EPIFANIA DEL SIGNORE
Canto: Popoli tutti acclamate
Mio Dio, Signore, nulla è pari a Te.
ora e per sempre, voglio lodare
il Tuo grande amor per me.
Mia roccia Tu sei,
pace e conforto mi dai.
Con tutto il cuore e le mie forze,
sempre io Ti adorerò.
POPOLI TUTTI ACCLAMATE AL SIGNORE
GLORIA E POTENZA CANTIAMO AL RE,
MARI E MONTI SI PROSTINO A TE,
AL TUO NOME, O SIGNORE.
CANTO DI GIOIA PER QUELLO CHE FAI,
PER SEMPRE SIGNORE CON TE RESTERO',
NON C'E' PROMESSA, NON C'E' FEDELTA' CHE IN TE.
Mio Dio, Creatore,
tutto parla di Te,
ora e per sempre voglio cantare
Mia forza, Tu sei,
scudo e difesa mi dai,
con tutto me stesso
e la mia vita,
sempre io Ti amerò!
Rit.
+Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen.
C’è sempre una stella in cielo
Facilmente ogni discorso sull’ «unità», in qualsiasi campo, rischia di essere frainteso. Spesso si pretende per unità una piatta uniformità: l’annullamento di ogni differenza individuale, un totale livellamento. Si inaugura così un sistema di facili etichette e di facili ostracismi. Chi non si adegua alla media viene bollato come estremista o come reazionario o come eretico. Eppure la diversità e la varietà dei caratteri delle nazioni sono la ricchezza dell’umanità. Anche il fatto che
Il cristiano non può rifiutare aprioristicamente la novità o l’originalità per se stesse; deve prima verificare se esse non siano magari una nuova dimensione della fede nell’Unico Cristo. Molte esperienze attuali, che qualche volta scandalizzano i tutori dell’uniformità (non dell’unità), sono il segno del rigoglio della vita della Chiesa. Cristo ci dà la misura di ogni cosa: Ama Dio con tutto il tuo cuore, amatevi come io vi ho amato . Questa è la stella da seguire, per giungere al nostro autentico e unico centro di unità: «il mistero di cui (il Padre) ci ha fatti partecipi» (orazione dopo la comunione).
Il Signore ha manifestato in tutto il mondo la sua salvezza
Dai «Discorsi» di san Leone Magno, papa per l'Epifania.
Figli carissimi, ammaestrati da questi misteri della grazia divina, celebriamo nella gioia dello spirito il giorno della nostra nascita e l'inizio della chiamata alla fede di tutte le genti. Ringraziamo Dio misericordioso che, come afferma l'Apostolo, «ci ha messo in grado di partecipare alla sorte dei santi nella luce. E' lui che ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasferiti nel regno del suo Figlio diletto». L'aveva annunziato Isaia: Il popolo dei Gentili, che sedeva nelle tenebre, vide una grande luce e su quanti abitavano nella terra tenebrosa una luce rifulse. Di essi ancora Isaia dice al Signore: Popoli che non ti conoscono ti invocheremo, e popoli che ti ignorano accorreranno a te.
«Abramo vide questo giorno e gioì ». Gioì quando conobbe che i figli della sua fede sarebbero stati benedetti nella sua discendenza, cioè nel Cristo, e quando intravide che per la sua fede sarebbe diventato padre di tutti i popoli. Diede gloria a Dio, pienamente convinto che quanto il Signore aveva promesso lo avrebbe attuato. Questo giorno cantava nei salmi David dicendo: «Tutti i popoli che hai creato verranno e si prostreranno davanti a te, o Signore, per dare gloria al tuo nome» ; e ancora: «Il Signore ha manifestato la sua salvezza, agli occhi dei popoli ha rivelato la sua giustizia».
Tutto questo, lo sappiamo, si è realizzato quando i tre magi, chiamati dai loro lontani paesi, furono condotti da una stella a conoscere e adorare il Re del cielo e della terra. Questa stella ci esorta particolarmente a imitare il servizio che essa prestò, nel senso che dobbiamo seguire, con tutte le nostre forze, la grazia che invita tutti al Cristo. In questo impegno, miei cari, dovete tutti aiutarvi l'un l'altro. Risplendete così come figli della luce nel regno di Dio, dove conducono la retta fede e le buone opere. Per il nostro Signore Gesù Cristo che con Dio Padre e con lo Spirito Santo vive e regna per tutti i secoli dei secoli. Amen.
Salmo Responsoriale Dal Salmo 71
Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra.
Dio, da' al re il tuo giudizio,
al figlio del re la tua giustizia;
regga con giustizia il tuo popolo
e i tuoi poveri con rettitudine.
Nei suoi giorni fiorirà la giustizia
e abbonderà la pace,
finché non si spenga la luna.
E dominerà da mare a mare,
dal fiume sino ai confini della terra.
Il re di Tarsis e delle isole porteranno offerte,
i re degli Arabi e di Saba offriranno tributi.
A lui tutti i re si prostreranno,
lo serviranno tutte le nazioni.
Egli libererà il povero che grida
e il misero che non trova aiuto,
avrà pietà del debole e del povero
e salverà la vita dei suoi miseri.
Canto al Vangelo
I cieli narrano la gloria di Dio e il firmamento annuncia l’opera sua. Alleluia…
Il giorno al giorno ne affida il messaggio, la notte alla notte ne trasmette notizia, non è linguaggio, non sono parole di cui non si oda il suono. Rit.
Dal vangelo secondo Matteo Mt 2,1-12
Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: «Dov'è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo». All'udire queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s'informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: "E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda: da te uscirà infatti un capo che pascerà il mio popolo, Israele" ».
Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme esortandoli: «Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo».
Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese.
Canto: Davanti al Re!
Davanti al Re, c'inchiniamo insiem per adorarlo
con tutto il cuor.
Verso di lui eleviamo insieme canti di gloria
al nostro Re dei Re!
La notte dell'epifania è la tredicesima notte, quella tra il 5 e 6 gennaio. Epifania, dal greco epipháneia, significa apparizione, manifestazione, rivelazione. Si tratta d'una festa che ha avuto origine vaga e sviluppi contorti. Si cominciò a celebrarla in Oriente già nel II secolo, quale festa battesimale di Cristo. Poi fu modificata in festa inneggiante a tre manifestazioni di Gesù: la nascita, il battesimo, il miracolo di Cana. Tra il IV e il V secolo la celebrazione dell'epifania giunse e si affermò a Roma, dove venne collocata al 6 gennaio per ricordare l'arrivo dei Re Magi e i tre doni simbolici che essi offrirono al Bambinello.
Padre Raniero Cantalamessa
"Tre prodigi celebriamo in questo giorno santo: oggi la stella guida i magi al presepe, oggi l'acqua è mutata in vino alle nozze di Cana, oggi Cristo è battezzato da Giovanni nel Giordano per la nostra salvezza". Con queste parole, la liturgia descrive il contenuto della festa odierna; esso consiste nella triplice rivelazione di Cristo: ai magi, alle nozze di Cana e nel battesimo di Gesù nel Giordano. Ciò che indusse, fin dai tempi più remoti, a riunire questi tre eventi in una sola festa è il loro significato comune di manifestazione (in greco: epifania). Gesù in essi si rivela progressivamente per quello che è in realtà, cioè il Messia e il Salvatore.
Cristo si rivela a ogni popolo e a ogni categoria di persone con segni ad essi appropriati e comprensibili. Ai semplici pastori, manda un angelo; ai sapienti, abituati a scrutare il corso degli astri, manda una stella; per i giudei, attaccati ai segni, dà un segno, cioè un miracolo: muta l'acqua in vino. Con quali segni Cristo si manifesta agli uomini del nostro tempo? Il Concilio Vaticano II ha dedicato una grande attenzione ai "segni dei tempi" (Gaudium et Spes, n. 11). Fra essi pone il senso di solidarietà e di interdipendenza che si va sviluppando tra i popoli, l'ecumenismo dei cristiań i, la promozione dei laici, la liberazione della donna, il senso nuovo della libertà religiosa.
Quando Gesù parlava dei "segni dei tempi", intendeva soprattutto i segni messianici: "I ciechi ricuperano la vista, gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti, i sordi riacquistano l'udito, i morti risuscitano, ai poveri è predicata la buona novella" (Mt. 11, 5). Ci sono oggi di questi segni? Certo che ci sono! Ciechi che ricuperano la luce della fede e della speranza al contatto con la parola di Dio; zoppi spirituali (e talvolta anche corporali) che si alzano e camminano; prigionieri di sé, del male o degli uomini che si liberano dalle catene; gente, insomma, che per la potenza di Cristo e del suo Spirito si converte e vive.
Gesù insiste in particolare su uno di questi segni: "Ai poveri è annunziata la buona novella" (Lc. 7, 22). Non è un segno che è all'opera nella Chiesa quest'ansia, così tipica della nostra epoca, che la buona novella giunga ai poveri? Forse noi oggi siamo in grado di scoprire un significato nuovo in quel detto di Gesù: "Me non mi avrete sempre con voi, ma i poveri li avrete sempre" (cf. Mt. 26, 11); come dire: quando io non sarò più con voi fisicamente, ci saranno i poveri che mi rappresenteranno: fate ad essi quel che vorreste fare a me!
L'andata del Vangelo ai poveri può apparire talvolta troppo lenta e incerta e non sempre coerente, ma sarebbe ingiusto negare che in tutta
Canto: MAESTA'
Maestà, gloriosa Maestà,
a Gesù sia la lode, la gloria e l'onor!
Maestà, divina autorità,
vien dal suo tron, gloria al Signor,
vien dal suo amor!
Su lodiam ed esaltiam Gesù Signore!
Adoriam, glorifichiam
Il nostro Re!
Maestà, divina autorità,
Gesù morì, nel ciel salì
qual re dei re!
Non sei venuto solo per Israele,
per il popolo della promessa,
per la gente della prima alleanza:
a coloro che cercano con cuore sincero,
a coloro che desiderano incontrarti
prima o poi tu ti manifesti e ti fai riconoscere.
Nella storia dei Magi, Gesù,
io posso allora riconoscere
qualche frammento della mia avventura.
Sì, anch’io scruto i cieli e la terra
per scorgere i segni della tua presenza,
per imbattermi nelle tracce
di un mondo nuovo.
E quando scorgo qualche stella
che fende con la sua luce l’oscurità profonda
sento che è giunto il momento di partire
perché il credente è sempre un viandante,
un pellegrino che non ha paura di camminare,
di fare strada, di patire fame e sete
pur di arrivare al luogo dell’incontro.
Si, anch’io percorro le Scritture
per trovare una risposta
alle domande che da tanto tempo
mi porto dentro. Apro il libro come un povero
che non vuole accumulare cultura,
ma trovare l’acqua e il pane buono
che sostengono il suo cammino.
Apro il libro per ricevere le indicazioni preziose
che mi condurranno all’appuntamento con te.
Sì, anch’io non vengo a mani vuote.
Ti porto doni che non sono quotati in borsa,
ma valgono ai tuoi occhi limpidi e buoni;
ti offro la mia fede, con la speranza e la carità.
Invocazioni
Oggi in Gesù salvatore sono benedetti tutti i popoli della terra. Noi, che abbiamo già avuto il dono di entrare in questa benedizione, ci rendiamo interpreti dell’attesa universale di salvezza.
Preghiamo insieme:
Cristo, luce del mondo: ti preghiamo, ascoltaci!
Per le Chiese giovani e quelle di antica tradizione, perché crescano insieme e si aiutino come Chiese sorelle, nel comune intento di educare nuove generazioni di discepoli e apostoli del Vangelo, preghiamo.
Per i pastori del popolo di Dio e i loro collaboratori, perché a imitazione della Vergine Madre manifestino ai vicini e ai lontani Cristo vera luce del mondo, preghiamo.
Per le famiglie riunite nella solennità dell’Epifania, perché diventino anch’esse una comunità evangelizzante e sappiano comunicare il dono della fede a tutte le persone che incontrano nel cammino, preghiamo.
Per gli uomini della cultura e della ricerca scientifica, perché sappiano riconoscere i segni di Dio nella creazione e come i santi Magi si aprano al dono della verità tutta intera, preghiamo.
O Cristo, che fosti annunziato ai pagani, apri i cuori degli uomini per la grazia dello Spirito Santo, preghiamo
Re della gloria, che governi con giustizia il tuo popolo, concedi a tutti gli uomini un'era di fraternità e di pace, preghiamo.
Re eterno, che estendi il tuo dominio su tutte le generazioni, ristora il nostro spirito con l'acqua viva della tua parola, preghiamo.
Per quanti quotidianamente incontriamo, perché sappiamo condividere gioie e dolori e scambiarci i doni dell’amicizia riconoscendo gli uni negli altri il riflesso della gloria divina, preghiamo.
Signore, il cui nome è benedetto nei secoli, mostra ai nostri fratelli defunti le meraviglie del tuo amore, preghiamo.
PADRE NOSTRO
Signore Gesù, re della gloria, esaudisci la preghiera unanime che si elèva da ogni parte della terra, e fa’ che tutti i popoli sotto la guida dello Spirito Santo vengano a te raggianti della tua luce. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.
Canto: GRANDE SEI O MIO SIGNOR.
Grande sei o mio Signor, Re in eterno resterai.
L'anima mia riposa solo in te, che mi perdoni e mi consoli.
Con te voglio abitare o Re, con te che siedi su nel ciel,
con te che hai, tutto ai piedi tuoi, tu sei l'Amore, tu sei Gesù, il Re!
Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.
R. Amen.
Alcune preghiere e testi sono stati presi da:
http://www.maranatha.it/index.htme e da:
http://www.qumran2.net/s/; il resto dono di Gesù bambino.
Gaetano






