NetCrIM - Risorse Cristiane on line natale del signore | Ascolterò la tua voce
mercoledì, 19 dicembre 2007

Dio si fa uomo per noi

 

Canto : Adeste fideles

 

Venite fedeli, l'angelo ci invita,
Venite venite a Betlemme!
Nasce per noi Cristo Salvatore,


Venite adoriamo, venite adoriamo,
Venite adoriamo il Signore Gesù.

 

La luce del mondo brilla in una grotta
la fede ci guida a Betlemme!!
Nasce per noi Cristo Salvatore,


venite adoriamo…

 

La notte risplende, tutto il mondo attende
seguiamo i pastori a Betlemme!
Nasce per noi Cristo Salvatore.


Venite adoriamo…

 

Il figlio di Dio, Re dell'universo,
si è fatto bambino a Betlemme!
Nasce per noi Cristo Salvatore.


Venite adoriamo…

I

+Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

  Amen.

 

 

«Noi camminiamo a tastoni, ciechi, rasentando un muro: giacciamo come morti nelle tenebre; urliamo come orsi e gemiamo come colombe in attesa della salvezza».  Così parlava Isaia.
Noi invece annunciamo una gioia grande: ecco il nostro Dio. Oggi è nato il nostro salvatore, Cristo Signore: questa è la nostra gioiosa certezza; anche se molti uomini portano ancora incise nella loro vita le parole di Isaia, nella notte profonda il nostro orecchio ha sentito: la stella del mattino si è levata, per noi è nato un bambino. «Di qui sgorga un messaggio di speranza in questo mondo che rischia di non sperare più; un fascio di luce in questo mondo che sembra sprofondare nelle tenebre; un elemento di novità in una società che talora ci appare decrepita. Un bambino che nasce è un destino nuovo che si apre, una speranza che si ridesta» (M. Magrassi).

 

 “Egli ha scelto la povertà, la nudità. Ha disprezzato la considerazione degli uomini, quella che proviene dalla ricchezza, dallo splendore, dalla condizione sociale”. Nessun apparato, nessuno splendore esteriore. Eppure egli è il Verbo che si è fatto carne, la luce rivestita di un corpo. Egli si trova nel mondo che egli stesso continuamente crea, ma vi è nascosto. Perché vuole apparirci solo di nascosto? Egli fino ad allora era, un re in esilio, uno straniero senza città, ed eccolo che fa ritorno alla sua dimora. Perché la terra, prima di essere la terra degli uomini, è la terra di Dio. E, ritornando, ritrova questa terra creata da lui e per lui. “Dio si è fatto portatore di carne perché l’uomo possa divenire portatore di Spirito”.

Rallegriamoci tutti nel Signore perché è nato nel mondo il Salvatore. Oggi la vera pace è scesa a  noi dal cielo.

 

Canto: Primavera nella chiesa

 

Le stelle nel cielo sono tante nel buio,
son come figli tuoi che vanno nella notte.
E forse non si vede, ma è già la prima luce
di alberi inespressi che accendono speranze.

È ora che nasca la speranza in mezzo a noi,
è ora che nasca la tua gioia in mezzo a noi,
è ora che nasca il tuo amore in mezzo a noi,
un mondo più vero, Signor!

Nei prati più nascosti son nati fiori a gruppi,
non cercano il rumore, ma inventano il tuo amore.
Dall'albero maturo già cadon tanti fiori,
sembrava restar solo, ma presto darà frutti.

È ora che nasca la speranza in mezzo a noi...

Abbiamo tante case, ci dai una casa sola,
il posto c'è per tutti, c'è un pane e c'è l'amore:
Ci chiami a stare insieme per vivere il vangelo
e a non aver paura se il mondo non ci ama.

È ora che nasca la speranza in mezzo a noi...

 

            

O adorato bambino,

 

tu nasci a Betlemme, in una grotta, privo anche di una culla, e piangi, piangi, non tanto per il freddo, ma perché senti il disamore degli uomini. O piccolo bambino, che c’insegni ad amare la po vertà e ad abbracciarla come la nostra sorella più cara, vieni in noi, e cambia i nostri cuori! O re divino, tu hai voluto incarnarti in una donna, e ti sei fatto piccolo, tu Dio, ti sei umiliato, fino a mendicare un posto, ma per te, l’albergo, e soprattutto i cuori, non avevano una dimora per accoglierti!

 

Signore dacci un cuore aperto, e come i magi ti offrirono i loro doni, fa che noi ti ofriamo il nostro cuore, perchè sia trasformato, e da pietra, iventi ala per accoglierti. Gesù, noi vogliamo aprire i nostri cuori, per avere in dono, quella pace, che tu solo ci puoi dare. O Maria, madre del verbo incarnato, guidaci al tuo Gesù,  come i pastori  per adorarlo,e  ringraziarlo, per tutto ciò che ci darà. O madre, porta del cielo, fa che come tu accogliesti con prontezza il Salvatore, anche noi siamo capaci di riceverlo nel nostro cuore, perché sia purificato da ogni macchia. Amen Gesù bambino, vieni in noi.

 

(Antonia Adamo)

 

 

Bianco Natale

 

 

Quel lieve tuo candor, neve,

discende lieto nel mio cuor.

Nella notte santa il cuor esulta

d'amor, è Natale ancor.

 

E viene giù dal ciel lento,

un dolce canto ammaliator

che ti dice "Spera anche tu."

È Natale, non soffrire più.

 

E viene giù dal ciel lento,

un dolce canto ammaliator

che ti dice "Spera anche tu."

È Natale, non soffrire più.

 

 

Salmo Responsoriale  Dal Salmo 96


Oggi è nato per noi il Salvatore;
Oggi la luce risplende su di noi.

Il Signore regna, esulti la terra,
gioiscano le isole tutte.
I cieli annunziano la sua giustizia
e tutti i popoli contemplano la sua gloria.

Una luce si è levata per il giusto,
gioia per i retti di cuore.
Rallegratevi, giusti, nel Signore,
rendete grazie al suo santo nome.

 

Canto al Vangelo

 

I cieli narrano la gloria di Dio e il firmamento annuncia l’opera sua. Alleluia…

 

Il giorno al giorno ne affida il messaggio, la notte alla notte ne trasmette notizia, non è linguaggio, non sono parole di cui non si oda il suono. Rit.

 

 

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 1,1-18)


In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era in principio presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui,
e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste.
In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno accolta.
Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Egli non era la luce, ma doveva render testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo.
Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui,
eppure il mondo non lo riconobbe.
Venne fra la sua gente, ma i suoi non l’hanno accolto.
A quanti però l’hanno accolto,
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali non da sangue, né da volere di carne,
né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi vedemmo la sua gloria,
gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità.]
Giovanni gli rende testimonianza e grida: “Ecco l’uomo di cui io dissi:
Colui che viene dopo di me mi è passato avanti, perché era prima di me”.
Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto e grazia su grazia.
Perché la legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio nessuno l’ha mai visto:
proprio il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato.

 

Parola del Signore

 

Oggi ricorre che la Parola di Dio si è fatta carne in Gesù e fatta persona in Cristo. Cantiamo il Gloria:

 

Gloria,Gloria in excelsis Deo Gloria, Gloria in excelsis Deo

 

 

e pace in terra agli uomini di buona volontà.

Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo,

ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa.

Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente,

 

Gloria,Gloria in excelsis Deo; Gloria, Gloria in excelsis Deo

 

Signore, Figlio Unigenito, Gesù Cristo,

Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del padre:

tu che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi ;

tu che togli i peccati del mondo, accogli la nostra supplica;

tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi.

 

Gloria,Gloria in excelsis Deo; Gloria, Gloria in excelsis Deo

 

 

Perché tu solo il Santo,

tu solo il Signore

 tu solo l'Altissimo: Gesù Cristocon lo Spirito Santo ,

 nella gloria di Dio Padre. Amen.

 

Gloria,Gloria in excelsis Deo; Gloria, Gloria in excelsis Deo

 

 

 

 Nessuna esistenza è inutile, nessuna è lasciata alla bruttura, nessuna è abbandonata alla sua sofferenza,nessuna è scadente, nessuna è destinata al nulla, nessuna è rappresa nella mediocrità, nessuna è sotterrata, poiché ogni umana esistenza è lo spazio scelto da Dio per stabilirvi la sua dimora, poiché Dio, che è da tutta l'eternità, per grazia e per amore, ha deciso di abitare nel tempo e nella carne dell'esistenza umana. Emmanuele non è un nome d'arte. Emmanuele è veramente il suo nome. Dio è della terra e ogni giorno della storia umana è il Santo dei Santi del Signore dell'universo!

Dio-è-con-noi, delle paci e delle guerre, delle paure e delle grandezze, delle miserie e degli amori

con cui tessiamo i nostri giorni e il nostro mondo.  Dio-è-con-noi, perché in noi la sua gioia fluisca

 in abbondanza e diventiamo pieni di amore e di verità e di perfezione, a sua immagine e a sua somiglianza! Veramente, chi lo crede?Chi dunque, veramente, su questa meraviglia fonda la sua piena speranza umana?


Dio, tu Dio, di infimo e di eternità e di ignoto e di potenza, eccoti sulla nostra terra

a misura della nostra umanità! Eccoti nella nostra carne, sotto i nostri occhi, nel nostro corpo,

toccato dalle nostre mani, nel nostro spirito e nel nostro sangue, sentito dalle nostre orecchie!

 Eccoti a misura nostra, a nostra debolezza a nostra dimensione e nel nostro tempo:

La carne della nostra umanità è, definitivamente, la carne di Dio.

Ormai tutto ciò che ferisce l'umanità ferisce La carne di Dio e l'umanità vivente diventa la gioia di Dio.

Le nostre paci, le nostre guerre, i nostri odi, i nostri amori, le nostre disperazioni, le nostre gioie,

 le nostre cadute e il nostro lento risalire, i nostri sogni e la nostra morte

 e i nostri incerti futuri sono, ormai,  la carne nella quale Dio si è incarnato!

Fecondati da Dio, di che cosa avremo paura?

 

Astro del ciel

 

Astro del ciel, Pargol divin, mite Agnello Redentor!

Tu che i Vati da lungi sognar, tu che angeliche voci nunziar,

luce dona alle genti, pace infondi nei cuor!

luce dona alle genti, pace infondi nei cuor!

 

Astro del ciel, Pargol divin, mite Agnello Redentor!

Tu di stirpe regale decor, Tu virgineo, mistico fior,

luce dona alle genti, pace infondi nei cuor!

Luce dona alle genti, pace infondi nei cuor!

 

Astro del ciel, Pargol divin, mite Agnello Redentor!

Tu disceso a scontare l'error, Tu sol nato a parlare d'amor,

luce dona alle genti, pace infondi nei cuor!

Luce dona alle genti, pace infondi nei cuor!

 

 

(Meditazione provocatoria, Dagli scritti di don Tonino Bello vescovo.)

 

«Buon Natale, amico mio: non avere paura. La speranza è stata seminata in te. Un giorno fiorirà. Anzi, uno stelo è già fiorito. E se ti guardi attorno, puoi vedere che anche nel cuore del tuo fratello, gelido come il tuo, è spuntato un ramoscello turgido di attese. E in tutto il mondo, sopra la coltre di ghiaccio, si sono rizzati arboscelli carichi di gemme. E una foresta di speranze che sfida i venti densi di tempeste, e, pur incurvandosi ancora, resiste sotto le bufere portatrici di morte. Non avere paura, amico mio. Il Natale ti porta un lieto annunzio: Dio è sceso su questo mondo disperato. E sai che nome ha preso? Emmanuele, che vuol dire: Dio con noi. Coraggio, verrà un giorno in cui le tue nevi si scioglieranno, le tue bufere si placheranno, e una primavera senza tramonto regnerà nel tuo giardino, dove Dio, nel pomeriggio, verrà a passeggiare con te».

 

Mi chiedo se questi auguri, formulati così, siano capaci di sorreggere lo scetticismo degli scaltri, il sorriso dei furbi, la praticità di chi è pronto a squalificarti come sognatore, il pragmatismo di chi rifiuta la poesia come mezzo di comunione. Mi domando se gli auguri di Natale, formulati così, faranno rabbia o tenerezza, susciteranno disprezzo o solidarietà, provocheranno discredito o impegno.

 

Mi interrogo su come saranno accolti questi auguri dalla folla dei «nuovi poveri» che il nostro sistema di vita ignora e, perfino, coltiva. Dagli anziani reclusi in certi ospizi o abbandonati nella solitudine delle loro case vuote. Dai tossicodipendenti che non riescono ad abbandonare il tunnel della droga. Dagli sfrattati che imprecano contro se stessi e contro il destino. Dai dimessi dagli ospedali psichiatrici che si aggirano come larve. Dagli operai in cassa integrazione e dai disoccupati senza denaro e senza prospettive. Da tutta la gente, insomma, priva dell'essenziale: la salute, la casa, il lavoro, il salario familiare, l'accesso alla cultura, la partecipazione.

 

Mi domando che effetto faranno gli auguri di Natale, formulati così, sui giovani appiattiti dal consumismo, resi saturi dallo spreco, devastati dalle passioni, incerti del domani, travagliati da drammi interiori, incompresi nei loro problemi affettivi.

 

Mi chiedo per quanti minuti rideranno dinanzi agli auguri di Natale, formulati così, coloro che si sono costruiti i loro idoli di sicurezza: il denaro, il potere, lo sperpero, il tornaconto, la violenza premeditata, l'intolleranza come sistema, il godimento come scopo assoluto della vita.

 

E allora? Meglio abbassare il tiro? Meglio correggere la traiettoria e fare degli auguri più terra terra, a livello di tana e non di vetta, a misura di cortile e non di cielo?

 

Se vi dico che uno stelo di speranza è già fiorito, è perché voglio esortarvi a recuperare un genere diverso di vita e un nuovo gusto di vivere. È perché voglio invitarvi a stare nella crisi attuale senza rassegnazioni supine, ma con lucidità e coraggio. È perché voglio stimolarvi ad andare controcorrente e a porre sui valori morali le premesse di un'autentica cultura di vita, che possa battere ogni logica di distruzione, di avvilimento e di morte.

 

Gesù che nasce, è il segno di una speranza che, nonostante tutto, si è già impiantata sul cuore della terra.   Tanti auguri scomodi, allora, miei cari fratelli!

 

Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali. E vi conceda la forza di inventarvi un'esistenza carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.

Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio. Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la carriera diventa idolo della vostra vita; il sorpasso, progetto dei vostri giorni; la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.

 

Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla dove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che lo sterco degli uomini, o il bidone della spazzatura, o l'inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.

 

Giuseppe, che nell'affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.

 

Gli angeli che annunziano la pace portino guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che, poco più lontano di una spanna, con l'aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfrutta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano i popoli allo sterminio per fame.

 

I poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell'oscurità e la città dorme nell'indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere «una gran luce» dovete partire dagli ultimi. Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili.

 

I pastori che vegliano nella notte, «facendo la guardia al gregge» e scrutano l'aurora, vi diano il senso della storia, l'ebbrezza delle attese, il gaudio dell'abbandono in Dio. E vi ispirino un desiderio profondo di vivere poveri: che è poi l'unico modo per morire da ricchi.

Buon Natale! Sul vostro vecchio mondo che muore nasca la speranza.

 

Signore Gesù, tu sei venuto in mezzo agli uomini per rivelare che Dio tuo Padre si prende cura di loro, della loro povertà; fa rifiorire la vita, là dove sembra irrimediabilmente compromessa. Nella tua vita in mezzo a noi hai benedetto Dio Padre, hai detto bene di lui con il cuore colmo di gioia per le grandi cose che ha compiuto a nostro favore. Insegnami a ricono­scere con gioia e stupore l'azione della sua misericordia nella mia vita, nella storia in cui vivo, anche nelle situazioni difficili, dove si fa fatica a custodire la spe­ranza; aiutami a non rassegnarmi di fronte alla mia povertà, alle sconfitte, perché anch'io come te, come Maria tua madre, possa dare lode a questo Dio, possa dire bene del suo amore fedele e potente, capace di portare la vita.

 Marana tha, vieni Signore Gesù!

 

OSANNA

Osanna, osanna, osanna all'Altissimo! ( 2 volte )

 

Innalziamo il Tuo nom

Con le lodi del cuor

T'esaltiamo Signore Dio

Osanna all'Altissimo.

 

Gloria, Gloria, gloria al Re dei re! ( 2 volte )

 

Innalziamo il Tuo nom

Con le lodi del cuor

T'esaltiamo Signore Dio,

Gloria al Re dei re!

 

Osanna, osanna, osanna all'Altissimo! ( 2 volte )

 

Innalziamo il Tuo nom

Con le lodi del cuor

T'esaltiamo Signore Dio

Osanna all'Altissimo.

 

Osanna, osanna, osanna all'Altissimo! ( 2 volte )

 

Innalziamo il Tuo nom

Con le lodi del cuor

T'esaltiamo Signore Dio

Osanna all'Altissimo.  ( 2 volte )

 

T'esaltiamo Signore Dio

Osanna all'Altissimo.

 

Un nuovo cammino si apre, davanti a noi. Presentiamo al Signore i nostri sogni e le nostre speranze, i nostri dubbi e le nostre paure e chiediamo su noi e su tutti l'abbondanza delle sue benedizioni.

 

Preghiamo insieme e diciamo:

 

Signore, nostra vita e nostra speranza, ascoltaci.

 

Ti presentiamo, Signore, la Chiesa sparsa in tutto il mondo: il Papa Benedetto XVI, il nostro vescovo Marcello, il nostro parroco Don Bernardo, tutti i pastori della Chiesa e tutti i battezzati che nelle comunità incarnano e vivono il Vangelo. Fa' che risplendano nel mondo come segni di speranza, per portare a tutti il lieto annuncio della salvezza. Preghiamo.

 

Ti presentiamo, Signore, tutti i governanti, gli uomini di potere e quelli che si impegnano nella politica. Fa' che abbiano idee sagge e grandi energie per difendere la vita, per aiutare e soccorrere i deboli, per assicurare la giustizia, per garantire a tutti un'esistenza serena e dignitosa. Preghiamo.

 

 

Ti presentiamo, Signore, tutte le famiglie, cellule che costruiscono la società, luoghi di formazione e di crescita, laboratori di umanità. Fa' che vivano nella pace e nella concordia per favorire l'armonia tra gli uomini, e concedi a quelle in crisi e a quelle distrutte di rinnovarsi e di ricostituirsi. Preghiamo.

 

Ti presentiamo, Signore, tutti quelli che non hanno una famiglia: gli orfani, i bambini abbandonati, gli anziani dimenticati, i malati rifiutati, gli emarginati dalla società. Fa' che trovino accoglienza e amore per vivere con dignità e coraggio la loro vita. Preghiamo.

 

 

Ti presentiamo, Signore, tutti i disperati: gli ammalati, i poveri, i disoccupati, i "senza tetto", i carcerati, i delusi dalla vita. Fa' che rinasca in loro la speranza per guardare con fiducia alla vita e al futuro e ricolmali dei beni spirituali e materiali di cui hanno bisogno. Preghiamo.

 

Ti presentiamo, Signore, tutti quelli che si impegnano per dare speranza a chi non ne ha: gli operatori dei centri di recupero e di cura, i volontari a servizio dei più bisognosi, i laici, i religiosi e i sacerdoti che lavorano nelle missioni ai vicini e ai lontani. Fa' che abbiano sempre forza ed entusiasmo, anche quando l'indifferenza e l'ingratitudine sembrano dare sconforto. Preghiamo.

 

 

Ti presentiamo, Signore, tutti quelli che lavorano per diffondere cultura e valori: gli educatori, gli insegnanti, i catechisti, i missionari. Fa' che trovino forme e modi nuovi per appassionare le nuove generazioni e sostienili quando i loro sforzi sembrano inutili. Preghiamo.

 

Ti presentiamo, Signore, tutti quelli che col loro lavoro costruiscono una società più giusta e onesta. Fa' che ognuno guadagni col proprio sudore il necessario per vivere, favorendo quelli che si trovano nel bisogno e promuovendo la solidarietà e il bene comune. Preghiamo.

 

 

Ti presentiamo, Signore, tutti i morti: quelli che portiamo nel cuore e quelli che non abbiamo conosciuto, quelli che hanno perso la vita per difendere il Vangelo e per dare speranza all'uomo, le vittime dell'odio e della violenza, delle guerre e delle ingiustizie. Fa' che contemplino la luce del tuo volto e partecipino alla festa dei santi in Paradiso. Preghiamo.

 

Il mondo è più ricco di un anno di opere umane e di cose di questa terra. Noi ti ringraziamo, o Dio, perché tu lo hai scelto come corpo della tua incarnazione. Nelle nostre opere continuamente sei nato e cresciuto.

 

 

TU SCENDI DALLE STELLE

 

Tu scendi dalle stelle, o Re del cielo,

e vieni in una grotta al freddo e al gelo (2 volte).

 

O Bambino mio divino, io ti vedo qui a tremar,

o Dio beato, ah! Quanto ti costò l’avermi amato.

Ai quanto ti costò l’avermi amato.

 

A te che sei del mondo il creatore

mancano panni e fuoco o mio Signore (2 volte)

 

Caro eletto Pargoletto, quanto questa povertà

più m’innamora giacché ti fece amor povero ancora.

Giacché ti fece amor povero ancora.

 

Al suon di pastorale, o mio Bambino,

con gli Angeli riposi a te vicino (2 volte).

 

Nella notte fredda e scura c’inchiniamo per pregar,

o buon Signore, e salutiamo in Te il Redentore,

e salutiamo in Te il Redentore.

 

 

PADRE NOSTRO

 

 

Eccoci, Signore, davanti a Te. Col fiato grosso, dopo aver tanto camminato. Ma se ci sentiamo sfiniti, non è perché abbiamo percorso un lungo tragitto, o abbiamo coperto chissà quali interminabili rettilinei. E’ perché, purtroppo, molti passi li abbiamo consumati sulle viottole nostre e non sulle tue: seguendo i tracciati involuti della nostra caparbietà faccendiera, e non le indicazioni della Tua Parola; confidando sulla riuscita delle nostre estenuanti manovre, e non sui moduli semplici dell’abbandono fiducioso in Te. Forse mai, come in questo crepuscolo dell’anno, sentiamo la parole di Pietro: <<Abbiamo faticato tutta la notte, e non abbiamo preso nulla>>. Ad ogni modo vogliamo ringraziarti ugualmente. Perché facendoci contemplare la povertà del raccolto, ci aiuti a capire che senza di Te non possiamo fare nulla.

 (don Tonino Bello)

 

TE DEUM

 

Noi ti lodiamo, Dio *
ti proclamiamo  Signore.
O eterno Padre, *
tutta la terra ti adora.
 
A te cantano gli angeli *
e tutte le potenze dei cieli:
Santo, Santo, Santo *
il Signore Dio dell'universo.
 
I cieli e la terra *
sono pieni della tua gloria.
Ti acclama il coro degli apostoli *
e la candida schiera dei martiri;
 
le voci dei profeti si uniscono nella tua lode; *
la santa Chiesa proclama la tua gloria,
adora il tuo unico figlio, *
e lo Spirito Santo Paraclito.
 
O Cristo, re della gloria, *
eterno Figlio del Padre,
tu nascesti dalla Vergine Madre *
per la salvezza dell'uomo.
 
Vincitore della morte, *
hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre. *
Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.
 
Soccorri i tuoi figli, Signore, *
che hai redento col tuo sangue prezioso.
Accoglici nella tua gloria *
nell'assemblea dei santi.
 
Salva il tuo popolo, Signore, *
guida e proteggi i tuoi figli.
Ogni giorno ti benediciamo, *
lodiamo il tuo nome per sempre.
 
Degnati oggi, Signore, *
di custodirci senza peccato.
Sia sempre con noi la tua misericordia: *
in te abbiamo sperato.
 
Pietà di noi, Signore, *
pietà di noi.
Tu sei la nostra speranza, *
non saremo confusi in eterno.

 

 

Le preghiere successive a fine anno

 

 

Tu, o Dio dell’eternità, ti sei fatto uomo per noi.

Tu sei il Signore della storia.

Il nostro tempo, unito a te, diventa eternità.

Anche quest’anno trascorso non muore più.

 

Signore, il tempo scorrendo continuamente ingoia la nostra storia. Ma con te, essa è salva e costruisce cieli nuovi e terra nuova dove nulla è perduto. La tecnica dell’uomo ha fatto grandi progressi ed è cresciuta la lotta alle malattie; la solidarietà ed il volontariato hanno impegnato molti uomini, il mondo si è fatto più globale, i capi delle nazioni più volte si sono incontrati ed hanno acceso speranze di collaborazioni e di pace inimmaginabili primaִ

 

Abbiamo impegnato energie e lavorato per costruire un mondo migliore.

Come il servo inutile che torna dalla campagna e non si ferma ad oziare ma prende cura del suo padrone (Lc 12,37).

 

O Dio, fatto uomo per noi, Signore della storia, Dio dell’eternità, da te è nata la Chiesa che attraverso di noi si edifica nel tempo e nello spazio. Alle nostre Comunità, povera di risorse e di ministri, hai dato l’energia di laici profetici e l’impegno di fedeli operosiִ

 

Tutto infatti hai sottomesso ai piedi del Cristo

e lo hai costituito su tutte le cose

a capo della Chiesa, che è il suo corpo (Ef 1,22).

E a ciascuno hai dato una manifestazione particolare dello Spirito per l’utilità comune (1Cor 12,7).

 

 

In questo anno abbiamo fatto anche il male. Perciò questa sera che si interpone fra il passato ed il futuro, è nera come la morte. Non siamo stati capaci di superare la tentazione della violenza: i figli hanno ucciso i loro genitori, etnie diverse si sono combattute per sopraffarsi,  dove tu hai abitato ci si uccide per non condividere la stessa terra, le manifestazioni sono diventate occasioni di tumulti e di teppismo, l’odio arriva all’obbrobrio di un terrorismo spietato, una cattiva economia ha portato alla disperazione intere nazioni, la fiducia eccessiva nella tecnica e la superficialità di molti hanno prodotto disastri e morte.

 

Fa’ che ricordiamo sempre che tu sei il Signore:

Sulle tue spalle è il segno della sovranità.

Tu sei il consigliere mirabile,

Dio potente e padre per sempre,

Principe della pace (Is 9,5).

 

Molte cose sono rimaste oscure, sconosciute a noi stessi ed agli altri. Sono la morte di tanti innocenti per inutili violenze, le vite stroncate dai disastri ambientali, la fame e la malattia di popolazioni inermi, la durezza del cuore dell’uomo. Le tenebre della notte sembrano avere il  sopravvento.

 

Nel mezzo della notte, quando più alto era il silenzio,

la tua Parola è scesa nel mondo (Sap 18,14).

Signore, di fronte alla morte ed alla sofferenza

tu ci dici che dobbiamo convertirci

se non vogliamo che la morte ci assalga

allo stesso modo (Lc 13,5).

E tu Dio dimostri il tuo amore per noi perché,

mentre eravamo ancora peccatori,

Cristo è morto per noi (Rm 5,8).

 

Un anno è passato ed uno viene, in questa sera si condensano minuti ed ore, giorni e stagioni, avvenimenti grandi e piccoli. Un anno dunque in cui abbiamo costruito e distrutto, unito e diviso, generato ed ucciso. A tirare le somme il bilancio è passivo, ma tu Signore sei la nostra ricchezza.  Certa è questa parola: Se moriamo con te, vivremo anche con te; se con te perseveriamo, con te anche regneremo; se noi manchiamo di fede, tu però rimani fedele, perché non puoi rinnegare te stesso (2 Tim 2,11).

 

 

Signore Gesù, principe della pace, ti preghiamo per la pace del mondo, con la voce di tutti gli uomini.

Noi facciamo nostra la voce dei vivi e dei morti; dei morti caduti nelle tremende guerre passate, sognando la concordia della pace del mondo; dei vivi, che a quelle sono sopravvissuti, portando nei cuori la condanna per coloro che tentassero di rinnovarle; dei vivi che tuttora sono costretti a combattere e che aspettano con ansia la pace; di tutti i giovani del mondo che sognano, a buon diritto, una migliore umanità.

Noi facciamo nostra la voce dei poveri, dei diseredati, dei sofferenti, di tutti coloro che anelano alla giustizia, alla dignità della vita, alla libertà, al benessere e al progresso.

 

Noi facciamo nostra la voce che sale dal sangue di milioni di uomini, da innumerevoli e inaudite sofferenze, da inutili stragi e formidabili rovine. E ti preghiamo: non più la guerra, ma la pace guidi le sorti dei popoli e dell’intera umanità. O principe della pace, aiutaci a conservare l’unità dello spirito nel vincolo della pace, insegnaci ad amare la pace, a servire la causa della pace, a fondare la pace nel tuo amore e nell’amore del Dio vivente, Padre di tutti gli uomini. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

 

 

 

In notte placida

 

In notte placida, pel muto sentier,

dai campi dei cieli scese l'Amor,

all'alme fedeli il Redentor.

Nell'aura è il palpito di un grande mister

nel nuovo Israel è nato il Signor,

il fiore più bello dei nostri cuor!

 

Cantate, popoli, gloria all'Altissimo:

l'animo aprite a speranze d'amor! (2v.)

Se l'aura è gelida, se tenebr'è il ciel,

deh, viene al mio cuor, deh, viene a posar,

ti vo' col mio amore riscaldar.

Se il fieno è rigido, se il vento è crudel

un cuore che t'ama qui puoi trovar,

un'alma che brama te riscaldar.

 

Cantate, popoli...

 

Un coro d'angeli discesi dal ciel

accende la notte di luci d'or,

facendo corona al Redentor

Ed un arcangelo dischiude il mister,

annunzia ai pastori: "Nato è il Signor,

l'atteso Messia, il Salvator".

 

Cantate, popoli...

 

Portate agli umili in ogni città

la lieta novella per ogni cuor

che vive in attesa del Signor:

portate al povero, che tanto soffrì,

l'annunzio di un mondo di carità

che spunta radioso nel santo dì.

 

Cantate, popoli...

 

 

 
PADRE NOSTRO

 

 

Eccoci, Signore, davanti a Te. Col fiato grosso, dopo aver tanto camminato. Ma se ci sentiamo sfiniti, non è perché abbiamo percorso un lungo tragitto, o abbiamo coperto chissà quali interminabili rettilinei. E’ perché, purtroppo, molti passi li abbiamo consumati sulle viottole nostre e non sulle tue: seguendo i tracciati involuti della nostra caparbietà faccendiera, e non le indicazioni della Tua Parola; confidando sulla riuscita delle nostre estenuanti manovre, e non sui moduli semplici dell’abbandono fiducioso in Te. Forse mai, come in questo crepuscolo dell’anno, sentiamo la parole di Pietro: <<Abbiamo faticato tutta la notte, e non abbiamo preso nulla>>. Ad ogni modo vogliamo ringraziarti ugualmente. Perché facendoci contemplare la povertà del raccolto, ci aiuti a capire che senza di Te non possiamo fare nulla.

 (don Tonino Bello)

 

 

TE DEUM

 

Noi ti lodiamo, Dio *
ti proclamiamo  Signore.
O eterno Padre, *
tutta la terra ti adora.
 
A te cantano gli angeli *
e tutte le potenze dei cieli:
Santo, Santo, Santo *
il Signore Dio dell'universo.
 
I cieli e la terra *
sono pieni della tua gloria.
Ti acclama il coro degli apostoli *
e la candida schiera dei martiri;
 
le voci dei profeti si uniscono nella tua lode; *
la santa Chiesa proclama la tua gloria,
adora il tuo unico figlio, *
e lo Spirito Santo Paraclito.
 
O Cristo, re della gloria, *
eterno Figlio del Padre,
tu nascesti dalla Vergine Madre *
per la salvezza dell'uomo.
 
Vincitore della morte, *
hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre. *
Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.
 
Soccorri i tuoi figli, Signore, *
che hai redento col tuo sangue prezioso.
Accoglici nella tua gloria *
nell'assemblea dei santi.
 
Salva il tuo popolo, Signore, *
guida e proteggi i tuoi figli.
Ogni giorno ti benediciamo, *
lodiamo il tuo nome per sempre.
 
Degnati oggi, Signore, *
di custodirci senza peccato.
Sia sempre con noi la tua misericordia: *
in te abbiamo sperato.
 
Pietà di noi, Signore, *
pietà di noi.
Tu sei la nostra speranza, *
non saremo confusi in eterno.

I

Alcune preghiere e testi sono stati presi da:  http://www.maranatha.it/index.htme e da: http://www.qumran2.net/s/; il resto dono di Gesù bambino.

Gaetano

 

 
postato da: simonedicirene alle ore 16:50 | Permalink | commenti
categoria:natale del signore