Spirito Santo, concedi a noi, tuoi figli, rinati dall'acqua e dallo Spirito, di vivere sempre nel tuo amore. Per Cristo nostro Signore.
Canto: Acqua siamo noi
Acqua siamo noi,
dall'antica sorgente veniamo,
fiumi siamo noi
se i ruscelli si mettono insieme,
mari siamo noi
se i torrenti si danno la mano,
vita nuova c'è
se Gesù è in mezzo a noi.
E ALLORA DIAMOCI
E
ED UN OCEANO DI PACE NASCERA'.
E L'EGOISMO CANCELLIAMO
E UN CUORE LIMPIDO SENTIAMO
E DIO CHE BAGNA DEL SUO AMOR L'UMANITA'.
Nuova umanità
oggi nasce da chi crede in Lui,
nuovi siamo noi
se l'amore è la legge di vita,
figli siamo noi
se non siamo divisi da niente,
vita eterna c'è
quando Lui è dentro noi.
Salmo Is 12, 3-6
Ti ringrazio, Signore; tu mi hai consolato.
Ecco, Dio è la mia salvezza;
io confiderò, non temerò mai,
perché mia forza e mio canto è il Signore;
egli è stato la mia salvezza.
Attingerete acqua con gioia
alle sorgenti della salvezza».
In quel giorno direte:
«Lodate il Signore, invocate il suo nome;
manifestate tra i popoli le sue meraviglie,
proclamate che il suo nome è sublime.
Cantate inni al Signore, perché ha fatto cose grandiose,
ciò sia noto in tutta la terra.
Gridate giulivi ed esultate, abitanti di Sion,
perché grande in mezzo a voi è il Santo di Israele».
Ringraziamo il Signore per questo dono.
Il Battesimo di Gesù, esso fu soggetto privilegiato degli artisti di tutti i secoli cristiani e la scena ruota normalmente intorno alle due figure di Gesù e di s. Giovanni, e si svolge all’aria aperta; inizialmente Gesù era raffigurato immerso nell’acqua e poi successivamente lo si è raffigurato seminudo, con il Battista che gli versa l’acqua sulla testa. In conclusione la festa del Battesimo di Gesù, è da sempre l’occasione più propizia per riflettere sul Battesimo dei cristiani; i Padri della Chiesa dicevano che Gesù scendendo nelle acque del Giordano, ha idealmente santificato le acque di tutti i Battisteri; dal più semplice e moderno, posto all’ingresso delle chiese, a quelli che si innalzano a gloria imperitura del Sacramento e dell’arte, vicino alle grandi cattedrali dei secoli scorsi. Gesù stesso nel Vangelo di s. Marco (16,16) dice: “Chi crederà e sarà battezzato, sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato”.
Antonio Borrelli
SANTA MESSA NELLA CAPPELLA SISTINA E AMMINISTRAZIONE DEL SACRAMENTO DEL BATTESIMO
OMELIA DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI
Cappella Sistina
Festa del Battesimo del Signore, 8 gennaio 2006
Cari genitori, padrini e madrine,
Cari fratelli e sorelle!
Che cosa succede nel Battesimo? Che cosa ci si aspetta dal Battesimo? Voi avete dato una risposta sulla soglia di questa Cappella: aspettiamo per i nostri bambini la vita eterna. Questo è lo scopo del Battesimo. Ma, come può essere realizzato? Come il Battesimo può dare la vita eterna? Che cosa è la vita eterna?
Si potrebbe dire con parole più semplici: aspettiamo per questi nostri bambini una vita buona; la vera vita; la felicità anche in un futuro ancora sconosciuto. Noi non siamo in grado di assicurare questo dono per tutto l'arco del futuro sconosciuto e, perciò, ci rivolgiamo al Signore per ottenere da Lui questo dono.
Alla domanda: «Come accadrà questo?» possiamo dare due risposte. La prima: nel Battesimo ciascun bambino viene inserito in una compagnia di amici che non lo abbandonerà mai nella vita e nella morte, perché questa compagnia di amici è la famiglia di Dio, che porta in sé la promessa dell'eternità. Questa compagnia di amici, questa famiglia di Dio, nella quale adesso il bambino viene inserito, lo accompagnerà sempre anche nei giorni della sofferenza, nelle notti oscure della vita; gli darà consolazione, conforto, luce. Questa compagnia, questa famiglia gli darà parole di vita eterna. Parole di luce che rispondono alle grandi sfide della vita e danno l'indicazione giusta circa la strada da prendere. Questa compagnia offre al bambino consolazione e conforto, l'amore di Dio anche sulla soglia della morte, nella valle oscura della morte. Gli darà amicizia, gli darà vita. E questa compagnia, assolutamente affidabile, non scomparirà mai. Nessuno di noi sa che cosa succederà nel nostro pianeta, nella nostra Europa, nei prossimi cinquanta, sessanta, settanta anni. Ma, su un punto siamo sicuri: la famiglia di Dio sarà sempre presente e chi appartiene a questa famiglia non sarà mai solo, avrà sempre l'amicizia sicura di Colui che è la vita.
E così siamo arrivati alla seconda risposta. Questa famiglia di Dio, questa compagnia di amici è eterna, perché è comunione con Colui che ha vinto la morte, che ha in mano le chiavi della vita. Essere nella compagnia, nella famiglia di Dio, significa essere in comunione con Cristo, che è vita e dà amore eterno oltre la morte. E se possiamo dire che amore e verità sono fonte di vita, sono la vita - e una vita senza amore non è vita - possiamo dire che questa compagnia con Colui che è vita realmente, con Colui che è il Sacramento della vita, risponderà alla vostra aspettativa, alla vostra speranza.
Sì, il Battesimo inserisce nella comunione con Cristo e così dà vita, la vita. Abbiamo così interpretato il primo dialogo che abbiamo avuto qui, sulla soglia della Cappella Sistina. Adesso, dopo la benedizione dell'acqua, seguirà un secondo dialogo di grande importanza. Il contenuto è questo: il Battesimo come abbiamo visto è un dono; il dono della vita. Ma un dono deve essere accolto, deve essere vissuto. Un dono di amicizia implica un «sì» all'amico e implica un «no» a quanto non è compatibile con questa amicizia, a quanto è incompatibile con la vita della famiglia di Dio, con la vita vera in Cristo. E così, in questo secondo dialogo, vengono pronunciati tre «no» e tre «sì». Si dice «no» e si rinuncia alle tentazioni, al peccato, al diavolo. Queste cose le conosciamo bene, ma forse proprio perché le abbiamo sentite troppe volte, queste parole non ci dicono tanto. Allora dobbiamo un po' approfondire i contenuti di questi «no». A che cosa diciamo «no»?. Solo così possiamo capire a che cosa vogliamo dire «sì».
Nella Chiesa antica questi «no» erano riassunti in una parola che per gli uomini di quel tempo era ben comprensibile: si rinuncia così si diceva alla «pompa diabuli», cioè alla promessa di vita in abbondanza, di quell'apparenza di vita che sembrava venire dal mondo pagano, dalle sue libertà, dal suo modo di vivere solo secondo ciò che piaceva. Era quindi un «no» ad una cultura apparentemente di abbondanza di vita, ma che in realtà era una «anticultura» della morte. Era il «no» a quegli spettacoli dove la morte, la crudeltà, la violenza erano diventati divertimento. Pensiamo a quanto si realizzava nel Colosseo o qui, nei giardini di Nerone, dove gli uomini erano accesi come torce viventi. La crudeltà e la violenza erano divenuti un motivo di divertimento, una vera perversione della gioia, del vero senso della vita. Questa «pompa diabuli», questa «anticultura» della morte era una perversione della gioia, era amore della menzogna, della truffa, era abuso del corpo come merce e come commercio.
E se adesso riflettiamo, possiamo dire che anche nel nostro tempo è necessario dire un «no» alla cultura ampiamente dominante della morte. Un’«anticultura» che si manifesta, per esempio, nella droga, nella fuga dal reale verso l’illusorio, verso una felicità falsa che si esprime nella menzogna, nella truffa, nell’ingiustizia, nel disprezzo dell’altro, della solidarietà, della responsabilità per i poveri e per i sofferenti; che si esprime in una sessualità che diventa puro divertimento senza responsabilità, che diventa una «cosificazione» - per così dire - dell’uomo, che non è più considerato persona, degno di un amore personale che esige fedeltà, ma diventa merce, un mero oggetto. A questa promessa di apparente felicità, a questa «pompa» di una vita apparente che in realtà è solo strumento di morte, a questa «anticultura» diciamo «no», per coltivare la cultura della vita. Per questo il «sì» cristiano, dai tempi antichi fino ad oggi, è un grande «sì» alla vita. Questo è il nostro «sì» a Cristo, il «sì» al vincitore della morte e il «sì» alla vita nel tempo e nell’eternità.
Come in questo dialogo battesimale il «no» è articolato in tre rinunce, così anche il «sì» è articolato in tre adesioni: «sì» al Dio vivente, cioè a un Dio creatore, ad una ragione creatrice che dà senso al cosmo e alla nostra vita; «sì» a Cristo, cioè a un Dio che non è rimasto nascosto ma che ha un nome, che ha parole, che ha corpo e sangue; a un Dio concreto che ci dà la vita e ci mostra la strada della vita; «sì» alla comunione della Chiesa, nella quale Cristo è il Dio vivente, che entra nel nostro tempo, entra nella nostra professione, entra nella vita di ogni giorno.
Potremmo anche dire che il volto di Dio, il contenuto di questa cultura della vita, il contenuto del nostro grande «sì», si esprime nei dieci Comandamenti, che non sono un pacco di proibizioni, di «no», ma presentano in realtà una grande visione di vita. Sono un «sì» a un Dio che dà senso al vivere (i tre primi comandamenti); «sì» alla famiglia (quarto comandamento); «sì» alla vita (quinto comandamento); «sì» all'amore responsabile (sesto comandamento); «sì» alla solidarietà, alla responsabilità sociale, alla giustizia (settimo comandamento); «sì» alla verità (ottavo comandamento), «sì» al rispetto dell’altro e di ciò che gli è proprio (nono e decimo comandamento). Questa è la filosofia della vita, è la cultura della vita, che diviene concreta e praticabile e bella nella comunione con Cristo, il Dio vivente, che cammina con noi nella compagnia dei suoi amici, nella grande famiglia della Chiesa. Il Battesimo è dono di vita. È un «sì» alla sfida di vivere veramente la vita, dicendo il «no» all'attacco della morte che si presenta con la maschera della vita; ed è «sì» al grande dono della vera vita, che si è fatta presente nel volto di Cristo, il quale si dona a noi nel Battesimo e poi nell'Eucaristia.
Questo ho detto come breve commento alle parole che nel dialogo battesimale interpretano quanto si realizza in questo Sacramento. Oltre alle parole, abbiamo i gesti ed i simboli, ma sarò molto breve nell'indicarli. Il primo gesto lo abbiamo già compiuto: è il segno della croce, che ci viene dato come scudo che deve proteggere questo bambino nella sua vita; è come un «indicatore» per la strada della vita, perché la croce è il riassunto della vita di Gesù. Poi vi sono gli elementi: l'acqua, l'unzione con l'olio, il vestito bianco e la fiamma della candela. L'acqua è simbolo della vita: il Battesimo è vita nuova in Cristo. L'olio è simbolo della forza, della salute, della bellezza, perché realmente è bello vivere in comunione con Cristo. Poi il vestito bianco, come espressione della cultura della bellezza, della cultura della vita. Ed infine la fiamma della candela, come espressione della verità che risplende nelle oscurità della storia e ci indica chi siamo, da dove veniamo e dove dobbiamo andare.
Cari padrini e madrine, cari genitori, cari fratelli, ringraziamo in questo giorno il Signore, perché Dio non si nasconde dietro le nuvole del mistero impenetrabile, ma, come ha detto il Vangelo di oggi, ha aperto i cieli, si è mostrato, parla con noi ed è con noi; vive con noi e ci guida nella nostra vita. Ringraziamo il Signore per questo dono e preghiamo per i nostri bambini, perché abbiano realmente la vita, quella vera, la vita eterna. Amen.
...
Intercessioni
Tu, o Padre, non ti stanchi mai di noi. Per questo ci hai inviato il tuo Figlio, per strapparci al potere del male e farci rinascere a vita nuova. Ascolta le nostre preghiere. A te diciamo insieme:
Ravviva in noi il tuo dono, Signore!
Ti affidiamo le nostre comunità cristiane: sappiano rendere ragione della loro speranza e siano disponibili ad accompagnare coloro che vogliono diventare cristiani. Preghiamo...
Ti affidiamo tutti quelli che hanno da poco ricevuto il Battesimo, ragazzi, giovani e adulti: la loro presenza trasmetta entusiasmo ed uno slancio nuovo alle nostre parrocchie. Preghiamo...
Ti affidiamo quelli che cercano Dio, ma anche quelli che hanno paura di impegnarsi e quelli che hanno scelto di non credere: apri il loro cuore alla tua Parola. Preghiamo...
Ti affidiamo quelli che conducono una vita troppo dura per riconoscerti, quelli che sono troppo soli e soffrono molto: non lasciar mancare loro segni concreti di fraternità e di amore. Preghiamo...
Ti affidiamo i genitori che hanno da poco avuto un bambino: fa’ che possano trasmettere affetto e tenerezza, rendili guide sagge ed autorevoli dei loro figli. Preghiamo
PADRE NOSTRO
Sì, è proprio questo, Signore Dio, il tuo Figlio prediletto: quest’uomo mescolato con la gente che va da Giovanni, il profeta, per intendere un annuncio che cambia la storia, quest’uomo senza peccato che non esita a chiedere il battesimo, lui che non ha affatto bisogno di purificarsi.
Sì, è proprio questo, Signore Dio, il tuo Figlio prediletto:non ha segni particolari di distinzione, non ha alle spalle una vita di privilegi, viene da un piccolo paese della Galilea e conosce la vita dura degli uomini del suo tempo, il lavoro faticoso, la lotta quotidiana per avere il necessario per vivere.
Sì, è proprio questo, Signore Dio, il tuo Figlio prediletto: è attraverso di lui che tu mostrerai un amore smisurato, una misericordia senza limiti. Nulla potrà fermarlo: né l’odio, né la gelosia, né le trame sottili dei furbi, né i piani astuti dei capi.
È questo il tuo Figlio prediletto:alla sua venuta si aprono i cieli perché possa scendere lo Spirito e collegare una volta per sempre il cielo e la terra, la dimora di Dio e il mondo degli uomini.
Roberto Laurita
Canto: Un solo spirito
Rit. Un solo Spirito, un solo Battesimo,
un solo Signore Gesù
nel segno dell'amore tu sei con noi,
nel nome tuo viviamo fratelli;
nel cuore la speranza che tu ci dai,
la fede che ci unisce cantiamo.
Lo Spirito Santo in voi parlerà di me; ovunque c’è un uomo al mondo sono Io.
Ognuno che crede in me fratello vostro sarà:
nel segno del Battesimo rinascerà.
Rit.
Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.
R. Amen.
Alcune preghiere e testi sono stati presi da:
http://www.maranatha.it/index.htme e da:
http://www.qumran2.net/s/; il resto dono di Gesù.
Gaetano






