NetCrIM - Risorse Cristiane on line quaresima 12 | Ascolterò la tua voce
venerdì, 15 febbraio 2008
"Cristo si è fatto povero per voi" (2 Cor 8,9)

Se tu m'accogli

Se tu m'accogli, Padre buono, prima che venga sera,
se tu mi doni il tuo perdono avrò la pace vera:
ti chiamerò mio Salvatore e tornerò, Gesù con te.

Se nell'angoscia più profonda, quando il nemico assale,
se la tua grazia mi circonda, non temerò alcun male:
t'invocherò, mio Redentore e resterò sempre con te.

Signore, a te veniam fidenti: tu sei la vita, sei l'amor.
Dal sangue tuo siam redenti, Gesù, Signore, Salvator.
Ascolta, tu che tutto puoi: vieni, Signor, resta con noi.

+ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Amen.

 

 

Lourdes Preghiera del Giubileo 2007/2008 ( 1^ parte)

 

Dio nostro Padre, fra tutte le creature tu hai fatto sbocciare Maria, la creatura perfetta, l’ “Immacolata Concezione”. Qui, a Lourdes, lei stessa ha pronunciato questo nome che Bernardetta ha ripetuto. L’Immacolata Concezione è un grido di speranza: il male, il peccato e la morte non sono più i vincitori. Maria, segno precursore, aurora della salvezza!

 

Maria, tu che sei l’innocenza e il rifugio dei peccatori, noi ti preghiamo.

 

Ave Maria, gratia plena!

 

Signore Gesù, tu ci hai dato Maria come Madre. Ella ha condiviso la tua Passione e la tua Risurrezione. Qui, a Lourdes, si è mostrata a Bernardetta rattristata per i nostri peccati ma raggiante della tua luce. Attraverso Lei ti confidiamo tutte le gioie e le pene: le nostre, quelle dei malati e quelle di tutta l’umanità.

 

Maria, Madre e Sorella nostra, confidente e sostegno di noi tutti: noi ti preghiamo.

 

Ave Maria, gratia plena!

 

Spirito Santo, tu sei lo Spirito dell’amore e dell’unità. Qui, a Lourdes, attraverso Bernardetta, Maria ha chiesto di costruire una cappella e di venire in processione.

Ispira la Chiesa che il Cristo ha costruito sulla fede di Pietro: radunala nell’unità.

Guida il pellegrinaggio della Chiesa: che sia fedele e audace!

 

Maria, tu che sei ricolma dello Spirito Santo, tu sei la Sposa e la Serva.

Tu sei il modello dei cristiani e il volto materno della Chiesa:

noi ti preghiamo.

 

Ave Maria, gratia plena!

Salmo (2)

 

Antifona
Santa Maria Vergine. nessuna donna al mondo simile

a te, figlia e schiava dell‘altissimo Re e Padre celeste,

 madre del santissimo Signore nostro Gesiù Cristo,

sposa dello Spirito Santo; prega per noi, con San

Michele Arcangelo e tutte le virtù dei cieli e tutti i

santi, il tuo santissimo e diletto Figlio, ii Signore e

Maestro nostro.

 

Pietà di me, o Dio, perchè l‘uomo mi ha conculcato, *
tutto il giorno mi assale, tormentandomi.
I miei nemici mi hanno calpestato tutto il giorno; *
perchè sono molti quelli che combattono
contro di me.

Tutti i miei avversari tramavano mali contro di me; *
mi hanno ordito contro un disegno iniquo.
Quelli che difendevano la mia anima, *
hanno fatto consiglio fra loro.

Uscivano fuori*
e parlavano fra di loro.
Vedendomi, mi derisero tutti; *
bisbigliavano e scuotevano la testa.

Io, ormai, sono un verme, non un uomo; *
ludibrio della umanità e abiezione della plebe.
A tutti i miei nemici sono diventato un orrore; *
una cosa spregevole ai miei vicini;
terrore ai miei nemici.

Padre santo, non allontanare la tua potenza da me, *
veglia in mia difesa.
Affrettati in mio aiuto,
Signore Dio della mia salvezza.

Ho innalzato il mio grido al Signore; *
con la mia voce ho supplicato ii Signore.
Effondo innanzi a lui la mia preghiera *
e a lui racconto la mia angoscia.

Quando viene meno in me il mio spirito; *
tu conosci la mia strada.
Sulla strada che io percorrevo, *
hanno nascosto un laccio.

Guardo a destra e osservo, *
e non c‘era nessuno che mi conoscesse.
Non c‘era piü scampo per me; *
e nessuno che si prendesse cura della mia anima.

Per tuo amore ho sopportato l‘oltraggio *
e la vergogna ha ricoperto il mio volto.
Sono diventatö un estraneo ai miei fratelli *
e un forestiero per i figli di mia madre.

Padre santo, lo zelo per la tua casa mi ha divorato, *
e l‘oltraggio di chi ti insulta ricaduto su me.
Contro di me si sono rallegrati e riuniti; *
su di me sono caduti i flagelli,
senza saperne la ragione.

Più numerosi dai capelli del mio capo *
sono quelli che mi perseguitano ingiustamente.
Hanno preso ardire quei miei nemici
che mi hanno perseguito ingiustamente *
ciò che non ho mai preso, ho dovuto restituire.

Malvagi testimoni, alzandosi, *
mi hanno interrogato su fatti a me ignoti.
Mi hanno ricompensato con il male
per iI bene fatto e mi hanno calunniato *
perchè ho seguito l‘onestà


Tu sei il santissimo Padre mio, *
mio Re e Dio mio.
Affrettti in mio aiuto *
Signore Dio della mia salvezza.

Antifona
Santa Maria Vergine, nessuna donna nata al mondo

simile a te, flglia e schiava dell‘altissimo Re e Padre

celeste, madre del santissimo Signore nostro Gesù

Cristo, sposa dello Spirito Santo; prega per noi, con

 San Michele Arcangelo e tutte le virtù dei cieli e

tutti i santi, il tuo santissimo e diletto Figlio, il Signore

e Maestro nostro.

 

 

Volevo essere io a parlare,

volevo essere io quello che diceva e faceva,

e tu rimanevi in silenzio.

Volevo essere io il centro della nostra amicizia,

e tu ancora rimanevi in silenzio.

Volevo riempire la mia testa di idee

E tu sempre in silenzio.

Mi sono trovato davanti a te preoccupato

Perché non avevo più nulla da dirti.

Sono rimasto in silenzio.

Solo in quel momento ti ho permesso di parlare.

E tu , che sei un Dio fantastico, hai riempito il silenzio.

Ed è stata la mia gioia.

Voglio essere io in silenzio:

parlami tu, spiegami tu, chiedimi tu, invitami tu.

Dopo il mio silenzio, solo dopo che tu avrai parlato

Avrò ancora il coraggio di risponderti.

La misericordia di Dio è una fune lunga e forte e non

 è mai troppo tardi  per aggrapparvisi.

 (B. Marshall)

 

 

Lunedì - 25 febbraio 2008 - III Settimana di Quaresima

Ordine

Con te, Signore, tutto è sempre in disordine: il nemico è un prossimo, il pane si deve condividere, l'offesa si deve perdonare, il peccatore riceve la stessa parte di tenerezza, gli ultimi sono i primi, la fragilità è una forza, i piccoli sono i grandi, il legno secco è una spiga di abbondanza, la tomba dimenticata  è la porta dell'aurora,  la vita è guadagnata quando è perduta in offerta e in dono! Senza il tuo vangelo, Signore, tutto sarebbe prevedibile e in ordine! Ma senza il tuo vangelo nelle nostre città e nelle nostre coscienze, come le nostre esistenze conoscerebbero l'ordine scombussolante dell'Amore?

 

PROFESSIONE DI FEDE

 

Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e

della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro

Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque

da Maria vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso,

morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno

risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio

Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i

morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica,

la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la

risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

 

 Padre Nostro, 3 Ave Maria (per la fede, la speranza, la carità), Gloria al Padre.

 

Lodato sempre sia. Il Santissimo nome di Gesù Giuseppe e Maria.

 

Gesù mio perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno,

porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della

Tua misericordia

 

4° mistero della gioia
La presentazione del Signore


PADRE NOSTRO

Dal Vangelo secondo Luca

 

Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore, AVE MARIA   come è scritto nella Legge del Signore: ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore;e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive la Legge del Signore. AVE MARIA Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d'Israele; AVE MARIA   lo Spirito Santo che era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore. AVE MARIA  Mosso dunque dallo Spirito, si recò al tempio; e mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere la Legge, lo prese tra le braccia e benedisse Dio: AVE MARIA Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. AVE MARIA  Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima». AVE MARIA  C'era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto col marito sette anni dal tempo in cui era ragazza, AVE MARIA   era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. AVE MARIA   Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. AVE MARIA  

 

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era in principio ed ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

 

Lodato sempre sia. Il Santissimo nome di Gesù Giuseppe e Maria.

 

Gesù mio perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della Tua misericordia

 

Vieni, vieni, Spirito d’amore,
ad insegnar le cose di Dio,
vieni, vieni, Spirito di pace
a suggerir le cose che Lui ha detto a noi. 

 

Dal Vangelo secondo Luca  4,24-30

 

24 Poi aggiunse: «Nessun profeta è bene accetto in patria. 25 Vi dico anche: c'erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; 26 ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova in Sarepta di Sidone. 27 C'erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo, ma nessuno di loro fu risanato se non Naaman, il Siro».28 All'udire queste cose, tutti nella sinagoga furono pieni di sdegno; 29 si levarono, lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte sul quale la loro città era situata, per gettarlo giù dal precipizio. 30 Ma egli, passando in mezzo a loro, se ne andò.

 Canto: È GIUNTA L’ORA

 

E’ giunta l’ora, Padre, per me:

ai miei amici ho detto che.

Questa è la vita, conoscere Te,

e il figlio tuo, Cristo Gesù.

 

Erano tuoi, li hai dati a me

ed ora sanno che torno a te.

Hanno creduto: conservali Tu

nel tuo amore, nell’unità.

 

Tu mi hai mandato ai figli tuoi:

la tua Parola è verità.

E il loro cuore sia pieno di gioia:

la gioia vera viene da te.

 

Lo sono in loro e Tu in me:

che sian perfetti nell’unità

e il mondo creda che Tu mi hai mandato,

li hai amati come ami me.

 

 Medita

Troviamo nel brano di Vangelo di oggi una ce­lebre frase di Gesù, che ci aiuta a valutare in qual misura egli continua a essere anche per noi il no­stro Profeta. La frase è questa: « In verità vi dico: nessun profeta è bene accetto in patria ». Che cosa volle dire Gesù con questa espressione? Non dimentichiamo intanto che egli non fece una affermazione di carattere teorico, ma parlò rivolgen­dosi ai suoi concittadini, agli abitanti di Nazaret, la sua patria di adozione, gente dunque che era con lui in un rapporto particolare, molto diverso da quello di tutti gli altri palestinesi. Questa gente lo conosceva, lo aveva visto crescere, lo aveva vista lavorare, vivere in mezzo a loro proprio come loro, e perciò poteva anche credere di conoscerlo molta bene. Dinanzi a questa gente, Gesù fece un annunzio che la indignò ingiustamente: « Nessun profeta è bene accetto in patria ».

Egli dichiarò in qualche modo che, nella misura in cui un profeta ci è fa­miliare, noi non siamo più capaci di coglierne né la grandezza, né la novità, né la diversità che lo caratterizza rispetto a noi. Nella misura dunque in cui un profeta ci è fami­liare, saremmo portati a non ascoltarlo più o a non dare troppa importanza alle cose che dice. Questo, evidentemente, è la morte della profezia. È proprio quanto accadde a Gesù. Egli si meravi­gliava della poca fede dei suoi concittadini e, dice il Vangelo, non poté fare lì molti miracoli. Li rim­proverò anche di questa maniera di giudicarlo; e il suo rimprovero li toccò così sul vivo che sca­tenò la loro collera. Fu proprio in questa occasione che, per la prima volta, Gesù subì un attentato alla sua vita. « Lo cacciarono fuori della città - dice il Van­gelo - e lo condussero sul ciglio del monte, sul quale era la loro città, per gettarlo giù dal preci­pizio ».

Un vero e proprio attentato alla sua vita. Do­vette essere ben grande il furore scatenato in que­sta gente! E il furore dipendeva da questo: che il profeta pretendeva d'essere profeta, pretendeva di dire verità nuove e di annunciare una vita diversa, rispetto a ciò che essi erano, e a ciò che egli in apparenza era sempre stato in mezzo a loro. Non era più uno dei loro, uno che apparteneva  in qualche modo a loro, uno sul quale potevano vantare dei diritti, che potevano considerare sotto­messo, o, comunque, al servizio del benessere im­mediato di tutti. Era uno che si ergeva molto più in alto di loro. -che li metteva in questione, che li giudicava e li avvertiva di dover cambiare vita attraverso la fede. Si comprende perché un uomo non possa essere profeta, se è giudicato secondo questa piatta fami­liarità.

Ora, qualche cosa di questo genere dobbiamo ammettere che può accadere anche a noi.Anche per noi Gesù è in parte profeta, e in par­te familiare. Familiare non nel senso della profon­da familiarità divina che ci solleva alla famiglia di Dio, ma nel senso umano della parola, nel senso di una confidenza sbagliata, dove giudichiamo Gesù come un'abitudine della nostra vita.

 Nella misura in cui Gesù è per noi un'abitudine, egli non è più il Profeta. Nella misura in cui la nostra preghiera, la nostra Eucaristia, il nostro rap­porto con il prossimo, le nostre stesse opere evan­geliche sono un'abitudine, tali cioè che le compia­mo senza più aspettarci molto di nuovo da loro, e ci pare ormai attraverso esse di conoscere tutto quel­lo che si può conoscere di cristianesimo, quando Gesù vorrà dirci cose nuove, invitarci a ulteriore conversione, farci proposte di vita più divina, noi reagiremo male. Ci coglierà di sorpresa, non ac­cetteremo il Profeta.

È molto facile vivere di abitudine religiosa, di abitudine di fede. Non c'è dubbio che le abitudini di fede siano buone abitudini, ma se ci impedisco­no di accettare la grandezza di Gesù, se ci impedi­scono di meravigliarci ancora del suo Vangelo, del suo messaggio e del suo amore, allora bisogna dire che queste buone abitudini stanno diventando abi­tudini soffocanti e bisogna affrettarsi a spezzarle con un nuovo incontro con il Signore.

In questo senso, Gesù anche a noi può ripetere oggi: « lo sono il vostro Profeta nella misura in cui voi non mi considerate troppo "vostro", trop­po "già conosciuto", troppo "familiare" ». È attraver­so la profezia che suscita la fede che si giunge in­vece alla vera familiarità con Dio, che è quella del­l'essere suoi discepoli, del camminare nel suo Mi­stero, del credere alla sua Verità; ma questa è tutta un'altra cosa. Domandiamoci oggi quanto Gesù è ancora no­stro Profeta e quanto noi corriamo il rischio di com­mettere lo stesso errore dei nazaretani, di non ac­cettare Gesù, perché siamo fin troppo abituati a lui. È una revisione di vita cristiana molto oppor­tuna e molto fruttuosa.

 

PADRE NOSTRO

 

 

Lourdes Preghiera del Giubileo 2007/2008 (2^ parte)

 

Per tutte le grazie ricevute in questo luogo, per tutte le conversioni, tutti i perdoni, tutte le guarigioni, per le vocazioni e le promesse che tu hai confermato o che tu hai fatto nascere qui, per la gioia del servizio che tu ci dài di gustare:

Madonna di Lourdes, noi ti ringraziamo!

 

Benedicta tu in mulieribus !

 

Con tutti i nostri fratelli e sorelle, con i popoli senza pace e senza giustizia, con i giovani che cercano la loro strada, tu che ti sei mostrata come una giovane donna alla giovinetta Bernardetta; con le vittime d’un lutto, d’una malattia, d’un handicap, d’un fallimento, con tutti coloro che hanno motivo di disperarsi:

Madonna di Lourdes, noi ti preghiamo!

 

Ora pro nobis !

 

Poiché tu sei il sorriso di Dio, il riflesso della luce di Cristo, la dimora dello Spirito Santo ; poiché hai scelto Bernardetta nella sua miseria ; poiché tu sei la Stella del mattino, la Porta del Cielo e la prima creatura risorta:

Madonna di Lourdes, noi ti ammiriamo, ti acclamiamo, e insieme a te cantiamo le meraviglie di Dio:

 

Magnificat!

 

Prega

Signore, fa’ che la mia carne ridiventi come quella di un bambino, purificami dalla lebbra del peccato che ha oscurato la bellezza originaria della tua creazione, riconciliami con te affinché io, forte della tua forza, interceda, per tutte le lebbre del mondo, perché siano liberati dalla contaminazione del corpo e dell’anima tanti uomini e donne che si sono perduti per aver ascoltato voci diverse dalla tua, per aver abitato ovili diversi da quelli per cui, tu, buon pastore, doni la vita. Pietà per noi, Re del mondo, sole dell’amore, che porti la guarigione nei tuoi raggi.

 

Canto: TI SALUTO, O CROCE SANTA

 

Ti saluto, o Croce santa

che portasti il Redentor;

gloria, lode, onor ti canta

ogni lingua ed ogni cuor.

 

Sei vessillo glorioso di Cristo,

sei salvezza del popol fedel.

Grondi sangue innocente sul tristo

che ti volle martirio crudel. Rit.

                  

Tu nascesti fra braccia amorose

d’una Vergine Madre, o Gesù.

Tu moristi fra braccia pietose

d’una croce che data ti fu. Rit.

 

O Agnello divino immolato

sull’altar della croce, pietà!

Tu, che togli dal mondo il peccato,

salva l’uomo che pace non ha. Rit.

                  

Del giudizio nel giorno tremendo,

sulle nubi del cielo verrai.

Piangeranno le genti vedendo

qual trofeo di gloria sarai. Rit.                  

 

 

Ringrazio per il  prezioso aiuto a:

http://www.qumran2.net/s/indici/98_1.htm

 

postato da: simonedicirene alle ore 17:59 | Permalink | commenti
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