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venerdì, 21 dicembre 2007

 

Ti adoriamo, o Figlio unigenito di Dio.

Canto : Adeste fideles

 

Venite fedeli, l'angelo ci invita,
Venite venite a Betlemme!
Nasce per noi Cristo Salvatore,


Venite adoriamo, venite adoriamo,
Venite adoriamo il Signore Gesù.

 

La luce del mondo brilla in una grotta
la fede ci guida a Betlemme!!
Nasce per noi Cristo Salvatore,


venite adoriamo…

 

La notte risplende, tutto il mondo attende
seguiamo i pastori a Betlemme!
Nasce per noi Cristo Salvatore.


Venite adoriamo…

 

Il figlio di Dio, Re dell'universo,
si è fatto bambino a Betlemme!
Nasce per noi Cristo Salvatore.

 

 

+Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

  Amen.

 

Un bambino è nato per noi


Per riconquistare gli uomini, per sollevarli verso di sé, per parlare con loro, Dio è venuto quaggiù come un bambino, come un balbettio che è facile soffocare. E molti effettivamente lo soffocano. Lo soffocano facendo del Natale la festa del consumo, dello spreco istituzionalizzato: festa dei regali e dei lustrini, della tredicesima e del panettone, festa di una certa poesia di generale bontà, di un sentimentalismo che si vernicia di generosità e commozione. Altri soffocano Dio-Bambino impedendogli di crescere: Dio rimane bambino per tutta la loro vita: una fragile Statuetta di terracotta, relegata in una scatola, che si depone nella bambagia una volta all’anno:, solo una scusa per dare un certo «colore» religioso alla grande baldoria del natale pagano. Le parole che questo Bambino ha portato agli uomini non sono ascoltate: sono impegnative ed inopportune mentre un cristianesimo-caramella è molto più comodo.

 

Salmo Responsoriale  Dal Salmo 96


Oggi è nato per noi il Salvatore;
Oggi la luce risplende su di noi.

Il Signore regna, esulti la terra,
gioiscano le isole tutte.
I cieli annunziano la sua giustizia
e tutti i popoli contemplano la sua gloria.

Una luce si è levata per il giusto,
gioia per i retti di cuore.
Rallegratevi, giusti, nel Signore,
rendete grazie al suo santo nome.

Gloria,Gloria in excelsis Deo Gloria, Gloria in excelsis Deo

 

 

e pace in terra agli uomini di buona volontà.

Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo,

ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa.

Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente,

 

Gloria,Gloria in excelsis Deo; Gloria, Gloria in excelsis Deo

 

Signore, Figlio Unigenito, Gesù Cristo,

Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del padre:

tu che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi ;

tu che togli i peccati del mondo, accogli la nostra supplica;

tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi.

 

Gloria,Gloria in excelsis Deo; Gloria, Gloria in excelsis Deo

 

 

Perché tu solo il Santo,

tu solo il Signore

tu solo l'Altissimo: Gesù Cristocon lo Spirito Santo ,

 nella gloria di Dio Padre. Amen.

 

Gloria,Gloria in excelsis Deo; Gloria, Gloria in excelsis Deo

 

 

E' Natale
(Beata Madre Teresa di Calcutta)

E' Natale ogni volta che sorridi a un fratello e gli tieni la mano.
E' Natale ogni volta che rimani in silenzio per ascoltare l'altro.
E' Natale ogni volta che speri con quelli che disperano.
E' Natale ogni volta che riconosci con umiltà i tuoi limiti e le tue debolezze.
E' Natale ogni volta che permetti al Signore di rinascere in te e poi lo doni agli altri.

 

Andiamo fino a Betlem
(don Tonino Bello)

Andiamo fino a Betlem, come i pastori. L'importante è muoversi. Per Gesù Cristo vale la pena lasciare tutto: ve lo assicuro. E se, invece di un Dio glorioso, ci imbattiamo nella fragilità di un bambino, con tutte le connotazioni della miseria, non ci venga il dubbio di aver sbagliato percorso.
Perché, da quella notte, le fasce della debolezza e la mangiatoia della povertà sono divenuti i simboli nuovi dell'onnipotenza di Dio. Anzi, da quel Natale, il volto spaurito degli oppressi, le membra dei sofferenti, la solitudine degli infelici, l'amarezza di tutti gli ultimi della terra, sono divenuti il luogo dove egli continua a vivere in clandestinità. A noi il compito di cercarlo. E saremo beati se sapremo riconoscere il tempo della sua visita.
Mettiamoci in cammino, senza paura. Il Natale di quest'anno ci farà trovare Gesù e, con lui, il bandolo della nostra esistenza redenta, la festa di vivere, il gusto dell'essenziale, il sapore delle cose semplici, la fontana della pace, la gioia del dialogo, il piacere della collaborazione, la voglia dell'impegno storico, lo stupore della vera libertà, la tenerezza della preghiera.
Allora, finalmente, non solo il cielo dei nostri presepi, ma anche quello della nostra anima sarà libero di smog, privo di segni di morte, e illuminato di stelle.
E dal nostro cuore, non più pietrificato dalle delusioni, strariperà la speranza.

Gesù bambino, vieni in noi.

 

 

O adorato bambino,

 

tu nasci a Betlemme, in una grotta, privo anche di una culla, e piangi, piangi, non tanto per il freddo, ma perché senti il disamore degli uomini. O piccolo bambino, che c’insegni ad amare la po vertà e ad abbracciarla come la nostra sorella più cara, vieni in noi, e cambia i nostri cuori! O re divino, tu hai voluto incarnarti in una donna, e ti sei fatto piccolo, tu Dio, ti sei umiliato, fino a mendicare un posto, ma per te, l’albergo, e soprattutto i cuori, non avevano una dimora per accoglierti! Signore dacci un cuore aperto, e come i magi ti offrirono i loro doni, fa che noi ti ofriamo il nostro cuore, perchè sia trasformato, e da pietra, iventi ala per accoglierti. Gesù, noi vogliamo aprire i nostri cuori, per avere in dono, quella pace, che tu solo ci puoi dare. O Maria, madre del verbo incarnato, guidaci al tuo Gesù,  come i pastori  per adorarlo,e  ringraziarlo, per tutto ciò che ci darà. O madre, porta del cielo, fa che come tu accogliesti con prontezza il Salvatore, anche noi siamo capaci di riceverlo nel nostro cuore, perché sia purificato da ogni macchia. Amen

 

(Antonia Adamo)

 

Natale

 

Muore la notte, la luna è scolorita

dal primo biancheggiare dell'aurora.

Rallenta l'onda quella corsa nata

all'inizio del mondo.

 

Io vengo, da una esplosione caotica,

da un groviglio di ferri e di cementi,

da un'ipnosi di parole vuote....

e vado a piedi nudi sulla sabbia....

 

Il cielo è rosseggiante, io vedo sangue.

Sangue versato in una corsa fasulla,

sangue che urla dalle strade del mondo,

dalle catene di montaggio, dalle case sventrate.

 

Io porto i segni del terrore e della violenza,

le carni maciullate dalle armi dell'odio...

io porto il peso delle ore di solitudine,

la parola fine del mio amore umano

 

il bisogno di superare le barriere del tempo

la mia inesauribile sete d'infinito....

non ho ne età ne sesso;

 

SONO L'UOMO!

 

La luce aumenta e si risvegliano

le mille vite ignote tra i rami del bosco,

tra l'erba, nei cespugli e nelle case dell'uomo.

Il cielo è tutto fiamme e sorge il sole.

 

La sua luce mi abbaglia, il suo calore

mi assale, mi possiede...

penetra fino al fondo del mio essere

e come cirri di nebbia svaniscono

i pesi, i segni e le cicatrici dell'odio...

 

la parola amore prende senso,

la mia sete d'infinito si placa...

mi pervade una forza nuova

nel mio groviglio di elementi; NASCE DIO!

 

(Graziella Raneri)

 

Invocazioni


Onore e gloria al Verbo di Dio, Re dei secoli eterni, nato nel tempo per la nostra salvezza. Acclamiamo: 
Gioisca la terra per la tua venuta, Signore.

Verbo eterno, che hai allietato la terra con la rugiada delle benedizioni celesti,
rallegra il nostro spirito con la grazia della tua visita.

Salvatore del mondo, che hai mostrato la fedeltà di Dio alle sue promesse,
donaci di custodire con lealtà gli impegni del battesimo.

Tu, che per mezzo degli angeli hai annunziato la pace agli uomini,
custodisci la nostra vita nella tua pace. 

Sei la vera vite, che produce frutti di salvezza eterna,
donaci di rimanere uniti a te, come tralci vivi e fecondi.

 

PADRE NOSTRO

 

Signore, Dio onnipotente, che ci avvolgi della nuova luce del tuo Verbo fatto uomo, fa' che risplenda nelle nostre opere il mistero della fede che rifulge nel nostro spirito. Per il nostro Signore.

 

Canto: Primavera nella chiesa

 

Le stelle nel cielo sono tante nel buio,
son come figli tuoi che vanno nella notte.
E forse non si vede, ma è già la prima luce
di alberi inespressi che accendono speranze.

È ora che nasca la speranza in mezzo a noi,
è ora che nasca la tua gioia in mezzo a noi,
è ora che nasca il tuo amore in mezzo a noi,
un mondo più vero, Signor!

Nei prati più nascosti son nati fiori a gruppi,
non cercano il rumore, ma inventano il tuo amore.
Dall'albero maturo già cadon tanti fiori,
sembrava restar solo, ma presto darà frutti.

È ora che nasca la speranza in mezzo a noi...

Abbiamo tante case, ci dai una casa sola,
il posto c'è per tutti, c'è un pane e c'è l'amore:
Ci chiami a stare insieme per vivere il vangelo
e a non aver paura se il mondo non ci ama.

È ora che nasca la speranza in mezzo a noi...

 

«Venne fra la sua gente»  


Gesù non è una tradizione annuale, non è un mito, non è una favola. Gesù è parte  della nostra storia umana. Il senso teologico della venuta di Cristo non distrugge di per sé la cornice festosa e la poesia del Natale, ma la ridimensiona e la colloca nel giusto contesto; Gesù che nasce è la Parola di Dio che si fa come: noi, esseri umani, siamo portati forse a soffermarci di più sul bambino, tenero e fragile, che non sul suo aspetto di Verbo Incarnato. Per questo nella liturgia di oggi il lieto annuncio della nascita di Cristo ci viene dato con le parole di Luca e con quelle di Giovanni. Luca si sofferma su alcuni particolari storici che ci danno una sufficiente garanzia di storicità e credibilità e ci mostrano un Gesù povero, figlio di umili artigiani, un numero soltanto in una remota provincia dell’impero romano, un portatore di tutte le promesse dell’Antico Testamento, anche se in un modo un po’ diverso da quello atteso e sospirato dal popolo ebraico, tanto che solo i poveri, gli «svuotati», i vigilanti lo riconoscono. Giovanni inserisce l’Incarnazione nel piano della storia della salvezza. Come attraverso il Verbo eterno era sbocciata la prima creazione, per opera dell’Incarnazione dello Stesso Verbo avviene una nuova creazione: l’uomo accede alla condizione di figlio di Dio: il rapporto uomo-Dio che il peccato aveva interrotto è risaldato in Cristo. Divenuto figlio di Dio l’uomo è in grado di realizzare il suo compito di creatura: egli può rivolgersi a Dio e chiamarlo «padre» ed è libero perché è figlio e non servo, ed ama gli altri uomini perché fratelli.

 

Salmo Responsoriale  Dal Salmo 96


Oggi è nato per noi il Salvatore;
Oggi la luce risplende su di noi.

Il Signore regna, esulti la terra,
gioiscano le isole tutte.
I cieli annunziano la sua giustizia
e tutti i popoli contemplano la sua gloria.

Una luce si è levata per il giusto,
gioia per i retti di cuore.
Rallegratevi, giusti, nel Signore,
rendete grazie al suo santo nome.

 

Canto:Astro del ciel

 

Astro del ciel, Pargol divin, mite Agnello Redentor!

Tu che i Vati da lungi sognar, tu che angeliche voci nunziar,

luce dona alle genti, pace infondi nei cuor!

luce dona alle genti, pace infondi nei cuor!

 

Astro del ciel, Pargol divin, mite Agnello Redentor!

Tu di stirpe regale decor, Tu virgineo, mistico fior,

luce dona alle genti, pace infondi nei cuor!

Luce dona alle genti, pace infondi nei cuor!

 

Astro del ciel, Pargol divin, mite Agnello Redentor!

Tu disceso a scontare l'error, Tu sol nato a parlare d'amor,

luce dona alle genti, pace infondi nei cuor!

Luce dona alle genti, pace infondi nei cuor!

 

 

Santo natale
(Card. Carlo Maria Martini)

Signore Gesù,
che cammini sulla nostra terra e soffri le nostre povertà
per annunciare il comandamento della carità,
infondi in noi il tuo Spirito d'amore
che apra i nostri occhi,
per riconoscere in ogni uomo un fratello:
e finalmente diventi quotidiano
il gesto semplice e generoso
che offre aiuto e sorriso,
cura e attenzione al fratello che soffre,
perché in questo Natale
non facciamo festa da soli.
Amen.

 

Perché sono nato, dice Dio
(Lambert Nolen)

Sono nato nudo, dice Dio,
perché tu sappia spogliarti di te stesso.
Sono nato povero,
perché tu possa considerarmi l'unica ricchezza.
Sono nato in una stalla,
perché tu impari a santificare ogni ambiente.
Sono nato debole, dice Dio,
perché tu non abbia mai paura di me.
Sono nato per amore,
perché tu non dubiti mai del mio amore.
Sono nato di notte,
perché tu creda che io posso illuminare qualsiasi realtà.
Sono nato persona, dice Dio,
perché tu non abbia mai a vergognarti di essere te stesso.
Sono nato uomo,
perché tu possa essere "dio".
Sono nato perseguitato,
perché tu sappia accettare le difficoltà.
Sono nato nella semplicità,
perché tu smetta di essere complicato.
Sono nato nella tua vita, dice Dio,
per portare tutti alla casa del Padre.

 

 

La pace
(L. Housman)

La pace guardò in basso
e vide la guerra,
"Là voglio andare" disse la pace.

L'amore guardò in basso
e vide l'odio,
"Là voglio andare" disse l'amore.

La luce guardò in basso
e vide il buio,
"Là voglio andare" disse la luce.

Così apparve la luce
e risplendette.

Così apparve la pace
e offrì riposo.

Così apparve l'amore
e portò vita.

E il Verbo si fece carne
e dimorò in mezzo a noi.

 

 

Imparare la tristezza del Natale
(Alessandro Pronzato, Vangeli scomodi)


Tre righe in tutto. Per raccontarci l'avvenimento più straordinario della storia del mondo, Luca impiega tre righe. Un Dio che viene a "piantare la propria tenda in mezzo a noi". E l'evangelista ce lo riferisce in tre righe. Probabilmente la sua penna deve aver lottato parecchio per resistere alla tentazione di dire di più. Tre righe in cima alla pagina. Quindi tutto un foglio bianco. E noi ci precipitiamo a imbrattarlo con le nostre parole. Può sembrare un'idea bizzarra quella di aprire la serie dei "Vangeli scomodi" con il racconto della natività, con una pagina che pare autorizzare esclusivamente la tenerezza, la dolcezza e i pensieri più consolanti.

 

Eppure proprio queste tre righe di Luca, se riusciamo a spazzare via le nebbie di un equivoco sentimentalismo, risultano terribilmente scomode. Infatti costituiscono una spietata condanna per il nostro Natale gonfio di retorica, per il nostro Natale zeppo di cattiva poesia, per il nostro Natale ricco di cianfrusaglie multicolori e commozione a buon mercato. Tre righe. E noi, invece, abbiamo imbastito un copione mastodontico e interminabile, imbottito di pacchianerie. Gli abbiamo rovesciato sopra tonnellate di sentimentalismi. Il silenzio è l'elemento naturale per la discesa della Parola sulla terra. E noi abbiamo pensato di rompere quel silenzio che ci impacciava con gli scoppi di milioni di tappi champagne.

 

Intercessioni


In fraterna esultanza celebriamo la nascita del Redentore e uniamo al canto degli angeli la nostra preghiera:
Il tuo Natale, Signore, porti al mondo la pace.

Tu, che consoli la Chiesa con il mistero della tua nascita,
riempila dei tuoi doni e delle tue benedizioni.

Pastore e guida suprema delle nostre anime,
proteggi e illumina il papa e i vescovi, perché siano fedeli dispensatori della tua grazia.

Re eterno, che hai voluto sperimentare la brevità della vita umana,
donaci di entrare per sempre nella gioia del tuo regno.

Tu, che nella pienezza dei tempi hai esaudito le attese dei patriarchi e dei profeti,
rivelati a coloro che attendono la venuta del salvatore.

Tu, che hai liberato l'umanità dal peccato e dalla morte,
concedi ai defunti libertà perfetta in paradiso.

 

PADRE NOSTRO

 

O Dio, che in modo mirabile ci hai creati a tua immagine, e in modo più mirabile ci hai rinnovati e redenti, fa' che possiamo condividere la vita divina del tuo Figlio, che oggi ha voluto assumere la nostra natura umana. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

 

 

Canto: In notte placida

 

In notte placida, pel muto sentier,

dai campi dei cieli scese l'Amor,

all'alme fedeli il Redentor.

Nell'aura è il palpito di un grande mister

nel nuovo Israel è nato il Signor,

il fiore più bello dei nostri cuor!

 

Cantate, popoli, gloria all'Altissimo:

l'animo aprite a speranze d'amor! (2v.)

 

Se l'aura è gelida, se tenebr'è il ciel,

deh, viene al mio cuor, deh, viene a posar,

ti vo' col mio amore riscaldar.

Se il fieno è rigido, se il vento è crudel

un cuore che t'ama qui puoi trovar,

un'alma che brama te riscaldar.

 

 

 

Un uomo come noi?


Non è facile neppure tentare di descrivere l’unico grande mistero dell’Incarnazione di Dio. Come scrive Giovanni, «non basterebbero tutti i libri della terra». «In tutte le testimonianze della fede cristiana primitiva è chiara una cosa: nell’ambito della storia si presenta un uomo, un uomo come tutti noi, tale però che in tutta la sua esistenza terrena, dalla nascita fino alla terribile morte in croce, oltrepassa le dimensioni dell’umano e proprio per questo ci apre una porta che fa intravedere la trascendenza dell’esistenza umana. Un uomo che compie segni straordinari e pronuncia parole che non tramontano; mette in pratica l’amore come nessun altro e rivela che cosa è l’amore che salva gli uomini; è immagine e segno di Dio in questo mondo. Un uomo, nel quale l’eterno irrompe nel tempo; attraverso il quale gli uomini vengono a conoscere le profondità e le altezze della esistenza umana. Egli diventa speranza per gli uomini destinati alla morte, poiché morendo ci meritò la vita e ci aprì un nuovo futuro. Tutto ciò si rivela già nella sua nascita: il debole bambino che giace nella mangiatoia è il salvatore del mondo. Questo e l’intramontabile messaggio del Natale — senza mito ne leggenda» (R. Schnackenburg).

 

 

Salmo Responsoriale  Dal Salmo 96


Oggi è nato per noi il Salvatore;
Oggi la luce risplende su di noi.

Il Signore regna, esulti la terra,
gioiscano le isole tutte.
I cieli annunziano la sua giustizia
e tutti i popoli contemplano la sua gloria.

Una luce si è levata per il giusto,
gioia per i retti di cuore.
Rallegratevi, giusti, nel Signore,
rendete grazie al suo santo nome.

 

Canto: OSANNA

Osanna, osanna, osanna all'Altissimo! ( 2 volte )

 

Innalziamo il Tuo nom

Con le lodi del cuor

T'esaltiamo Signore Dio

Osanna all'Altissimo.

 

Gloria, Gloria, gloria al Re dei re! ( 2 volte )

 

Innalziamo il Tuo nom

Con le lodi del cuor

T'esaltiamo Signore Dio,

Gloria al Re dei re!

 

Osanna, osanna, osanna all'Altissimo! ( 2 volte )

 

Innalziamo il Tuo nom

Con le lodi del cuor

T'esaltiamo Signore Dio

Osanna all'Altissimo.

 

Osanna, osanna, osanna all'Altissimo! ( 2 volte )

 

Innalziamo il Tuo nom

Con le lodi del cuor

T'esaltiamo Signore Dio

Osanna all'Altissimo.  ( 2 volte )

 

T'esaltiamo Signore Dio

Osanna all'Altissimo.

 

 

Una stalla
(Giovanni Paolo II)

Non è una reggia quella dove nasce chi salverà il mondo, ma una stalla e venendo tra noi accende il fuoco dell'amore. Questo fuoco non si spegnerà più. Possa ardere nei nostri cuori come fiamma che diventi accoglienza e sostegno per tanti nel bisogno e nella sofferenza.

 

 

Il Natale visto da Gandhi
(
Mahatma Gandhi)

Non si dovrebbe celebrare la nascita di Cristo una volta all'anno, ma ogni giorno, perché Egli rivive in ognuno di noi. Gesù è nato e vissuto invano se non abbiamo imparato da Lui a regolare la nostra vita sulla legge eterna dell'amore pieno. Là dove regna senza idea di vendetta e di violenza, il Cristo è vivo. Allora potremmo dire che il Cristo non nasce soltanto un giorno all'anno: è un avvenimento costante che può avverarsi in ognuna delle nostre vite. Quando la legge suprema dell'amore sarà capita e la sua pratica sarà universale, allora Dio regnerà sulla terra come regna in cielo. Il senso della vita consiste nello stabilire il Regno di Dio sulla terra, cioè nel proporre la sostituzione di una vita egoista, astiosa, violenta e irragionevole con una vita di amore, di fraternità, di libertà, di ragione. Quando sento cantare "gloria a Dio e pace in terra agli uomini di buona volontà" mi chiedo oggi come sia reso gloria a Dio e dove ci sia pace sulla terra.

 

Finché la pace sarà una fame insaziata, finché noi non saremo riusciti a rinascere come uomini illuminati dallo Spirito, a instaurare con le persone rapporti autentici di comunione da cui siano estranei i sorrisi forzati, l'invidia, la gelosia, la falsa cortesia, la diplomazia, finché non avremo come senso della vita la ricerca della verità su noi stessi, del giusto, del bello, finché non saremo capaci di spogliarci dell'inautentico, di ciò che abbiamo di troppo a spese di coloro che non hanno niente, finché continueremo a calpestare i nostri sogni più belli e più profondi, il Cristo non sarà mai nato. Quando la pace autentica si sarà affermata, quando avremo sradicato la violenza dalla nostra civiltà, solo allora noi diremo che "Cristo è nato in mezzo a noi". Allora non penseremo tanto ad un giorno che è un anniversario, ma ad un evento che può realizzarsi in tutta la nostra vita. Se dunque si augura un "buon Natale" senza dare un senso profondo a questa frase, tale augurio resta una semplice formula vuota.

 

La dolcezza di Dio
(Don Orione)

Natale: la dolcezza di Dio che si fa sentire, la bontà del Signore che si fa assai più grande e duratura che il rumore di tutte le battaglie.

 

Il mistero dell'incarnazione
(Edith Stein)

Ho sempre pensato - e forse è un azzardo - che il mistero dell'Incarnazione sia più grande di quello della Resurrezione.
Perché un Dio che si fa bambino,... e poi ragazzo,... e poi uomo, quando muore non può che risorgere.

 

Viene per chi sta dietro la porta chiusa
(don Primo Mazzolari)

"Ecco sto alla porta e busso..."
Egli non viene né per onorare il suo nome
né per salvare la sua dignità:
viene per chi sta dietro la porta chiusa.
E chi ci sta dietro la porta chiusa?
Io ci sto: in tanti ci stanno; ci sta il mondo.
Il quale mi sembra ancor più sprangato
in questo Natale...
Da secoli, non da decenni, Egli attende...
Ma anche se tardasse un po..., aspettatelo:
Egli verrà e lo vedrete tutti e ne godrà il vostro cuore
poiché Egli viene a portare la pace al suo popolo
e a restituirgli la vita.

 

La lacrima di Dio
(Mons. Antonio Riboldi, Vescovo di Acerra)

Deve essere stato per un'impazienza non più sopportabile che un giorno Dio Padre, fissando lo sguardo sugli uomini che si erano fatti curvi per la schiavitù, con dentro il cuore la siccità disperata del deserto, proprio come orfani destinati a non conoscere amore, disse dentro di Sé: "Basta!".
Con braccio potente raccolse tutte le stelle piccole e grandi che sono nel firmamento e con esse scrisse queste parole agli uomini: "VI AMO!" a lettere così grandi che occuparono tutto il cielo e tutti gli uomini le potessero leggere: tutti, proprio tutti... Per la grande pietà o per il grande amore che gli riempivano il cuore, nello scrivere "Vi amo" cadde dagli occhi di Dio una lacrima che scivolò sulle stelle bagnandole tutte e facendole splendere di più e dalle stelle la lacrima andò a posarsi su una mangiatoia a Betlemme e si chiamò quel giorno Natale di Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine.
Quella lacrima schizzò sugli occhi spenti degli uomini e questi finalmente guardarono in su e lessero: "VI AMO".

 

Scoppiò una gran gioia e si cantò pace nel cuore di tanti. Ancora oggi gli uomini sono stanchi, soli ed aridi fino ad uno smarrimento ed un'angoscia che avvolge tutta di una coltre di tristezza che nasconde tanto il cielo da disperare che esista ancora. Ma a Natale, ogni Natale, le stelle obbedienti si allineano per riscrivere: "VI AMO". E torna a piovere sulla terra una lacrima di tenerezza del Padre: una lacrima che cerca ancora gli occhi spenti degli uomini per posarsi in loro come in "nuova mangiatoia di Gesù", perché il mondo sia un irrefrenabile scroscio di sorrisi. Io a Natale apro gli occhi in su perché voglio riempirmi gli occhi di quella lacrima e piangendo di gioia come Maria. Prego: «Guarda, Signore, me e tutti i miei amici che sono la più grande cesta, la stupenda immensa cesta, che porto sulle spalle: esaudisci, Signore, ridònati a noi perché ne abbiamo bene: senza di Te, stiamo male, ma tanto male. Insegnaci a cercarti e Tu mostrati quando Ti cerchiamo.
Che Ti cerchiamo, Signore, desiderandoti e Ti desideriamo cercandoti. Che Ti troviamo amandoti e Ti amiamo trovandoti (S. Anselmo)».

 

Preghiera a Maria per la causa della vita
(Card. Angelo Comastri)

 

O Maria, culla del grande mistero!
Nel tuo limpido grembo è accaduto
l'avvenimento più impensabile e necessario:
Dio, in te, si è fatto bambino e ha condiviso
integralmente l'itinerario dell'avventura umana.

Da quel momento, quando sboccia una vita,
possiamo esclamare: anche Dio ha percorso
la stessa strada, anche Dio ha vissuto
l'affascinante e delicata stagione
della presenza nel grembo della Madre.

O Maria, oggi è stato infangato il prodigio!
È stata crocifissa la fase più tenera
della vita umana: il grembo della mamma
spesso diventa la tomba dei figli!
O Maria, con te ci impegniamo a pregare.

Con te, Donna del grande Prodigio
del grembo abitato da Dio,
vogliamo implorare la luce dello Spirito
per le mamme e i padri di oggi:
riportali a rispettare la vita,
riportali a cantare la vita,
riportali ad amare la vita
fin dal primo istante del suo miracolo. Amen.

 

Gloria e onore al Cristo, Verbo di Dio, apparso nella nostra carne mortale, contemplato dagli angeli, annunziato alle genti. Rendiamogli l'omaggio del nostro culto:
Ti adoriamo, o Figlio unigenito di Dio.

Liberatore del genere umano, nato da Maria per rinnovare il mondo,
 per intercessione della Vergine tua Madre, custodisci e rigenera in noi il dono della vita nuova.

Sole divino, che irradi sulla terra la luce dell'eterna sapienza,
 illumina tutto il genere umano e tutta la nostra vita. 

Figlio di Dio, che hai rivelato agli uomini l'amore del Padre,
fa' che i nostri fratelli possano vedere nella nostra carità un segno della tua presenza. 

Amico e fratello nostro, che hai voluto abitare con noi,
rendici degni della tua amicizia.

 

PADRE NOSTRO

 

Dio onnipotente, il Salvatore che tu hai mandato, luce nuova all'orizzonte del mondo, sorga ancora e rinnovi tutta la nostra vita. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

 

Canto: TU SCENDI DALLE STELLE

 

Tu scendi dalle stelle, o Re del cielo,

e vieni in una grotta al freddo e al gelo (2 volte).

 

O Bambino mio divino, io ti vedo qui a tremar,

o Dio beato, ah! Quanto ti costò l’avermi amato.

Ai quanto ti costò l’avermi amato.

 

A te che sei del mondo il creatore

mancano panni e fuoco o mio Signore (2 volte)

 

Caro eletto Pargoletto, quanto questa povertà

più m’innamora giacché ti fece amor povero ancora.

Giacché ti fece amor povero ancora.

 

Al suon di pastorale, o mio Bambino,

con gli Angeli riposi a te vicino (2 volte).

 

Nella notte fredda e scura c’inchiniamo per pregar,

o buon Signore, e salutiamo in Te il Redentore,

e salutiamo in Te il Redentore.

 

 

Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.
Amen.

 

 

 

 

Alcune preghiere e testi sono stati presi da:  http://www.maranatha.it/index.htme e da: http://www.qumran2.net/s/; il resto dono di Gesù bambino.

Gaetano

 

 

 

 

 

 

 

 

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