LA GIORNATA DELLA SANTIFICAZIONE UNIVERSALE
La Chiesa madre di santi
IL SENSO DELLA GIORNATA

DISCENDI SANTO SPIRITO
Discendi, santo Spirito,
le nostre menti illumina;
del ciel la grazia accordaci
tu, creator degli uomini.
Chiamato sei Paraclito
e dono dell’Altissimo;
sorgente limpidissima,
d’amore fiamma vivida.
I sette doni mandaci,
onnipotente Spirito;
le nostre labbra trepide
in te sapienza attingano.
I nostri sensi illumina,
fervor nei cuori infondici;
rinvigorisci l’anima
nei nostri corpi deboli.
Dal male tu ci libera,
serena pace affrettaci;
con te vogliamo vincere
i danni che ci incombono.
Il Padre tu rivelaci
e il Figlio, unigenito;
per sempre tutti credano
in te, divino Spirito.
Amen.
Volti inquieti e disorientati, corse frenetiche contro il tempo, ansia e depressione dilaganti, organizzazione astuta del male…:questo scenario è l’”oggi” nel quale Dio ci chiama a ripetere la sua Parola d’amore. “Siate santi” - “Siate misericordiosi” - “Anche voi venite impiegati come pietre vive” - “Chiamati a dare ragione della speranza che è in voi”.L’invito affascinante ed esigente di Cristo risuona dall’alto della Montagna e raggiunge ciascun uomo. “Mettere la persona al centro costituisce una chiave preziosa per rinnovare in senso missionario la pastorale e superare il rischio del ripiegamento, che può colpire le nostre comunità” (Rigenerati per una speranza viva (1 Pt 1 , 3): testimoni del grande “sì” di Dio all’uomo, 22). La Chiesa impara dal Maestro a fissare, guardare e amare ogni persona, a esaminare ogni cosa e tenere ciò che è buono (cfr 1Ts 5, 21), narrando l’opera di Dio nella storia dell’umanità. La GIORNATA della SANTIFICAZIONE UNIVERSALE, che il Movimento Pro Sanctitate ripropone annualmente dal 1957, è un’occasione opportuna e preziosa per raggiungere gli uomini del nostro tempo con la Buona Notizia ell’amore infinito di Dio, che chiama a una risposta di amore ogni giorno sempre più grande, fino alla santità, fino alla felicità piena. La Nota Pastorale della CEI ribadisce “il primato di Dio nella vita e nella pastorale della Chiesa” e invita all’ ssunzione della santità quale misura alta e irrinunciabile del nostro essere cristiani”. Il dono della santità partecipato agli uomini affonda le sue radici nel cuore di Dio Trinità è manifestato in Cristo, condiviso nella Chiesa e annunciato al mondo. Nella Chiesa anche il Movimento Pro Sanctitate è in ricerca di vie e linguaggi per contagiare tutti della gioia del Crocifisso Risorto.Il Servo di Dio Guglielmo Giaquinta, profondo conoscitore dell’animo umano, ha ideato la Giornata della Santificazione Universale come Universale una “via” per celebrare e annunciare la chiamata universale alla santità. Consapevole che Cristo guarda l’uomo, tutto l’uomo, ha indicato anche i linguaggi attraverso i quali aggiungere la singola persona, la comunità ecclesiale, gli ambienti di vita. Le esigenze profonde del cammino di sequela ttraversano il cuore per divenire risposta a Dio e capacità di relazioni umane vere. Ciò richiede un’attenzione privilegiata alla formazione umana e spirituale, attraverso il cammino dell’ascesi quotidiana che libera, guarisce, cristifica.
L’aspetto celebrativo della Giornata - spesso concretizzato nella celebrazione dell’Eucaristia e nell’adorazione - trova riscontro nell’esigenza intima dell’uomo di incontrarsi a tu per tu con Dio, di affidarsi a lui, di ricevere da lui gioia e festa. Lungi dall’essere momento solo personale, la celebrazione coinvolge la comunità ecclesiale perché, mentre fa memoria dei santi e ne intercede di nuovi, si apre all’accoglienza piena di ogni uomo e donna che, seppur fragile, è oggetto dell’infinito amore di Dio e reso da lui capace di grande amore.
Proprio il criterio della “vicinanza” spinge a comprendere nella Giornata della Santificazione Universale un serio impegno di mediazione per far sì che le verità credute sappiano coniugarsi con il vissuto e contribuire alla elaborazione di una cultura della spiritualità e della santità. La sfida educativa, che impegna la Chiesa italiana del Terzo Millennio, trova anche in questa Giornata, il cui contenuto è sviluppato nei cammini di formazione permanente, una espressione di comunione e il frutto di una profonda spiritualità che anima la vita del Movimento Pro Sanctitate.
La formazione delle coscienze trova poi il suo naturale ambito di concretizzazione nella qualità delle relazioni, nel contributo reale per una società fraterna, in sintesi in una continua missione a trecentosessanta gradi. Missione che miri non solo a comunicare con la testimonianza e le parole la bellezza del cammino di santità ma che si ponga accanto agli altri - singoli e gruppi - per edificare con loro il mondo nuovo di santi e di fratelli, di cui il Cristo è il Cuore. La Giornata della Santificazione Universale si pone, anche nel 2007, come una via privilegiata per raggiungere l’uomo. E noi desideriamo percorrerla per incontrare i fratelli e con loro raggiungere insieme Cristo e riconoscerlo “Maestro”.
IL TEMA DELLA GIORNATA
La Chiesa madre di santi - 60° anniversario del Movimento Pro Sanctitate Numerose sono le immagini della Chiesa nella Sacra Scrittura, soprattutto nel Nuovo Testamento. L’elenco di esse potrebbe poi essere notevolmente arricchito con le espressioni contenute nella Lumen Gentium (n. 6) tra cui quella della Chiesa famiglia di Dio, famiglia del Padre. Questa similitudine si rifà al passo di Giovanni (11, 52) già citato, in cui l’Evangelista ricorda la profezia secondo la quale Gesù doveva riunire in unità i figli di Dio che erano dispersi nel mondo. La Chiesa dunque è la raccolta dei figli di Dio che erano dispersi nel mondo e che Cristo ha attratti a sé nella unità della famiglia del Padre.
In essa (nella Chiesa) si nota una realtà bipolare, ovvero bivalente. Cristo infatti è Figlio del Padre, primogenito ma contemporaneamente generante la Chiesa. Egli genera la Chiesa già nel suo costituirsi membro della umanità: nel momento in cui Cristo assume l’umanità genera l’uomo nuovo, e quindi la Chiesa. Ma la genera in pienezza sul Calvario quando dal suo costato squarciato esce sangue ed acqua. È questa una immagine cara ai Padri della Chiesa, che essi uniscono a quella relativa al rapporto esistente, secondo la Lettera ai Romani (Rm 5, 12ss), tra il primo e il secondo Adamo: come dal primo Adamo assopito nel sonno Dio suscita la prima Eva, così dal secondo Adamo (Cristo), addormentato sulla croce, nasce la seconda Eva, la Chiesa prefigurata in Maria. In questa immagine c’è dunque una identificazione tra Maria e la Chiesa di cui Maria è esemplare e primo membro. Cristo perciò è il primogenito dei fratelli e contemporaneamente il generatore di essi. Questa sua realtà - essere contemporaneamente primogenito e genitore - viene poi trasmessa agli Apostoli i quali sono anch’essi, contemporaneamente, membri della Chiesa e generatori della Chiesa, e quindi i continuatori attuali dell’opera di Cristo quali strumenti di una generazione che continua nel tempo. Secondo un testo di Agostino infatti è Pietro che battezza ma, in realtà, è Cristo che battezza, perché gli Apostoli sono i continuatori e gli strumenti dell’opera di Cristo. Si è già detto che l’azione di Cristo nei confronti della Chiesa è bipolare; ma Cristo non solo genera la Chiesa ma la fa diventare se stesso. Si può dire che Cristo è autogenerantesi in quanto genera la Chiesa suo Corpo Mistico. Inoltre Cristo, primogenito e generante, è anche sposo della Chiesa (Ap 21, 1-2). Questa molteplicità di aspetti veramente sconvolgente fa comprendere che si è di fronte ad un mistero con delle sfaccettature completamente differenti l’una dall’altra, tali da poter sembrare, ad uno sguardo superficiale, realtà contrastanti.
Si tratta invece di aspetti differenziati di una realtà più profonda che è il mistero di Cristo che si congiunge con l’umanità. […] I santi tendono verso la santità e indicano a noi quale deve essere il nostro cammino. Per questo sono nostri fratelli e nostri modelli. Noi possiamo e dobbiamo imitarli perché sono uomini come noi, con la stessa possibilità di peccato e con la stessa realtà di miseria che noi sperimentiamo tanto spesso. I santi hanno ciascuno un proprio carattere di eccezionalità quale tratto specifico di quella infinita irradiazione che emana dal volto di Cristo. Dall’unione di tutti questi raggi e dalla lettura dei vari tasselli di mosaico della loro vita, si delinea la storia della Chiesa e, in questa storia, il volto di Cristo. Di solito ci si accosta al tema della chiamata alla santità e del massimalismo come ad un mondo utopico di sogno. I santi ci dicono che la santità è una realtà che esiste perché è stata da loro vissuta. Essa dunque non è una utopia nel senso di assurdità, fiaba, o chimera o sogno, ma una realtà a cui i santi sono giunti, che hanno realizzato e che quindi noi possiamo, come loro, e dietro loro e con il loro aiuto, realizzare. I santi sono scaglionati lungo i secoli e ogni ecolo ha i suoi santi che spesso fioriscono a grappoli. Così, per esempio, è stato a Roma nel 1500 - ve ne sono almeno una quindicina, uno più rande dell’altro, uno più taumaturgo dell’altro, uno più eccezionale dell’altro - e così a Torino nel 1800, e così un po’ in tutta Italia nel 1900. E non solo in Italia! I santi sono la dimostrazione che la Chiesa è santa e costituiscono la risposta della Chiesa alle sollecitazioni dello Spirito, ma insieme la risposta dello Spirito alle esigenze della Chiesa. Il mondo e la Chiesa hanno bisogno e lo Spirito suscita i santi;la Chiesa risponde ando ai suoi figli la capacità della risposta, realizzando così una interazione continua tra Chiesa e Spirito, Spirito e Chiesa, mondo e Spirito. I santi, questi nostri fratelli, dimostrano dunque la santità della Chiesa e la presenza dello Spirito Santo che dà la capacità di ealizzare in pienezza il piano di amore massimalista. Tutti noi siamo chiamati a vivere la santità, chiamati, cioè, secondo le possibilità individuali, a esercitare le virtù in grado eroico anche se non tutti siamo chiamati a compiere opere eccezionali. da La Spiritualità del Movimento Pro Sanctitate
SANTA CHIESA DI DIO
Santa Chiesa di Dio, che cammini nel tempo,
il Signore ti guida: Egli è sempre con te.
Cristo vive nel tempo, nella gloria dei santi;
Cristo vive nell’uomo e cammina con noi
per le strade del mondo, verso l’eternità.
Dite grazie a Dio per il sole che splende;
dite grazie al Padre che ci dona Gesù.
Per la pace nel mondo invochiamo il Signore;
per chi soffre e muore invochiamo pietà.
Gloria al Padre che crea, gloria al Figlio che salva,
allo Spirito Santo fonte di carità.
Nella casa del Padre inondata di gloria,
celebriamo la Pasqua del suo Figlio Gesù.
Salga in cielo la lode al Signore del mondo;
scenda in terra l’amore, regni la carità.
Alla Vergine santa eleviamo la lode:
alla Madre di Dio, che ci dona Gesù.
SANTO ROSARIO
Misteri della luce
La Chiesa è Cristo vivente nei tempi. Nella Chiesa Cristo ha deposto tutte le ricchezze del suo cuore, per cui tali ricchezze o non si trovano fuori della Chiesa, o vi si trovano in forma assai ridotta. La Chiesa potrebbe essere chiamata il grande serbatoio dell’amore di Cristo, lo scrigno del suo cuore, in cui sono questi tesori di sapienza e di cienza che costituiscono i mezzi per la santità e quindi la santità stessa, cioè la pienezza dell’amore. È proprio grazie a questi mezzi che nella Chiesa è possibile raggiungere la santità con maggiore facilità che non fuori.La santità, Servo di Dio Guglielmo Giaquinta.
1° Mistero Il battesimo di Gesù
PADRE NOSTRO
Gv 1, 32-34
[32]Giovanni rese testimonianza dicendo: «Ho visto lo Spirito scendere come una colomba dal cielo e posarsi su di lui. [33]Io non lo conoscevo, ma chi mi ha inviato a battezzare con acqua mi aveva detto: L'uomo sul quale vedrai scendere e rimanere lo Spirito è colui che battezza in Spirito Santo. [34]E io ho visto e ho reso testimonianza che questi è il Figlio di Dio».
La Chiesa è santa, in quanto Dio Santissimo è il suo autore; Cristo ha dato se stesso per lei, per santificarla e renderla santificante; lo Spirito Santo la vivifica con la carità. In essa si trova la pienezza dei mezzi di salvezza. La santità è la vocazione di ogni suo membro e il fine di ogni sua attività. La Chiesa annovera al suo interno la Vergine Maria e innumerevoli Santi, quali modelli e intercessori. La santità della Chiesa è la sorgente della santificazione dei suoi figli, i quali, qui sulla terra, si riconoscono tutti peccatori, sempre bisognosi di conversione e di purificazione.Catechismo della Chiesa Cattolica, Compendio 165. 823-829; 867
10 AVE MARIA
GLORIA AL PADRE
O Maria, ottienici di corrispondere all’amicizia che Cristo ha stretto con noi nel battesimo.
2° Mistero Gesù alle nozze di Cana
PADRE NOSTRO
Gv 2, 2-5
[2]Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. [3]Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino». [4]E Gesù rispose: «Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora». [5]La madre dice ai servi: «Fate quello che vi dirà».
Con la premura materna testimoniata alle nozze di Cana, Maria sembra dirci: “Non abbiate tentennamenti, fidatevi della parola di mio Figlio. Egli che fu capace di cambiare l’acqua in vino, è ugualmente capace di fare del pane e del vino il suo corpo e il suo sangue, consegnando in uesto mistero ai credenti la memoria viva della sua Pasqua, per farsi in tal modo, “pane di vita”. Ecclesia de Eucharistia, n. 48
10 AVE MARIA
GLORIA AL PADRE
O Maria, ti chiediamo di trasformare l’acqua insipida e fredda dell’egoismo umano nel vino forte e generoso della carità, perché nascano moltitudini di santi.
3° Mistero Gesù annuncia il Regno di Dio
PADRE NOSTRO
Mc 1, 14-15
[14]Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva: [15]«Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo».
La Chiesa, ossia il regno di Cristo già presente in mistero, per la potenza di Dio cresce visibilmente nel mondo. Ogni volta che il acrificio della Croce viene celebrato sull’altare, si effettua l’opera della nostra redenzione. I cristiani si sentano più che mai impegnati a non rascurare i doveri della loro cittadinanza terrena. È loro compito contribuire con la luce del Vangelo all’edificazione di un mondo a misura d’uomo e pienamente rispondente al disegno di Dio. Ecclesia de Eucharistia n. 20 – 21
10 AVE MARIA
GLORIA AL PADRE
O Maria, dacci il coraggio di annunciare il Regno di Dio e la sua giustizia, di testimoniare che una vita santa è la sola cosa veramente necessaria per la fecondità della Chiesa.
4° Mistero La trasfigurazione di Gesù
PADRE NOSTRO
Lc 9, 28-33
[28]Circa otto giorni dopo questi discorsi, prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. [29]E, mentre pregava, il suo volto cambiò d'aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. [30]Ed ecco due uomini parlavano con lui: erano Mosè ed Elia, [31]apparsi nella loro gloria, e parlavano della sua dipartita che avrebbe portato a compimento a Gerusalemme. [32]Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; tuttavia restarono svegli e videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui. [33]Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi stare qui. Facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli non sapeva quel che diceva.
L’episodio della trasfigurazione segna un momento decisivo nel ministero di Gesù. È evento di rivelazione che consolida la fede nel cuore dei discepoli, li prepara al dramma della croce ed anticipa la gloria della risurrezione. Questo mistero è continuamente rivissuto dalla Chiesa, popolo in cammino verso l’incontro escatologico col suo ignore. Come i tre apostoli prescelti, la Chiesa contempla il volto trasfigurato di Cristo, per confermarsi nella fede e non rischiare lo smarrimento avanti al suo volto sfigurato sulla croce. Nell’uno e nell’altro caso, essa è la Sposa davanti allo Sposo, partecipe del suo mistero, avvolta dalla sua luce. Da questa luce sono raggiunti tutti i suoi figli, tutti ugualmente chiamati a seguire Cristo riponendo in Lui il senso ultimo della propria vita, fino a poter dire con l’Apostolo: “Per me il vivere è Cristo!” (Fil 1, 21). Vita consecrata, n.16
10 AVE MARIA
GLORIA AL PADRE
O Maria aiutaci a vivere un’esistenza trasfigurata, capace di assumere per amore ogni dolore.
5° Mistero Gesù istituisce l’Eucaristia
PADREM NOSTRO
Mt 26, 26-29
[26]Ora, mentre essi mangiavano, Gesù prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede ai discepoli dicendo: «Prendete e mangiate; questo è il mio corpo». [27]Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, [28]perché questo è il mio sangue dell'alleanza, versato per molti, in remissione dei eccati. [29]Io vi dico che da ora non berrò più di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio».
Dal Cenacolo nasce il pane spezzato: l’Eucaristia. Entriamo così nell’anima della Chiesa. Non va dimenticato che la Chiesa nasce sotto all’Eucaristia. Là dove c’è un altare su cui un sacerdote, il Vescovo, spezza il pane, là c’è la Chiesa particolare. L’insieme delle Chiese particolari costituisce la Chiesa universale o, meglio, è questa Chiesa Universale che poi diventa storia e realtà nelle singole Chiese articolari. Il punto centrale però è sempre quello un sacerdote, un altare su cui si spezza il pane, cioè l’Eucaristia. Il Cenacolo, Servo di Dio Guglielmo Giaquinta.
10 AVE MARIA
GLORIA AL PADRE
PREGHIERA DELLA GIORNATA DELLA SANTIFICAZIONE UNIVERSALE
Preghiera della Giornata
della Santificazione Universale
Gesù, divino modello di santità, che con l’esempio Tuo, prima ancora che con la parola, ci hai indicato, quale meta, la perfezione del Padre, qui raccolti ai Tuoi piedi noi vogliamo oggi rimeditare e il Tuo invito all’amore e il nostro dovere di corrispondervi. E che altro se non amore fu la Tua vita, dalla povertà della grotta alla nudità della Croce? Ma tutto questo sopportasti, Signore, affinché noi comprendessimo cosa significhi amore e ricordassimo insieme che in esso sta la essenza della perfezione. E numerose volte a questa umanità smarrita hai ripetuto che solo in Te è pace vera. Tu solo infatti sei fonte viva di acqua divina, che disseta e consola, fino a diventare in noi polla che zampilla alla vita eterna. Che noi l’abbiamo con abbondanza questa acqua, è il Tuo desiderio più vivo, fino al punto da soffrire sulla croce una sete martoriante. E lo facesti in espiazione di tanti che pensano potersi dissetare all’acqua del peccato o che amano contentarsi di poche gocce di quell’acqua che Tu hai invece preparato larghissima per le anime nostre. Signore, in questo giorno sacro al ricordo della nostra vocazione alla santità, noi non possiamo passare indifferenti accanto a Te che ci inviti alla perfezione e ad attingere con bbondanza alle fonti della grazia. Ci costa fatica, lo confessiamo, il correggere i nostri passi inclini alla mediocrità e seguire le orme del Tuo eroismo fino a tendere alla perfezione del Padre, ma se questo fu l’impegno primo del nostro Battesimo noi non possiamo né vogliamo tradirlo. Rinunciare a Satana, vivere la Tua grazia, tendere con tutte le nostre forze verso la santità: ecco il Tuo desiderio ed è anche la nostra promessa che oggi di cuore Ti rinnoviamo. E Tu, Vergine Immacolata, vivo modello di ogni santità, dona a noi e a tutti i figli tuoi ferma fiducia e volontà costante di diventare santi. E cosi sia.
Servo di Dio Mons.Guglielmo Giaquinta
Canto:CHIESA DI DIO
I
CHIESA DI DIO, POPOLO IN FESTA
ALLELUIA, ALLELUIA.
CHIESA DI DIO, POPOLO IN FESTA,
CANTA DI GIOIA, IL SIGNORE È CON TE.
I
Dio ti ha scelto, Dio ti chiama
nel suo amore ti vuole con sé
spargi nel mondo il suo Vangelo,
seme di pace e di bontà.
Rit.
Dio ti guida come un padre:
tu ritrovi la vita con lui.
Rendigli grazie, sii fedele,
finché il suo Regno ti aprirà.
Rit.
Dio ti nutre col suo cibo,
nel deserto rimane con te.
Ora non chiudere il tuo cuore:
spezza il tuo pane a chi non ha.
Rit.
Dio mantiene la promessa:
in Gesù Cristo ti trasformerà.
Porta ogni giorno la preghiera
di chi speranza non ha più.
Rit.
Chiesa che vivi nella storia,
sei testimone di Cristo quaggiù:
apri le porte ad ogni uomo,
salva la vera libertà.
Rit.
Chiesa, chiamata al sacrificio
dove nel pane si offre Gesù,
offri gioiosa la tua vita
per una nuova umanità.
Rit.
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