CATECHESI 8.11.2007
Canto: TI ESALTO, DIO MIO RE
Ti esalto, Dio mio Re,
canterò in eterno a Te!
Io voglio lodarTi
Signor
e benedirTi, alleluia!
Il Signore è degno di ogni lode.
Non si può misurar la sua grandezza.
Ogni vivente proclama la sua gloria,
la sua opera è giustizia e verità.
Il Signore è paziente e pietoso.
Lento all’ira e ricco di Grazia.
Tenerezza per ogni creatura,
il Signore è buono verso tutti.
Il Signore protegge chi lo teme,
ma disperde i superbi di cuore.
Egli ascolta il grido del suo servo,
ogni lingua benedica il suo nome.
Segno di croce +
Una decina del Santo Rosario
Credo, Padre Nostro, 3 Ave Maria (per la fede, la speranza, la carità), Gloria al Padre.
Lodato sempre sia. Il Santissimo nome di Gesù Giuseppe e Maria.
Gesù mio perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della Tua misericordia
1° mistero della luce
Gesù è battezzato al Giordano
PADRE NOSTRO..
Dal Vangelo secondo Marco
4]si presentò Giovanni a battezzare nel deserto, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. AVE MARIA [5]Accorreva a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. AVE MARIA [6]Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, si cibava di locuste e miele selvatico AVE MARIA [7]e predicava: «Dopo di me viene uno che è più forte di me e al quale io non son degno di chinarmi per sciogliere i legacci dei suoi sandali. AVE MARIA [8]Io vi ho battezzati con acqua, ma egli vi battezzerà con lo Spirito Santo». AVE MARIA [9]In quei giorni Gesù venne da Nazaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. AVE MARIA [10]E, uscendo dall'acqua, vide aprirsi i cieli e lo Spirito discendere su di lui come una colomba. AVE MARIA [11]E si sentì una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto». AVE MARIA [12]Subito dopo lo Spirito lo sospinse nel deserto AVE MARIA [13]e vi rimase quaranta giorni, tentato da satana; stava con le fiere e gli angeli lo servivano. AVE MARIA
Dal libro del Siracide 35, 12-14.16-18
Il Signore è giudice
e non v'è presso di lui preferenza di persone.
Non è parziale con nessuno contro il povero,
anzi ascolta proprio la preghiera dell'oppresso.
Non trascura la supplica dell'orfano
né la vedova, quando si sfoga nel lamento.
Le lacrime della vedova, quando si sfoga nel lamento.
Chi venera Dio sarà accolto con benevolenza,
la sua preghiera giungerà fino alle nubi.
La preghiera dell'umile penetra le nubi,
finché non sia arrivata, non si contenta;
non desiste finché l'Altissimo non sia intervenuto,
rendendo soddisfazione ai giusti e ristabilendo l'equità.
e non v'è presso di lui preferenza di persone.
Non è parziale con nessuno contro il povero,
anzi ascolta proprio la preghiera dell'oppresso.
Non trascura la supplica dell'orfano
né la vedova, quando si sfoga nel lamento.
Le lacrime della vedova, quando si sfoga nel lamento.
Chi venera Dio sarà accolto con benevolenza,
la sua preghiera giungerà fino alle nubi.
La preghiera dell'umile penetra le nubi,
finché non sia arrivata, non si contenta;
non desiste finché l'Altissimo non sia intervenuto,
rendendo soddisfazione ai giusti e ristabilendo l'equità.
Salmo delle Lodi mattutine
Antifona
Santa Maria Vergine, nessuna donna nata al mondo simile a te, figlia e schiava dell‘altissimo Re e Padre celeste, madre del santissimo Signore nostro Gesù Cristo, sposa dello Spirito Santo; prega per noi, con San Michele Arcangelo e tutte le virtù dei cieli e tutti i santi, II tuo santissimo e diletto Figlio, il Signore e Maestro nostro.
Salmo
o Signore, Dio della salvezza *
io grido a te giorno e notte.
Giunga al tuo volto la mia preghiera; *
porgi orecchio alla mia implorazione.
Avvicinati all‘anima mia e salvala; *
liberami dai miei nemici.
Perché sei tu che mi hai tratto dal seno; *
tu sei la mia speranza fin da quando succhiavo
il petto di mia madre,
mi hanno votato a te fin dalla nascita.
Fin da quando ero nel seno della madre
tu sei il mio Dio; *
non ti allontanare da me.
Tu conosci il mio rossore, la mia vergogna; *
e la mia infamia.
Al tuo cospetto sono tutti quelli
che mi affliggono; *
il mio cuore sopportò l‘obbrobrio e la miseria.
Ho aspettato uno che si rattristasse con me,
ma non c’è; *
uno che mi consolasse, ma non l‘ho trovato.
O Dio, i malvagi sono insorti contro di me
e un‘orda di prepotenti brama brama la mia vita; *
e non si sono posti te davanti al loro volto.
Sono già contato con quelli che stanno
per discendere nel sepolcro; *
sono diventato un uomo senza aiuto,
libero fra i morti.
Tu sei il santissimo Padre mio; *
mio Re e mio Dio.
Vieni in mio aiuto;*
Signore, Dio della mia salvezza.
Abbi pietà, o Dio, abbi pietà di me; *
perchè la mia vita si affida a te.
Spererò all‘ombra delle tue ali *
aspettando che passi l‘iniquità.
Griderà al santissimo Padre mio, l‘Altissimo; *
a Dio che mi dona ogni bene.
Egli ha mandato dal cielo il suo aiuto
e mi ha liberato; *
ha svergognato i miei calpestatori.
Iddio ha steso la sua mano dal cielo
e ha mandato il suo aiuto; *
ha liberato la mia anima dai miei fortissimi, nemici
e da quelli che mi odiavano.
Hanno preparato un laccio per i miei piedi *
e hanno incurvato la mia anima.
Hanno scavato una fossa davanti a me, *
e vi sono caduti dentro.
II mio cuore pronto, o Dio, il mio cuore pronto; *
voglio cantare, voglio inneggiare.
Svegliati, gloria mia, destatevi, arpa e cetra; *
io desterò all‘alba.
Ti loderò tra i popoli, Signore, *
e ti inneggerò fra le genti.
Perchè grande fino ai cieli la tua misericordia *
e fino alle nubi la tua verità.
Ascendi alto sui cieli, o Dio; *
e la tua gloria è su tutta la terra.
Antifona
Santa Maria Vergine, nessuna donna nata al monsimile a te, figlia e schiava dell‘altissimo Re e Padre celeste, madre del santissimo Signore nostro Gesü Cristo, sposa dello Spirito Santo; prega per noi, con San Michele arcangelo e tutte le virtù dei cieli e tutti i santi, il tuo santissimo e diletto Figlio, il Signore e Maestro nostro.
Dal vangelo secondo LucaLc 18, 9-14
In quel tempo, Gesù disse ancora questa parabola per alcuni
che presumevano di esser giusti e disprezzavano gli altri:
«Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo
e l'altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava così
tra sé: O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini,
ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano.
Digiuno due volte la settimana e pago le decime di quanto
Digiuno due volte la settimana e pago le decime di quanto
possiedo. Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non
osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il
petto dicendo: O Dio, abbi pietà di me peccatore.
Io vi dico: questi tornò a casa sua giustificato, a differenza
Io vi dico: questi tornò a casa sua giustificato, a differenza
dell'altro, perché chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato».
Omelia di un Sacerdote
"Il pubblicano tornò a casa giustificato, a differenza del fariseo"
(Lc 18,9-14). "Benedetto sei tu, Padre, Signore del cielo e della
terra, perché ai piccoli hai rivelato i misteri del regno dei cieli"
(Mt 11,25). "La preghiera dell’umile penetra le nubi" (Sir 35,12-14.16-18).
La parola del Signore che ci invitava, domenica scorsa, a
La parola del Signore che ci invitava, domenica scorsa, a
perseverare nella preghiera - Dio ascolterà coloro che
perseverano nella loro preghiera - risuona ancora alle nostre
orecchie mentre il testo evangelico di oggi completa l’insegnamento
sulla preghiera: bisogna certamente pregare, e pregare con insistenza.
Ma questo non basta, bisogna pregare sempre di più. E il primo
ornamento della preghiera è la qualità dell’umiltà: essere
convinti della propria povertà, della propria imperfezione e
indegnità. Dio, come ci ricorda la lettura del Siracide, ascolta
la preghiera del povero, soprattutto del povero di spirito, cioè di
colui che sa e si dichiara senza qualità, come il pubblicano della
parabola. La preghiera del pubblicano, che Gesù approva, non
parte dai suoi meriti, né dalla sua perfezione (di cui nega l’esistenza),
ma dalla giustizia salvatrice di Dio, che, nel suo amore, può
compensare la mancanza di meriti personali: ed è questa giustizia
divina che ottiene al pubblicano, senza meriti all’attivo, di rientrare
a casa "diventato giusto", "giustificato"
GIOVANNI PAOLO I
UDIENZA GENERALE
Mercoledì 6 settembre 1978
La grande virtù dell'umiltà
I
Alla mia destra e alla mia sinistra ci sono Cardinali e Vescovi,
miei fratelli nell'episcopato. Io sono soltanto il loro fratello maggiore.
Il mio saluto affettuoso a loro e anche alle loro diocesi.Giusto
un mese fa, a Castelgandolfo, moriva Paolo VI, un grande Pontefice,
che ha reso alla Chiesa, in 15 anni, servizi enormi. Gli effetti si
vedono in parte già adesso, ma io credo che si vedranno
specialmente nel futuro. Ogni mercoledì egli veniva qui e
parlava alla gente. Nel Sinodo 1977 parecchi vescovi hanno detto:
« I discorsi di Papa Paolo del mercoledì sono una vera catechesi
adatta al mondo moderno ». Io cercherò di imitarlo, nella speranza
di poter anch'io, in qualche maniera, aiutare la gente a diventare
più buona. Per esser buoni, però, bisogna essere a posto davanti
a Dio, davanti al prossimo e davanti a noi stessi.
Davanti a Dio, la posizione giusta è quella di Abramo, che ha detto:
« Sono soltanto polvere e cenere davanti a te, o Signore! ».
Dobbiamo sentirci piccoli davanti a Dio. Quando io dico:
Signore io credo; non mi vergogno di sentirmi come un bambino
davanti alla mamma; si crede alla mamma; io credo al Signore,
a quello che Egli mi ha rivelato. I comandamenti sono un po' più
difficili, qualche volta tanto difficili da osservare; ma Dio ce li
ha dati non per capriccio, non per suo interesse, bensì unicamente
per interesse nostro.
Uno, una volta, è andato a comperare un'automobile dal concessionario.
Questi gli ha fatto un discorso: guardi che la macchina ha buone
prestazioni, la tratti bene, sa? Benzina super nel serbatoio, e, per
i giunti, olio, di quello fino. L'altro invece: Oh, no, per sua norma,
io neanche l'odore della benzina posso sopportare, e neanche l'olio;
nel serbatoio metterò spumante, che mi piace tanto e i giunti li
ungerò con la marmellata. Faccia come crede; però non venga a
lamentarsi, se finirà in un fosso, con la sua macchina! Il Signore
ha fatto qualcosa di simile con noi: ci ha dato questo corpo, animato
da un'anima intelligente, una buona volontà. Ha detto: questa
macchina vale, ma trattala bene.
Ecco i comandamenti. Onora il Padre e la Madre, non uccidere,
non arrabbiarti, sii delicato, non dire bugie, non rubare...
Se fossimo capaci di osservare i comandamenti, andremmo
meglio noi e andrebbe meglio anche il mondo. Poi c'è il
prossimo... ma il prossimo è a tre livelli: alcuni sono sopra di noi,
alcuni sono al nostro livello, altri sono sotto. Sopra ci sono
i nostri genitori. Il catechismo diceva: rispettarli, amarli, obbedirli.
Il Papa deve inculcare rispetto ed obbedienza dei figli per
i genitori. Mi dicono che qua ci sono i chierichetti di Malta.
Venga uno, per favore... I chierichetti di Malta, che, per un mese,
hanno fatto servizio in San Pietro. Allora, tu come ti chiami?
- James! - James. E, senti, sei mai stato ammalato, tu? - No.
- Ah, mai? - No. - Mai stato ammalato? - No. - Neanche una febbre?
- No. - Oh, che fortunato! Ma, quando un bambino è ammalato,
chi è che gli porta un po' di brodo, un po' di medicina? Non
è la mamma? Ecco. Dopo tu diventi grande, e la mamma diventa
vecchia, e tu diventi un gran signore, e la mamma poverina sarà
a letto ammalata. Ecco. E allora chi è che porterà alla mamma
un po' di latte e la medicina? Chi è? - Io e i miei fratelli. - Bravo!
Lui e i suoi fratelli, ha detto. E questo mi piace. Hai capito?
Ma non succede sempre. Io, vescovo di Venezia, andavo qualche
volta, nelle case di ricovero. Una volta ho trovato un'ammalata,
un' anziana: « Come va Signora? » - « Beh, da mangiare, bene!
Caldo? Riscaldamento? Bene » - « Allora è contenta Signora? »
- « No » - si è messa quasi a piangere. « Ma perché piange? »
- « Mia nuora, mio figlio non vengono mai a trovarmi. Vorre
i vedere i nipotini ». Non basta il caldo, il cibo, c'è un cuore;
bisogna pensare anche al cuore dei nostri vecchi.
Il Signore ha detto che i genitori devono essere rispettati e amati,
anche quando sono vecchi. E oltre ai genitori c'è lo Stato, ci
sono i Superiori. Può il Papa raccomandare l'obbedienza?
Bossuet, che era un grande vescovo, ha scritto: « Dove nessuno
comanda tutti comandano. Dove tutti comandano, nessuno più
comanda, ma il caos ». Qualche volta si vede anche in questo
mondo qualcosa del genere. Quindi rispettiamo quelli che sono
superiori. Poi ci sono i nostri eguali. E qui, di solito, ci sono
due virtù da osservare: la giustizia, la carità. Ma la carità è
l'anima della giustizia.
Bisogna voler bene al prossimo, il Signore ce l'ha raccomandato
tanto. Io raccomando sempre non solo le grandi carità, ma le
piccole carità. Ho letto in un libro, scritto da Carnegie, americano,
intitolato « l'arte di far gli amici », questo piccolo episodio: una
signora aveva quattro uomini in casa: il marito, un fratello, due
figli grandi. Lei sola doveva fare le spese, lei la biancheria e stirare,
lei la cucina, lei tutto. Una domenica vengono a casa. La tavola è
preparata per il pranzo, ma sul piatto c'è solo un pugnetto di fieno.
Oh! Gli altri protestano e dicono: cosa, fieno! e lei dice « no, è
tutto preparato. Lasciate che vi dica: cambio i cibi, vi tengo puliti,
faccio di tutto.
Mai, mai una volta che abbiate detto: ci hai preparato un bel
pranzetto. Ma dite qualche cosa! Non sono di sasso. Si lavora
più volentieri, quando si è riconosciuti. Sono le piccole carità.
In casa nostra abbiamo tutti qualcuno, che aspetta un
complimento ». Ci sono i più piccoli di noi, ci sono i bambini,
i malati, perfino i peccatori. Io sono stato molto vicino, come
vescovo, anche a quelli che non credono in Dio. Mi son fatto
l'idea che essi combattono, spesso, non Dio, ma l'idea sbagliata
che essi hanno di Dio.
Quanta misericordia bisogna avere! E anche quelli che sbagliano...
Bisogna veramente essere a posto con noi stessi. Mi limito
a raccomandare una virtù, tanto cara al Signore: ha detto:
imparate da me che sono mite e umile di cuore. Io rischio
di dire uno sproposito, ma lo dico: il Signore tanto ama
l'umiltà che, a volte, permette dei peccati gravi. Perché?
perché quelli che li hanno commessi, questi peccati, dopo,
pentiti, restino umili.
Non vien voglia di credersi dei mezzi santi, dei mezzi angeli,
quando si sa di aver commesso delle mancanze gravi. Il Signore
ha tanto raccomandato: siate umili. Anche se avete fatto delle
grandi cose, dite: siamo servi inutili. Invece la tendenza, in noi
tutti, è piuttosto al contrario: mettersi in mostra. Bassi, bassi:
è la virtù cristiana che riguarda noi stessi.
Alle coppie di sposi novelli
La presenza di sposi novelli commuove particolarmente,
perché la famiglia è una grande cosa. Io una volta ho scritto
un articolo sul giornale e mi sono permesso di scherzare,
citando Montaigne, uno scrittore francese, il quale diceva:
« Il matrimonio è come una gabbia: quelli che son fuori,
fanno di tutto per entrare, quelli che son dentro fan di tutto
per uscire ». No no no.
Però, però alcuni giorni dopo mi è capitata una lettera
di un vecchio Provveditore agli studi, che aveva scritto
libri e mi ha rimproverato dicendo: « Eccellenza, ha fatto
male a citare Montaigne, io e mia moglie ci siamo uniti
da 60 anni ed ogni giorno è come il primo giorno ».
Anzi, mi ha citato un altro poeta francese, in francese,
ma io lo dico in italiano: ti amo ogni giorno di più:
oggi molto più di ieri, ma molto meno di domani. E faccio
l'augurio che, a voi, succeda la stessa cosa.
Intercessioni: Il pubblicano diceva: «O Dio, abbi pietà
di me peccatore». E tornò a casa sua giustificato.
Rit.: Convertici, o Signore.
Perché la Chiesa insegni all'umanità la speranza, indichi la via della pace e della concordia, evidenzi con fede i segni di Dio presenti oggi nel mondo.
Preghiamo:
Perché il popolo cristiano, anche nell'avvicendarsi dei tempi e delle stagioni, riconosca la benevolenza del Padre che dona sempre cose nuove per la gioia di tutti gli uomini.
Preghiamo:
Perché la lettura o l'ascolto delle notizie e avvenimenti quotidiani, si trasformi in preghiera di supplica e di intercessione, per la diffusione del regno di Dio.
Preghiamo:
Perché ogni istituzione civile e religiosa si rinnovi all'ascolto delle esigenze e delle necessità emergenti per il bene comune.
Preghiamo:
Perché gli ordini e le congregazioni dei religiosi si dedichino con generosità e spontaneità alle nuove forme di povertà e di emarginazione della società.
Preghiamo:
Perché la Chiesa insegni all'umanità la speranza, indichi la via della pace e della concordia, evidenzi con fede i segni di Dio presenti oggi nel mondo.
Preghiamo:
Perché il popolo cristiano, anche nell'avvicendarsi dei tempi e delle stagioni, riconosca la benevolenza del Padre che dona sempre cose nuove per la gioia di tutti gli uomini.
Preghiamo:
Perché la lettura o l'ascolto delle notizie e avvenimenti quotidiani, si trasformi in preghiera di supplica e di intercessione, per la diffusione del regno di Dio.
Preghiamo:
Perché ogni istituzione civile e religiosa si rinnovi all'ascolto delle esigenze e delle necessità emergenti per il bene comune.
Preghiamo:
Perché gli ordini e le congregazioni dei religiosi si dedichino con generosità e spontaneità alle nuove forme di povertà e di emarginazione della società.
Preghiamo:
Padre nostro.
Padre nostro, che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.
Orazione
Dio onnipotente ed eterno, accresci in noi la fede, la speranza e la carità, e perché possiamo ottenere ciò che prometti, fa' che amiamo ciò che comandi. Per il nostro Signore.
Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.
R. Amen.
Canto: Popoli tutti acclamate
Mio Dio, Signore, nulla è pari a Te.
ora e per sempre, voglio lodare
il Tuo grande amor per me.
Mia roccia Tu sei,
pace e conforto mi dai.
Con tutto il cuore e le mie forze,
sempre io Ti adorerò.
POPOLI TUTTI ACCLAMATE AL SIGNORE
GLORIA E POTENZA CANTIAMO AL RE,
MARI E MONTI SI PROSTINO A TE,
AL TUO NOME, O SIGNORE.
CANTO DI GIOIA PER QUELLO CHE FAI,
PER SEMPRE SIGNORE CON TE RESTERO',
NON C'E' PROMESSA, NON C'E' FEDELTA' CHE IN TE.
Mio Dio, Creatore,
tutto parla di Te,
ora e per sempre voglio cantare
la Tua presenza qui tra noi.
Mia forza, Tu sei,
scudo e difesa mi dai,
con tutto me stesso e la mia vita,
sempre io Ti amerò!
Rit.






