NetCrIM - Risorse Cristiane on line quaresima 16 | Ascolterò la tua voce
domenica, 17 febbraio 2008

"Cristo si è fatto povero per voi" (2 Cor 8,9)

 

Se tu m'accogli

Se tu m'accogli, Padre buono, prima che venga sera,
se tu mi doni il tuo perdono avrò la pace vera:
ti chiamerò mio Salvatore e tornerò, Gesù con te.

Se nell'angoscia più profonda, quando il nemico assale,
se la tua grazia mi circonda, non temerò alcun male:
t'invocherò, mio Redentore e resterò sempre con te.

Signore, a te veniam fidenti: tu sei la vita, sei l'amor.
Dal sangue tuo siam redenti, Gesù, Signore, Salvator.
Ascolta, tu che tutto puoi: vieni, Signor, resta con noi.

+ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Amen.

 

 

Lourdes Preghiera del Giubileo 2007/2008 ( 1^ parte)

 

Dio nostro Padre, fra tutte le creature tu hai fatto sbocciare Maria, la creatura perfetta, l’ “Immacolata Concezione”. Qui, a Lourdes, lei stessa ha pronunciato questo nome che Bernardetta ha ripetuto. L’Immacolata Concezione è un grido di speranza: il male, il peccato e la morte non sono più i vincitori. Maria, segno precursore, aurora della salvezza!

 

Maria, tu che sei l’innocenza e il rifugio dei peccatori, noi ti preghiamo.

 

Ave Maria, gratia plena!

 

Signore Gesù, tu ci hai dato Maria come Madre. Ella ha condiviso la tua Passione e la tua Risurrezione. Qui, a Lourdes, si è mostrata a Bernardetta rattristata per i nostri peccati ma raggiante della tua luce. Attraverso Lei ti confidiamo tutte le gioie e le pene: le nostre, quelle dei malati e quelle di tutta l’umanità.

 

Maria, Madre e Sorella nostra, confidente e sostegno di noi tutti: noi ti preghiamo.

 

Ave Maria, gratia plena!

 

Spirito Santo, tu sei lo Spirito dell’amore e dell’unità. Qui, a Lourdes, attraverso Bernardetta, Maria ha chiesto di costruire una cappella e di venire in processione.

Ispira la Chiesa che il Cristo ha costruito sulla fede di Pietro: radunala nell’unità.

Guida il pellegrinaggio della Chiesa: che sia fedele e audace!

 

Maria, tu che sei ricolma dello Spirito Santo, tu sei la Sposa e la Serva.

Tu sei il modello dei cristiani e il volto materno della Chiesa:

noi ti preghiamo.

 

Ave Maria, gratia plena!

Salmo (2)

 

Antifona
Santa Maria Vergine. nessuna donna al mondo simile

a te, figlia e schiava dell‘altissimo Re e Padre celeste,

 madre del santissimo Signore nostro Gesiù Cristo,

sposa dello Spirito Santo; prega per noi, con San

Michele Arcangelo e tutte le virtù dei cieli e tutti i

santi, il tuo santissimo e diletto Figlio, ii Signore e

Maestro nostro.

 

Pietà di me, o Dio, perchè l‘uomo mi ha conculcato, *
tutto il giorno mi assale, tormentandomi.
I miei nemici mi hanno calpestato tutto il giorno; *
perchè sono molti quelli che combattono
contro di me.

Tutti i miei avversari tramavano mali contro di me; *
mi hanno ordito contro un disegno iniquo.
Quelli che difendevano la mia anima, *
hanno fatto consiglio fra loro.

Uscivano fuori*
e parlavano fra di loro.
Vedendomi, mi derisero tutti; *
bisbigliavano e scuotevano la testa.

Io, ormai, sono un verme, non un uomo; *
ludibrio della umanità e abiezione della plebe.
A tutti i miei nemici sono diventato un orrore; *
una cosa spregevole ai miei vicini;
terrore ai miei nemici.

Padre santo, non allontanare la tua potenza da me, *
veglia in mia difesa.
Affrettati in mio aiuto,
Signore Dio della mia salvezza.

Ho innalzato il mio grido al Signore; *
con la mia voce ho supplicato ii Signore.
Effondo innanzi a lui la mia preghiera *
e a lui racconto la mia angoscia.

Quando viene meno in me il mio spirito; *
tu conosci la mia strada.
Sulla strada che io percorrevo, *
hanno nascosto un laccio.

Guardo a destra e osservo, *
e non c‘era nessuno che mi conoscesse.
Non c‘era piü scampo per me; *
e nessuno che si prendesse cura della mia anima.

Per tuo amore ho sopportato l‘oltraggio *
e la vergogna ha ricoperto il mio volto.
Sono diventatö un estraneo ai miei fratelli *
e un forestiero per i figli di mia madre.

Padre santo, lo zelo per la tua casa mi ha divorato, *
e l‘oltraggio di chi ti insulta ricaduto su me.
Contro di me si sono rallegrati e riuniti; *
su di me sono caduti i flagelli,
senza saperne la ragione.

Più numerosi dai capelli del mio capo *
sono quelli che mi perseguitano ingiustamente.
Hanno preso ardire quei miei nemici
che mi hanno perseguito ingiustamente *
ciò che non ho mai preso, ho dovuto restituire.

Malvagi testimoni, alzandosi, *
mi hanno interrogato su fatti a me ignoti.
Mi hanno ricompensato con il male
per iI bene fatto e mi hanno calunniato *
perchè ho seguito l‘onestà


Tu sei il santissimo Padre mio, *
mio Re e Dio mio.
Affrettti in mio aiuto *
Signore Dio della mia salvezza.

Antifona
Santa Maria Vergine, nessuna donna nata al mondo

simile a te, flglia e schiava dell‘altissimo Re e Padre

celeste, madre del santissimo Signore nostro Gesù

Cristo, sposa dello Spirito Santo; prega per noi, con

 San Michele Arcangelo e tutte le virtù dei cieli e

tutti i santi, il tuo santissimo e diletto Figlio, il Signore

e Maestro nostro.

I

Sai cos’è che ti fa più soffrire?

Sono tutte le insoddisfazioni che sono in te,

le lacerazioni, i conflitti tra:

ciò che desideri e ciò che hai,

ciò che vorresti essere e ciò che sei,

la tua fame di sapere e il tuo mistero,

e i misteri del mondo,

la tua frenesia di benessere

e la tua sofferenza in ogni sua forma,

la tua nostalgia di senso morale

e il male che c’è in te, attorno a te,

la tua sete d’amore e i fallimenti,

i limiti dell’amore umano …

Ciò che ti fa soffrire è la tua imperfezione,

la tua incompiutezza.

Non credere che la soddisfazione

delle tute aspirazioni più profonde

possa  venire da qualcosa che sta fuori di te,

solo Qualcuno dentro di te potrà appagarti. 

M. Quoist

I

Sabato - 1 marzo 2008 - III Settimana di Quaresima

Desiderio

La nostra fede, Signore, ce la auguriamo solida come un fondamento, coerente con il nostro battesimo e fedele e gioiosa per svegliare il mondo alla sovrabbondanza del tuo amore! La nostra preghiera, Signore, la vogliamo segreta e discreta ma anche pubblica, quotidiana e fiduciosa per gustare la tua reale presenza nei nostri giorni e nelle nostre notti nel nostro mondo! La nostra vita, Signore, la desideriamo arata dalla tua Parola, fecondata dalla tua tenerezza, ripiena di misericordia a attivata dal tuo Spirito per impiantare la tua salvezza nella nostra terra umana! Noi sogniamo, Signore, di essere semplice gente del vangelo!

 

PROFESSIONE DI FEDE

 

Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e

della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro

Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque

da Maria vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso,

morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno

risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio

Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i

morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica,

la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la

risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

 

Padre Nostro, 3 Ave Maria (per la fede, la speranza, la carità), Gloria al Padre.

 

Lodato sempre sia. Il Santissimo nome di Gesù Giuseppe e Maria.

 

Gesù mio perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno,

porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della

Tua misericordia

 

5° mistero della gioia
Gesù è ritrovato nel tempio

PADRE NOSTRO

Dal Vangelo secondo Luca

I suoi genitori si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua. AVE MARIA     Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l'usanza; AVE MARIA ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. AVE MARIA   Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; AVE MARIA  non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. AVE MARIA  Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. AVE MARIA   E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. AVE MARIA   Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo » AVE MARIA  . Ed egli rispose: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?».  AVE MARIA . Ma essi non compresero le sue parole. AVE MARIA

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era in principio ed ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

 

Lodato sempre sia. Il Santissimo nome di Gesù Giuseppe e Maria.

 

Gesù mio perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della Tua misericordia

 

Vieni, vieni, Spirito d’amore,
ad insegnar le cose di Dio,
vieni, vieni, Spirito di pace
a suggerir le cose che Lui ha detto a noi. 

 

Dal Vangelo secondo Luca  18,9-14

 

9 Disse ancora questa parabola per alcuni che presumevano di esser giusti e disprezzavano gli altri: 10 «Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l'altro pubblicano. 11 Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. 12 Digiuno due volte la settimana e pago le decime di quanto possiedo. 13 Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: O Dio, abbi pietà di me peccatore. 14 Io vi dico: questi tornò a casa sua giustificato, a differenza dell'altro, perché chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato».

   

Canto: È GIUNTA L’ORA

 

E’ giunta l’ora, Padre, per me:

ai miei amici ho detto che.

Questa è la vita, conoscere Te,

e il figlio tuo, Cristo Gesù.

 

Erano tuoi, li hai dati a me

ed ora sanno che torno a te.

Hanno creduto: conservali Tu

nel tuo amore, nell’unità.

 

Tu mi hai mandato ai figli tuoi:

la tua Parola è verità.

E il loro cuore sia pieno di gioia:

la gioia vera viene da te.

 

Lo sono in loro e Tu in me:

che sian perfetti nell’unità

e il mondo creda che Tu mi hai mandato,

li hai amati come ami me.

 

Medita

Il notissimo episodio del fariseo e del pubblicano che pregano, ci offre oggi qualche spunto a una ri­flessione pratica. Il fariseo prega stando in piedi e si ritiene giusti­ficato; il pubblicano si ferma a distanza, non osa nemmeno alzare gli occhi al cielo e si batte il petto dicendo: « O Dio, abbi pietà di me peccatore ». Poi il commento di Cristo: « Il pubblicano è giu­stificato, ma il fariseo no ». Non si tratta di un piccolo episodio all'interno di una esperienza religiosa che non ci riguarda più; al­l'opposto, Gesù propone con questa parabola il pro­blema dell'origine della nostra moralità, del nostro essere o giudicarci buoni. In realtà, pone una differenza fondamentale che divide gli uomini, a seconda che essi partano da se stessi per giudicarsi buoni, o partano da Dio. Il fariseo è il tipico esempio dell'uomo che parte da se stesso per giudicarsi buono. Non che il fari­seo non si confronti con le leggi; anzi, enumera quelle che egli osserva bene. Dunque, le leggi gli servono per confermargli che egli è un galantuomo: fa tutto ciò che le leggi dicono di fare.

Il fariseo non rifiuta di confrontarsi con gli altri; ma anche gli altri gli confermano che il galantuomo è lui. Gli altri sono tutti peccatori, tutti povera gen­te, tutta gente a cui egli ringrazia Dio di non asso­migliare. ) evidente che la moralità del fariseo, pur sembrando nascere da un confronto con la legge o da un confronto con il prossimo, in realtà nasce soltanto dal piacere profondo che egli ha nel sen­tirsi e nel proclamarsi giusto. Non si confronterà con le leggi che non osserva,, ma soltanto con quelle che osserva, appunto per sentirsi giusto. Si guarderà bene dal confrontarsi con le persone migliori di lui, che metterebbero in evidenza le sue pecche, ma si confronterà molto volentieri con quel­le chiaramente peggiori di lui, perché nel confronto riesca vincitore. Con questo sistema, che è un sistema molto dif­fuso (e certamente non soltanto tra i farisei del tem­po di Gesù), l'uomo riesce sempre a sentirsi giu­sto.

Parte da sé, fa un rapido quanto falso con­fronto col prossimo, rientra in sé più soddisfatto che mai; sicché potrà uscire dal suo apparente incontro con Dio, ringraziandolo perfino che egli è un uomo così giusto. Gesù insegnò, quella volta, che il rapporto con Dio, cioè la sorgente della vera moralità, è tutta un'altra. L'uomo che cerca la sua giustizia, che ha fame e sete di questa giustizia, e vuole veramente scoprire il segreto per divenire santo, per purifi­carsi fin nel profondo di se stesso; l'uomo che sente questa benedetta ansia di essere puro, costui non si fermerà né alla legge, né agli altri, ma andrà drit­to davanti a Dio, spinto da un insopprimibile desi­derio di confrontarsi con il Santo dei Santi. Già que­sto è un buon istinto: avere il desiderio di confron­tarsi con Dio, anche se si sa benissimo che con­frontarsi con Dio vorrà appunto dire: cadere in ginocchio, battersi il petto e dire: « Pietà di me, o Dio, perché sono peccatore! ». Ma questo atteggiamento non è la fine del confronto con Dio, anzi è l'inizio; nasce di qui la salvezza. Infatti, a pensarci bene, quale altro atteggiamento potremmo avere dinanzi a Dio, se non questo? Questa è la giustizia, questa è la verità.

 

È Dio il Santo, non noi. A noi basta riconoscere che egli è il Santo, e che al suo confronto siamo peccatori, bisognosi che egli ci santifichi; ed egli ci santifica volentieri, perché la sua grazia l'ha data agli umili. Allora la nostra moralità nasce da questo pro­fondo incontro con Colui che ci santifica e al quale altro non dobbiamo confessare se non i nostri peccati. Non avremo bisogno di confrontarci con le leggi che osserviamo o con il prossimo peggiore di noi per confortarci della nostra falsa giustizia, ma avre­mo l'inesprimibile conforto di abbandonarci alla grandezza e alla bontà di Dio, svelando a lui, sen­za alcuna vergogna, la pochezza e la miseria della nostra anima. E in questa umiltà troveremo salvez­za e gioia.

Amici, non si tratta di momenti riservati a per­sone di stretta osservanza religiosa; ogni uomo ha bisogno di sentirsi giusto e puro; questo è un desi­derio che Dio ha messo in lui e rimane insoppri­mibile, qualunque cosa ne faccia. Ogni uomo, dunque, cerca l'incontro con Colui che lo giustifica; ogni uomo è tentato di specchiarsi nelle leggi facili e nel prossimo peggiore per aver­ne vantaggio, ma ogni uomo, facendo così, si sente in realtà ipocrita e disonesto. Siamo dunque tutti invitati a rivivere o il gesto del fariseo o quello del pubblicano; è una scelta che ci è sempre dinanzi. Anche oggi questa scelta in qualche modo verrà; non lasciamocela sfuggire; scegliamo di fare co­me il pubblicano e di trovare ancora una volta, di­nanzi a Dio, nell'umile confessione del nostro pec­cato, la grande gioia della sua misericordia.

 

PADRE NOSTRO

 

 

Lourdes Preghiera del Giubileo 2007/2008 (2^ parte)

 

Per tutte le grazie ricevute in questo luogo, per tutte le conversioni, tutti i perdoni, tutte le guarigioni, per le vocazioni e le promesse che tu hai confermato o che tu hai fatto nascere qui, per la gioia del servizio che tu ci dài di gustare:

Madonna di Lourdes, noi ti ringraziamo!

 

Benedicta tu in mulieribus !

 

Con tutti i nostri fratelli e sorelle, con i popoli senza pace e senza giustizia, con i giovani che cercano la loro strada, tu che ti sei mostrata come una giovane donna alla giovinetta Bernardetta; con le vittime d’un lutto, d’una malattia, d’un handicap, d’un fallimento, con tutti coloro che hanno motivo di disperarsi:

Madonna di Lourdes, noi ti preghiamo!

 

Ora pro nobis !

 

Poiché tu sei il sorriso di Dio, il riflesso della luce di Cristo, la dimora dello Spirito Santo ; poiché hai scelto Bernardetta nella sua miseria ; poiché tu sei la Stella del mattino, la Porta del Cielo e la prima creatura risorta:

Madonna di Lourdes, noi ti ammiriamo, ti acclamiamo, e insieme a te cantiamo le meraviglie di Dio:

 

Magnificat!

Prega

 

Signore Gesù, il tuo comandamento di amarci come tu stesso ci hai amati ci ferisce il cuore e ci fa scoprire con dolore quanto siamo lontani dall'essere rivestiti dei tuoi sentimenti di misericordia e di umiltà.  Siamo così fatti che riusciamo a peccare anche quando ci rivolgiamo al Padre tuo,  in preghiera.  Abbi pietà di noi. Donaci il tuo Spirito buono. Insegnaci a porci in ascolto del suo grido inesprimibile che — solo - può chiamare il Padre e ottenere per noi salvezza e pace. 

Canto: TI SALUTO, O CROCE SANTA

 Ti saluto, o Croce santa

che portasti il Redentor;

gloria, lode, onor ti canta

ogni lingua ed ogni cuor.

 

Sei vessillo glorioso di Cristo,

sei salvezza del popol fedel.

Grondi sangue innocente sul tristo

che ti volle martirio crudel. Rit.

                  

Tu nascesti fra braccia amorose

d’una Vergine Madre, o Gesù.

Tu moristi fra braccia pietose

d’una croce che data ti fu. Rit.

 

O Agnello divino immolato

sull’altar della croce, pietà!

Tu, che togli dal mondo il peccato,

salva l’uomo che pace non ha. Rit.

                  

Del giudizio nel giorno tremendo,

sulle nubi del cielo verrai.

Piangeranno le genti vedendo

qual trofeo di gloria sarai. Rit.                  

 

 

Ringrazio per il  prezioso aiuto a:

http://www.qumran2.net/s/indici/98_1.htm

 

postato da: simonedicirene alle ore 15:00 | Permalink | commenti
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