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lunedì, 26 novembre 2007

“ECCOMI SONO LA SERVA DEL SIGNORE”

 

 

NOVENA DELL'IMMACOLATA

 

29 NOVEMBRE 2007

INTRODUZIONE ALLA NOVENA

 

Non si può negare che il principale esempio di corrispondenza alla vocazione divina, insieme a Cristo Signore, non può essere che Maria. In Lei, Madre del Signore e dell’umanità troviamo l’ideale della perfezione e della santità che possono cambiare il nostro mondo lacerato dal male. Nella sua risposta all’angelo “Eccomi sono la serva del Signore” Maria presenta se stessa come un modello di adesione pronta, consapevole e responsabile ad un progetto divino di salvezza.

 

La vocazione è una chiamata da parte di Dio a un determinato progetto di vita, uno di è questi è il sacerdozio, ma anche  la vita religiosa, il matrimonio o la dimensione professionale; quello che conta è che si tratti di una chiamata dall’alto e in tutti i casi comporta che usciamo da noi stessi e dai nostri ambiti, come avviene in Maria e in altre donne dell’Antico e del Nuovo Testamento che accompagneranno le nostre riflessioni in queste sere, donne che, vivendo il loro tempo, accettano di fare i tempi di Dio.

 

Eva, la vocazione fallita.

 

L’opera di salvezza, che Dio ha compiuto in Gesù Cristo, viene in noi non come qualche cosa di magico, ma entra nella nostra vita solo attraverso il nostro “sì”, la nostra disponibilità, la nostra collaborazione. Eva era stata creata con una volontà capace di resistere alla tentazione; si è però lasciata andare su un terreno pericoloso. Responsabile della sua scelta, risponde scatenando l’inizio della caduta.

 

 

Canto

 

AVE MARIA

 

Balduzzi/Casucci

 

Ave Maria, Ave.
Ave Maria, Ave.

Donna dell’attesa e madre di speranza
Ora pro nobis.
Donna del sorriso e madre del silenzio
Ora pro nobis.

Donna di frontiera e madre dell’ardore
Ora pro nobis.
Donna del riposo e madre del sentiero
Ora pro nobis.

Ave Maria, Ave.
Ave Maria, Ave.

Donna del deserto e madre del respiro
Ora pro nobis.
Donna della sera e madre del ricordo
Ora pro nobis.

Donna del presente e madre del ritorno
Ora pro nobis.
Donna della terra e madre dell’amore
Ora pro nobis.

Ave Maria, Ave.
Ave Maria, Ave.

 

 

+ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Amen.

 

INVOCAZIONI

 

Ad ogni invocazione rispondiamo:

O Maria, noi ti preghiamo.

 

Perché ci riconosciamo parte

della stupenda creazione di Dio.

 

Perché salvaguardiamo

la dignità di ogni creatura.

 

Perché ci facciamo guidare ogni giorno

dalla Parola del Signore.

 

 

INNO

Dal primo albore di vita, o Vergine,

più pura sei del sole,

tu sei la donna preannunciata

che vinci l’insidia del serpente.

Arca di vita, solitaria vai

sull’incubo mortifero dell’onda.

Aridi sono i nostri campi

e scende su te la rugiada di grazia.

Tu che il peccato ignori,

dalla tristezza del peccato scampaci:

sotto il tuo piede,

invano si dibatta il nemico.

A te, Signore, si levi la lode,

che da purissima Vergine nasci,

al Padre e al Santo Spirito

nei secoli dei secoli. Amen.

 

 

PROFESSIONE DI FEDE

 

Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

 

Padre Nostro, 3 Ave Maria (per la fede, la speranza, la carità), Gloria al Padre.

 

Lodato sempre sia. Il Santissimo nome di Gesù Giuseppe e Maria.

 

Gesù mio perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della Tua misericordia

 

1° mistero della luce
Gesù è battezzato al Giordano

 

PADRE NOSTRO.. 

 

Dal Vangelo secondo Marco

 

Si presentò Giovanni a battezzare nel deserto, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. AVE MARIA     Accorreva a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. AVE MARIA     Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, si cibava di locuste e miele selvatico AVE MARIA    e predicava: «Dopo di me viene uno che è più forte di me e al quale io non son degno di chinarmi per sciogliere i legacci dei suoi sandali. AVE MARIA     Io vi ho battezzati con acqua, ma egli vi battezzerà con lo Spirito Santo». AVE MARIA    In quei giorni Gesù venne da Nazaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. AVE MARIA     E, uscendo dall'acqua, vide aprirsi i cieli e lo Spirito discendere su di lui come una colomba. AVE MARIA   E si sentì una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto». AVE MARIA   Subito dopo lo Spirito lo sospinse nel deserto AVE MARIA   e vi rimase quaranta giorni, tentato da satana; stava con le fiere e gli angeli lo servivano. AVE MARIA    

 

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era in principio ed ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

 

Lodato sempre sia. Il Santissimo nome di Gesù Giuseppe e Maria.

 

Gesù mio perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della Tua misericordia

 

Vieni, vieni, Spirito d’amore,
ad insegnar le cose di Dio,
vieni, vieni, Spirito di pace
a suggerir le cose che Lui ha detto a noi.
 

 

ASCOLTO DELLA PAROLA

 

Dal libro della Genesi (2, 16-18.21-24.3,1-15)

 

Il Signore Dio diede questo comando all’uomo: "Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti". E il Signore Dio disse: "Non è bene che l’uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile". Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto.

 

Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo. Allora l’uomo disse: "Questa volta essa è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa. La si chiamerà donna perché dall’uomo è stata tolta". Per questo l’uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne. Il serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore Dio. Egli disse alla donna: "È vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino?".

 

Rispose la donna al serpente: "Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, ma del frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete". Ma il serpente disse alla donna: "Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male".

 Allora la donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch’egli ne mangiò. Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture. Poi udirono il Signore Dio che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno e l’uomo con sua moglie si nascosero dal Signore Dio, in mezzo agli alberi del giardino.

 

Ma il Signore Dio chiamò l’uomo e gli disse: "Dove sei?". Rispose: "Ho udito il tuo passo nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto". Riprese: "Chi ti ha fatto sapere che eri nudo? Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?". Rispose l’uomo: "La donna che tu mi hai posta accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato".

 

Il Signore Dio disse alla donna: "Che hai fatto?". Rispose la donna: "Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato". Allora il Signore Dio disse al serpente: "Poiché tu hai fatto questo, sii tu maledetto più di tutto il bestiame e più di tutte le bestie selvatiche; sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita. Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno".          

 

Parola di Dio                    Rendiamo grazie a Dio

 

Rit. Laudate Dominum,

laudate Dominum

omnes gentes, alleluia!(2 volte)

 

 

RIFLESSIONE

 

Adamo è triste perché vive una situazione di solitudine. Dio fa scendere il sonno su Adamo e dal costato Dio crea Eva, la madre di tutti i viventi. Qui c'è il momento del risveglio: “Adesso, sì! Questa è ossa delle mie ossa, carne della mia carne!” Di fronte a Eva Adamo capisce chi è; davanti ad Eva c'è la scoperta della propria identità personale. Eva diventa la risposta a quel desiderio naturale, che Adamo aveva in sé, di non voler rimanere solo. Dio, quindi, non ha creato l'uomo per la solitudine, ma per la relazione, la relazionalità, perché nella scoperta dell'altro rinvenisse il senso più profondo di sé.

 

Adamo la chiama “donna”, madre di tutti i viventi; l'uguaglianza tra i due sta nell'atto creativo di Dio, che in ambedue pone l'immagine di se stesso, l'immagine e la somiglianza. Eva e Adamo diventano in questo momento l'uno per l'altro dono. Per questo si capiscono. E capiscono che da quel momento la loro esistenza sarà di un'unità tale da formare una sola carne. I tratti della famiglia sono qui composti in una sintesi mirabile. Abbiamo la dimensione del dono come la forma primaria dell'amore.

 

Con sguardo meravigliato, Eva contemplava la creazione: attorno a lei tutto era perfetto. Aveva una relazione unica con il suo compagno di condivisione e complementarietà. In qualità di marito e moglie, Adamo ed Eva costituivano una nuova cellula: la coppia, caratterizzata da una propria personalità. Al di là della semplice unione di due individui, questa coppia costituiva una identità nuova in se stessa. Secondo i piani di Dio, i coniugi sono chiamati a vivere in perfetta armonia, a formare un tutto, uniti con un legame d'amore e di mutuo rispetto.

 

Dopo la disobbedienza, Eva realizzò, non senza una grande amarezza, fino a che punto era stata ingannata. Si espresse immediatamente nei rapporti con Adamo. Fino a quel momento, erano stati a loro agio; stavano bene tra di loro, secondo il piano di Dio. Improvvisamente, si sono trovati intimiditi e disarmati. Presero coscienza della loro nudità, non solo l'uno di fronte all'altro, ma anche davanti a Dio. La loro purezza era scomparsa e la loro relazione intima con Dio interrotta. Allora Dio dà loro la possibilità di riconoscere il loro peccato, ma loro se la lasciarono sfuggire.

 

Adamo rinnega Eva dicendo: "La donna che mi hai messo accanto, mi ha dato il frutto dell'albero". Quasi che Adamo rimproveri Dio di avergli dato Eva! Eva, dal canto suo, rifiutò la responsabilità accusando il serpente. Però, se fosse stata onesta con se stessa, avrebbe dovuto riconoscere di aver agito consapevole delle conseguenze.  Satana l'aveva sedotta, è vero, ma lei aveva peccato deliberatamente. Eva aveva mancato la possibilità che le si proponeva per dimostrare la capacità dell'essere umano di obbedire a Dio volontariamente e con amore.

 

Il giudizio di Dio che seguì rivelò le conseguenze catastrofiche del suo atto. Eva, il capolavoro della creazione e ultima maglia di una catena di felicità, con la sua disobbedienza ha rotto questa catena. E non si trattava solo della propria felicità, ma anche quella di tutti gli esseri umani e di tutti gli animali che sarebbero nati. La gioia della maternità sarebbe purtroppo stata mescolata alla sofferenza ed alla difficoltà.

 

PREGHIERA CORALE

 

O Maria, donna responsabile,

rendici capaci di farci domande serie,

invoca per noi la prudenza

che ci porti a considerare bene

le scelte che ogni giorno siamo chiamati a fare

chiedi per noi il coraggio per poter affrontare

le conseguenze di ogni nostro atto.

Tu vergine fedele

aiutaci a dire no al male anche quando ha forme e aspetti attraenti, a dire di si al bene

anche quando costa impegno. Amen.

Canto:
Ave Maria, gratia plena: Dominus tecum, Benedicta tu

PREGHIERE DEI FEDELI

 

A te, Signore dell’universo, che in principio hai creato l’uomo e la donna e hai istituito il patto coniugale, rivolgiamo la nostra preghiera perché tu benedica e confermi tutti i coniugi e tutte le famiglie, perché nel loro amore esprimano un’immagine sempre più autentica dell’unione di Cristo con la Chiesa.

 

Preghiamo insieme e diciamo:

Per intercessione di Maria, ascoltaci o Padre

 

Perché la vocazione al matrimonio sia vissuta con la consapevolezza che il coniuge è un dono di Dio per il sostegno l’uno dell’altro affinché la coppia diventi vera immagine di Dio Amore. Preghiamo.

 

Perché i coniugi sappiano rinnovare ogni giorno il loro “si” nell’amore e nella fedeltà, sappiano perdonarsi le colpe e ritrovare nel dialogo la via della comune unione nel Cristo. Preghiamo.

 

Per le coppie che vivono problemi di incomprensione e di indifferenza reciproca perché il “cammino dell’impossibile” come vita vissuta nel dono gratuito per l’altro non li scoraggi, ma li affascini sempre più per essere sostegno e guida per i loro figli. Preghiamo.

 

Per i giovani che si stanno preparando a rispondere generosamente alla vocazione del matrimonio, perché liberi dalla schiavitù dell’affettivismo e della sensualità possano orientare le loro energie verso la donazione gratuita di se guardando al Cristo che ha dato se stesso per noi. Preghiamo

 

PADRE NOSTRO...

 

 

Ascolta, Signore, le nostre preghiere e aiutaci a superare i nostri egoismi, perché, vivendo i valori della famiglia umana, possiamo gustare la gioia del tuo amore per noi, nell’unica e grande famiglia che hai preparato per noi. Per Cristo nostro Signore.

Amen.

 

 

LA MIA ANIMA CANTA

La mia anima canta
la grandezza del Signore
il mio spirito esulta nel mio Salvatore
Nella mia povertà
l'Infinito mi ha guardata
in eterno ogni creatura mi chiamerà beata.

La mia gioia è nel Sgnore
che ha compiuto grandi cose in me
La mia lode al Dio fedele
che ha soccorso il suo popolo
e non ha dimenticato le sue promesse d'amore.

Rit.

Ha disperso i superbi
nei pensieri inconfessabili
Ha deposto i potenti
ha risollevato gli umili
Ha saziato gli affamati
ed ha aperto ai ricchi le mani

Rit.

 

Grazie ai testi di questa bella Novena: PARROCCHIA SS. RESURREZIONE

BRINDISI. Il resto dono dell' Immacolata!

 

 

NOVENA DELL'IMMACOLATA

 

30 NOVEMBRE 2007

INTRODUZIONE ALLA NOVENA

 

Sara, donna al servizio della vita.

 

La maternità è la vocazione della donna. È una vocazione eterna ed è anche una vocazione contemporanea, frutto dell’unione matrimoniale di un uomo e di una donna. Nella maternità la donna realizza il “dono di sé” come espressione di quell’amore sponsale col quale gli sposi si uniscono tra loro così strettamente da costituire una sola carne.

 

Abramo e Sara sono la prima coppia che la scrittura racconta in forma particolareggiata, dopo quella di Adamo ed Eva: segnano un nuovo inizio. Siamo al primo tornante della storia di salvezza. È la coppia che Dio sceglie e benedice, la coppia che inizia il ritorno, il movimento

 

di conversione al Signore nella totale obbedienza alla sua Parola e nella fiducia incondizionata.

 

Canto

 

AVE MARIA

 

Balduzzi/Casucci

 

Ave Maria, Ave.
Ave Maria, Ave.

Donna dell’attesa e madre di speranza
Ora pro nobis.
Donna del sorriso e madre del silenzio
Ora pro nobis.

Donna di frontiera e madre dell’ardore
Ora pro nobis.
Donna del riposo e madre del sentiero
Ora pro nobis.

Ave Maria, Ave.
Ave Maria, Ave.

Donna del deserto e madre del respiro
Ora pro nobis.
Donna della sera e madre del ricordo
Ora pro nobis.

Donna del presente e madre del ritorno
Ora pro nobis.
Donna della terra e madre dell’amore
Ora pro nobis.

Ave Maria, Ave.
Ave Maria, Ave.

 

+ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 

INVOCAZIONI

 

Ad ogni invocazione rispondiamo:

O Maria, noi ti preghiamo.

 

Perché contempliamo in te

il progetto divino di salvezza.

 

Perché riconosciamo il valore della vita,

espressione della grandezza del Creatore.

 

Perché scorgiamo in ogni bambino che nasce

un raggio della bontà di Dio.

 

INNO

 

Ti saluto, o Maria,

piena di grazia, il Signore è con te.

I sacerdoti di vestiranno di giustizia

ei tuoi devoti esulteranno di gioia.

Per amore di Davide, tuo servo, Signore,

salva il tuo popolo, la tua eredità.

Alla Vergine gloriosa,

piena di grazia, salve!

Il Signore è con te,

tu sei benedetta fra le donne.

Benedetto il frutto del tuo seno:

tu hai concepito il Cristo, Figlio di Dio,

il redentore delle nostre anime. Amen

 

PROFESSIONE DI FEDE

 

Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

 

Padre Nostro, 3 Ave Maria (per la fede, la speranza, la carità), Gloria al Padre.

 

Lodato sempre sia. Il Santissimo nome di Gesù Giuseppe e Maria.

 

Gesù mio perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della Tua misericordia

 

 

1° mistero del dolore
L'agonia di Gesù nel Getsèmani

 

PADRE NOSTRO.. 

 

Dal vangelo secondo Matteo

 

Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsèmani, e disse ai discepoli: «Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare». AVE MARIA     E presi con sé Pietro e i due figli di Zebedèo, cominciò a provare tristezza e angoscia. AVE MARIA     Disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me». AVE MARIA    E avanzatosi un poco, si prostrò con la faccia a terra e pregava dicendo: «Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!». AVE MARIA    Poi tornò dai discepoli e li trovò che dormivano. E disse a Pietro: «Così non siete stati capaci di vegliare un'ora sola con me? AVE MARIA     [41]Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole». AVE MARIA    E di nuovo, allontanatosi, pregava dicendo: «Padre mio, se questo calice non può passare da me senza che io lo beva, sia fatta la tua volontà». AVE MARIA    E tornato di nuovo trovò i suoi che dormivano, perché gli occhi loro si erano appesantiti. AVE MARIA   E lasciatili, si allontanò di nuovo e pregò per la terza volta, ripetendo le stesse parole. Poi si avvicinò ai discepoli e disse loro: «Dormite ormai e riposate! Ecco, è giunta l'ora nella quale il Figlio dell'uomo sarà consegnato in mano ai peccatori. AVE MARIA  Alzatevi, andiamo; ecco, colui che mi tradisce si avvicina». AVE MARIA    

 

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era in principio ed ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

 

Lodato sempre sia. Il Santissimo nome di Gesù Giuseppe e Maria.

 

Gesù mio perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della Tua misericordia

 

Canone

Vieni, vieni, Spirito d’amore,
ad insegnar le cose di Dio,
vieni, vieni, Spirito di pace
a suggerir le cose che Lui ha detto a noi.
 

 

ASCOLTO DELLA PAROLA

 

Dal libro della Genesi (18,1-11.21,1-7)

 

Poi il Signore apparve ad Abramo alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva all'ingresso della tenda nell'ora più calda del giorno. Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui. Appena li vide, corse loro incontro dall'ingresso della tenda e si prostrò fino a terra, dicendo: «Mio signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passar oltre senza fermarti dal tuo servo. Si vada a prendere un po’ di acqua, lavatevi i piedi e accomodatevi sotto l'albero.

 

Permettete che vada a prendere un boccone di pane e rinfrancatevi il cuore; dopo, potrete proseguire, perché è ben per questo che voi siete passati dal vostro servo». Quelli dissero: «Fà pure come hai detto». Allora Abramo andò in fretta nella tenda, da Sara, e disse: «Presto, tre staia di fior di farina, impastala e fanne focacce». All'armento corse lui stesso, Abramo, prese un vitello tenero e buono e lo diede al servo, che si affrettò a prepararlo.

 

Prese latte acido e latte fresco insieme con il vitello, che aveva preparato, e li porse a loro. Così, mentr'egli stava in piedi presso di loro sotto l'albero, quelli mangiarono. Poi gli dissero: «Dov'è Sara, tua moglie?». Rispose: «È là nella tenda». Il Signore riprese: «Tornerò da te fra un anno a questa data e allora Sara, tua moglie, avrà un figlio». Intanto Sara stava ad ascoltare all'ingresso della tenda ed era dietro di lui. Abramo e Sara erano vecchi, avanti negli anni; era cessato a Sara ciò che avviene regolarmente alle donne.

 

Il Signore visitò Sara, come aveva detto, e fece a Sara come aveva promesso. Sara concepì e partorì ad Abramo un figlio nella vecchiaia, nel tempo che Dio aveva fissato. Abramo chiamò Isacco il figlio che gli era nato, che Sara gli aveva partorito. Abramo circoncise suo figlio Isacco, quando questi ebbe otto giorni, come Dio gli aveva comandato. Abramo aveva cento anni, quando gli nacque il figlio Isacco. Allora Sara disse: «Motivo di lieto riso mi ha dato Dio: chiunque lo saprà sorriderà di me!». Poi disse: «Chi avrebbe mai detto ad Abramo: Sara deve allattare figli! Eppure gli ho partorito un figlio nella sua vecchiaia!».          

 

Parola di Dio                    Rendiamo grazie a Dio

 

Rit. Laudate Dominum,

laudate Dominum

omnes gentes, alleluia!(2 volte)

 

RIFLESSIONE

 

Abramo chiamò quel figlio “Isacco” che significa “riso di gioia”. Abbiamo bisogno che il sorriso di Abramo e Sara continui a fiorire sulla nostra terra! Il sorriso della vita che nasce. Il sorriso della vita che sconfigge la morte. Sara, pur nella sua vecchiaia, si è messa a servizio della vita, realizzando quella vocazione materna che è propria di ogni donna.

 

La maternità contiene in sé una speciale comunione col mistero della vita, che matura nel seno della donna: la madre ammira questo mistero, con singolare intuizione «comprende» quello che sta avvenendo dentro di lei. Alla luce del «principio» la madre accetta ed ama il figlio che porta in grembo come una persona. Il reciproco dono della persona nel matrimonio si apre verso il dono di una nuova vita, di un nuovo uomo, che è anche persona a somiglianza dei suoi genitori.

La maternità implica sin dall'inizio una speciale apertura verso la nuova persona: e proprio questa è la «parte» della donna. In tale apertura, nel concepire e nel dare alla luce il figlio, la donna «si ritrova mediante un dono sincero di sé». Il dono dell'interiore disponibilità nell'accettare e nel mettere al mondo il figlio è collegato all'unione matrimoniale, che dovrebbe costituire un momento particolare del reciproco dono di sé da parte e della donna e dell'uomo.

 

Dalla vocazione materna deriva il singolare rapporto della donna con la vita umana. Aprendosi alla maternità, ella sente sbocciare e crescere la vita nel suo grembo. E’ privilegio delle madri fare questa esperienza indicibile, ma tutte le donne, in qualche modo, ne hanno intuizione, predisposte come sono a tale mirabile dono.

 

La missione materna è anche fondamento di una particolare responsabilità. La madre è posta come custode della vita. A lei spetta di accoglierla con premura, favorendo quel primo dialogo dell'essere umano col mondo che si realizza proprio nella simbiosi col corpo materno. E’ qui che comincia la storia di ogni uomo. Ognuno di noi, risalendo questa storia, non può non arrivare a quell'attimo in cui ha cominciato ad esistere dentro il corpo materno, con un esclusivo e inconfondibile progetto di vita. Eravamo "nella" madre, ma senza confonderci con essa: bisognosi del suo corpo e del suo amore, ma pienamente autonomi nella nostra identità personale.

 

Bisogna far di tutto, affinché la dignità di questa splendida vocazione non venga spezzata nella vita interiore delle nuove generazioni; affinché non venga diminuita l’autorità della donna-madre nella vita familiare, sociale e pubblica, e in tutta la nostra civiltà: in ogni nostra legislazione contemporanea, nell’organizzazione del lavoro, nelle pubblicazioni, nella cultura della vita quotidiana, nell’educazione e nello studio. In ogni campo della vita. Nella maternità della donna, unita alla paternità dell'uomo, si riflette l'eterno mistero del generare che è in Dio stesso, in Dio uno e trino.

 

PREGHIERA CORALE

 

O Maria, tu che hai ascoltato

la proposta dell’angelo

mandato da Dio e hai accolto

con coraggio la maternità

improvvisa e disinvolta che per noi

è importante, ottienici dal Signore

la grazia di saper porre attenzione

ai numerosi segni della Sua presenza

per essere pronti a realizzare

il progetto di Dio nella nostra vita.

Aiutaci con la tua intercessione a fuggire

la tendenza a realizzare i nostri interessi

o a cercare solo quello

che comporta i nostri comodi,

ma ad essere pronti, come Te,

al coraggio delle rinunce

e degli impegni sacrificati,

in vista della collaborazione al Regno di Dio. Amen

Canto:
Ave Maria, gratia plena: Dominus tecum, Benedicta tu

PREGHIERE DEI FEDELI

 

Chiamata a essere la madre di Dio, dal giorno del concepimento verginale, Maria ha vissuto pienamente la sua maternità, portandola a coronamento sul Calvario ai piedi della croce dove, per dono mirabile di Cristo, è diventata anche madre della Chiesa, indicando a tutti la via che conduce al Figlio. Fiduciosi nella sua intercessione, rivolgiamo al Padre la nostra preghiera.

 

Preghiamo insieme e diciamo:

Ascoltaci, o Signore

 

Perché la Chiesa sia immagine della maternità di Maria, della sua cura e della sua tenerezza verso gli uomini e le donne di questo tempo. Preghiamo.

 

Perché la Chiesa sia rivestita di materna sollecitudine per tutti i suoi figli, affinché da essa ogni uomo si senta accolto nel tuo nome, amato e generato alla vita nuova.. Preghiamo.

 

Perché ogni ragazza e ogni donna, contemplando l’Immacolata Vergine Maria, impari da lei a vivere la propria vita come una continua risposta all’amore di Dio che chiama ogni donna ad essere come un terreno vergine su cui nascono e si diffondono i grandi valori della vita, quali la fede, la famiglia, l’amore vero. Preghiamo.

 

Perché tutte le donne, guardando alla vergine Maria che portò in grembo e offrì al mondo con amore ineffabile il Figlio di Dio, riscoprano il ruolo di madri e custodi della vita nella Chiesa e nella società. Preghiamo

 

Perché ogni donna, chiamata a servire la vita, pur nelle difficoltà più estreme, non si lasci vincere dallo sconforto che induce all’aborto o all’abbandono, ma sappia accogliere, custodire difendere la nuova vita che è in lei. Preghiamo 

 

PADRE NOSTRO...

 

Padre buono, che in Maria, vergine e madre, benedetta tra tutte le donne, hai stabilito la dimora del tuo verbo fatto uomo tra noi, donaci il tuo Spirito perché tutta la nostra vita nel segno della tua benedizione si renda disponibile ad accogliere il tuo dono. Per Cristo nostro Signore.

Amen.

 

LA MIA ANIMA CANTA

La mia anima canta
la grandezza del Signore
il mio spirito esulta nel mio Salvatore
Nella mia povertà
l'Infinito mi ha guardata
in eterno ogni creatura mi chiamerà beata.

La mia gioia è nel Sgnore
che ha compiuto grandi cose in me
La mia lode al Dio fedele
che ha soccorso il suo popolo
e non ha dimenticato le sue promesse d'amore.

Rit.

Ha disperso i superbi
nei pensieri inconfessabili
Ha deposto i potenti
ha risollevato gli umili
Ha saziato gli affamati
ed ha aperto ai ricchi le mani

Rit.

 

Grazie ai testi di questa bella Novena: PARROCCHIA SS. RESURREZIONE

BRINDISI. Il resto dono dell'Immacolata!

 

NOVENA DELL'IMMACOLATA

 

1 DICEMBRE 2007

INTRODUZIONE ALLA NOVENA

 

Anna, la famiglia culla della vocazione

 

La famiglia è il luogo della vocazione divina dell’uomo. I genitori cristiani, devono, con fiducia e coraggio, formare i figli ai valori essenziali della vita umana, senza mai perdere di vista che, essendo responsabili per la Chiesa domestica del loro focolare, sono chiamati ad edificare la grande Chiesa nei figli. Consapevole di questa responsabilità, Anna, sviluppando l’opera dell’educazione religiosa, collabora alla vocazione divina del figlio Samuele.

 

Canto

 

AVE MARIA

 

Balduzzi/Casucci

 

Ave Maria, Ave.
Ave Maria, Ave.

Donna dell’attesa e madre di speranza
Ora pro nobis.
Donna del sorriso e madre del silenzio
Ora pro nobis.

Donna di frontiera e madre dell’ardore
Ora pro nobis.
Donna del riposo e madre del sentiero
Ora pro nobis.

Ave Maria, Ave.
Ave Maria, Ave.

Donna del deserto e madre del respiro
Ora pro nobis.
Donna della sera e madre del ricordo
Ora pro nobis.

Donna del presente e madre del ritorno
Ora pro nobis.
Donna della terra e madre dell’amore
Ora pro nobis.

Ave Maria, Ave.
Ave Maria, Ave.

 

 

+ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 

INVOCAZIONI

 

Ad ogni invocazione rispondiamo:

O Maria, noi ti preghiamo.

 

Perché spendiamo al meglio

i “talenti” che ci sono donati.

 

Perché aspiriamo a una vita

coerente al “credo” che professiamo.

 

Perché ci facciamo in ogni circostanza

testimoni della presenza viva di Gesù.

 

INNO

Ti salutiamo, o Maria, Madre di Dio,

tesoro venerato dell’universo intero.

Grazie a te Colui che viene nel nome di Dio

è benedetto nei Vangeli.

Grazie a te la Trinità Santissima

è adorata e glorificata.

Grazie a te il cielo esulta,

gli Angeli sono nella gioia.

Grazie a te il Figlio di Dio

ha fatto brillare la sua luce.

Per questo l’universo intero

non fa che esultare di gioia.

 

PROFESSIONE DI FEDE

 

Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

 

Padre Nostro, 3 Ave Maria (per la fede, la speranza, la carità), Gloria al Padre.

 

Lodato sempre sia. Il Santissimo nome di Gesù Giuseppe e Maria.

 

Gesù mio perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della Tua misericordia

 

1° mistero della gioia
L’annunciazione del Signore

 

PADRE NOSTRO

 

Dal Vangelo secondo Luca

 

Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. AVE MARIA.. Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». AVE MARIA A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. AVE MARIA L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. AVE MARIA Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. AVE MARIA Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». AVE MARIA Allora Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». AVE MARIA Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. AVE MARIA Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio». AVE MARIA  Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l'angelo partì da lei. AVE MARIA.

 

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era in principio ed ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

 

Lodato sempre sia. Il Santissimo nome di Gesù Giuseppe e Maria.

 

Gesù mio perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della Tua misericordia

 

Vieni, vieni, Spirito d’amore,
ad insegnar le cose di Dio,
vieni, vieni, Spirito di pace
a suggerir le cose che Lui ha detto a noi.
 

 

ASCOLTO DELLA PAROLA

 

Dal I libro di Samuele (1, 1-2.5-6.9-11.19-26.2,11)

 

C’era un uomo di Ramataim, uno Zufita delle montagne di Efraim, chiamato Elkana,  Aveva due mogli, l’una chiamata Anna, l’altra Peninna. Peninna aveva figli mentre Anna non ne aveva. Ma egli amava Anna, sebbene il Signore ne avesse reso sterile il grembo. La sua rivale per giunta l’affliggeva con durezza a causa della sua umiliazione, perché il Signore aveva reso sterile il suo grembo.

 

Anna andò a presentarsi al Signore. In quel momento il sacerdote Eli stava sul sedile davanti a uno stipite del tempio del Signore Essa era afflitta e innalzò la preghiera al Signore, piangendo amaramente. Poi fece questo voto: "Signore degli eserciti, se vorrai considerare la miseria della tua schiava e ricordarti di me, se non dimenticherai la tua schiava e darai alla tua schiava un figlio maschio, io lo offrirò al Signore per tutti i giorni della sua vita e il rasoio non passerà sul suo capo".

Il mattino dopo si alzarono e dopo essersi prostrati davanti al Signore tornarono a casa in Rama.

 

Elkana si unì a sua moglie e il Signore si ricordò di lei. Così al finir dell’anno Anna concepì e partorì un figlio e lo chiamò Samuele. "Perché - diceva - dal Signore l’ho impetrato". Quando poi Elkana andò con tutta la famiglia a offrire il sacrificio di ogni anno al Signore e a soddisfare il voto, Anna non andò, perché diceva al marito: "Non verrò, finché il bambino non sia divezzato e io possa condurlo a vedere il volto del Signore; poi resterà là per sempre". Le rispose Elkana suo marito: "Fa’ pure quanto ti sembra meglio; rimani finché tu l’abbia divezzato; soltanto adempia il Signore la tua parola". La donna rimase e allattò il figlio, finché l’ebbe divezzato.

 

Dopo averlo divezzato, andò con lui, portando un giovenco di tre anni, un’efa di farina e un otre di vino e venne alla casa del Signore a Silo e il fanciullo era con loro. Immolato il giovenco, presentarono il fanciullo a Eli e Anna disse: "Ti prego, mio signore. Per la tua vita, signor mio, io sono quella donna che era stata qui presso di te a pregare il Signore. Per questo fanciullo ho pregato e il Signore mi ha concesso la grazia che gli ho chiesto. Perciò anch’io lo dò in cambio al Signore: per tutti i giorni della sua vita egli è ceduto al Signore". E si prostrarono là davanti al Signore. Poi Elkana tornò a Rama, a casa sua, e il fanciullo rimase a servire il Signore alla presenza del sacerdote Eli.     

 

Parola di Dio                    Rendiamo grazie a Dio

 

Rit. Laudate Dominum,

laudate Dominum

omnes gentes, alleluia!(2 volte)

 

 

RIFLESSIONE

 

Sentendo vivo e pressante il desiderio di essere madre, Anna chiede a Dio la grazia e la gioia di concedere anche a lei, come ad ogni donna, di realizzare pienamente la sua vocazione materna. Ma comprende che la vita nasce e cresce dentro di sé non le appartiene, le è stata affidata in dono perché suo figlio possa diventare, dietro la sua guida, un servo del Signore. Pertanto, non esita un istante ad offrire a Dio il figlio tanto atteso e desiderato.

A questo proposito, il Direttorio di pastorale Familiare della CEI sottolinea il compito educativo della famiglia a servizio dei figli e della Chiesa: . «La famiglia cristiana vive in modo privilegiato e originale il suo compito di evangelizzazione al suo interno, in particolare nel rapporto genitori-figli. I coniugi cristiani, infatti, «sono cooperatori della grazia e testimoni della fede reciprocamente e nei confronti dei figli e di tutti gli altri familiari. Sono essi i primi araldi della fede ed educatori dei loro figli; li formano alla vita cristiana e apostolica con la parola e con l'esempio, li aiutano con prudenza nella scelta della loro vocazione e favoriscono, con ogni diligenza, la sacra vocazione eventualmente in essi scoperta.

 

Formino i figli alla vita, in modo che ciascuno adempia in pienezza il suo compito secondo la vocazione ricevuta da Dio. Consapevoli della fondamentale responsabilità della famiglia circa la vocazione dei figli, attraverso l’ascolto della parola di Dio, la vita di preghiera, l’esercizio della carità, una condotta vigile e sobria, una generosa partecipazione alla via ecclesiale, i genitori creino le premesse per scelte vocazionali mature e responsabili. Non ostacolino, ma rispettino, condividano e accompagnino con trepida fiduciosa gioia il cammino di quei figli che intendessero verificare e seguire una vocazione al sacerdozio, alla consacrazione religiosa o secolare, o alla vita».

 

Osservando la società di oggi notiamo una discrepanza tra le indicazioni del magistero e la realtà: nel mondo che cambia la sensazione è che la famiglia sia sempre meno luogo di vocazioni. La famiglia è sempre più nido e sempre meno pista di lancio verso nuovi percorsi e progetti di vita. I fattori che causano questo sono molteplici, certamente di ordine sociale soprattutto di tipo economico (il bisogno di molte garanzie) ma anche l’incapacità di gestire una seria pedagogia affettiva: manca la capacità di decidere.

 

Oggi più che mai è necessario un impegno maggiore a dare coscienza ai coniugi cristiani della responsabilità che hanno sul futuro dei figli che generano. Solo i genitori possono trasmettere la verità della vita, il senso profondo dell’esistenza umana che per un cristiano è visto come bene ricevuto che tende per sua natura a divenire a sua volta bene donato. Questa deve essere la consapevolezza di fondo che devono avere i genitori,  a partire dallo stupore che provano già dai primi istanti del trovarsi tra le braccia una creatura generata dal loro amore ma dono misterioso di un Amore che li trascende.

 

Nessuno come i genitori può dare questa certezza e deporre, quasi con il latte materno , nel cuore e nella mente del figlio la convinzione che la vita sia effettivamente un dono, al di là di tutte le vicissitudini e chiamato a divenire un bene donato. Questo si realizza come condizione di felicità; per cui ciascuno potrà fare la propria scelta ma se vuol essere felice sa bene che non potrà allontanarsi da questa logica.

 

Sottolineare nella pedagogia che la vita è un bene ricevuto vuol dire formare il senso della gratitudine, del sentirsi voluto dal Signore per un gesto gratuito di amore e questo genera anche una sicurezza emotiva necessaria per una capacità decisionale nelle scelte della vita. Questo è il compito principale dell’educazione che la famiglia deve offrire, quello che indica la verità più intima e profonda del generare i figli alla vita spirituale e sociale, rendendoli poi adulti capaci di attuare un discernimento in mezzo alle molteplici proposte sterili della società pluralista di oggi; è necessario che ogni giovane abbia alla base della sua personalità dei valori profondi che lo aiutino a fare sintesi, a renderlo capace di tenere fisso lo sguardo sul volto luminoso di Cristo anche in mezzo agli abbagli del mondo.

 

PREGHIERA CORALE

 

Vergine santa, Madre del Redentore,

guida sicura nel cammino verso Dio e il prossimo,

tu che hai conservato le sue parole

nell'intimo del cuore,

sostieni con la tua materna intercessione

le famiglie e le comunità ecclesiali,

affinché aiutino gli adolescenti e i giovani

a rispondere generosamente

alla chiamata del Signore. Amen.

Canto:
Ave Maria, gratia plena: Dominus tecum, Benedicta tu

PREGHIERE DEI FEDELI

 

Maria, con il suo sì, è divenuta Madre e si è messa completamente a disposizione di Dio e del suo progetto di salvezza abbracciando la stessa missione del Figlio e portando nel cuore i segni della sua passione. Tramite lei, affidiamo a Dio le nostre famiglie e le famiglie di tutto il mondo: ogni casa sia il luogo dove si vive l'amore e il servizio vicendevole e dove si accoglie la vita

 

Preghiamo insieme e diciamo:

Maria, madre di Dio e Madre nostra, interceda per noi.

 

Per la Chiesa, grande famiglia di Dio, affinché, la cura delle vocazioni occupi un posto centrale nella vita e nelle attività delle comunità parrocchiali. Preghiamo

 

Per le nostre famiglie perché diventino luoghi in cui nascono e maturano le chiamate a formare altre famiglie o a rispondere al Signore in una scelta di speciale consacrazione. Preghiamo

 

Per tutti i genitori perché comprendano che i figli sono un dono e non impongano loro delle scelte di vita, ma siano loro di aiuto perché possano seguire il sentiero che Dio hai tracciato per loro. Preghiamo

 

Per tutti coloro che non hanno una famiglia: gli orfani, i bambini abbandonati, gli emarginati dalla società perché trovino nelle nostre comunità accoglienza e amore per comprendere e vivere con coraggio la loro vocazione. Preghiamo

.

PADRE NOSTRO...

 

O Dio, dal quale proviene ogni paternità in cielo e in terra, fa’ che ogni famiglia umana sulla terra diventi, mediante il tuo Figlio Gesù e mediante lo Spirito Santo, sorgente di divina carità, un vero santuario della vita e dell’amore per le generazioni che si rinnovano. Per Cristo nostro Signore.

Amen.

 

LA MIA ANIMA CANTA

La mia anima canta
la grandezza del Signore
il mio spirito esulta nel mio Salvatore
Nella mia povertà
l'Infinito mi ha guardata
in eterno ogni creatura mi chiamerà beata.

La mia gioia è nel Sgnore
che ha compiuto grandi cose in me
La mia lode al Dio fedele
che ha soccorso il suo popolo
e non ha dimenticato le sue promesse d'amore.

Rit.

Ha disperso i superbi
nei pensieri inconfessabili
Ha deposto i potenti
ha risollevato gli umili
Ha saziato gli affamati
ed ha aperto ai ricchi le mani

Rit.

Grazie ai testi di questa bella Novena:PARROCCHIA SS. RESURREZIONE

BRINDISI. Il resto dono dell'Immacolata!

 

 

NOVENA DELL'IMMACOLATA

 

2 DICEMBRE 2007

INTRODUZIONE ALLA NOVENA

 

Marta e Maria: la vita consacrata

 

La vita consacrata ha un posto molto importante nella Chiesa.

Gesù, che raccomandava la preghiera a tutti i suoi discepoli, ha voluto mettere in luce il valore della vita di orazione e di contemplazione con l'esempio di una donna, Maria di Betania, da lui lodata perché aveva scelto «la parte migliore»: ascoltare la parola divina, assimilarla, farne un segreto di vita.

 

Canto

 

AVE MARIA

 

Balduzzi/Casucci

 

Ave Maria, Ave.
Ave Maria, Ave.

Donna dell’attesa e madre di speranza
Ora pro nobis.
Donna del sorriso e madre del silenzio
Ora pro nobis.

Donna di frontiera e madre dell’ardore
Ora pro nobis.
Donna del riposo e madre del sentiero
Ora pro nobis.

Ave Maria, Ave.
Ave Maria, Ave.

Donna del deserto e madre del respiro
Ora pro nobis.
Donna della sera e madre del ricordo
Ora pro nobis.

Donna del presente e madre del ritorno
Ora pro nobis.
Donna della terra e madre dell’amore
Ora pro nobis.

Ave Maria, Ave.
Ave Maria, Ave.

 

 

+ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Amen.

 

INVOCAZIONI

 

Ad ogni invocazione rispondiamo:

O Maria, noi ti preghiamo.

 

Perché riconosciamo che l’amicizia di Dio

è la sola via di realizzazione.

 

Perché noi cristiani siamo strumento

dell’azione di Dio.

 

Perché impariamo ad affidarci

all’amore misericordioso di Dio.

 

INNO

 

O benedetta fra le donne,

il Signore ti ha parlato;

ti ha annunziato la buona novella.

Salve, prediletta del Signore,

salve, tu che sei accanto all’Altissimo,

salve, Madre di Dio.

Salve a te, che hai ricevuto Dio

e che Dio ha ricevuto nei cieli.

Salve, o Vergine.

Salve, o Maria,

libro dell’eterna luce,

salve, Madre del Salvatore.

 

PROFESSIONE DI FEDE

 

Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

 

Padre Nostro, 3 Ave Maria (per la fede, la speranza, la carità), Gloria al Padre.

 

Lodato sempre sia. Il Santissimo nome di Gesù Giuseppe e Maria.

 

Gesù mio perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della Tua misericordia

 

1° mistero della gloria
La risurrezione di Gesù


PADRE NOSTRO

 

Dal Vangelo secondo Giovanni

 

 Nel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand'era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!». AVE MARIA Uscì allora Simon Pietro insieme all'altro discepolo, e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. [5]Chinatosi, vide le bende per terra, ma non entrò. AVE MARIA     Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro e vide le bende per terra, ]e il sudario, che gli era stato posto sul capo, non per terra con le bende, ma piegato in un luogo a parte. Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. AVE MARIA   Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura, che egli cioè doveva risuscitare dai morti. AVE MARIA  I discepoli intanto se ne tornarono di nuovo a casa. Maria invece stava all'esterno vicino al sepolcro e piangeva. AVE MARIA     Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l'uno dalla parte del capo e l'altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. AVE MARIA    Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù che stava lì in piedi; ma non sapeva che era Gesù. AVE MARIA   Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Essa, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l'hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo». AVE MARIA  Gesù le disse: «Maria!». Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: «Rabbunì!», che significa: Maestro! Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma và dai miei fratelli e dì loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro». AVE MARIA   Maria di Màgdala andò subito ad annunziare ai discepoli: «Ho visto il Signore» e anche ciò che le aveva detto. AVE MARIA    

 

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era in principio ed ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

 

Lodato sempre sia. Il Santissimo nome di Gesù Giuseppe e Maria.

 

Gesù mio perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della Tua misericordia

 

Vieni, vieni, Spirito d’amore,
ad insegnar le cose di Dio,
vieni, vieni, Spirito di pace
a suggerir le cose che Lui ha detto a noi.
 

 

ASCOLTO DELLA PAROLA

 

Dal Vangelo secondo Luca (10, 38-42)

 

Mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo accolse nella sua casa. Essa aveva una sorella, di nome Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola; Marta invece era tutta presa dai molti servizi. Pertanto, fattasi avanti, disse: "Signore, non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti". Ma Gesù le rispose: "Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta"       

 

Parola del Signore                      Lode a te o Cristo

 

Rit. Laudate Dominum,

laudate Dominum

omnes gentes, alleluia!(2 volte)

 

RIFLESSIONE

 

Emerge chiaro e netto in questo racconto il diverso comportamento di due persone: una, Marta, che si dà un gran da fare a servire gli ospiti e si preoccupa di preparare l'accoglienza per quelle persone improvvisamente arrivate. L'altra, Maria, che invece sembra non fare apparentemente nulla se non sedersi ai piedi di Gesù ad ascoltare il suo insegnamento e quello che diceva. Mentre Marta accoglie il Signore, riordina le cose di casa, prende l’iniziativa, addirittura sollecita un intervento del Signore, Maria può fare solo una cosa: precipitarsi ai piedi del Signore e ascoltare la sua parola. Quindi, da una parte una donna molto efficiente e dall’altra una donna consapevole della propria povertà, della propria incapacità, della propria debolezza, sottolineata anche da questa specie di prostrazione ai piedi del Signore.

La risposta che Gesù dà a Marta ci fa comprendere che per lui l'ascolto del suo insegnamento è più importante di qualunque altra cosa, condizione necessaria per entrare nel Regno di Dio, in quella Vita che Gesù chiama "eterna". Maria è perciò colei che dà la gioia più grande, colei che accoglie più in profondità l’ospite riconosciuto come suo maestro e Signore: dà a Gesù la possibilità di trasmettere la parola del Padre. Maria ha scelto la parte buona che non le verrà tolta. Gesù permette a Maria di sedersi ai suoi piedi per ascoltare la sua parola di Maestro, è certamente un Gesù che libera in radice la donna, ogni donna, perché le concede di far parte,di pari dignità con gli uomini, del suo cerchio più intimo di amici , della sua comunità, della sua famiglia, della sua Chiesa.

 

Sull'esempio di Maria di Betania, che «sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola», molti uomini e donne si consacrano ad una sequela totale ed esclusiva di Cristo. Essi, pur svolgendo diversi servizi nel campo della formazione umana e della cura dei poveri, nell'insegnamento o nell'assistenza dei malati, non considerano queste attività come lo scopo principale della loro vita, poiché, come ben sottolinea il Codice di Diritto Canonico, «primo e particolare dovere di tutti i religiosi deve essere la contemplazione delle verità divine e la costante unione con Dio nell'orazione».

 

«Da questa contemplazione-imitazione di Gesù – leggiamo nelle linee pastorali di Mons. Talucci –  nasce la missionarietà della vita consacrata. Il consacrato che vive una vita dedicata al Padre, afferrata da Cristo, animata dallo Spirito fa sua la missione di Cristo. I consacrati sono missionari verso se stessi aprendo il loro cuore all’azione dello Spirito di Cristo e verso il mondo con la testimonianza del servizio gratuito, della pace e della gioia.

 

Chiamati e scelti da Dio diventano un vero segno di Cristo nel mondo, segno di un Vangelo a volte silenzioso ma eloquente anche davanti ad una cultura contemporanea così secolarizzata, ma attenta al linguaggio dei segni presentati dalla Chiesa. Il Santo Padre Giovanni Paolo II nell’Esortazione Apostolica sulla vita consacrata, presenta, come icona specifica, il Cristo trasfigurato che invita a fissare lo sguardo sul suo volto raggiante, ma prepara anche a saper affrontare la realtà quotidiana e la croce con umiltà e coraggio.

 

I consacrati sono toccati da questa luce e scoprono che non solo “è bello per noi stare qui” ma anche dedicarsi a Lui e in Lui porre il senso della loro esistenza. I consacrati sentono l’amore del Padre creatore che ama e datore di ogni bene, al quale con amore tutto donarsi, sentono l’amore del Figlio che fattosi uomo è “immagine del Dio invisibile” e lo seguono abbandonando tutto, afferrati e affascinati da Lui col desiderio di conformarsi a Lui, vergine, povero e obbediente.

 

Sono, in parole semplici, la rivelazione al mondo dell’amore della Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, da cui derivano i consigli evangelici. È Gesù il vergine, il povero, l’obbediente per eccellenza di cui i consacrati sono imitatori per amore: vedendo in Dio l’amore infinito (verginità), la vera ricchezza (povertà), il volere bello e libero (obbedienza) in una dipendenza filiale e non servile, per una vita fraterna, quindi vita nuova, fondata sull’unione in Cristo come “un cuor solo e un’anima sola”.

 

PREGHIERA CORALE

 

Santa Maria, Vergine Madre di Dio,

aiutaci a far nostro il tuo modo di vivere,

ricordaci sempre il primato

dell'iniziativa di Dio nella nostra vita.

Educaci a dire ogni giorno il nostro "Sì"

alla sua Parola e comunicaci

quell’amore che ci consenta

di offrire ogni giorno la vita per Cristo,

attraverso il fedele servizio dei nostri fratelli.

Per questo ti vogliamo prendere

con noi come compagna di viaggio,

amandoti e imitandoti,

accogliendo il progetto di Dio sulla nostra vita

così da sperimentare la tua tenerezza di madre.

Tu che vivi col Padre, col tuo Figlio

e con lo Spirito Santo

per tutti i secoli dei secoli. Amen

Canto:
Ave Maria, gratia plena: Dominus tecum, Benedicta tu

PREGHIERE DEI FEDELI

 

Siamo nati per conoscere, amare e servire il Signore. Solo la fedeltà a questa fondamentale vocazione può darci la pace. Preghiamo per essere degni della nostra chiamata.

 

Preghiamo insieme e diciamo:

Per intercessione di Maria, ascoltaci o Padre.

 

Padre santo, che hai dato a Maria la grazia di essere discepola della Parola, ancor prima di essere madre del Verbo incarnato, dona alla comunità ecclesiale lo spirito dell’ascolto, per obbedire nella fede ad ogni cenno della tua volontà. Noi ti preghiamo.

 

Padre buono, ti preghiamo per i religiosi e le religiose, perché mettendo tutta la loro vita a servizio del Regno raccontino l'amore di Gesù per ogni uomo. Noi ti preghiamo

 

Padre giusto ti affidiamo i consacrati perché, partecipando alla missione della Chiesa nell’ambito del proprio territorio e dentro questa nostra cultura dell’uomo senza vocazione, sappiano far fruttificare creativamente il carisma che lo Spirito ha loro affidato e favoriscano così una mentalità vocazionale. Noi ti preghiamo

 

Padre misericordioso fa’ che tutti i battezzati riscoprano il loro Battesimo e la tua chiamata  ad essere pronti nell’annuncio e nella testimonianza del Regno. Noi ti preghiamo

 

PADRE NOSTRO...

 

O Dio, che hai concesso  a Maria di essere povera e umile, concedi anche a noi di vivere fedelmente la nostra vocazione, per giungere alla perfetta carità che ci hai proposto nel tuo Figlio. Egli è Dio e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

Amen.

 

LA MIA ANIMA CANTA

La mia anima canta
la grandezza del Signore
il mio spirito esulta nel mio Salvatore
Nella mia povertà
l'Infinito mi ha guardata
in eterno ogni creatura mi chiamerà beata.

La mia gioia è nel Sgnore
che ha compiuto grandi cose in me
La mia lode al Dio fedele
che ha soccorso il suo popolo
e non ha dimenticato le sue promesse d'amore.

Rit.

Ha disperso i superbi
nei pensieri inconfessabili
Ha deposto i potenti
ha risollevato gli umili
Ha saziato gli affamati
ed ha aperto ai ricchi le mani

Rit.

Grazie ai testi di questa bella Novena: PARROCCHIA SS. RESURREZIONE

BRINDISI. Il resto dono dell'Immacolata!

 

NOVENA DELL'IMMACOLATA

 

3 DICEMBRE 2007

INTRODUZIONE ALLA NOVENA

 

La sacerdotessa Anna: vocazione alla clausura

 

Vocazione claustrale significa scegliere Cristo come unico Sposo consapevoli del suo amore “sino alla fine”, significa scegliere questo amore come ideale, come scopo della propria vita. Anna aveva scoperto quanto fosse autentica la gioia e la consolazione di trovare rifugio costante presso Dio, trovare in Lui la sua forza e accogliere e custodire la volontà rivelata del Signore.

 

Canto

 

AVE MARIA

 

Balduzzi/Casucci

 

Ave Maria, Ave.
Ave Maria, Ave.

Donna dell’attesa e madre di speranza
Ora pro nobis.
Donna del sorriso e madre del silenzio
Ora pro nobis.

Donna di frontiera e madre dell’ardore
Ora pro nobis.
Donna del riposo e madre del sentiero
Ora pro nobis.

Ave Maria, Ave.
Ave Maria, Ave.

Donna del deserto e madre del respiro
Ora pro nobis.
Donna della sera e madre del ricordo
Ora pro nobis.

Donna del presente e madre del ritorno
Ora pro nobis.
Donna della terra e madre dell’amore
Ora pro nobis.

Ave Maria, Ave.
Ave Maria, Ave.

 

 

+ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Amen.

 

INVOCAZIONI

 

Ad ogni invocazione rispondiamo:

O Maria, noi ti preghiamo.

 

Perché riconosciamo di essere abitati

dallo Spirito di Dio.

 

Perché sappiamo accogliere nel cuore

la volontà di Dio.

 

Perché sappiamo vedere nel mondo

l’azione dello Spirito Santo.

 

INNO

 

Ave, speranza nostra,

ave, benigna e pia,

ave, piena di grazia,

o Vergine Maria.

Ave, fulgida rosa,

roveto sempre ardente,

ave, pianta fiorita

della stirpe di Iesse.

In te vinta è la morte,

la schiavitù redenta,

ridonata la pace,

aperto il Paradiso.

O Trinità santissima,

a te l’inno di grazie,

per Maria, stupenda creatura,

nei secoli dei secoli. Amen

 

PROFESSIONE DI FEDE

 

Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

 

Padre Nostro, 3 Ave Maria (per la fede, la speranza, la carità), Gloria al Padre.

 

Lodato sempre sia. Il Santissimo nome di Gesù Giuseppe e Maria.

 

Gesù mio perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della Tua misericordia

 

2° mistero della gioia
La visitazione della Vergine Maria

PADRE NOSTRO

 

Dal Vangelo sencondo Luca

 

In quei giorni Maria si mise in viaggio AVE MARIA verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda.  AVE MARIA Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta.  AVE MARIA Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo  AVE MARIA ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! AVE MARIA A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? AVE MARIA Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo AVE MARIA [45]E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore». AVE MARIA Allora Maria disse: Il Magnificat AVE MARIA Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua. AVE MARIA    

 

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era in principio ed ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

 

Lodato sempre sia. Il Santissimo nome di Gesù Giuseppe e Maria.

 

Gesù mio perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della Tua misericordia

 

Vieni, vieni, Spirito d’amore,
ad insegnar le cose di Dio,
vieni, vieni, Spirito di pace
a suggerir le cose che Lui ha detto a noi.
 

 

ASCOLTO DELLA PAROLA

 

Dal Vangelo secondo Luca (2,21-25.36-40)

 

Quando furono passati gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima di essere concepito nel grembo della madre. Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore, come è scritto nella Legge del Signore: Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore; e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive la Legge del Signore.

C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser.

 

Era molto avanzata in età, aveva vissuto col marito sette anni dal tempo in cui era ragazza, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. Quando ebbero tutto compiuto secondo la Legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nazaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era sopra di lui

 

Parola del Signore                      Lode a te o Cristo

 

Rit. Laudate Dominum,

laudate Dominum

omnes gentes, alleluia!(2 volte)

 

RIFLESSIONE

 

Anna era una profetessa, una donna, cioè, particolarmente dedicata al Signore tanto da diventarne la portavoce, una di coloro alla quale il popolo si rivolgeva per ricevere parole di conforto, di saggezza, di consiglio. Nel dubbio, nell’insicurezza, nella disperazione, uomini, donne e bambini, sapevano di trovarla là, nel tempio, ad accogliergli. Sapevano che lei avrebbe sempre avuto tempo per loro, per ascoltarli e per comunicare loro la Parola del Signore. Non era un sacerdote sempre indaffarato con le cerimonie del tempio, non era il tipico profeta che arringava folle anonime, non era l’intellettuale maestro della legge che, davanti alla sua classe, faceva erudite disquisizioni.

 

Era “soltanto” una piccola donna, per altro molto anziana, apprezzata perché particolarmente vicina a Dio. Non aveva, per questo, “un incarico ufficiale”. Non aveva un “ufficio” in cui ricevesse “clienti” su appuntamento, ma la gente sapeva di poterla trovare lì, nel luogo del culto, perché lei, ogni giorno, da tantissimo tempo, si recava per pregare. Quella donna era davvero vicina a Dio, in comunione con Lui, e la cosa non sfuggiva alla gente, che apprezzava questo molto più di tante espressioni istituzionali della religione, e soprattutto ne apprezzava la disponibilità.

 

Quanto spesso gli uomini e le donne del nostro tempo chiedono la preghiera, si recano presso i monasteri di clausura per ricevere, da coloro che vivono in intima relazione con Dio,  parole di incoraggiamento, per ricevere la luce, che scaturisce dal loro silenzio in Dio. Riportiamo le parole di Giovanni Paolo II rivolte alle suore di clausura di Varsavia l’8 giugno 1987: «La vostra vita claustrale - contemplativa, sponsale, sacrificale - nasce in particolare misura dall’Eucaristia.

 

Ed essa anche, in modo speciale conduce all’Eucaristia, l’annunzia - anche se voi vivete nel nascondimento. La vostra vita intera annunzia l’Eucaristia: il sacramento dell’amore di Cristo “sino alla fine” - attraverso le mura dei vostri conventi e le grate delle vostre clausure. “Vivere la vita dell’Eucaristia è uscire fuori completamente dal piccolo cerchio della propria vita e crescere nell’infinità della vita di Cristo”. Siete, mie care, solo apparentemente separate dal mondo. In realtà, vi trovate al suo centro stesso - al centro della realtà temporale - al centro della realtà polacca - mediante il mistero della Chiesa.

 

Dietro la clausura non si guardano le persone. Dietro la clausura si ama».

Ricordando la Giornata delle Claustrali, celebrata il 21 novembre scorso, papa Benedetto XVI prima della preghiera dell’Angelus della domenica precedente ha detto: «E’ un’occasione quanto mai opportuna per ringraziare il Signore per il dono di tante persone che, nei monasteri e negli eremi, si dedicano totalmente a Dio nella preghiera, nel silenzio e nel nascondimento. Qualcuno si chiede che senso e che valore possa avere la loro presenza nel nostro tempo, in cui numerose e urgenti sono le situazioni di povertà e di bisogno a cui far fronte.

 

Perché "rinchiudersi" per sempre tra le mura di un monastero e privare così gli altri del contributo delle proprie capacità ed esperienze? Che efficacia può avere la loro preghiera per la soluzione dei tanti problemi concreti che continuano ad affliggere l’umanità? Di fatto tuttavia, anche oggi, suscitando spesso la sorpresa di amici e conoscenti, non poche persone abbandonano carriere professionali spesso promettenti per abbracciare l’austera regola d’un monastero di clausura.

 

Che cosa le spinge a un passo tanto impegnativo se non l’aver compreso, come insegna il Vangelo, che il Regno dei cieli è "un tesoro" per il quale vale veramente la pena abbandonare tutto? In effetti, questi nostri fratelli e sorelle testimoniano silenziosamente che in mezzo alle vicende quotidiane, talvolta assai convulse, unico sostegno che mai vacilla è Dio, roccia incrollabile di fedeltà e di amore.

 

E dinanzi alla diffusa esigenza che molti avvertono di uscire dalla routine quotidiana dei grandi agglomerati urbani in cerca di spazi propizi al silenzio e alla meditazione, i monasteri di vita contemplativa si offrono come "oasi" nelle quali l’uomo, pellegrino sulla terra, può meglio attingere alle sorgenti dello Spirito e dissetarsi lungo il cammino. Questi luoghi, pertanto, apparentemente inutili, sono invece indispensabili, come i "polmoni" verdi di una città: fanno bene a tutti, anche a quanti non li frequentano e magari ne ignorano l’esistenza.

 

Cari fratelli e sorelle, rendiamo grazie al Signore, che nella sua provvidenza, ha voluto le comunità di clausura, maschili e femminili. Non facciamo mancare loro il nostro sostegno spirituale ed anche materiale, affinché possano compiere la loro missione, quella di mantenere viva nella Chiesa l’ardente attesa del ritorno di Cristo. Invochiamo per questo l’intercessione di Maria, che, nella memoria della sua Presentazione al Tempio, contempleremo come Madre e modello della Chiesa, che riunisce in sé entrambe le vocazioni: alla verginità e al matrimonio, alla vita contemplativa e a quella attiva».

 

PREGHIERA CORALE

 

O Maria, aiutami a comprendere che

sono stato creato per agire e per essere qualcuno

per cui nessun altro è creato;

che io occupo un posto mio

nei consigli di Dio, nel mondo di Dio:

un posto da nessun altro occupato.

Poco importa che io sia ricco, povero,

disprezzato o stimato dagli uomini:

Dio mi conosce e mi chiama per nome.

Egli mi ha affidato un lavoro che

non ha affidato a nessun altro.

Io ho la mia missione.

In qualche modo sono necessario ai suoi intenti,

tanto necessario al posto mio

quanto un arcangelo al suo.

Egli non ha creato me inutilmente.

Io farò del bene, farò il suo lavoro.

Sarò un angelo di pace, un predicatore di verità

Nel posto che Egli mi ha assegnato

Anche senza che io lo sappia

Pur ch’io segua i suoi comandamenti

e lo serva nella mia vocazione.

 

Canto:
Ave Maria, gratia plena: Dominus tecum, Benedicta tu

PREGHIERE DEI FEDELI

 

Fratelli, Dio Padre nella sua grande bontà ha chiesto per il suo piano di salvezza il consenso di una creatura: la beata Vergine Maria. A lui che sollecita la nostra collaborazione domandiamo con fiducia quanto lo Spirito ci suggerisce.

 

Preghiamo insieme e diciamo:

Padre buono, ascoltaci

 

Per i Pastori della Chiesa perché, facciano delle loro comunità luoghi di educazione e crescita nella fede, affinché si coltivino e fioriscano germi di vocazione religiosa. Preghiamo

 

Per le claustrali della nostra Diocesi perché, nella docilità allo Spirito Santo, tengano alta la ricerca di Dio, l’esemplarità della loro vita evangelica e fraterna, e l’intensità della preghiera di intercessione. Preghiamo

 

Per le nostre comunità, considerino le contemplative una presenza preziosa nel mondo: ne sostengano la vita e se ne lascino provocare. Preghiamo

 

Per gli uomini e le donne del nostro tempo affinché comprendano il valore e il significato della preghiera e della contemplazione come momenti fondamentali in cui Dio parla al nostro cuore e ci ama perché anche noi possiamo nascere all’amore verso noi stessi e verso i fratelli. Preghiamo

 

PADRE NOSTRO

 

O Dio, duce supremo della verginità consacrata, donaci i doni ineffabili della tua intimità per contemplarti con purità di spirito e servirti con ardente amore. Per Cristo nostro Signore. 

Amen.

 

LA MIA ANIMA CANTA

La mia anima canta
la grandezza del Signore
il mio spirito esulta nel mio Salvatore
Nella mia povertà
l'Infinito mi ha guardata
in eterno ogni creatura mi chiamerà beata.

La mia gioia è nel Sgnore
che ha compiuto grandi cose in me
La mia lode al Dio fedele
che ha soccorso il suo popolo
e non ha dimenticato le sue promesse d'amore.

Rit.

Ha disperso i superbi
nei pensieri inconfessabili
Ha deposto i potenti
ha risollevato gli umili
Ha saziato gli affamati
ed ha aperto ai ricchi le mani

Rit.

 

Grazie ai testi di questa bella Novena: PARROCCHIA SS. RESURREZIONE

BRINDISI. Il resto dono dell’Immacolata!

 

NOVENA DELL'IMMACOLATA

 

4 DICEMBRE 2007

INTRODUZIONE ALLA NOVENA

 

Aquila e Priscilla: la famiglia chiesa domestica

 

«Aquila e Priscilla, con la Chiesa che si trova nella loro casa, vi salutano molto nel Signore.» (1 Corinzi 16:19) Da queste parole che Paolo pronuncia nella I lettera ai Corinzi comprendiamo quanto questa coppia di cui narra il Nuovo Testamento, vivesse pienamente la vocazione al matrimonio facendo della loro famiglia una chiesa domestica, compito e dovere di ogni famiglia cristiana.

 

Canto

 

AVE MARIA

 

Balduzzi/Casucci

 

Ave Maria, Ave.
Ave Maria, Ave.

Donna dell’attesa e madre di speranza
Ora pro nobis.
Donna del sorriso e madre del silenzio
Ora pro nobis.

Donna di frontiera e madre dell’ardore
Ora pro nobis.
Donna del riposo e madre del sentiero
Ora pro nobis.

Ave Maria, Ave.
Ave Maria, Ave.

Donna del deserto e madre del respiro
Ora pro nobis.
Donna della sera e madre del ricordo
Ora pro nobis.

Donna del presente e madre del ritorno
Ora pro nobis.
Donna della terra e madre dell’amore
Ora pro nobis.

Ave Maria, Ave.
Ave Maria, Ave.

 

 

+ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Amen.

 

INVOCAZIONI

 

Ad ogni invocazione rispondiamo:

O Maria, noi ti preghiamo.

 

Perché nelle nostre famiglie regni

l’amore vero.

 

Perché si lavori con impegno

alla costruzione del Regno di Dio in terra.

 

Perché in tutti noi cristiani

si accresca la fede.

 

INNO

 

Ave, stella del mare,

madre gloriosa di Dio,

vergine sempre, Maria,

porta felice del cielo.

L'“ Ave ” del messo celeste

reca l'annunzio di Dio,

muta la sorte di Eva,

dona al mondo la pace.

Spezza i legami agli oppressi,

rendi la luce ai ciechi,

scaccia da noi ogni male,

chiedi per noi ogni bene.

Vergine santa fra tutte,

dolce regina del cielo

rendi innocenti i tuoi figli,

umili e puri di cuore.

 

PROFESSIONE DI FEDE

 

Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

 

Padre Nostro, 3 Ave Maria (per la fede, la speranza, la carità), Gloria al Padre.

 

Lodato sempre sia. Il Santissimo nome di Gesù Giuseppe e Maria.

 

Gesù mio perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della Tua misericordia

 

2° mistero del dolore
Gesù è flagellato

 

PADRE NOSTRO

 

Dal vangelo secondo Giovanni

 

Allora condussero Gesù dalla casa di Caifa nel pretorio. Era l'alba ed essi non vollero entrare nel pretorio per non contaminarsi e poter mangiare la Pasqua. Uscì dunque Pilato verso di loro e domandò: «Che accusa portate contro quest'uomo?». Gli risposero: «Se non fosse un malfattore, non te l'avremmo consegnato» AVE MARIA  Allora Pilato disse loro: «Prendetelo voi e giudicatelo secondo la vostra legge!». Gli risposero i Giudei: «A noi non è consentito mettere a morte nessuno». AVE MARIA   Così si adempivano le parole che Gesù aveva detto indicando di quale morte doveva morire. AVE MARIA  Pilato allora rientrò nel pretorio, fece chiamare Gesù e gli disse: «Tu sei il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te oppure altri te l'hanno detto sul mio conto?». AVE MARIA  Pilato rispose: «Sono io forse Giudeo? La tua gente e i sommi sacerdoti ti hanno consegnato a me; che cosa hai fatto?». AVE MARIA  Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». AVE MARIA  Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici; io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce». AVE MARIA     [38]Gli dice Pilato: «Che cos'è la verità?». E detto questo uscì di nuovo verso i Giudei e disse loro: «Io non trovo in lui nessuna colpa. AVE MARIA  Vi è tra voi l'usanza che io vi liberi uno per la Pasqua: volete dunque che io vi liberi il re dei Giudei?». Allora essi gridarono di nuovo: «Non costui, ma Barabba!». Barabba era un brigante. AVE MARIA  Giovanni - Capitolo 19 Allora Pilato fece prendere Gesù e lo fece lagellare. AVE MARIA 

  

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era in principio ed ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

 

Lodato sempre sia. Il Santissimo nome di Gesù Giuseppe e Maria.

 

Gesù mio perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della Tua misericordia

 

Vieni, vieni, Spirito d’amore,
ad insegnar le cose di Dio,
vieni, vieni, Spirito di pace
a suggerir le cose che Lui ha detto a noi.
 

 

ASCOLTO DELLA PAROLA

 

Dagli Atti degli Apostoli (18, 1-3.11.18.23-26)

 

Dopo questi fatti Paolo lasciò Atene e si recò a Corinto. Qui trovò un Giudeo chiamato Aquila, oriundo del Ponto, arrivato poco prima dall’Italia con la moglie Priscilla, in seguito all’ordine di Claudio che allontanava da Roma tutti i Giudei. Paolo si recò da loro e poiché erano del medesimo mestiere, si stabilì nella loro casa e lavorava.

 

Così Paolo si fermò un anno e mezzo, insegnando fra loro la parola di Dio. Poi prese congedo dai fratelli e s’imbarcò diretto in Siria, in compagnia di Priscilla e Aquila. Trascorso colà un po’ di tempo, partì di nuovo percorrendo di seguito le regioni della Galazia e della Frigia, confermando nella fede tutti i discepoli.

 

Arrivò a Efeso un Giudeo, chiamato Apollo, nativo di Alessandria, uomo colto, versato nelle Scritture. Questi era stato ammaestrato nella via del Signore e pieno di fervore parlava e insegnava esattamente ciò che si riferiva a Gesù, sebbene conoscesse soltanto il battesimo di Giovanni. Egli intanto cominciò a parlare francamente nella sinagoga. Priscilla e Aquila lo ascoltarono, poi lo presero con sé e gli esposero con maggiore accuratezza la via di Dio

 

Parola di Dio                    Rendiamo grazie a Dio

 

Rit. Laudate Dominum,

laudate Dominum

omnes gentes, alleluia!(2 volte)

 

RIFLESSIONE

 

Così la casa di Aquila e Priscilla è diventata il centro di studi biblici. In seguito, altre persone si sono probabilmente aggiunte ad Apollo, e hanno continuato a studiare la Parola di Dio in casa di Aquila e Priscilla. A Corinto, Aquila e Priscilla avevano accolto da loro i credenti. Ad Efeso, una Chiesa si riuniva presso di loro. A Roma, avevano aperto una Chiesa nella loro casa.

 

Ed il loro ministero non si è fermato là, visto che 4 anni più tardi Paolo invia loro un altro messaggio ad Efeso, dove sono ritornati e dove appoggiavano la testimonianza dei cristiani di questa città

«Salutate Priscilla ed Aquila, miei collaboratori in Gesù Cristo, che hanno rischiato la loro vita per me; a loro non io soltanto sono grato, ma anche tutte le chiese delle nazioni. Salutate anche la chiesa che si riunisce in casa loro.» .

 

Più volte Paolo nel ricordare i suoi collaboratori usa queste parole: “la Chiesa che si riunisce a casa loro”. Aquila e Priscilla sono una coppia che ha dato tutto al Signore e che si è interamente consacrata alla diffusione dell'Evangelo. Pur mantenendo le loro responsabilità professionali, hanno aperto la loro casa a tutte le persone desiderose di conoscere il Signore Gesù.

 

Furono di esempio; attraverso di loro Dio ha permesso la fondazione di tre assemblee cristiane, e non di quelle minori: la Chiesa di Corinzi, di Efeso e di Roma. Cosa non può fare il Signore con una coppia unita, completamente consacrata, senza riserve, al Suo capo divino!? La nostra generazione è avida di vedere la testimonianza pratica d'uomini e di donne, di coppie che vivono il Vangelo; possiamo essere la prova che la Parola di Gesù trasforma l'esistenza e dà la vera felicità.

 

A questo proposito, il nostro Arcivescovo nelle sue linee pastorali ci dice: «Con il santo battesimo la Chiesa genera i figli di Dio: uomini. E quando questi, chiamati all’amore, si accorgono che la forma di amore è la condivisione di vita, esclusiva e per sempre di due cuori, il seme della vocazione di Dio si rende esplicito ed entusiasmante con grandi prospettive.

 

Attraverso l’attrazione reciproca, la conoscenza, l’amicizia, l’espressione e la comunicazione di sentimenti e di pensieri, l’uomo e la donna scoprono l’invito interiore all’appartenenza fino ad essere un cuor solo ed un’anima sola, fino ad essere una “carne sola”, fino ad essere famiglia aperta ad un amore più grande e alla capacità stessa di essere fonte di vita per nuove creature.

 

La vocazione al matrimonio rende più bella la vocazione alla vita da vivere, alla sua umanizzazione da operare sempre, alla fede da condividere, alla santità da coltivare, alla Chiesa nella quale consumare l’esperienza di amore a Cristo, che si è dichiarato sposo della chiesa. È abituale parlare di vocazione al Matrimonio? O si pensa che il termine vocazione sia esclusivo della vocazione religiosa?

 

È compito della parrocchia, che educa alla vita, alla fede e all’amore, recuperare, esplicitare, annunziare, far scoprire questa vocazione che, per quanto naturale sia, include nella fede la voce del Creatore che chiama ad essere suoi simili nell’amore, suoi collaboratori nella generazione della vita.

 

Questa chiamata in Gesù diventa un Sacramento che lega gli sposi alla fonte della vita nella paternità di Dio, alla sua sequela nella Parola del Figlio, all’esperienza dell’amore nel dono dello Spirito. Dio Uno e Trino è l’icona del Matrimonio cristiano, perché nella famiglia appare più completa “l’immagine e somiglianza di Dio”, nella quale l’uomo e la donna sono stati creati.

 

L’uomo e la donna vengono così rivestiti di grande dignità e responsabilità. Chiamati al Matrimonio portano la loro relazione matura davanti all’altare del Signore e alla comunità per celebrare con gioia la loro unione con libertà e responsabilità. Sono i ministri del loro sacramento. Lo sono perché battezzati, membra del corpo di Cristo che è la Chiesa.

 

Quando si scambiano il consenso reciproco per stabilire il patto coniugale esercitano il sacerdozio battesimale, che è l’appartenenza a Gesù Cristo, e si sposano nel Signore col desiderio di imitare l’amore di Cristo e di partecipare al suo amore verso tutta la chiesa. I Sacramenti appartengono alla Chiesa depositaria dell’amore di Cristo. Quindi gli sposi, i coniugi appartengono alla chiesa e sono chiesa.

 

La stessa famiglia viene chiamata Chiesa domestica e la Parrocchia viene denominata famiglia di famiglie. Gesù Cristo ha bisogno dei cristiani per amare, ha bisogno della collaborazione di ognuno per compiere il bene nella storia. Ogni credente, quindi anche gli sposi, sono chiamati a vivere il proprio ministero nella Chiesa, corpo di Cristo, la propria funzione nella chiesa.

 

Gli sposi, secondo la Lumen Gentium vivono il proprio dono in mezzo al popolo “come segno di fecondo amore, origine di nuovi figli della chiesa dei quali dovranno essere i primi maestri della fede, posti come segno dell’amore sponsale di Cristo che ama, nutre e santifica la Chiesa” .

 

PREGHIERA CORALE

 

O Maria, Madre di Dio e Madre nostra,

ti affidiamo le nostre famiglie.

Importante è la famiglia per la Chiesa

e per il mondo.

O Madre della Famiglia di Nazaret, tu conosci le difficoltà, i problemi, i pericoli di tutte le famiglie.

Tu vedi la crisi che travaglia oggi la famiglia: corruzione, infedeltà, discordie, divorzio, aborto, egoismo...

O Madre e Regina, tieni lontano dalle nostre famiglie questi mali.

Regni sempre nelle nostre case il rispetto e l'amore tra figli e genitori, tra fratelli e sorelle.

Regni sempre nelle nostre case l'amore di Dio

e vi fiorisca ogni giorno la preghiera.

O Regina della famiglia, tieni sotto il tuo manto

i genitori, gli sposi, i figli, i nonni,

e soprattutto i bambini.

Per questo, o Madre di Dio e Madre nostra,

prega per noi il tuo Gesù.

 

Canto:
Ave Maria, gratia plena: Dominus tecum, Benedicta tu

 

PREGHIERE DEI FEDELI

 

Riuniti con la famiglia di Nazareth, modello e immagine dell’umanità nuova, innalziamo al padre la nostra preghiera, perché tutte le famiglie diventino luogo di crescita nella sapienza e nella grazia.

 

Preghiamo insieme e diciamo:

Rinnova le nostre famiglie, Signore

 

Per la santa Chiesa di Dio, perché esprima al suo interno e nei rapporti col mondo il volto di una vera famiglia, che sa amare, donare, perdonare. Preghiamo

 

Per la famiglia, piccola Chiesa, perché ispiri ai vicini e ai lontani quella fiducia nella Provvidenza che aiuta ad accogliere e a promuovere il dono della vita. Preghiamo

 

Per i genitori e i figli, perché nell’intesa profonda e nello scambio reciproco sappiano costruire un’autentica comunità domestica, che cresce nella fede e nell’amore. Preghiamo

 

Per i fidanzati, perché nella realtà unica e irripetibile del loro amore sentano la presenza di Dio Padre, che li ha fatti incontrare e li guiderà sempre in ogni momento della loro vita. Preghiamo

 

Per le famiglie nuove, perché possano aver e una casa, lieta ed accogliente, in cui non manchi la salute, la serenità e la capacità di diffondere il messaggio di speranza e di pace. Preghiamo

 

PADRE NOSTRO...

 

O Dio, che in Gesù, Giuseppe e Maria ci hai dato una viva immagine della tua eterna comunione di amore, rinnova in ogni casa le meraviglie del tuo Spirito, perché le nostre famiglie possano sperimentare la continuità della tua presenza.  Per Cristo nostro Signore. 

Amen.

 

LA MIA ANIMA CANTA

La mia anima canta
la grandezza del Signore
il mio spirito esulta nel mio Salvatore
Nella mia povertà
l'Infinito mi ha guardata
in eterno ogni creatura mi chiamerà beata.

La mia gioia è nel Sgnore
che ha compiuto grandi cose in me
La mia lode al Dio fedele
che ha soccorso il suo popolo
e non ha dimenticato le sue promesse d'amore.

Rit.

Ha disperso i superbi
nei pensieri inconfessabili
Ha deposto i potenti
ha risollevato gli umili
Ha saziato gli affamati
ed ha aperto ai ricchi le mani

Rit.

 

Grazie ai testi di questa bella Novena: PARROCCHIA SS. RESURREZIONE

BRINDISI. Il resto dono dell’Immacolata!

 

NOVENA DELL'IMMACOLATA

 

5 DICEMBRE 2007

INTRODUZIONE ALLA NOVENA

 

Maria, modello e madre di tutti i chiamati

 

Mentre Eva, disobbediente, aveva generato il peccato, Maria, con la sua obbedienza e la sua fede, ha generato la salvezza, facendosi Madre del Redentore. Su Maria si riflette, come primizia, lo splendore del nuovo Adamo, portato nel suo seno. In lei, modellata dalla grazia, risplende la creatura “ricreata” in Cristo, immagine perfetta di Dio. Maria è il modello di ogni vocazione cristiana, della vocazione alla fede e all’obbedienza a Dio.

 

Canto

 

AVE MARIA

 

Balduzzi/Casucci

 

Ave Maria, Ave.
Ave Maria, Ave.

Donna dell’attesa e madre di speranza
Ora pro nobis.
Donna del sorriso e madre del silenzio
Ora pro nobis.

Donna di frontiera e madre dell’ardore
Ora pro nobis.
Donna del riposo e madre del sentiero
Ora pro nobis.

Ave Maria, Ave.
Ave Maria, Ave.

Donna del deserto e madre del respiro
Ora pro nobis.
Donna della sera e madre del ricordo
Ora pro nobis.

Donna del presente e madre del ritorno
Ora pro nobis.
Donna della terra e madre dell’amore
Ora pro nobis.

Ave Maria, Ave.
Ave Maria, Ave.

 

 

+ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Amen.

 

 

INVOCAZIONI

 

Ad ogni invocazione rispondiamo:

O Maria, noi ti preghiamo.

 

Perché tutti riconoscano in te

la Madre e il modello di ogni vocazione.

 

Perché tutti accolgano il tuo Figlio

il Verbo chiamato dal Padre

 

Perché seguendo il tuo esempio

sappiamo dire di sì alla nostra chiamata.

 

 

INNO

 

O Donna gloriosa,

alta sopra le stelle,

tu nutri col tuo seno

il Dio che ti ha creato.

La gioia che Eva ci tolse

ci rendi, nel tuo Figlio

e dischiudi il cammino

verso il regno dei cieli.

Sei la via della pace,

sei la porta regale:

ti acclamano le genti

redente dal Signore.

A Dio Padre sia lode,

al Figlio e al Santo Spirito,

che ti hanno adornata

di una veste di grazia. Amen

           

PROFESSIONE DI FEDE

 

Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

 

Padre Nostro, 3 Ave Maria (per la fede, la speranza, la carità), Gloria al Padre.

 

Lodato sempre sia. Il Santissimo nome di Gesù Giuseppe e Maria.

 

Gesù mio perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della Tua misericordia

 

2° mistero della gloria
L'ascensione del Signore


PADRE NOSTRO.. 

 

Dal Vangelo secondo Luca

 

Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona apparve in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Stupiti e spaventati credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? AVE MARIA  Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. AVE MARIA    Ma poiché per la grande gioia ancora non credevano ed erano stupefatti, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; [43]egli lo prese e lo mangiò davanti a loro AVE MARIA  Poi disse: «Sono queste le parole che vi dicevo quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella Legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». AVE MARIA    Allora aprì loro la mente all'intelligenza delle Scritture e disse: «Così sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno AVE MARIA    e nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. AVE MARIA   Di questo voi siete testimoni. [AVE MARIA   E io manderò su di voi quello che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall'alto» AVE MARIA   Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. AVE MARIA    Mentre li benediceva, si staccò da loro e fu portato verso il cielo. Ed essi, dopo averlo adorato, tornarono a Gerusalemme con grande gioia; e stavano sempre nel tempio lodando Dio. AVE MARIA    

 

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era in principio ed ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

 

Lodato sempre sia. Il Santissimo nome di Gesù Giuseppe e Maria.

 

Gesù mio perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della Tua misericordia

 

Vieni, vieni, Spirito d’amore,
ad insegnar le cose di Dio,
vieni, vieni, Spirito di pace
a suggerir le cose che Lui ha detto a noi.
 

 

ASCOLTO DELLA PAROLA

 

Dal Vangelo secondo Luca (1,24-38)

 

Nel sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: "Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te".  A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L’angelo le disse: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine".

 

Allora Maria disse all’angelo: "Come è possibile? Non conosco uomo". Le rispose l’angelo: "Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio ".  Allora Maria disse: "Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto". E l’angelo partì da lei.

 

Parola del Signore                  Lode a te o Cristo

 

Rit. Laudate Dominum,

laudate Dominum

omnes gentes, alleluia!(2 volte)

 

 

RIFLESSIONE

 

Maria è quella creatura umana che ha accolto l’azione di Dio senza ostacoli, senza riserve, generosamente. Leggiamo nel libro dell’Apocalisse:

 “Ecco, io sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io entrerò da lui, e cenerò con lui e lui con me”.

 

“Io sto alla porta e busso”, vuol dire che Dio viene, ci offre l’amicizia, l’amore e chiede che noi gli apriamo la porta. Lui non la sfonda: ha bisogno della nostra libertà. Non c’è una possibilità di salvezza senza che ci sia un atto libero dell’uomo che accoglie la salvezza di Dio. Bene, Maria rappresenta per la Chiesa questo. Colei che accoglie senza timore e con piena fiducia il progetto che Dio ha su di lei. Spesso noi mettiamo degli ostacoli alla salvezza di Dio.

 

È un ostacolo il nostro orgoglio, è ostacolo il nostro egoismo, sono ostacoli i nostri attaccamenti. L’azione del Signore noi l’accogliamo ma in modo velato, non perfetto; non siamo trasparenti del tutto alla grazia di Dio, e per questo nella nostra vita la redenzione di Cristo non sempre si vede. Maria è la creatura umana redenta in modo perfetto che con il suo sì ha permesso che la realizzazione il disegno di salvezza del Padre su tutti noi, divenendo Madre del Redentore e dei redenti.

 

Contemplare Maria, significa ritrovare il senso della nostra vocazione ossia di quella fede che conduce all’obbedienza a Dio. Vivere vuol dire questo. E allora ci mettiamo davanti a Maria, prima di tutto, come modello di ascolto, proprio perché la vita cristiana non nasce semplicemente dai nostri desideri e nemmeno dalle nostre proiezioni di paure, di angosce. La prima parola non viene fuori dal nostro cuore, la prima parola viene fuori dal cuore di Dio.

 

Mettendosi in ascolto della Parola ella realizza la sua vocazione che è quella di essere madre. Ma la maternità umana di Maria che si inserisce dentro la vocazione naturale della donna, è una vocazione che si compie secondo la parola di Dio. E proprio perché non è semplicemente una vocazione secondo il contesto sociale o psicologico degli uomini, sarà realizzata in Maria innanzitutto per l’opera dello Spirito Santo.

 

La maternità di Maria fa parte del mistero divino che, prima di tutti, Ella stessa serbava e meditava nel suo cuore. Una maternità che diventerà ancora più grande quando Cristo le affiderà l’umanità sulla croce e lei, ancora una volta, risponde di sì. Quale fedele ancella del suo Signore, attenta alle necessità degli uomini suoi figli, Maria accoglierà non solo la chiamata ad essere madre, ma anche quella vocazione che appartiene ad ogni cristiano, la vocazione missionaria.

 

La Chiesa, nella sua vocazione e sollecitudine evangelizzatrice, prende esempio e stimolo da Maria, la prima evangelizzata (cfr. Lc 1,26-38) e la prima evangelizzatrice (cfr. Lc 1,39-56). E' lei che ha accolto con fede la buona notizia della salvezza, trasformandola in annunzio, canto, profezia. E' lei che ha dato a tutti gli uomini la migliore direttiva spirituale che essi abbiano mai ricevuta: «Fate quello che (Gesù) vi dirà» (Gv 2,5). Alla scuola di Maria, la Chiesa impara a consacrarsi alla missione.

 

Guardiamo allora a Maria come modello e punto di riferimento perché la sua fede metta in crisi la nostra mancanza di fede, ma nello stesso tempo ci rigeneri: perché Maria generi dentro al nostro cuore la presenza del suo Figlio, perché Gesù Cristo sia per noi non una persona straordinaria che sta fuori, ma sia veramente uno Spirito che muove dall’interno i nostri pensieri e le nostre scelte.

 

PREGHIERA CORALE

 

Maria vorrei che il mio «sì»

fosse semplice come il tuo,

che non avesse astuzie mentali.

Vorrei che il mio «sì»,

come il tuo non mi mettesse al centro, ma a servizio.

Vorrei che il mio «sì » al disegno di un altro,

come il tuo volesse dire soffrire in silenzio.

Vorrei che il mio «sì»

come il tuo, volesse dire tirarsi indietro

per fare posto alla vita.

Vorrei che il mio «sì»,

come il tuo, racchiudesse una storia di salvezza.

Ma il mio peccato, l’orgoglio,

la mia autosufficienza dicono un sì ben diverso.

Il tuo sguardo su di me,

Maria, mi aiuti ad essere un semplice,

uno che si dimentica,

uno che vuol perdersi nella disponibilità di chi

sa di esistere da sempre soltanto come un pensiero d'amore.

 

Canto:
Ave Maria, gratia plena: Dominus tecum, Benedicta tu

 

PREGHIERE DEI FEDELI

 

Maria è la madre delle vocazioni, perché, come ha seguito la vocazione del grande chiamato, Gesù, e dei suoi primi discepoli, così oggi accompagna e segue la vocazione di ogni persona che vuole fare della propria vita un dono e un servizio a Dio e ai fratelli. Attraverso lei rivolgiamo a dio la nostra preghiera.

 

Preghiamo dicendo:

Maria, modello di ogni vocazione, interceda per noi

 

Perché la Chiesa diffusa nel mondo, accolga in sé, come la Vergine Maria, il Verbo di salvezza e l’annunci fino ai confini della terra.  Preghiamo

 

Perché in ognuno cresca la coscienza di essere un chiamato dal Padre e, attraverso la vocazione che gli è stata donata - al matrimonio, alla vita sacerdotale o alla vita consacrata e missionaria - possa essere segno dell'amore che Dio ha per ogni uomo. Preghiamo

 

Perché i giovani, ascoltino la voce del Signore e scoprano e vivano il disegno d'amore che Lui ha su ciascuno. Come Maria possano rispondere "eccomi" alla chiamata di Dio. Preghiamo

 

Preghiamo per i missionari, specialmente quando nel servizio al Vangelo rischiano la loro vita, perché, come Maria, abbiano una completa e incondizionata fiducia nel Signore e non perdano mai il coraggio e la speranza. Preghiamo

 

PADRE NOSTRO...

 

O Padre, che in Cristo tuo Figlio ci hai offerto il modello del vero Pastore che dà la vita per il suo gregge, fa’ che ascoltiamo sempre la sua voce e camminiamo lietamente sulle suo orme nella via della verità e dell’amore. Per Cristo nostro Signore. 

Amen.

 

LA MIA ANIMA CANTA

La mia anima canta
la grandezza del Signore
il mio spirito esulta nel mio Salvatore
Nella mia povertà
l'Infinito mi ha guardata
in eterno ogni creatura mi chiamerà beata.

La mia gioia è nel Sgnore
che ha compiuto grandi cose in me
La mia lode al Dio fedele
che ha soccorso il suo popolo
e non ha dimenticato le sue promesse d'amore.

Rit.

Ha disperso i superbi
nei pensieri inconfessabili
Ha deposto i potenti
ha risollevato gli umili
Ha saziato gli affamati
ed ha aperto ai ricchi le mani

Rit.

Grazie ai testi di questa bella Novena: PARROCCHIA SS. RESURREZIONE

BRINDISI. Il resto dono dell’Immacolata!

 

NOVENA DELL'IMMACOLATA

6 DICEMBRE 2007

 

Maria, donna del vino nuovo

 

Canto

 

AVE MARIA

 

Balduzzi/Casucci

 

Ave Maria, Ave.
Ave Maria, Ave.

Donna dell’attesa e madre di speranza
Ora pro nobis.
Donna del sorriso e madre del silenzio
Ora pro nobis.

Donna di frontiera e madre dell’ardore
Ora pro nobis.
Donna del riposo e madre del sentiero
Ora pro nobis.

Ave Maria, Ave.
Ave Maria, Ave.

Donna del deserto e madre del respiro
Ora pro nobis.
Donna della sera e madre del ricordo
Ora pro nobis.

Donna del presente e madre del ritorno
Ora pro nobis.
Donna della terra e madre dell’amore
Ora pro nobis.

Ave Maria, Ave.
Ave Maria, Ave.

 

 

+ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Amen.

 

INVOCAZIONE

 

Santa Maria, madre di Dio, conservaci un cuore di fanciullo, puro e limpido come acqua di sorgente.

Ottienici un cuore semplice, che non ripieghi ad assaporare le proprie tristezze; un cuore fedele e generoso, che non dimentichi alcun bene e non serbi rancore di alcun male. Formaci un cuore dolce e umile, che ami senza esigere di essere riamato; un cuore grande e indomabile, così che nessuna ingratitudine lo possa chiudere e nessuna indifferenza lo possa stancare; un cuore tormentato dalla gloria di Gesù Cristo, ferito dal suo amore con una piaga che non rimargini se non in cielo.

 

INNO

 

Nel giorno funesto che l’uomo peccò

soltanto una stella accesa restò.

Sei tu quella stella d’intatto candor,

che dona speranza e guida Gesù.

Lo Spirito Santo te sola colmò

di grazia divina e d’ogni virtù.

Tu sei benedetta tra tutte quaggiù:

il casto tuo seno si scelse il Signor.

E tu benedici, così ti preghiam,

chiunque t’invoca con fervido cuor.

Per sempre si canti la lode di te,

o Vergine santa, o Madre d’amor.

 

PROFESSIONE DI FEDE

 

Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

 

Padre Nostro, 3 Ave Maria (per la fede, la speranza, la carità), Gloria al Padre.

 

Lodato sempre sia. Il Santissimo nome di Gesù Giuseppe e Maria.

 

Gesù mio perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della Tua misericordia

 

2° mistero della luce
Le nozze di Cana

PADRE NOSTRO

 

Dal Vangelo secondo Giovanni

 

Tre giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c'era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. AVE MARIA  Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino».   E Gesù rispose: «Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora». AVE MARIA   La madre dice ai servi: «Fate quello che vi dirà». AVE MARIA     [6]Vi erano là sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre barili. AVE MARIA  E Gesù disse loro: «Riempite d'acqua le giare»; e le riempirono fino all'orlo. AVE MARIA  Disse loro di nuovo: «Ora attingete e portatene al maestro di tavola». Ed essi gliene portarono. AVE MARIA  E come ebbe assaggiato l'acqua diventata vino, il maestro di tavola, che non sapeva di dove venisse (ma lo sapevano i servi che avevano attinto l'acqua), chiamò lo sposo AVE MARIA  e gli disse: «Tutti servono da principio il vino buono e, quando sono un pò brilli, quello meno buono; tu invece hai conservato fino ad ora il vino buono» AVE MARIA  Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui. AVE MARIA     Dopo questo fatto, discese a Cafarnao insieme con sua madre, i fratelli e i suoi discepoli e si fermarono colà solo pochi giorni. AVE MARIA    

 

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era in principio ed ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

 

Lodato sempre sia. Il Santissimo nome di Gesù Giuseppe e Maria.

 

Gesù mio perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della Tua misericordia

 

Vieni, vieni, Spirito d’amore,
ad insegnar le cose di Dio,
vieni, vieni, Spirito di pace
a suggerir le cose che Lui ha detto a noi.
 

 

ASCOLTO DELLA PAROLA

 

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 2,1-11)

 

 

In quel tempo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c'era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino». E Gesù rispose: «Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora». La madre dice ai servi: «Fate quello che vi dirà ». Vi erano là sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre barili. E Gesù disse loro: «Riempite d'acqua le giare» ; e le riempirono fino all'orlo. Disse loro di nuovo: «Ora attingete e portatene al maestro di tavola». Ed essi gliene portarono.

 

E come ebbe assaggiato l'acqua diventata vino, il maestro di tavola, che non sapeva di dove venisse (ma lo sapevano i servi che avevano attinto l'acqua), chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti servono da principio il vino buono e, quando sono un po' brilli, quello meno buono; tu invece hai conservato fino ad ora il vino buono». Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.

 

Parola del Signore                       Lode a te o Cristo

 

Rit. Laudate Dominum,

laudate Dominum

omnes gentes, alleluia!(2 volte)

 

MEDITAZIONE

 

Dagli scritti di don Tonino Bello vescovo.

 

Maria, donna del vino nuovo.

Nel Vangelo c’è un episodio, quello delle nozze di Cana, che gli ultimi approfondimenti biblici ci obbligano decisamente a rivedere, soprattutto per ciò che riguarda il ruolo di Maria. Chi sa quante volte ci siamo commossi pure noi dinanzi alla sensibilità della madre di Gesù che, con finezza tutta femminile, ha intuito il disappunto degli sposi, a corto di vino, e ha forzato la mano del figlio, troncando sul nascere l’evidente imbarazzo che ormai serpeggiava dietro le quinte.

 

Pare certo, però, che l’intenzione dell’evangelista non fosse tanto quella di mettere in evidenza la sollecitudine di Maria a favore degli uomini, o la potenza della sua intercessione presso il figlio. Quanto quella di presentarla come colei che percepisce a volo il dissolversi del piccolo mondo antico e, anticipando l’ora di Gesù, introduce sul banchetto della storia non solo i boccali della festa, ma anche i primi fermenti della novità. Festa e novità, quindi, irrompono nella sala su espresso richiamo di lei.

 

A darcene conferma, c’è nella pagina di Giovanni un particolare tutt’altro che accidentale, che anzi, a ben considerarlo, esplode con la prepotenza di un invadente protagonismo. E’ costituito dalle sei giare di pietra, per la purificazione dei Giudei.Oscene nella loro immobilità. Ingombranti nella loro ampiezza prevaricatrice. Gelide come cadaveri, perché di pietra. Inutili, perché vuote, agli effetti di una purificazione che sono ormai incapaci di dare.

 

Sei, e non sette che è il numero perfetto. Simbolo malinconico, quindi, di ciò che non giungerà mai a completezza, che non toccherà più i confini della maturazione, che resterà sempre al di sotto di ogni legittima attesa e di ogni bisogno del cuore. Ebbene, di fronte a questo scenario di paresi irreversibile rappresentato dalle giare (di pietra, come le tavole di Mosè), Maria non solo avverte che la vecchia alleanza è ormai logora e che l’antica economia di salvezza fondata sulle prescrizioni della legge ha chiuso da tempo la sua contabilità, ma sollecita coraggiosamente la transizione.

 

Vede raggiunti i livelli di guardia da un mondo che boccheggia nella tristezza, e invoca da suo figlio non tanto uno strappo alla legge della natura, quanto uno strappo alla natura della legge. Questa non contiene ormai nulla, non è in grado di purificare nessuno e non rallegra più il cuore del l’uomo.

Interviene, perciò, d’anticipo, e chiede a Gesù un acconto sul vino della nuova alleanza che, lei presente, sgorgherà inesauribile nell’ora della Croce. «Non hanno più vino». Non è il tratto di una provvidenziale gentilezza che sopraggiunge a evitare la mortificazione di due sposi. E’ un grido d’allarme che sopraggiunge per evitare la morte del mondo.

 

Canto:
Ave Maria, gratia plena: Dominus tecum, Benedicta tu

PREGHIRERA

Santa Maria, donna del vino nuovo, quante volte sperimentiamo pure noi che il banchetto della vita languisce e la felicità si spegne sul volto dei commensali! È il vino della festa che vien meno.

Sulla tavola non ci manca nulla: ma, senza il succo della vite, abbiamo perso il gusto del pane che sa di grano. Mastichiamo annoiati i prodotti dell’opulenza: ma con l’ingordigia degli epuloni e con la rabbia di chi non ha fame. Le pietanze della cucina nostrana hanno smarrito gli antichi sapori: ma anche i frutti esotici hanno ormai poco da dirci.

 

Tu lo sai bene da che cosa deriva questa inflazione di tedio. Le scorte di senso si sono esaurite.

Non abbiamo più vino. Gli odori asprigni del mosto non ci deliziano l’anima da tempo. Le vecchie cantine non fermentano più. E le botti vuote danno solo spurghi d’aceto.

Muoviti, allora, a compassione di noi, e ridonaci il gusto delle cose. Solo così le giare della nostra esistenza si riempiranno fino all’orlo di significati ultimi. E l’ebbrezza di vivere e di far vivere ci farà finalmente provare le vertigini.

 

Santa Maria, donna del vino nuovo, fautrice così impaziente del cambio, che a Cana di Galilea provocasti anzitempo il più grandioso esodo della storia, obbligando Gesù alle prove generali della Pasqua definitiva, tu resti per noi il simbolo imperituro della giovinezza.

Perché è proprio dei giovani percepire l’usura dei moduli che non reggono più, e invocare rinascite che si ottengono solo con radicali rovesciamenti di fronte, e non con impercettibili restauri di laboratorio.

Liberaci, ti preghiamo, dagli appagamenti facili. Dalle piccole conversioni sotto costo. Dai rattoppi di comodo.

 

Preservaci dalle false sicurezze del recinto, dalla noia della ripetitività rituale, dalla fiducia incondizionata negli schemi, dall’uso idolatrico della tradizione. Quando ci coglie il sospetto che il vino nuovo rompa gli otri vecchi, donaci l’avvedutezza di sostituire i contenitori. Quando prevale in noi il fascino dello status quo, rendici tanto risoluti da abbandonare gli accampamenti. Se accusiamo cadute di tensione, accendi nel nostro cuore il coraggio dei passi.

 

E facci comprendere che la chiusura alla novità dello Spirito e l’adattamento agli orizzonti dai bassi profili ci offrono solo la malinconia della senescenza precoce. Santa Maria, donna del vino nuovo, noi ti ringraziamo infine, perché con le parole «fate tutto quello che egli vi dirà», tu ci sveli il misterioso segreto della giovinezza. E ci affidi il potere di svegliare l’aurora anche nel cuore della notte.  Amen.

 

LA MIA ANIMA CANTA

La mia anima canta
la grandezza del Signore
il mio spirito esulta nel mio Salvatore
Nella mia povertà
l'Infinito mi ha guardata
in eterno ogni creatura mi chiamerà beata.

La mia gioia è nel Sgnore
che ha compiuto grandi cose in me
La mia lode al Dio fedele
che ha soccorso il suo popolo
e non ha dimenticato le sue promesse d'amore.

Rit.

Ha disperso i superbi
nei pensieri inconfessabili
Ha deposto i potenti
ha risollevato gli umili
Ha saziato gli affamati
ed ha aperto ai ricchi le mani

Rit.

Ringrazio all’Imacolata e a Antonio Pinizzotto di Monforte Marina, 9 Novembre 2004 Dedicazione della Basilica Lateranense, per i testi degli ultimi 2 giorni della Novena all'Immacolata.

NOVENA DELL'IMMACOLATA

7 DICEMBRE 2007

 

Maria, donna del popolo

 

Canto

 

AVE MARIA

 

Balduzzi/Casucci

 

Ave Maria, Ave.
Ave Maria, Ave.

Donna dell’attesa e madre di speranza
Ora pro nobis.
Donna del sorriso e madre del silenzio
Ora pro nobis.

Donna di frontiera e madre dell’ardore
Ora pro nobis.
Donna del riposo e madre del sentiero
Ora pro nobis.

Ave Maria, Ave.
Ave Maria, Ave.

Donna del deserto e madre del respiro
Ora pro nobis.
Donna della sera e madre del ricordo
Ora pro nobis.

Donna del presente e madre del ritorno
Ora pro nobis.
Donna della terra e madre dell’amore
Ora pro nobis.

Ave Maria, Ave.
Ave Maria, Ave.

 

 

+ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Amen.

 

INVOCAZIONE

 

O Vergine Maria, madre della Chiesa, a te raccomandiamo la Chiesa tutta. Ricordati di coloro che versano nelle tribolazioni, nelle necessità, nei pericoli; di coloro soprattutto che soffrono persecuzioni e si trovano in carcere per la fede. A costoro, o Vergine, impetra la fortezza ed affretta il sospirato giorno della giusta libertà.

 

Al tuo cuore immacolato, o Maria, raccomandiamo infine l’intero genere umano: portalo alla conoscenza dell’unico e vero salvatore Cristo Gesù, allontana da esso i flagelli provocati dal peccato, dona al mondo intero la vera pace, fondata nella verità, nella giustizia, nella libertà e nell’amore. E fa’ che la Chiesa tutta possa sempre elevare al Dio delle misericordie l’inno della lode e del ringraziamento, l’inno della gioia e dell’esultanza, perché grandi cose ha operato il Signore per mezzo tuo, o clemente, o pia, o dolce vergine Maria.

 

INNO

 

Nel giorno funesto che l’uomo peccò

soltanto una stella accesa restò.

Sei tu quella stella d’intatto candor,

che dona speranza e guida Gesù.

Lo Spirito Santo te sola colmò

di grazia divina e d’ogni virtù.

Tu sei benedetta tra tutte quaggiù:

il casto tuo seno si scelse il Signor.

E tu benedici, così ti preghiam,

chiunque t’invoca con fervido cuor.

Per sempre si canti la lode di te,

o Vergine santa, o Madre d’amor.

 

PROFESSIONE DI FEDE

 

Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

 

Padre Nostro, 3 Ave Maria (per la fede, la speranza, la carità), Gloria al Padre.

 

Lodato sempre sia. Il Santissimo nome di Gesù Giuseppe e Maria.

 

Gesù mio perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della Tua misericordia

 

3° mistero del dolore

Gesù è coronato di spine

PADRE NOSTRO

 

Dal Vangelo secondo Marco

 

Allora i soldati lo condussero dentro il cortile, cioè nel pretorio, e convocarono tutta la coorte. AVE MARIA Lo rivestirono di porpora AVE MARIA e, dopo aver intrecciato una corona di spine, gliela misero sul capo. AVE MARIA  Cominciarono poi a salutarlo: «Salve, re dei Giudei!» AVE MARIA     . E gli percuotevano il capo con una canna, AVE MARIA  gli sputavano addosso AVE MARIA e, piegando le ginocchia, si prostravano a lui. AVE MARIA Dopo averlo schernito, AVE MARIA  lo spogliarono della porpora e gli rimisero le sue vesti, AVE MARIA   poi lo condussero fuori per crocifiggerlo. AVE MARIA    

 

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era in principio ed ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

 

Lodato sempre sia. Il Santissimo nome di Gesù Giuseppe e Maria.

 

Gesù mio perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della Tua misericordia

 

Vieni, vieni, Spirito d’amore,
ad insegnar le cose di Dio,
vieni, vieni, Spirito di pace
a suggerir le cose che Lui ha detto a noi.
 

 

ASCOLTO DELLA PAROLA

 

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 3,31-35)

 

In quel tempo, giunsero la madre di Gesù e i suoi fratelli e, stando fuori, lo mandarono a chiamare.

Tutto attorno era seduta la folla e gli dissero: «Ecco tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle sono fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che gli stavano seduti attorno, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Chi compie la volontà di Dio, costui è mio fratello, sorella e madre».

 

Parola del Signore                       Lode a te o Cristo

 

Rit. Laudate Dominum,

laudate Dominum

omnes gentes, alleluia!(2 volte)

 

MEDITAZIONE

 

Dagli scritti di don Tonino Bello vescovo.

Maria, donna del popolo.Sì, il Signore se l’è scelta proprio di là.Oggi diremmo: dai rioni popolari, grevi di sudori e impregnati di stabbio. Dai quartieri bassi, dove i tuguri dei poveri, se rimangono ancora in piedi, è perché si appoggiano a vicenda.Penso a certe periferie, dove le zanzare brulicano sulle pozzanghere della strada, e le mosche volteggiano sugli escrementi. O a certe zone del centro storico, imbandierate con i panni del bucato, dove vige il condominio degli stessi rumori e degli stessi silenzi.

Il Signore, Maria, l’ha scoperta lì. Nell’intreccio dei vicoli, profumati di minestre meridiane e allietati dal grido dei fruttivendoli. Tra le fanciulle che, dai pianerottoli colmi di gerani, parlavano d’amore. Nel cortile dove i vicini prolungavano nell’ultimo sbadiglio i racconti della sera, prima che si consumasse l’olio della lampada e risonasse il tintinnare dei chiavistelli e si sprangassero gli usci.L’ha scoperta lì. Non lungo i corsi della capitale, ma in un villaggio di pecorai, sconosciuto nell’Antico Testamento, anzi, additato al pubblico sarcasmo dagli abitanti delle borgate vicine: «Da Nazaret può mai venire qualcosa di buono?».

L’ha scoperta lì, in mezzo alla gente comune, e se l’è fatta sua.Maria non aveva particolari ascendenze dinastiche. L’araldica della sua famiglia non vantava stemmi nobiliari come Giuseppe. Lui, sì: benché si fosse ridotto a fare il carpentiere, era del casato illustre di Davide. Lei, invece, era una donna del popolo. Ne aveva assorbito la cultura e il linguaggio, i ritornelli delle canzoni e la segretezza del pianto, il costume del silenzio e le stigmate della povertà. Prima di diventare madre, Maria era, dunque, figlia del popolo.

Apparteneva, anzi, all’anima più intima del popolo: agli anawim, alla schiera dei poveri. Al resto d’Israele, sopravvissuto allo sgretolamento delle tragedie nazionali. A quel nucleo residuale, cioè, che teneva vive le speranze dei profeti, nel quale si concentravano le promesse dei patriarchi, e da cui passava il filo rosso della fedeltà: «Farò restare in mezzo a te un popolo umile e povero; confiderà nel nome del Signore il resto d’Israele».

Così aveva profetato Sofonia.Donna del popolo, Maria si mescola con i pellegrini che salgono al tempio e si accompagna alle loro salmodìe. E se in uno di questi viaggi perde Gesù dodicenne, è perché, «credendolo nella carovana», non sa immaginarsi suo figlio estraneo all’ansimare della gente comune.C’è nel Vangelo di Marco una icona di incomparabile bellezza che delinea la natura, la vocazione e il destino popolare di Maria.

Un giorno, mentre Gesù sta parlando alla folla che lo ascolta seduta in cerchio, arriva lei con alcuni parenti. A chi lo avverte della sua presenza, Gesù, girando tutto intorno lo sguardo e additando la folla, esclama: «Ecco mia madre...».A prima vista, potrebbe sembrare una scortesia. Invece, la risposta di Gesù, che identifica sua madre con la folla, è il monumento più splendido eretto a Maria, donna fatta popolo.

Canto:
Ave Maria, gratia plena: Dominus tecum, Benedicta tu

PREGHIRERA

Santa Maria, donna del popolo, grazie, perché hai convissuto con la gente, prima e dopo l’annuncio dell’angelo, e non hai preteso da Gabriele una scorta permanente di cherubini, che facesse la guardia d’onore sull’uscio di casa tua. Grazie, perché, pur consapevole di essere la madre di Dio, non ti sei ritirata negli appartamenti della tua aristocrazia spirituale, ma hai voluto assaporare fino in fondo le esperienze, povere e struggenti, di tutte le donne di Nazaret.

Grazie, perché d’estate ti univi al coro delle spigolatrici, nelle campagne bruciate dal sole. E nei meriggi d’inverno, quando il tuono brontolava sui monti di Galilea e tu avevi paura, ti rifugiavi nella casa delle vicine. E il sabato, per lodare Jahwé, partecipavi con le tue amiche alle funzioni comunitarie della sinagoga. E quando la morte visitava il villaggio, accompagnandoti ai parenti, intridevi tossendo il fazzoletto di lacrime.

E nei giorni di festa, quando passava il corteo nuziale, attendevi anche tu sulla strada, e ti sollevavi sulla punta dei piedi per veder meglio la sposa. Santa Maria, donna del popolo, oggi più che mai abbiamo bisogno di te. Viviamo tempi difficili, in cui allo spirito comunitario si sovrappone la sindrome della setta. Agli ideali di più vaste solidarietà si sostituisce l’istinto della fazione. Alle spinte universalizzanti della storia fanno malinconico riscontro i sottomultipli del ghetto e della razza. Il partito prevarica sul bene pubblico; la lega sulla nazione; la chiesuola sulla chiesa.

Dacci, ti preghiamo, una mano d’aiuto perché possiamo rafforzare la nostra declinante coscienza di popolo. Noi credenti, che per definizione ci chiamiamo popolo di Dio, sentiamo di dover offrire una forte testimonianza di comunione, sulla quale il mondo possa cadenzare i suoi passi. Tu, honorificentia populi nostri», rimanici accanto in questa difficile impresa. Non per nulla ti ripetiamo nel canto: «Mira il tuo popolo, o bella Signora».

Santa Maria, donna del popolo, insegnaci a condividere con la gente le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce che contrassegnano il cammino della nostra civiltà. Donaci il gusto di stare in mezzo, come te nel cenacolo. Liberaci dall’autosufficienza. E snidaci dalle tane dell’isolamento. Rendi giustizia ai popoli distrutti dalla miseria, e dona la pace interiore ai popoli annoiati dal l’opulenza. Ispira fierezza nei primi e tenerezza nei secondi. Restituiscili alla gioia di vivere. E intoneranno gli uni e gli altri, finalmente insieme, salmi di libertà. Amen.

LA MIA ANIMA CANTA

La mia anima canta
la grandezza del Signore
il mio spirito esulta nel mio Salvatore
Nella mia povertà
l'Infinito mi ha guardata
in eterno ogni creatura mi chiamerà beata.

La mia gioia è nel Sgnore
che ha compiuto grandi cose in me
La mia lode al Dio fedele
che ha soccorso il suo popolo
e non ha dimenticato le sue promesse d'amore.

Rit.

Ha disperso i superbi
nei pensieri inconfessabili
Ha deposto i potenti
ha risollevato gli umili
Ha saziato gli affamati
ed ha aperto ai ricchi le mani

Rit.

Ringrazio all’Immacolata  e a Antonio Pinizzotto di Monforte Marina, 9 Novembre 2004 Dedicazione della Basilica Lateranense, per i testi degli ultimi 2 giorni della Novena all'Immacolata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

postato da: simonedicirene alle ore 19:03 | Permalink | commenti
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