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giovedì, 07 febbraio 2008

 "Cristo si è fatto povero per voi" (2 Cor 8,9)

Se tu m'accogli

Se tu m'accogli, Padre buono, prima che venga sera,
se tu mi doni il tuo perdono avrò la pace vera:
ti chiamerò mio Salvatore e tornerò, Gesù con te.

Se nell'angoscia più profonda, quando il nemico assale,
se la tua grazia mi circonda, non temerò alcun male:
t'invocherò, mio Redentore e resterò sempre con te.

Signore, a te veniam fidenti: tu sei la vita, sei l'amor.
Dal sangue tuo siam redenti, Gesù, Signore, Salvator.
Ascolta, tu che tutto puoi: vieni, Signor, resta con noi.

+ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Amen.

 

 

Lourdes Preghiera del Giubileo 2007/2008 ( 1^ parte)

 

Dio nostro Padre, fra tutte le creature tu hai fatto sbocciare Maria, la creatura perfetta, l’ “Immacolata Concezione”. Qui, a Lourdes, lei stessa ha pronunciato questo nome che Bernardetta ha ripetuto. L’Immacolata Concezione è un grido di speranza: il male, il peccato e la morte non sono più i vincitori. Maria, segno precursore, aurora della salvezza!

 

Maria, tu che sei l’innocenza e il rifugio dei peccatori, noi ti preghiamo.

 

Ave Maria, gratia plena!

 

Signore Gesù, tu ci hai dato Maria come Madre. Ella ha condiviso la tua Passione e la tua Risurrezione. Qui, a Lourdes, si è mostrata a Bernardetta rattristata per i nostri peccati ma raggiante della tua luce. Attraverso Lei ti confidiamo tutte le gioie e le pene: le nostre, quelle dei malati e quelle di tutta l’umanità.

 

Maria, Madre e Sorella nostra, confidente e sostegno di noi tutti: noi ti preghiamo.

 

Ave Maria, gratia plena!

 

Spirito Santo, tu sei lo Spirito dell’amore e dell’unità. Qui, a Lourdes, attraverso Bernardetta, Maria ha chiesto di costruire una cappella e di venire in processione.

Ispira la Chiesa che il Cristo ha costruito sulla fede di Pietro: radunala nell’unità.

Guida il pellegrinaggio della Chiesa: che sia fedele e audace!

 

Maria, tu che sei ricolma dello Spirito Santo, tu sei la Sposa e la Serva.

Tu sei il modello dei cristiani e il volto materno della Chiesa:

noi ti preghiamo.

 

Ave Maria, gratia plena!

 

 

Salmo (3)

 

Antifona
Santa Maria Vergine, nessuna donna nata al mondo

simile a te, figlia e schiava dell‘altissimo Re e Padre celeste,

madre del santissimo Signore nostro Gesü Cristo, sposa dello

Spirito Santo; prega per noi, con San Michele Arcangelo e

tutte le virtù dei cieli e tutti i santi, il tuo santissimo e diletto

Figlio, ii Signore e Maestro nostro.

O voi tutti passate per la strada*
guardate, vedete se c‘è un dolore come il mio!
Mi ha circondato una muta di cani, *
una torma di malvagi mi ha assediato.

Mi hanno considerato e scrutato; *
hanno diviso fra di sè le mie vesti
e messa a sorte la mia tunica.
Hanno forato le mie mani e i miei piedi; *
hanno contato tutte le mie ossa.

Hanno spalancato su di me la loro bocca; *
come un leone che sbrana e che rugge.
Mi sono disciolto come acqua *
e le mie ossa si sono slogate.

Il mio cuore cera che si liquefa *
dentro il mio petto.
La mia forza si seccata come un coccio; *
e la lingua mi si attaccata al palato.

Mi hanno dato fiele in cibo; *
e per la mia sete mi hanno dato aceto.
E mi hanno portato nella polvere dei morti *
e hanno aggiunto dolore al dolore delle mie ferite.

Mi sono addormentato e sono risorto *
il Padre mio santissimo mi ha accolto nella gloria.
Padre santo, mi hai tenuto per la mano destra; *
mi hai condotto a tuo piacere
e mi hai assunto in gloria.

Infatti che cosa possiedo in cielo?
E da te che ho voluto sulla terra?
Guardate, guardate, perchè io sono Dio,
dice il Signore; *
sarà esaltato fra le genti,
sarò esaltato su tutta la terra.

Benedetto il Signore Dio d‘Israele,
che ha redento le anime dei suoi servi
con il proprio sangue Santissimo,*
e non abbandona coloro che sperano in lui.
Lo sappiamo che viene! *
che viene a giudicare con giustizia.

Battete le mani, popoli tutti;*
esaltate il Signore con voce esultante!
Poichè il Signore l‘altissimo e il terribile; *
il grande re di tutta la terra.

Perchè il santissimo Padre del cielo, il re nostro,
prima dei secoli ha mandato
il suo Figlio diletto dall‘alto *
e ha operato la salvezza in mezzo alla terra.
Si allietino i cieli ed esulti la terra,
si commuova il mare e gli esseri che contiene; *
gioiranno i campi e tutto ciò che in loro.

Cantategli un cantico nuovo; *
canti al Signore tutta la terra.
Perchè grande iI Signore e molto degno di lode; *
piü terribile di tutti gli dei.

Offrite al Signore, popoli delle genti,
offrite al Signore gloria e onore; *
offrite al Signore la gloria del suo nome.
Offrite i vostri corpi e portate la sua santa croce; *
seguite fino alla fine i suoi santissirni precetti.

Tremi tutta la terra davanti al suo volto; *
dite fra le nazioni che il Signore regna.
Sappiamo che egli viene, *
perchè verrà a giudicare con giustizia.

Antifona
Santa Maria Vergine, nessuna donna nata al mondo

simile a te, figlia e schiava dell‘altissimo Re e Padre celeste,

madre del santissimo Signore nostro Gesü Cristo, sposa dello

Spirito Santo; prega per noi, con San Michele Arcangelo e

tutte le virtù dei cieli e tutti i santi, il tuo santissimo e diletto

Figlio, ii Signore e Maestro nostro.

I

MESSAGGIO DI SUA SANTITÀ
BENEDETTO XVI
PER LA QUARESIMA 2008

"Cristo si è fatto povero per voi" (2 Cor 8,9)

Cari fratelli e sorelle!

1. Ogni anno, la Quaresima ci offre una provvidenziale occasione per approfondire il senso e il valore del nostro essere cristiani, e ci stimola a riscoprire la misericordia di Dio perché diventiamo, a nostra volta, più misericordiosi verso i fratelli. Nel tempo quaresimale la Chiesa si preoccupa di proporre alcuni specifici impegni che accompagnino concretamente i fedeli in questo processo di rinnovamento interiore: essi sono la preghiera, il digiuno e l’elemosina. Quest’anno, nel consueto Messaggio quaresimale, desidero soffermarmi a riflettere sulla pratica dell’elemosina, che rappresenta un modo concreto di venire in aiuto a chi è nel bisogno e, al tempo stesso, un esercizio ascetico per liberarsi dall’attaccamento ai beni terreni. Quanto sia forte la suggestione delle ricchezze materiali, e quanto netta debba essere la nostra decisione di non idolatrarle, lo afferma Gesù in maniera perentoria: “Non potete servire a Dio e al denaro” (Lc 16,13). L’elemosina ci aiuta a vincere questa costante tentazione, educandoci a venire incontro alle necessità del prossimo e a condividere con gli altri quanto per bontà divina possediamo. A questo mirano le collette speciali a favore dei poveri, che in Quaresima vengono promosse in molte parti del mondo. In tal modo, alla purificazione interiore si aggiunge un gesto di comunione ecclesiale, secondo quanto avveniva già nella Chiesa primitiva. San Paolo ne parla nelle sue Lettere a proposito della colletta a favore della comunità di Gerusalemme (cfr 2 Cor 8-9; Rm 15,25-27).

 

 

Martedì -12 febbraio 2008 - I Settimana di Quaresima

  Vangelo

7 Pregando poi, non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole. 8 Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate.9 Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; 10 venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. 11 Dacci oggi il nostro pane quotidiano, 12 e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, 13 e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.14 Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; 15 ma se voi non perdonerete agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe.

PROFESSIONE DI FEDE

 

Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

 

 Padre Nostro, 3 Ave Maria (per la fede, la speranza, la carità), Gloria al Padre.

 

Lodato sempre sia. Il Santissimo nome di Gesù Giuseppe e Maria.

 

Gesù mio perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno,

porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della

Tua misericordia

 

1° mistero del dolore
L'agonia di Gesù nel Getsèmani

 

PADRE NOSTRO.. 

 

Dal vangelo secondo Matteo

 

Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsèmani, e disse ai discepoli: «Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare». AVE MARIA  E presi con sé Pietro e i due figli di Zebedèo, cominciò a provare tristezza e angoscia. AVE MARIA Disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me». AVE MARIA E avanzatosi un poco, si prostrò con la faccia a terra e pregava dicendo: «Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!». AVE MARIA Poi tornò dai discepoli e li trovò che dormivano. E disse a Pietro: «Così non siete stati capaci di vegliare un'ora sola con me? AVE MARIA [41]Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole». AVE MARIA E di nuovo, allontanatosi, pregava dicendo: «Padre mio, se questo calice non può passare da me senza che io lo beva, sia fatta la tua volontà». AVE MARIA  E tornato di nuovo trovò i suoi che dormivano, perché gli occhi loro si erano appesantiti. AVE MARIA E lasciatili, si allontanò di nuovo e pregò per la terza volta, ripetendo le stesse parole. Poi si avvicinò ai discepoli e disse loro: «Dormite ormai e riposate! Ecco, è giunta l'ora nella quale il Figlio dell'uomo sarà consegnato in mano ai peccatori. AVE MARIA  Alzatevi, andiamo; ecco, colui che mi tradisce si avvicina». AVE MARIA    

 

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era in principio ed ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

 

Lodato sempre sia. Il Santissimo nome di Gesù Giuseppe e Maria.

 

Gesù mio perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della Tua misericordia

 

Canone:

 

Vieni, vieni, Spirito d’amore,
ad insegnar le cose di Dio,
vieni, vieni, Spirito di pace
a suggerir le cose che Lui ha detto a noi. 

 

Dal  Vangelo secondo Matteo  6,7-15

7 Pregando poi, non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole. 8 Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate.9 Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; 10 venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. 11 Dacci oggi il nostro pane quotidiano, 12 e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, 13 e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.14 Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; 15 ma se voi non perdonerete agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe.

 

 Canto: È GIUNTA L’ORA

 E’ giunta l’ora, Padre, per me:

ai miei amici ho detto che.

Questa è la vita, conoscere Te,

e il figlio tuo, Cristo Gesù.

 

Erano tuoi, li hai dati a me

ed ora sanno che torno a te.

Hanno creduto: conservali Tu

nel tuo amore, nell’unità.

 

Tu mi hai mandato ai figli tuoi:

la tua Parola è verità.

E il loro cuore sia pieno di gioia:

la gioia vera viene da te.

 

Lo sono in loro e Tu in me:

che sian perfetti nell’unità

e il mondo creda che Tu mi hai mandato,

li hai amati come ami me.

 

 Medita

Nella pagina del Vangelo di oggi troviamo il no­tissimo insegnamento di Gesù riguardo alla PREGHIERA: la formula del Padre Nostro, nella edi­zione del Vangelo secondo Matteo, cioè proprio quella che noi recitiamo tutti i giorni e nella litur­gia eucaristica.

Non si finirebbe mai di parlare della grandezza di questa preghiera. In primo luogo, la risposta di Gesù precisa subito una verità fondamentale: la preghiera non può essere uno degli atteggiamenti della vita, o peggio ancora un atteggiamento margi­nale rispetto all'insieme delle attività della vita.La preghiera invece rappresenta e realizza quel­l'esperienza fondamentale che dà senso alla vita: cioè l'esperienza di un vincolo personale con Dio; altrimenti, il Signore non ci avrebbe insegnato a chiamare questo Dio come egli stesso lo chiama, PADRE.

Non sempre ci rendiamo conto di che cosa signi­fichi che Cristo Gesù ci ha dato di chiamare Dio col nome con cui egli eternamente lo chiama. È evidente che, per il Figlio di Dio, Dio Padre è tutto, è l'essenza stessa della vita. È evidente che il Figlio esiste nel Padre e per il Padre; egli stesso ce lo ha detto. Nulla dunque gli è tanto essenziale e necessario. Donandoci di pronunciare nello Spirito lo stesso nome, con la stessa forza, Cristo ha voluto insegnarci che l'unico senso della nostra vita consiste proprio, come per la sua, in questo legame profondo, vi­vido e continuo di vita d'amore con l'Eterno Padre. Questo è il senso della prima invocazione: « Pa­dre, che sei nei cieli ». Si spiega allora perché la preghiera si sviluppi in primo luogo come una solenne e grandiosa invoca­zione che questo Padre sia glorificato, che il suo nome sia conosciuto e soprattutto che si compia la sua volontà.

È evidente che questo Eterno Padre ha una vo­lontà che dà significato alla vita e alla esistenza di ogni uomo. Non c'è altra volontà che salvi, che dia senso, che fondi il fatto che esistiamo.E’ perciò indispensabile, se vogliamo che tutto riesca, che questa volontà si compia. Una preghiera così, è già diventata una fortissi­ma preghiera, che coglie Dio nel suo segreto e co­glie anche l'uomo nel suo segreto, e congiunge il se­greto di Dio al segreto dell'uomo. Padre, come in cielo così in terra, si compia la volontà tua. Ecco perché vien dopo, con realismo umile e nel medesimo tempo proporzionato alla situazione de­gli uomini, la richiesta che noi avremmo fatta su­bito: « Dacci il pane quotidiano »; « Non ci la­sciar morire di fame! ».

 Dio non ci lascia morire di fame, e ci insegna a chiedere con confidenza e umiltà il pane quotidiano, che ha intenzione di darci.Notiamo che la preghiera non permette che indu­giamo troppo su questa domanda, perché non corriamo il rischio di interpretare noi stessi soprattutto come mangiatori del pane quotidiano. No, l'uomo non è soprattutto un mangiatore di pane quotidia­no, egli « non vive di solo pane ». La dimensione più profonda e più vera della nostra personalità torna a essere quella che si immerge nel mistero del rapporto con Dio e con gli altri.

Noi chiediamo una sola volta a Dio che ci doni il pane quotidiano, ma poi gli chiediamo che ci rimetta i nostri debiti, che non ci induca in tenta­zione, che ci liberi dal male; gli chiediamo cioè una dimensione morale profonda e piena. Ecco la grandezza rivelativa di questa preghiera. C'è tutta un'antropologia nel Padre Nostro. C'è una concezione precisa dell'uomo, della sua storia e di tutto ciò che egli deve fare per essere giusto e felice. Preghiera così ricca, che la Chiesa, a ragione, con­densa in essa tutta la forza dell'offerta eucaristica. Preghiera così ricca, che basterebbe dirla nella fede, una volta al giorno, sostenuti dallo Spirito, perché tutta la giornata si illuminasse di questa grande fede.

Preghiera così ricca che, pur essendo comprensibile subito, nella sua semplicità, rimane tuttavia suscettibile di incessante riflessione, di meditazione: i Santi non finivano mai di approfondirla e di sco­prirne le grandezze. Riprendiamo anche noi la riflessione sul Padre Nostro che diciamo tutti i giorni, per scoprirne qual­che ricchezza di più, per realizzarne meglio lo slan­cio profondo, lo stesso che Cristo mise nell'inse­gnarcelo: facciamo diventare più ricco il quotidiano Padre Nostro. Questa preghiera è il segreto della vita, è la ri­sorsa della storia umana, è il fondamento di ogni nostra speranza. Riproviamoci giorno per giorno: cresceremo di sapienza, di fiducia, di abbandono in Dio e di gioia.

 

PADRE NOSTRO

I

Lourdes Preghiera del Giubileo 2007/2008 (2^ parte)

 

Per tutte le grazie ricevute in questo luogo, per tutte le conversioni, tutti i perdoni, tutte le guarigioni, per le vocazioni e le promesse che tu hai confermato o che tu hai fatto nascere qui, per la gioia del servizio che tu ci dài di gustare:

Madonna di Lourdes, noi ti ringraziamo!

 

Benedicta tu in mulieribus !

 

Con tutti i nostri fratelli e sorelle, con i popoli senza pace e senza giustizia, con i giovani che cercano la loro strada, tu che ti sei mostrata come una giovane donna alla giovinetta Bernardetta; con le vittime d’un lutto, d’una malattia, d’un handicap, d’un fallimento, con tutti coloro che hanno motivo di disperarsi:

Madonna di Lourdes, noi ti preghiamo!

 

Ora pro nobis !

 

Poiché tu sei il sorriso di Dio, il riflesso della luce di Cristo, la dimora dello Spirito Santo ; poiché hai scelto Bernardetta nella sua miseria ; poiché tu sei la Stella del mattino, la Porta del Cielo e la prima creatura risorta:

Madonna di Lourdes, noi ti ammiriamo, ti acclamiamo, e insieme a te cantiamo le meraviglie di Dio:

 

Magnificat!

Prega

Signore Gesù, devo riconoscere che anch'io riem­pio la mia preghiera di troppe parole, nel timore che Dio in qualche modo si dimentichi di me o nel desi­derio che presti attenzione alle tante necessità della mia vita. Tu mi parli di un Dio che non ha bisogno di essere informato su di me, sulle mie necessità, di un Dio che non è distratto ma che desidera per me un de­stino felice, vuole che mi senta figlio amato e che ac­cetti di diventare realmente suo figlio. Per questo in­segnami a pregare come figlio che ha fiducia in un Dio che resta fedele alle proprie promesse, che non dimentica» i suoi figli. Liberami dalla discontinuità e dalla superficialità, perché la mia preghiera non sia fatta di tante parole ma sia guidata dalla consapevo­lezza che Dio è un Padre affidabile. Insegnami a tro­vare nella preghiera filiale la capacità e la forza di un amore che sa perdonare. Amen.

Canto: TI SALUTO, O CROCE SANTA

 

Ti saluto, o Croce santa

che portasti il Redentor;

gloria, lode, onor ti canta

ogni lingua ed ogni cuor.

 

Sei vessillo glorioso di Cristo,

sei salvezza del popol fedel.

Grondi sangue innocente sul tristo

che ti volle martirio crudel. Rit.

                       

Tu nascesti fra braccia amorose

d’una Vergine Madre, o Gesù.

Tu moristi fra braccia pietose

d’una croce che data ti fu. Rit.

 

O Agnello divino immolato

sull’altar della croce, pietà!

Tu, che togli dal mondo il peccato,

salva l’uomo che pace non ha. Rit.

                       

Del giudizio nel giorno tremendo,

sulle nubi del cielo verrai.

Piangeranno le genti vedendo

qual trofeo di gloria sarai. Rit.                    

 

 

 

postato da: simonedicirene alle ore 19:33 | Permalink | commenti
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