NetCrIM - Risorse Cristiane on line quaresima 10 | Ascolterò la tua voce
domenica, 10 febbraio 2008
"Cristo si è fatto povero per voi" (2 Cor 8,9)

Se tu m'accogli

Se tu m'accogli, Padre buono, prima che venga sera,
se tu mi doni il tuo perdono avrò la pace vera:
ti chiamerò mio Salvatore e tornerò, Gesù con te.

Se nell'angoscia più profonda, quando il nemico assale,
se la tua grazia mi circonda, non temerò alcun male:
t'invocherò, mio Redentore e resterò sempre con te.

Signore, a te veniam fidenti: tu sei la vita, sei l'amor.
Dal sangue tuo siam redenti, Gesù, Signore, Salvator.
Ascolta, tu che tutto puoi: vieni, Signor, resta con noi.

+ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Amen.

 

 

Lourdes Preghiera del Giubileo 2007/2008 ( 1^ parte)

 

Dio nostro Padre, fra tutte le creature tu hai fatto sbocciare Maria, la creatura perfetta, l’ “Immacolata Concezione”. Qui, a Lourdes, lei stessa ha pronunciato questo nome che Bernardetta ha ripetuto. L’Immacolata Concezione è un grido di speranza: il male, il peccato e la morte non sono più i vincitori. Maria, segno precursore, aurora della salvezza!

 

Maria, tu che sei l’innocenza e il rifugio dei peccatori, noi ti preghiamo.

 

Ave Maria, gratia plena!

 

Signore Gesù, tu ci hai dato Maria come Madre. Ella ha condiviso la tua Passione e la tua Risurrezione. Qui, a Lourdes, si è mostrata a Bernardetta rattristata per i nostri peccati ma raggiante della tua luce. Attraverso Lei ti confidiamo tutte le gioie e le pene: le nostre, quelle dei malati e quelle di tutta l’umanità.

 

Maria, Madre e Sorella nostra, confidente e sostegno di noi tutti: noi ti preghiamo.

 

Ave Maria, gratia plena!

 

Spirito Santo, tu sei lo Spirito dell’amore e dell’unità. Qui, a Lourdes, attraverso Bernardetta, Maria ha chiesto di costruire una cappella e di venire in processione.

Ispira la Chiesa che il Cristo ha costruito sulla fede di Pietro: radunala nell’unità.

Guida il pellegrinaggio della Chiesa: che sia fedele e audace!

 

Maria, tu che sei ricolma dello Spirito Santo, tu sei la Sposa e la Serva.

Tu sei il modello dei cristiani e il volto materno della Chiesa:

noi ti preghiamo.

 

Ave Maria, gratia plena!

Salmo (4)

 

Antifona
Santa Maria Vergine, nessuna donna nata al mondo

simile a te, figlia e schiava dell‘altissimo Re e Padre

celeste, madre del santissimo Signore nostro Gesü

Cristo, sposa dello Spirito Santo; prega per noi, con

San Michele Arcangelo e tutte le virtù dei cieli e tutti

i santi, il tuo santissimo e diletto Figlio, il Signore e

Maestro nostro.

Dio, ti ho narrato la mia vita;*
E tu hai posto le mie lacrime al tuo cospetto.
Tutti i miei nemici contro di me
Pensavano di farmi del male;*
E si accordarono insieme.

E mi hanno ricambiato male per bene;*
E odio in cambio del mio amore.
Per questo invece di amarmi mi calunniavano;
mentre io pregavo.

O mio Padre santo, re del cielo e della terra,
non ti allontanare da me;*
perché la tribolazione è vicina,
e non c’è nessuno che mi aiuti.
Fuggiranno indietro i miei nemici;*
nel giorno in cui ti avrò invocato;
ecco, so che sei il mio Dio.

I miei amici e i miei parenti mi si avvicinarono
E mi stettero contro;*
I miei vicini si fermarono lontano.
Hai allontanato da me i miei amici
Che mi hanno tenuto in abominio;*
Sono stato tradito e non fuggivo.

Padre santo, non allontanare il tuo aiuto da me;*
Dio mio, pensa al mio soccorso.
Vieni in mio aiuto,*
Signore, Dio della salvezza.

Antifona
Santa Maria Vergine, nessuna donna nata al mondo

simile a te, figlia e schiava dell‘altissimo Re e Padre

celeste, madre del santissimo Signore nostro Gesü

Cristo, sposa dello Spirito Santo; prega per noi, con

San Michele Arcangelo e tutte le virtù dei cieli e tutti i

 anti, il tuo santissimo e diletto Figlio, ii Signore e

Maestro nostro.

 

  

Mio Dio, non dimenticarti di me, quando io mi dimentico di te.

Non abbandonarmi, Signore,  quando io ti abbandono.

Non allontanarti da me, quando io mi allontano da te.

Chiamami se ti fuggo, attirami se ti resisto, rialzami se cado.

Donami, Signore, Dio mio, un cuore vigile

che nessun vano pensiero porti lontano da te,

un cuore retto che nessuna intenzione perversa possa sviare,

un cuore fermo  che resista con coraggio ad ogni avversità,

un cuore libero che nessuna torbida passione possa vincere.

Concedimi, ti prego,  una volontà che ti cerchi,

una sapienza che ti trovi, una vita che ti piaccia,

una perseveranza che ti attenda con fiducia

e una fiducia che alla fine giunga a possederti.

 

San Tommaso d'Aquino

 

 

Sabato -23 febbraio 2008 - II Settimana di Quaresima

Padre

Corri verso di noi fin nei nostri sentieri sporchi, pulisci il male che imbratta il nostro cuore e il nostro volto, ci rialzi dalle nostre cadute e, senza paura di sporcarti, ci tieni accanto a te, ricevi le nostre miserie, ci poni alla tua destra e nemmeno uno è messo da parte, apri le tue braccia alle nostre lacrime e ai nostri desideri di luminosa eternità, ci guardi con amore e dici, a tutti: «Figli miei prediletti!», Padre nostro che sei nei cieli!

 

PROFESSIONE DI FEDE

 

Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

 

Padre Nostro, 3 Ave Maria (per la fede, la speranza, la carità), Gloria al Padre.

 

Lodato sempre sia. Il Santissimo nome di Gesù Giuseppe e Maria.

 

Gesù mio perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno,

porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della

Tua misericordia

 

 

3° mistero della gioia
La nascita di Gesù a Betlemme


PADRE NOSTRO

 

Dal Vangelo sencondo Luca

 

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. AVE MARIA   Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. AVE MARIA    Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo. AVE MARIA   C'erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. AVE MARIA   Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, ma l'angelo disse loro: «Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. AVE MARIA   Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia»AVE MARIA   E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama». AVE MARIA  Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: «Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». AVE MARIA   Andarono dunque senz'indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia. AVE MARIA   E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore. AVE MARIA      

 

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era in principio ed ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

 

Lodato sempre sia. Il Santissimo nome di Gesù Giuseppe e Maria.

 

Gesù mio perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della Tua misericordia

 

Vieni, vieni, Spirito d’amore,
ad insegnar le cose di Dio,
vieni, vieni, Spirito di pace
a suggerir le cose che Lui ha detto a noi. 

 

Dal Vangelo secondo Luca  15,1-3.11-32

 

1 Si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. 2 I farisei e gli scribi mormoravano: "Costui riceve i peccatori e mangia con loro". 3 Allora egli disse loro questa parabola:11 "Un uomo aveva due figli. 12 Il più giovane disse al padre: Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta. E il padre divise tra loro le sostanze. 13 Dopo non molti giorni, il figlio più giovane, raccolte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò le sue sostanze vivendo da dissoluto. 14 Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. 15 Allora andò e si mise a servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei campi a pascolare i porci. 16 Avrebbe voluto saziarsi con le carrube che mangiavano i porci; ma nessuno gliene dava. 17 Allora rientrò in se stesso e disse: Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! 18 Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; 19 non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi garzoni. 20 Partì e si incamminò verso suo padre.Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. 21 Il figlio gli disse: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. 22 Ma il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo, mettetegli l'anello al dito e i calzari ai piedi. 23 Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, 24 perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa. 25 Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; 26 chiamò un servo e gli domandò che cosa fosse tutto ciò. 27 Il servo gli rispose: E' tornato tuo fratello e il padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo. 28 Egli si arrabbiò, e non voleva entrare. Il padre allora uscì a pregarlo. 29 Ma lui rispose a suo padre: Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai trasgredito un tuo comando, e tu non mi hai dato mai un capretto per far festa con i miei amici. 30 Ma ora che questo tuo figlio che ha divorato i tuoi averi con le prostitute è tornato, per lui hai ammazzato il vitello grasso. 31 Gli rispose il padre: Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; 32 ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato".

 Canto: È GIUNTA L’ORA

 

E’ giunta l’ora, Padre, per me:

ai miei amici ho detto che.

Questa è la vita, conoscere Te,

e il figlio tuo, Cristo Gesù.

 

Erano tuoi, li hai dati a me

ed ora sanno che torno a te.

Hanno creduto: conservali Tu

nel tuo amore, nell’unità.

 

Tu mi hai mandato ai figli tuoi:

la tua Parola è verità.

E il loro cuore sia pieno di gioia:

la gioia vera viene da te.

 

Lo sono in loro e Tu in me:

che sian perfetti nell’unità

e il mondo creda che Tu mi hai mandato,

li hai amati come ami me.

 

 Medita

Leggiamo oggi la parabola forse più celebre del Vangelo, o senza dubbio una delle più celebri, quel­la che va sotto il titolo del « Figliol prodigo ». È una delle parabole della misericordia con cui Luca volle mettere in evidenza agli occhi dei suoi lettori (che erano in gran parte pagani, dunque i più lontani da Dio, secondo la mentalità dei giudei) il Cuore misericordioso di Dio, l'attesa del Padre che è nei cieli. È una delle parabole che han fatto compiere a moltissimi uomini i passi più importanti della loro vita, ossia i passi che avvicinano un uomo a Dio.La storia del figliol prodigo è certo la storia di tutti; è molto facile ritrovarci nei pensieri, nelle scelte, nell'esperienza del giovane. Ci sono i passi che lo allontanano da Dio, ed egli ha l'impressione di essere liberato da un giogo. Quando un uomo fa un peccato, pensa sempre che la vicinanza di Dio gli impedisca di vivere tutta la sua libertà; vede Dio come qualcuno che gli to­glie ingiustamente qualche cosa. Nessuna visuale è, evidentemente, più sbagliata, ma il peccatore ragiona così. Allora i suoi passi so­no i tristi passi dell'andata, i passi di quando, cla­morosamente o in punta di piedi, ci allontaniamo da Dio. Poi accadono molte cose e per misericor­dia di Dio, ecco che fioriscono nella nostra vita i passi nuovi, quelli della salvezza, quelli più impor­tanti: i passi del ritorno.

Beato l'uomo che conosce questo cammino di ri­torno, che si sa atteso da Dio e che è convinto che tutta la vita, in sostanza, non è altro che questo lungo cammino di ritorno a Colui che ci aspetta sulla porta di casa. La parabola è ricca di contenuti ed è anche ric­ca di contrasti. La vera grandezza morale, ci insegna il Vangelo con questa parabola, non è la grandezza di chi si sente buono, non è la grandezza della presunzione. Anche se questa presunzione si appoggia realmente su una vita nella quale non ci sono grandi peccati, è la presunzione stessa il peccato che non piace a Dio.

La grandezza morale consiste piuttosto nell'umile riconoscimento della nostra miseria e nella ricerca della misericordia di Dio. Veramente non siamo mai così grandi come quando sappiamo abbassarci dinanzi a Dio nel profondo della nostra verità, che è nulla, che è peccato, ma che, per ciò stesso, trova forza e slancio per rivolgersi a Colui che non si spaventa del peccato, purché, appunto, gli sia of­ferto in un gesto di umiltà. Parabola inesauribile, che, nel tanto o nel poco, a livello di grandi o di piccoli gesti morali, ha sempre qualcosa da insegnarci.

Parabola che va riletta nella pazienza, che va riletta con umile meditazione e con la gioia di co­statare che Dio sempre ci aspetta e che siamo beati ogni volta che il nostro cuore ci suggerisce, come suggerì al ragazzo della parabola: « Mi leverò e an­drò da mio padre, e gli dirò: padre ho peccato con­tro il cielo e contro di te ». Parabola che deve divenire esperienza della no­stra vita.

Rileggiamola spesso questa pagina di Vangelo, la­sciamo che ci prenda il cuore, lasciamo che ci faccia fare passi sempre nuovi. E’ questo il modo giu­sto di riconoscere chi è il nostro Dio: Padre pieno di misericordia e di ardente attesa verso ciascuno di noi.

 

PADRE NOSTRO

 

 

Lourdes Preghiera del Giubileo 2007/2008 (2^ parte)

 

Per tutte le grazie ricevute in questo luogo, per tutte le conversioni, tutti i perdoni, tutte le guarigioni, per le vocazioni e le promesse che tu hai confermato o che tu hai fatto nascere qui, per la gioia del servizio che tu ci dài di gustare:

Madonna di Lourdes, noi ti ringraziamo!

 

Benedicta tu in mulieribus !

 

Con tutti i nostri fratelli e sorelle, con i popoli senza pace e senza giustizia, con i giovani che cercano la loro strada, tu che ti sei mostrata come una giovane donna alla giovinetta Bernardetta; con le vittime d’un lutto, d’una malattia, d’un handicap, d’un fallimento, con tutti coloro che hanno motivo di disperarsi:

Madonna di Lourdes, noi ti preghiamo!

 

Ora pro nobis !

 

Poiché tu sei il sorriso di Dio, il riflesso della luce di Cristo, la dimora dello Spirito Santo ; poiché hai scelto Bernardetta nella sua miseria ; poiché tu sei la Stella del mattino, la Porta del Cielo e la prima creatura risorta:

Madonna di Lourdes, noi ti ammiriamo, ti acclamiamo, e insieme a te cantiamo le meraviglie di Dio:

 

Magnificat!

 

Prega

Padre di immensa bontà, tu mi ami con un amore sorprendente quando abbandono la tua casa, per cer­care altrove la vita e la libertà; mi ami con un amore paziente quando resto con te da servo che non si ren­de conto di essere amato come figlio. Fammi com­prendere le sorprese e le ricchezze del tuo amore, per­ché non cerchi lontano da te la vita, non viva la mia li­bertà come lontananza dal tuo amore che si prende cura di me. Fa' che non resti nella tua casa come ser­vo che obbedisce per essere retribuito, per ottenere una qualche ricompensa, ma come figlio che si rende conto di essere amato gratuitamente e come fratello che ama gratuitamente. Amen.

 

Canto: TI SALUTO, O CROCE SANTA

 

Ti saluto, o Croce santa

che portasti il Redentor;

gloria, lode, onor ti canta

ogni lingua ed ogni cuor.

 

Sei vessillo glorioso di Cristo,

sei salvezza del popol fedel.

Grondi sangue innocente sul tristo

che ti volle martirio crudel. Rit.

                  

Tu nascesti fra braccia amorose

d’una Vergine Madre, o Gesù.

Tu moristi fra braccia pietose

d’una croce che data ti fu. Rit.

 

O Agnello divino immolato

sull’altar della croce, pietà!

Tu, che togli dal mondo il peccato,

salva l’uomo che pace non ha. Rit.

                  

Del giudizio nel giorno tremendo,

sulle nubi del cielo verrai.

Piangeranno le genti vedendo

qual trofeo di gloria sarai. Rit.                  

 

 

Ringrazio per il  prezioso aiuto a:

http://www.qumran2.net/s/indici/98_1.htm

 

postato da: simonedicirene alle ore 16:47 | Permalink | commenti
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